NAQADA III

A cura di Ivo Prezioso

E veniamo all’ultima carrellata di oggetti che vanno ad illustrare il periodo Naqada III (circa 3300-3000 a.C.). E’ l’ultima fase del processo di formazione dello stato, quella che aprirà le porte all’Egitto dinastico.

Torino, Museo Egizio: Anforetta, alabastro. Altezza cm. 5,5, diametro massimo cm. 4. Provenienza scavi di Hammamiya, Necropoli della pianura: scavi Schiaparelli 1905. Vasetto con corpo ovoidale, orlo estroflesso e labbro piatto, appoggio a disco.



Torino, Museo Egizio: Anforetta,diorite. Altezza cm. 5, diametro della bocca cm. 2,5. Acquisto Schiaparelli. Vasetto con corpo ovoidale, orlo leggermente estroflesso con labbro piatto e piede a disco Lo stato di conservazione è eccellente .


Londra, Petrie Museum: Gioco, calcare. Larghezza cm. 3, Diametro cm. 28,8. Predinastico. Base circolare appartenente ad un gioco detto del “serpente”, dalla forma della tavola che raffigura appunto tale rettile avvolto a spirale. Il corpo dell’animale, ad eccezione della testa e della coda, è suddiviso in caselle rettangolari abbastanza regolari. E’ stato interpretato anche come amuleto con funzioni apotropaiche (che allontana, cioè, influenze maligne).




Berlino: Agyptiches Museum: Pedina da gioco, avorio. Provenienza Umm el Qa’ab (Abydo). Altezza cm. 9. Tardo predinastico, inizi del dinastico (circa 3100-3000 a.C.). Questa piccola torre di avorio, molto probabilmente una pedina da gioco, rappresenta una costruzione utilizzata sia come silo per il grano, sia come struttura difensiva. All’ingresso si accedeva tramite una scala a pioli (forse di corda) che, in caso di attacco nemico poteva essere ritirata. Silos di questo tipo sono riprodotti su sigilli protostorici(relativi cioè a quella fase intermedia tra preistoria e storia vera e propria)e costituiscono una tipologia architettonica non rara degli antichi insediamenti egizi.


Londra, British Museum: frammento di tavolozza commemorativa (Tavolozza della Battaglia).Ardesia grigia. Tardo Predinastico (3200 a.C. circa). Altezza: cm.32,8 Lunghezza: cm. 28,7 Provenienza ignota. La decorazione è realizzata in bassorilievo. Su un verso due gazzelle sono intente a mangiare frutti da una palma; dietro la gazzella, a destra, è un uccello dal becco ricurvo, qualcosa di simile ad una gallina faraona. L’altra faccia presenta una scena di prigionieri e vittime di guerra, queste ultime dilaniate da avvoltoi, corvi e un leone. Si è supposto che il leone rappresentasse il re vittorioso, ma è possibile che si sia voluto semplicemente rappresentare un animale da preda così come per gli avvoltoi. Nella parte superiore del frammento più grande è visibile un prigioniero legato seguito da una figura che indossa una lunga tunica. Il frammento più piccolo presenta due prigionieri accanto alle insegne dell’ibis e del falco. E’ probabile che lo spazio superiore dovesse contenere altre rappresentazioni della battaglia. Sul margine destro dello stesso frammento è visibile una zona circolare circondata da un bordo in rilievo, probabilmente per contenere il cosmetico. Questo splendido oggetto fa parte di una serie di manufatti simili che si diffusero alla fine dell’età predinastica, non più legati a mere pratiche cosmetiche (come era stato in precedenza), ma prodotti per celebrare eventi di rilievo. In quest’ottica, sembra che tali tavolozze venivano offerte in dono ai templi più importanti. I caratteri tipicamente egizi, qui si delineano inequivocabilmente, sebbene siano ancora percepibili influenze mediorientali. L’esemplare più famoso è senz’altro la celeberrima Tavolozza di Narmer, di cui parleremo diffusamente in seguito.

Naqada III

Numerosi regni in guerra tra di loro; primi nomi di sovrani tramandati


LA TAVOLOZZA DEI CANI

A cura di Grazia Musso

I due canidi che danno il nome a questa tavolozza votiva sono piuttosto delle iene, come quelle che appaiono all’interno della raffigurazione; si distinguono dai cani domestici visibili in basso ( con i collari) accanto a orici, stambecchi e due fiere mitologiche dai lunghi colli. Da Hierakonpolis, grovacca ,Altezza 42 cm., larghezza 22cm. Oxford, Ashmolean Museum. Fonte :Antico Egitto di Maurizio Damiano.