NAQADA II

A cura di Ivo Prezioso

Londra, Petrie Museum: Anforetta, calcare venato e foglia d’oro. Altezza cm: 7,5, diametro cm. 6,7. Naqada II (3650-3300 a.C.). Anforetta a corpo ovoidale e orlo ad anello, ricoperto da foglia d’oro, con labbro arrotondato; in corrispondenza della spalla, due piccole prese a rotella, anch’esse ricoperte da foglia d’oro. L’appoggio è costituito da una base a disco.



Torino, Museo Egizio: Anforetta, argilla marrone rosato a grana fine con decorazione rosso scuro. Acquisto Schiaparelli 1900-1901. Altezza cm. 15,4, diametro massimo cm. 10,4. Naqada II. Vaso a corpo ovoidale e orlo estroflesso. Il corpo presenta una decorazione piuttosto complessa. I disegni, nonostante tentativi di interpretazione differenti, sono comunemente ritenuti rappresentazioni di barche con cabine. Sull’estremità sinistra si riconosce la presenza di un ramo che si incurva verso l’interno. Sotto la barca, una figura stilizzata formata da un elemento verticale che sostiene una forma quadrangolare con i lati concavi posta tra due capanne. Probabilmente si tratta di una bandiera o di un’insegna formata da un palo su cui è tesa una pelle di animale o un drappo decorato. Questo vaso è un esempio del primitivo metodo utilizzato per rendere la sintassi degli oggetti che compongono la scena: disposizione degli elementi in successione verticale, anticipazione del sistema a registri che sarà poi costante durante tutta l’epoca faraonica.



Torino, Museo Egizio: Tavolozza per cosmesi, ardesia larghezza cm. 7,1, lunghezza cm. 14,3. Acquisto Schiaparelli. Naqada II. Tavolozza per cosmesi con corpo ovoidale. Una delle estremità è decorata da due teste di uccello contrapposte collocate a distanza ravvicinata. Si tratta di una delle tipologie più diffuse. Sono riconoscibili il becco e l’occhio delineato con un foro. Al centro, tra il collo dei volatili è posto un foro di sospensione.



Berlino, Aegyptisches Museum: vasi zoomorfi, breccia. Naqada IIc (3300 a.C. circa), breccia. Altezze rispettivamente cm. 18 e cm. 13.Da un contenitore ovoidale sono state ricavate, con forme essenziali, le fisionomie di un ibis e di un pesce. Più insolita e anche più raffinata la raffigurazione della testa di uccello, il cui lungo becco poggia sul collo ripiegato all’indietro. L’interno dei vasi è completamente scavato e le pareti sono estremamente sottili. All’imboccatura del vaso a forma di pesce sono stati ricavati dei fori per l’applicazione di un coperchio. Se ne deduce che il recipiente fosse utilizzato per la conservazione di oli sacri. La varietà di animali raffigurati su tavolozze e vasi preistorici può essere considerata un vera e propria illustrazione degli ambienti naturali della Valle de Nilo. Tali aggetti erano destinati al corredo funebre o alle offerte degli dei.



A cura di Patrizia Burlini

Ciotola con piedini umani. Realizzata in argilla del Nilo, la superficie è così liscia e levigata da apparire lucida .La forma la rende simile al geroglifico egizio che significa “portare” : in(i). Non è chiaro il suo utilizzo: forse ciotole del genere facevano parte del corredo funerario, come ciotole per le offerte di cibo dai vivi ai defunti (forse con i piedi la ciotola poteva raggiungere più speditamente il defunto 😊?).

Periodo predinastico, tardo Naqada I- Naqada II, conservata al MET di New York.

Data ca. 3900–3650 a.C.

Dimensioni: diam. 13.2 x L 13.7 x P 9.8 cm

Naqada II

Aumentano le decorazioni sugli oggetti, si formano i Regni dell’Alto e Basso Egitto