Di Giuseppe Esposito


Epoca: XIX Dinastia
Titolare
| Titolare | Titolo | Necropoli[2] | Dinastia/Periodo | Note[3] |
| Neferabet | Servo nel Luogo della Verità [4](artigiano reale) | Deir el-Medina | XIX dinastia (Ramses II) | fila superiore delle tombe, nei pressi di TT213; leggermente a sud, e in basso, rispetto alla casa di Schiaparelli |
Biografia
Neferronpet e Mahi furono i suoi genitori, mentre Taesi fu sua moglie; Neferronpet, Ramose, Nedjemger, Meriunu furono i suoi figli.
La tomba
La tomba presenta due camere sepolcrali.
In una un figlio del titolare della sepoltura è mostrato nell’atto di offertorio a Neferabet e a sua moglie Taesi; un gran numero di familiari: il gruppo comprende lo stesso Neferabet, suo “padre” (forse suocero) Amenmose curatore degli scorpioni e suo fratello Amenemope. Sono presenti, inoltre, i figli di Neferabet, Neferronpet, Ramose, Nedjemger, Meriunu, ed i fratelli di Neferabet, Anhotep, Ipu, Huy, Merymaat.
Le donne del rilievo comprendono la moglie di Neferabet, Taesi, la madre di quest’ultima Tenthaynu, sua sorella Istnofret ed altre sorelle. Il defunto è mostrato in atto di adorazione della dea Hathor mentre in altre scene alcuni familiari, tra cui lo stesso Neferabet, sono rappresentati in adorazione di Ra-Horakhti.
Nella seconda camera cinque pannelli rappresentano la famiglia in adorazione di Anubi.
Una stele, che menziona Neferranpet, padre di Neferabet, si trova oggi al British Museum (cat. BM150)
[1] La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2] le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[3] Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[4] Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.
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