Necropoli tebane

TT9 – TOMBA DI AMENMOSE

Amenmose in geroglifici

Planimetria schematica della tomba TT9[1]

Epoca:                                   XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[2]Dinastia/PeriodoNote[3]
AmenmoseServo nel Luogo della Verità[4] e incantatore degli scorpioniDeir el-MedinaXX dinastia (Ramses III)alla sommità della fila delle tombe, a sud della TT213 e leggermente a nord della TT210

Biografia

Amenmose fu Servo nel Luogo della verità ed “incantatore” di scorpioni. Sua moglie era Tent-hom.

La tomba

Di forma irregolare, la TT9 è costituita da un unico locale cui si accede da una corte in cui si trovano due stele: in una una dea e il defunto in offertorio ad Anubi/sciacallo, il defunto in offertorio del disco solare, la dea Hathor ed il defunto, accomapgnato da Anubi, dinanzi a Osiride; nell’altra gente in offertorio alla mummia presso la piramide della tomba e scene di banchetto.

Ushabti di Amnmose proveniente dalla TT9. Da: Barberis, Elettra, et al. “A shabti of the Egyptian priest Amenmose unveiled.” Journal of Cultural Heritage 58 (2022): 122-129.

All’interno della tomba, i dipinti parietali rappresentano la dea Nut accanto al defunto e alla moglie, dodici uomini in fila che adorano una divinità, una processione funeraria e scene di un pellegrinaggio ad Abydos. In altre scene: pesatura alla presenza di Thot in sembianze di babbuino, banchetti funebri, offertorio del defunto agli dei ed al defunto e sua moglie.


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[3]       Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[4]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

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