Necropoli tebane

TT128 – TOMBA DI PATHENFY

Planimetria schematica della tomba TT128[1] [2]

Epoca:                                   Periodo Tardo

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
PathenfySindaco di Edfu e di TebeSheikh Abd el-QurnaPeriodo Tardocasa di Mohammed Tayya[5]; nella pianura; a nord della TT127

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile dai dipinti, il nome del padre: Pedeamon.

La tomba

La TT128 si sviluppa planimetricamente con una sala rettangolare con soffitto retto da otto pilastri; nell’angolo sud-est si apre l’accesso alla TT129. Un breve corridoio, sulle cui pareti è rappresentato il defunto con suoi assistenti che lascia la tomba, dà accesso alla sala sulle cui pareti i resti di tredici colonne di testo con i titoli del defunto. In uno dei dipinti sopravissuti (angolo nord-est) tre figli e due figlie (non ne sono indicati i nomi) sono dinanzi al defunto seduto. Su un’architrave formule di offertorio per il defunto.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, pp. 28
  4. Porter e Moss 1927,  p. 243.
  5. Porter e Moss 1927,  p. 235.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29
  7. Porter e Moss 1927,  p. 243.
  8. Porter e Moss 1927,  p. 243.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

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