Necropoli tebane

TT136 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Planimetria schematica della tomba TT136[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciutoScriba reale… del Signore delle Due TerreSheikh Abd el-QurnaXIX dinastiacasa di Umar Ahmed[5];  nella pianura; a circa 100 m dal recinto del Ramesseum, leggermente a nord dell’entrata ovest

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[6].

La tomba

L’abitazione che nasconde l’accesso alla TT136. Da: Salvoldi, Daniele. “Some remarks on TT 136 and its interpretation.” Egitto e Vicino Oriente 31 (2008): 39-48.

Poche sono le rimanenze pittoriche; in un corridoio di accesso scene del defunto (?) in adorazione di una divinità e testi sacri. Dinanzi a uno dei pilastri i resti di una statua, verosimilmente del defunto[7]

I pilastri osiriaci della TT136. Da: Salvoldi, Daniele. “Some remarks on TT 136 and its interpretation.” Egitto e Vicino Oriente 31 (2008): 39-48.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, pp. 28
  4. Porter e Moss 1927,  p. 250.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 250.

[7]              Porter e Moss 1927,  pp. 250-251.

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