LE CONCHIGLIE NELL'ANTICO EGITTO

LE CONCHIGLIE DI OSTRICA DEL MEDIO REGNO

Decorazioni militari o uso funerario?

Non sono sopravvissuti fino a noi reperti realizzati con le conchiglie o ispirati ad esse risalenti all’Antico regno, se si eccettua la conchiglia che ho pubblicato come locandina di questa minirubrica; per contro ne abbiamo parecchi risalenti al Medio Regno.

Riprendo qui, approfondendolo, l’argomento delle conchiglie d’ostrica del Medio Regno con inciso il cartiglio di Senwosret o Kheperkara già introdotto da Francesco Alba, Grazia Musso e Dave Robbins.

Questi particolari pendenti, come ci ha a suo tempo spiegato Francesco, “sono stati realizzati da una conchiglia comunemente detta meleagrina, il cui nome scientifico è Pinctada margaritifera. Si tratta di un mollusco bivalve appartenente alla famiglia Pteridae che vive nei mari caldi dell’Indo-Pacifico”..

Dal guscio lucidato fino al suo strato interno di madreperla iridescente gli Egizi ricavavano pendenti della misura di circa 10 x 10 cm. dotati di due fori nella parte superiore in modo da poterli infilare ed appendere al collo; ne sono stati rinvenuti una cinquantina di esemplari recanti incisi al centro della superficie esterna convessa i nomi Senwosret o Kheperkara.

CONCHIGLIA CON IL CARTIGLIO DI SENWOSRET CUSTODITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI FIRENZE A QUESTO LINK:
https://upload.wikimedia.org/…/Amulet_shell_Senusret_I….
AUTORE: Khruner, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Lo studio di queste conchiglie fu avviato nel 1932 da Herbert E. Winlock, che ne esaminò ventotto ed ipotizzò che fossero onorificenze conferite ai soldati che si erano particolarmente distinti per il proprio valore in battaglia, oppure che contraddistinguessero gli appartenenti ad un battaglione prestigioso costituito dal sovrano e sciolto alla sua morte, oppure i membri della sua guardia del corpo.

Le conclusioni di Winlock, che attribuisce gli oggetti al primo Medio Regno, muovono dall’analisi del famoso pendente del Metropolitan Museum of Art di New York.

FOTO N. 1 – LA CONCHIGLIA DEL MET DI NEW YORK con inciso il cartiglio di Senwosret I, XII dinastia – da Gebelein (Krokodilopolis).
Dimensioni: L. 10 × H. 10 cm – Numero di adesione: 23.2.76a
In origine le macchie di balsamo dovevano essere molto più ampie, perché l’interno della conchiglia reca numerosi graffi, probabilmente provocati per toglierle con uno strumento appuntito.
http://metmuseum.org/art/collection/search/556016

L’oggetto è ben conservato, pur avendo lievi scheggiature sul lato destro e nella parte superiore e reca inciso il cartiglio con il nome del trono di Senwosret I (Kheperkara) i cui geroglifici hanno tratti distintivi particolari, identici a quelli trovati su altri pendenti analoghi: la barretta orizzontale alla base del cartiglio ha al centro quattro lineette verticali ed il segno ka con i pugni chiusi ad anello ha due trattini verticali al centro del segno orizzontale.
L’oggetto fu venduto a Winlock nel 1923 da Sayed Melettam, un commerciante di antichità di Luxor che rifornì il MET per vent’anni; nell’occasione egli gli vendette anche un parabraccio di pelle nera che gli arcieri allacciavano all’interno dell’avambraccio per proteggerlo dalla corda dell’arco e dell’estremità della freccia quando veniva scoccata (FOTO N. 2).

FOTO N. 2 – IL PARABRACCIO IN PELLE DI GEBELEIN VENDUTO CON LA CONCHIGLIA DEL MET – XII DINASTIA?
Dimensioni: L. 2,7 × L. 7,9 × P. 6 cm- Numero di adesione: 23.2.76b
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/556018

Melettam riferì che i due oggetti erano stati rinvenuti sul braccio di una mummia di sesso indeterminato portata alla luce a Gebelein, e sembrava verosimile che così fosse, in quanto un pendente analogo era già stato trovato nella medesima località da E. Schiaparelli nel 1911 ed è ora conservato al Museo Egizio di Torino (FOTO N. 3).
Sulla conchiglia inoltre vi erano macchie che Winlock ritenne lasciate dal parabraccio e che lo portarono ad ipotizzare che il proprietario della conchiglia fosse un soldato e più precisamente un arciere.

FOTO N. 3 – LA CONCHIGLIA TROVATA DA SCHIAPARELLI A GEBELEIN, CON IL CARTIGLIO DI KHEPERKARA, ORA AL MUSEO EGIZIO DI TORINO (N. INV. S. 14130)

Tale convinzione venne rafforzata dal ritrovamento di altre conchiglie con il cartiglio di Senwosret che sembravano riferibili all’ambiente militare perchè nel corredo funerario al quale appartenevano erano presenti anche armi.
Due di esse furono rinvenute a Qubbet el-Hawa: la prima è oggi custodita al Nubian Museum di Aswan (N. d’inv. JdE 36398 – FOTO N. 4) e si trovava sul petto di una mummia che aveva tra le bende anche un pugnale di bronzo, un filo di perle di agata rossa e un filo di grandi perle di porcellana verdastra; la seconda è stata trovata insieme a frecce con punta di selce in una tomba la cui ubicazione è oggi perduta a causa del rapporto di scavo molto vago.

FOTO N. 4 – CONCHIGLIA CON IL CARTIGLIO DI SENWOSRET TROVATA A QUBBET EL-HAWA OGGI CUSTODITA AL NUBIAN MUSEUM DI ASWAN (N. INV. JdE 36398)

Un altro pendente identico è stato rinvenuto a Deir el-Rifa insieme ad un filo di perline in maiolica a forma di mosca, insetto che forse già nel Medio Regno simboleggiava il coraggio in battaglia ed era una decorazione riservata ai militari (FOTO N. 5).

FOTO N. 5 – CONCHIGLIA DI EL RIFA, RINVENUTA CON LA COLLANA COSTITUITA DA TANTE PERLINE DI MAIOLICA A FORMA DI MOSCA, XII DINASTIADimensioni: H. 9,5 cm; larghezza 9,3 cm; Museo di Manchester, Università di ManchesterNumero di adesione: SL.3.2015.29.5

L’interpretazione di Winlock è stata messa in dubbio da altri egittologi i quali ritengono in primo luogo che le conchiglie iscritte risalgano ad un’epoca successiva alla morte di Senwosret e siano da interpretare come una forma di venerazione postuma riservata al sovrano divinizzato, che si sarebbe protratta fino alla XX dinastia.

CONCHIGLIA CON IL CARTIGLIO DI SENWOSRET CUSTODITA ALL’ASHMOLEAN MUSEUM DI OXFORD a questo link: https://www.ancient-egypt.co.uk/ashmolean/index_7.htm

Essi infatti osservano che solo nel Tardo Medio Regno il segno k3 di Kheperkara è documentato con le mani ad anello come sulla conchiglia del MET; inoltre il ritrovamento di conchiglie iscritte insieme ad una bacchetta apotropaica (a Lisht e a Qubbet el_Hawa), ad un pugnale (Aswan) e ad un ushabti (Sheikh Farag), entrati a far parte dei corredi funerari solo a cavallo tra la XII e la XIII dinastia, induce a collocare in quel periodo anche i gusci.

UNA BACCHETTA APOTROPAICA https://upload.wikimedia.org/…/Apotropaic_Wand_-_Middle… Museo Metropolitano d’Arte di New York, CC0, via Wikimedia Commons

Questi studiosi inoltre propendono per escludere l’uso militare dei pendenti in quanto ritengono probabile che appartenessero a donne, in quanto si trovavano talvolta insieme a conchiglie di ciprea (delle quali parlerò in un prossimo post), indossate come amuleti a protezione della fertilità, ed erano anche dipinte come monili al collo di statuette femminili del tardo Medio Regno e nelle scene parietali delle tombe.

Essi aggiungono che non è neppure certo che i titolari di tali oggetti fossero soldati, in quanto pugnali e frecce sono stati attestati con valenza religiosa e rituale anche in sepolture femminili del tardo Medio Regno: ipotizzò a suo tempo Gaston Maspero che queste armi venissero poste nel sarcofago dei defunti affinchè potessero servirsene contro i nemici mostruosi che popolavano l’altro mondo.

In particolare nei corredi funerari di Senebtisi, forse figlia del visir Senwosret, di Ita e Khenmet (o Khnumit) figlie di Amenemhat II e della principessa Nubhetepti-kheredi figlia di Amenemhat III o di un imprecisato re della XIII dinastia sono stati rinvenuti dei pugnali; la tomba di quest’ultima ritrovata intatta, inoltre, conteneva anche otto frecce, una mazza, bastoni, scettri e molte altre insegne reali.

Vi sono per contro indizi che suggeriscono l’uso funerario quanto meno della conchiglia del MET, che sarebbe stata inglobata nelle bende e posta non sul braccio della mummia ma sul petto: le macchie scure che si trovano su entrambi i suoi lati (e non su uno solo come affermato da Winlock) sembrano essere state lasciate dai balsami utilizzati nella fasciatura del cadavere, tant’è che lungo i bordi posteriori dell’oggetto sono visibili minuscoli frammenti di lino bruno scuro e sulla macchia della superficie interna è percepibile l’impronta della stoffa.

CONCHIGLIA CON IL CARTIGLIO DI SENWOSRET CUSTODITA AL MUSEO D’ISRAELE A GERUSALEMME – n. INV. IMJ 76.19.198 – FOTOGRAFIA DI DAVE ROBBINS

Potrete trovare informazioni sulle bacchette apotropaiche sul nostro sito al seguente link: https://laciviltaegizia.org/…/le-bacchette-apotropaiche/

FONTI:

OUDA MEKAWY A. M., Egyptian Middle Kingdom Oyster Shells with Royal Names: Function, Chronology and Gender Issues, in BIFAO 119 (2019), a questo link: https://doi.org/10.4000/bifao.1342

Ulteriori informazioni si trovano ai link indicati nelle didascalie delle singole foto, che contengono anche i dovuti crediti; ove non siano indicati, le immagini sono state tratte dall’articolo del prof. OUDA MEKAWI.

Sul pugnale di Senebtisi:
https://www.metmuseum.org/art/collection/search/546863

Sul pugnale della principessa Ita:
https://laciviltaegizia.org/2022/12/15/il-pugnale-della-principessa-ita/

GRILLOT M., https://egyptophile.blogspot.com/…/le-poignard-de-la…

LINK AL POST DI FRANCESCO ALBA https://www.facebook.com/groups/449981545805222/permalink/1237407907062578/?app=fbl:

LINK AL POST DI MEDITERRANEO ANTICO CONDIVISO DA GRAZIA MUSSO https://www.facebook.com/…/pfbid029sjdQscRqgjAcPxRmJciB…

LINK AL POST DI DAVE ROBBINS https://www.facebook.com/photo/?fbid=10110320540860217…ch/557211

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