Necropoli tebane

TT222 – TOMBA DI HEKAMMATRANAKHTE

DETTO ANCHE TURO

Planimetria schematica della tomba TT222[1] [2]

Epoca:                                   Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Hekammatranakhte, detto anche TuroPrimo Profeta di Montu, Signore di TebeQurnet MuraiXIX-XX dinastia (Ramses III-Ramses IV)a nord della TT40;

Biografia

Uniche notizie biografiche ricavabili dalla TT222 sono il nome della moglie, Wiay, Capo dell’harem di Monthu, e dei figli, Userhat e Panebmonthu, a loro volta Capi dei Profeti di Monthu[5].

La tomba

TT222 presenta planimetricamente forma a “T” rovesciata, tipica del periodo costituita. Un corridoio dà accesso ad una sala trasversale, sulle cui pareti sono riportati (1 in planimetria[6]) brani del Libro delle Porte e il defunto che offre libagioni alle divinità tra cui un pilastro djed umanizzato. Il figlio Userhat ofre libagioni al defunto e alla moglie; sul lato corto della sala (2), su due registri sovrapposti, due barche divine, il defunto in offertorio a Ramses IVe persone che offrono libagioni al defunto e alla moglie. Poco discosto (3) il defunto adora Ramses III e scene, solo abbozzate, di offertorio a un re.

Un corridoio, sulle cui pareti (4) sono riportati pilastri djed, immette in una lunga sala perpendicolare alla precedente. Sulle pareti: (5) brani del Libro delle Porte e scene della processione funeraria; su due registri (6) il defunto con quattro vitelli dinanzi a Ra-Horakhti.

Su altra parete (7), su tre registri resti di scene di processione funeraria con i Campi di Aaru; dolenti, macellai, barche sul fiume; su un’isola tre scene: un prete e un macellaio dinanzi a una dea, un prete che purifica la mummia e il figlio Panebmonthu, Primo Profeta di Monthu, assistito da una dea purifica la mummia. Un uomo offre libagioni alla mummia sdraiata su un catafalco (l’immagine si trova oggi al Museo di Liverpool); poco oltre (8) il defunto dinanzi a Osiride e a una dea e il defunto seduto, con la moglie, in una scena non ultimata. Su altra parete della sala più interna (9), il defunto dinanzi a Osiride e, di fronte (10), il defunto dinanzi a Ptah. Sul fondo una nicchia: sulle pareti il defunto dinanzi a due divinità; sul fondo persone dinanzi ad una tavola per offerte.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 323.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

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