Piccola Guida Turistica

LA STATUA COLOSSALE DI RAMSES II

Il colosso ancora semisepolto nella sabbia, in una fotografia del 1897.
FOTO A QUESTO LINK: egyptmuseum.com/colossus-of-ramesses-ii-at-Menphis-1897

Questa statua, originariamente alta circa 14 metri, è scolpita in un unico blocco di pietra calcarea e mantiene tracce dei colori originari; fu scoperta nel 1820 dall’esploratore Giovanni Battista Caviglia ed è molto ben conservata anche se nel corso dei millenni le gambe e la mano sinistra sono andate perse, rendendo impossibile ricollocarla in posizione eretta.

Il colosso appena liberato dalla sabbia, in una fotografia del 1897.
FOTO A QUESTO LINK: egyptmuseum.com/colossus-of-ramesses-ii-at-Menphis-1897

In origine, insieme ad un’altra identica, mai ritrovata, decorava l’ingresso meridionale del tempio di Ptah; essa venne proposta sia al granduca Leopoldo II di Toscana che al British Museum, ma alla fine rimase in Egitto perchè il trasporto sarebbe stato molto dispendioso e sarebbe stato necessario tagliarla in vari pezzi.
La particolare struttura dell’edificio che la ospita permette di guardarla dall’alto e di apprezzarne I particolari.

Il colosso oggi.
Foto mia

Queste statue colossali finemente dipinte avevano il fine di stupire i sudditi e gli stranieri di passaggio nonchè di magnificare il ruolo ed il potere divino del sovrano.

Egli era spesso rappresentato con indosso i simboli del proprio potere sul paese e sui suoi abitanti: la corona doppia dell’Alto e del Basso Egitto nonchè lo scettro uncinato ed il flagello, simboli di Osiride, primo re d’Egitto.

Il viso della statua, che ho posizionato in verticale per poterne meglio apprezzare la delicatezza.
FOTO A QUESTO LINK: https://www.egypttoursplus.com/memphis-egypt/

In questo caso Ramesse stringe in pugno un rotolo di papiro: per scoprire di cosa si tratta, andate a leggere l’articolo di Patrizia Burlini sul nostro sito, a questo link: https://laciviltaegizia.org/…/02/08/dimmi-coshai-in-pugno/

Il sovrano veniva altresì rappresentato in modo idealizzato, perennemente giovane, bello e prestante perchè i sudditi dovevano avere la certezza che sarebbe stato in grado di assolvere ai suoi doveri nei confronti del popolo e di salvare l’Egitto dal caos.

Particolare della parte centrale della statua: il gonnellino finemente pieghettato, trattenuto in vita da una cintura recante i cartigli del re, nella quale è infilato un pugnale con la classica impugnatura che termina con due teste di falco contrapposte.
FOTO MIA

Compito del Faraone infatti era quello di mantenere la Maat, difendendo le Due Terre dai nemici, garantendo ordine e giustizia, facendo in modo che il sole sorgesse ogni giorno dopo aver compiuto il suo pericoloso viaggio notturno e propiziando ogni anno la piena del Nilo che rendeva fertile la terra.

Accanto alla gamba destra di Ramesse, in dimensione ridotta, è scolpita l’immagine di uno dei suoi figli, probabilmente Khaemwaese figlio di Isisnofret, che fu Sommo sacerdote del Tempio di Ptah a Menfi e dai 50 anni fino alla sua morte fu principe ereditario, essendo deceduti prima di lui i suoi fratelli maggiori.
FOTO MIA

Per ottenere il favore degli dei il re costruiva templi in loro onore, sulle cui pareti faceva scolpire scene che li rappresentavano mentre ricevevano offerte dal re e gli mostravano la loro approvazione.

http://teachinghistory100.org/objects/about_the_object/

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