E LA LEGGENDA DELLA PIETRA DELLA PROFEZIA
Di Luisa Bovitutti
Lasciati alle spalle il Deserto nero e la montagna di cristallo si continua verso sud ovest in un ambiente desolato fino a raggiungere i margini della depressione di Farafra, a circa 370 km dal Cairo, dove inizia il Deserto bianco (Sahara el Beyda), che prende il nome dal colore delle sue rocce calcaree e gessose e che si estende per oltre 2000 chilometri quadrati fino a Siwa a nord e al confine con la Libia a ovest.

CARTINA TRATTA DA QUESTO SITO: https://medium.com/…/the-white-desert-in-egypt…
Nel 2002 al fine di proteggere l’area, le cui placche nivee rischiano di frantumarsi a causa del continuo passaggio delle jeep dei turisti, è stato istituito l’omonimo Parco Nazionale, il cui accesso è contingentato e necessita di particolari permessi.
Oltre ad un settore del Deserto Bianco comprende anche le Oasi di Farafra, di Ain El Maqfi ed Ain El Wadi, parte del Grande Mare di Sabbia ed il Wadi Hennis, per complessivi 300 chilometri quadrati.
Lungo la via ci si ferma in una minuscola oasi dove una sorgente d’acqua alimenta una grande piscina in cemento nella quale ci si può immergere per trovare refrigerio, ma preferiamo sostare solo brevemente per raggiungere la nostra meta prima possibile.

FOTO MIA
Per raggiungere il parco nazionale è necessario lasciare la strada asfaltata e seguire piste sabbiose non tracciate che solo le guide locali conoscono.
La tappa successiva è un’ampia zona gessosa coperta da innumerevoli sassolini neri: ve ne sono di tubolari lunghi due o tre centimetri, altri tondeggianti e grandi come una ciliegia, altri ancora dalle forme stellate: sembrano lapilli eruttati da un vulcano primordiale o minuscoli meteoriti piovuti dal cielo in un’era lontanissima.

FOTO DA SITO DI VENDITA INTERNET
Li raccogliamo per guardarli meglio, e ci rendiamo conto che sono molto pesanti: la guida le chiama “fiori di pietra”, ma scoprirò in internet che sono le cosiddette “pietre della profezia”, rocce piuttosto rare delle quali sono stati trovati solo pochi depositi.

FOTO DA SITO DI VENDITA INTERNET

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Nella didascalia delle immagini troverete informazioni più approfondite in relazione alla leggenda dalla quale hanno tratto il nome questi cristalli ed ai loro incredibili poteri; inoltre vi suggerisco di andare a guardare a questo link le belle foto scattate da Andrea Vitussi all’area ed alle pietre di molte forme differenti: .
https://www.facebook.com/share/p/urCPnRYLfEKhoQRa
Man mano ci si avvicina alla meta il percorso si fa molto più avventuroso: bisogna affrontare dune ondulate nelle quali le ruote della jeep rischiano di affondare, zigzagare tra le rocce che creano quasi una barriera protettiva a quel mondo incantato.
Ad un tratto, d’improvviso, all’uscita di uno stretto passaggio il Deserto bianco rivela il primo dei suoi mille volti, lasciandoci ammutoliti di fronte a tanta bellezza….. appuntamento al prossimo post!
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