Necropoli tebane

TT326 – TOMBA DI PASHEDU

 Epoca:                                   XIX-XX Dinastia

 Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Pashedu[6]CaposquadraDeir el-Medina XIX-XX dinastia 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile dalla TT326; tuttavia Pashedu, che risulta titolare anche della tomba TT3, era figlio di Menna ed Huy. Nedjimet-Behdet era il nome di sua moglie[7].

La tomba

La cappella è oggi completamente distrutta; è noto tuttavia che sulla parete dell’ingresso erano rappresentati i Campi di Iaru, sulla parete nord un prete sem[8] con gli strumenti per la cerimonia di apertura degli occhi e della bocca e sul lato ovest, in una nicchia, il re Amenhotep I protetto dalla dea Hathor come vacca sacra.

Nel cortile di accesso vennero rinvenuti frammenti di un pyramidion e di scena con il defunto in adorazione[9].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 395.

[7]      Porter e Moss 1927, p. 9.

[8]      Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

[9]      Porter e Moss 1927, pp. 396-397.

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