Di Giuseppe Esposito
Epoca: XIX dinastia
Titolare
| Titolare | Titolo | Necropoli[4] | Dinastia/Periodo | Note[5] |
| Huy e Pashedu[6] | (Huy) Servo del Luogo della Verità; (Pashedu) Servo del Luogo della Verità, Scalpellino della Necropoli di Amon a Karnak | Deir el-Medina | XIX dinastia (Ramses II) | Tomba scoperta nel 1905 da E. Schiaparelli |
Biografia
Genitori di Huy, Seba e Nefer[t]iyti[7]; padre di Pashedu, Harmosi. Moglie, di entrambi, Takharu[8].
La tomba
La cappella è costituita da un piccolo ambiente oggi ricostruito; sulle pareti: scene della cerimonia funeraria (1-2 in planimetria[9]), della psicostasia e del pellegrinaggio ad Abydos. Poco oltre (3) il defunto e la moglie in presenza di Ptah-Sokaris (?); su altra parete (4), in tre registri sovrapposti, persone che partecipano ai riti e, poco oltre (5) due Anubi, rappresentati come sciacalli, sovrastano scene di genti con mazzi di fiori ripartite su tre registri.
Sul fondo, al centro della parete ovest, nicchia (6) contenente una stele, il defunto e la moglie in offertorio. Provengono da questa tomba uno stipite di porta con testi attribuibili a Huy (oggi al Museo Egizio di Torino, cat. 6157), e oggetti intestati a Peshedu: altro stipite con il defunto inginocchiato (forse quello che fronteggiava il precedente); scatola per ushabti; vaso canopico e frammenti di cartonnage[10].
Fonti
- Gardiner e Weigall 1913
- Donadoni 1999, p. 115..
[1] Tomba scoperta, nel 1905, da Ernesto Schiaparelli.
[2] La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[3] Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[4] le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[5] Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[6] Porter e Moss 1927, p. 406.
[7] Nomi ricavabili da una stele in due pezzi di cui uno al British Museum (cat. 446) e l’altro al Louvre /(cat. C.86).
[8] Porter e Moss 1927, p. 406.
[9] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 400.
[10] Porter e Moss 1927, pp. 406-407

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