Necropoli tebane

TT243 – TOMBA DI PEMU

DETTO ANCHE PAHY

Planimetria schematica della tomba TT243[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Tardo

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Pemu, detto anche Pahy[5]Sindaco della Città meridionale (Tebe), Scriba reale[6]el-AssasifPeriodo Tardo[7]accessibile dallo stesso cortile della TT244; a poca distanza dalla costruzione in mattoni

Biografia

E’ noto solo il titolo, ma non il nome, del padre: Profeta e prete hekenu della On del sud[8]. Analogo titolo aveva il nonno di Pemu: Zementhelankh[9] [10].

La tomba

Si accede alla TT243 da un cortile in cui si apre l’accesso anche alla TT244.

Planimetricamente si sviluppa con una serie di camere e corridoi; tra le poche scene parietali sopravvissute, (1 in planimetria[11]) i titoli del defunto e (2), nel passaggio tra una la camera II e la III, il defunto che adora la vacca sacra, i titoli del defunto quale scriba sacro e alcune divinità celesti[12].

 

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Gardiner e Weigall 1913, p. 38

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 332.

[7]      Gardiner e Weigall 1913, p. 39

[8]      Altro nome con cui veniva indicata Tebe.

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 332.

[10]     Il titolo del padre, nonché il nome del nonno, a causa delle condizioni delle iscrizioni, sono stati ricavati da un appunto di Alan Gardiner e N. de Garis Davies.

[11]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.

[12]     Porter e Moss 1927,  p. 332.

Necropoli tebane

TT242 – TOMBA DI WEHIBRA

Planimetria schematica della tomba TT242[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Tardo

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Wehibra[5]Supervisore del … della Divina Adoratrice di Amon; secondo Porter e Moss: Ciambellano della Divina Adoratrice Ankhnesneferibra[6]el-AssasifPeriodo Tardo[7];versante sud, nello stesso cortile della TT33

Biografia

Pedeamunnai fu suo padre, Mutardais sua madre e Tadepanehep fu sua moglie.

Psammethek, a sua volta Ciambellano della moglie del Dio, e Pedehorresnet (detto anche Harpemai) furono suoi figli[8].

La tomba

La recinzione dal complesso (oggi quasi completamente scomparsa) copriva un’area di circa 9.900 m² e la sola parte sotterranea è iscrivibile in un quadrato di 68 x 45 m per una superficie percorribile calcolata in 1.062 m²; lo sviluppo dei corridoi supera i 320 m e le pareti decorate, gran parte delle quali molto danneggiate, coprono un’area di oltre 2.600 m² [9].

Sebbene la TT33 fosse già nota a Richard Pococke nel corso della sua visita alla Necropoli tebana del 1737[10], questa venne più compiutamente scavata e studiata a partire solo dal 1881 da Johannes Dümichen[11] dell’Università di Strasburgo[12].

Da un primo cortile esterno si accede ad un II cortile con pilastri in cui si aprono gli accessi alle tombe TT33 e TT388[13].

L’ingresso a TT242 si trova a sud e la sepoltura si sviluppa planimetricamente come un lungo corridoio che, per un buon tratto, corre parallelo al secondo cortile con andamento ovest-est e si conclude con una camera funeraria. Scarsi sono i resti pittorici parietali: nel corridoio di accesso (1 in planimetria[14]) i figli del defunto, Psammethek e Pedehorresnet (detto anche Harpemai), offrono fiori al defunto e alla madre; sulla parete che fronteggia l’ingresso (2) una falsa porta recante, in alto, il defunto (?) in adorazione del cartiglio di Osiride tra Harsiesi e Anubi a loro volta adoranti; più in basso, un falco ad ali spiegate, Osiride e Nephtys, nonché due colonne di testo dedicatorio[15].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 38
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
  5. Porter e Moss 1927,  pp.50-56.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Gardiner e Weigall 1913, p. 38

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 332.

[7]      Gardiner e Weigall 1913, p. 39

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 332.

[9]      Claude Traunecker, egittologo francese, Le Palais Funéraire de Padiaménopé redécouvert (TT33), in “Egypte Afrique & Orient”, 2008 n. 51, pp. 15-48.

[10]     Date le dimensioni e la struttura architettonica, Pococke la definì “un palazzo sotterraneo”.

[11]     Johannes Dümichen (1833-1894), egittologo tedesco.

[12]     Porter e Moss 1927,  pp.50-56.

[13]     Porter e Moss 1927,  p. 332.

[14]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 52.

[15]     Porter e Moss 1927,  p. 332  p. 330.,  p. 330

Necropoli tebane

TT241- TOMBA DI AHMOSE

Planimetria schematica della tomba TT241[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

 

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AhmoseScriba delle Divine parole; Figlio dell’harem reale; Responsabile dei misteri nella casa del mattino[5]el-KhokhaXVIII dinastia  (Thutmosi III ? )[6]versante est; immediatamente al di sopra della TT48

 

Biografia

Unica notizia ricavabile, il nome della moglie, Ahmosi[7].

La tomba

La sala trasversale della TT241, unico locale censito, presenta dipinti parietali: (1 in planimetria[7]) in due scene il defunto esegue ispezioni ai granai e al raccolto; preti in offertorio al defunto e alla moglie; scene di aratura e semina.

Sul lato corto (2), il defunto e la moglie in adorazione di Osiride; poco oltre (3) un uomo in offertorio al defunto e alla moglie (con un’oca sotto la sedia), mentre si esibiscono cantanti, nonché suonatori maschi di liuto e arpisti, e suonatrici di nacchere e cantanti con tamburelli e flauti. Su altra parete (4), in due scene, preti in offertorio al defunto e alla moglie e altri preti che compiono atti di purificazione sul defunto e la moglie. SUl lato corto (5) i resti di scene di caccia del defunto e della moglie appiedati. Seguono scene del defunto della moglie intenti alla caccia e alla pesca, con uomini che procedono alla pulitura del pescato e della cacciagione[8].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 38
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
  5. Porter e Moss 1927,  p. 331.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 331

[6]      Gardiner e Weigall 1913, p. 39

[7]              La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.

[8]              Porter e Moss 1927,  pp. 331-332.

Necropoli tebane

TT240 – TOMBA DI MERU

Planimetria schematica della necropoli di el-Khokha ed el-Assasif [1] [2] [3]

Epoca:                                   XI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
MeruSupervisore dei portatori di sigillo[6]; nessun titolo secondo Gardiner e Weigall[7]el-AssasifXI dinastia  (Montuhotep II)[8]; Gardiner e Weigall indicano tra la VI e la XII dinastia[9]in alto sulla collina, a nord della valle; a est del sentiero verso Biban el-Moluk (la Valle dei Re)

Biografia

Uniche notizie ricavabili, i nomi dei genitori: Iku, il padre, e Nebti, la madre[10].

La tomba

TT240 è annoverata tra le tombe più antiche giacché risale a un periodo compreso tra l’Antico Regno[11] (seconda fase) e il Primo Periodo Intermedio.

L’ingresso della TT240, riutilizzata da monaci copti. Foto: P. Chudzik

Non se ne hanno planimetrie; è tuttavia noto che la camera sepolcrale fosse a forma di sarcofago e che sulle pareti fosse rappresentata una falsa porta con i Testi dei sarcofagi.

Una stele, risalente all’anno XLVI del re Montuhotep-Nebhepetre (Montuhotep II)[12], reca su cinque registri il defunto seduto e la datazione, nonché un testo di “indirizzo ai viventi”[13]; sul lato sinistro il defunto con il, padre Iku, sulla destra un uomo non identificabile; preti con offerte destinate al defunto e alla madre, Nebti, nonché portatori di offerte[14].

Una recente pubblicazione[15] precisa che alla tomba si accede da un cortile ricavato nella collina di el-Assasif ed è costituita da due corridoi che adducono alla camera sepolcrale in cui il sarcofago è scavato direttamente nel pavimento: mentre i corridoi sono privi di decorazione, la camera sepolcrale è decorata principalmente con testi sacri, alcune false porte, liste di offerte e la rappresentazione di una tavola per offerte.

Il sarcofago di Meru, scavato nel pavimento della camera sepolcrale. Il coperchio, andato perduto, chiudeva il sarcofago diventando parte del pavimento della camera stessa. Foto: M. Jawornicki

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 330.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 38
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39

Foto tratte da: Chudzik, Patryk. “Middle Kingdom tombs of Asasif: Archaeological activities in 2015.” Polish Archaeology in the Mediterranean XXV (2016): 289-302.


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 330.

[7]      Gardiner e Weigall 1913, p. 38

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 330.

[9]      Gardiner e Weigall 1913, p. 39

[10]     Porter e Moss 1927,  p. 330.

[11]     Antico Regno 2700-2160 a.C.; Primo Periodo Intermedio 2160-2055 a.C.

[12]     Oggi al Museo Egizio di Torino, cat. 1447.

[13]     “O viventi che vi trovate sulla terra, voi che passate davanti a questa tomba, versate per me dell’acqua”.

[14]     Porter e Moss 1927,  pp. 330-331.

[15]     Soliman 2009,  pp. 100-108.

Necropoli tebane

TT239 – TOMBA DI PENHET

Planimetria schematica della tomba TT239[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
PenhetGovernatore delle terre settentrionaliDra Abu el-NagaXVIII dinastia  (Thutmosi IV – Amenhotep II ?)collina settentrionale; a circa 10 m sopra e a nord-ovest della TT13

 

Biografia

Unica notizia ricavabile, il nome della moglie, Hetepti[5].

La tomba

Planimetricamente la tomba si sviluppa con forma a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo, ma in luogo del corridoio perpendicolare all’ingresso, oltre la sala trasversale, si trova una sala con quattro pilastri; scene parietali leggibili solo nella sala trasversale: (1 in planimetria[6]) il defunto e la moglie (?) seduti e frammenti di testo; sul lato corto e proseguendo sul lato adiacente (2-3), su tre registri, dinanzi ala re (?) personaggi siriani recanti tributi di vasi floreali, lingotti di metallo (tra gli altri, un uomo porta sulle spalle un bambino), e cavalli.

Su altra parete (4) parte lata molto danneggiata; in basso un uomo in offertorio ad un altro seduto; sul lato corto (5) imitazione di stele in granito con i resti di una doppia scena del defunto e della moglie dinanzi a divinità e un uomo che offre libagioni alla coppia. Poco oltre (6) resti di tre registri con piante, il defunto con una scorta militare e due barche a vela[7].

 

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 330.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 330.         

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 330.

Necropoli tebane

TT238 – TOMBA DI NEFERWEBEN

Planimetria schematica della necropoli di el-Khokha ed el-Assasif [1] [2] [3]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
NeferwebenMaggiordomo reale dalle mani nette
El-Khokha
XVIII dinastiaversante meridionale, vicino alla sommità della collina; sopra e a ovest della TT204

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile[6].

La tomba

Nessuna notizia se non che sul soffitto dell’anticamera sono riportati il nome e il titolo del defunto.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 330.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 330.,  p. 330

Necropoli tebane

TT237 – TOMBA DI UNNEFER

Planimetria schematica della necropoli di Dra Abu el-Naga [1] [2] [3]

Epoca:                                   XIX – XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
UnneferCapo dei Preti lettori[6]Dra Abu el-NagaXIX-XX dinastiaversante meridionale della collina; a est della TT236; abitazione di Abd er Rahman Raga[7]

Biografia

Nessuna notizia ricavabile[8].

La tomba

Nessuna notizia se non che il sarcofago, iscritto, si trovava nella camera funeraria[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 330.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[7]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 330.

[9]      Gardiner e Weigall 1913, pp. 36 e Porter e Moss 1927,  p. 330

Necropoli tebane

TT236 – TOMBA DI HARNAKHT

Planimetria schematica della necropoli di Dra Abu el-Naga [1] [2] [3]

Epoca:                                   XIX – XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
HarnakhtSecondo Profeta di Amon; Supervisore del tesoro di AmonDra Abu el-NagaXIX-XX dinastiaversante sud del lato meridionale della collina; proprio dietro e più in alto della TT15; abitazione di Abd el-Glel Raga[6]

Biografia

Nessuna notizia ricavabile[7].

La tomba

Nessuna notizia se non che il sarcofago, iscritto, si trovava nella camera funeraria[8].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 329.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 329.

[8]      Gardiner e Weigall 1913, pp. 36.

Necropoli tebane

TT235 – TOMBA DI USERHAT

Planimetria schematica della necropoli di Qurnet Murai [1] [2] [3]

Epoca:                                   XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
UserhatPrimi Profeta di MonthuQurnet MuraiXX dinastiaa breve distanza sopra, e a nord, della TT222; abitazione di Muhamed Hasan[6]

Biografia

Nessuna notizia ricavabile[7].

La tomba

Nessuna notizia se non il ritrovamento, nella camera funeraria, del sarcofago in granito[8]

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 329.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 329.

[8]      Gardiner e Weigall 1913, pp. 36.

Necropoli tebane

TT234 – TOMBA DI ROY

Planimetria schematica della tomba TT234[1] [2]

Epoca:                                  XVIII – XIX Dinastia

 

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
RoySindaco (nome della località andato perso)Dra Abu el-NagaXVIII-XIX dinastialato meridionale del wadi che delimita la parte settentrionale della collina; circa 50 passi a ovest e sullo stesso livello della TT154

 

Biografia

Unica notizia ricavabile il nome della moglie, Ani[7].

La tomba

A un corridoio di accesso, sulle cui pareti sono ancora leggibili solo poche scene, (1 in planimetria[5]) uomini con abiti funebri e (2) il defunto e la moglie seduti, segue una sala trasversale; nel corridoio di accesso (3) il nome del defunto[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 329.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 329.