Necropoli tebane

TT194 – TOMBA DI TUTEMHEB

Tutemheb in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT194[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
TutemhebSupervisore dei contadini dei possedimenti di AmonEl-AssasifXIX dinastiaaccessibile dalla TT189
Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT189, TT190, TT191, TT192, TT193, TT194-TT195-TT196-TT364-TT406

Biografia

Non è noto il nome del padre che era, tuttavia, Prete wab[5] e Scriba delle divine offerte di Amon; Nezemtmut fu sua moglie e Amenemopet uno dei suoi fratelli mentre un altro si chiamava, forse, [Amen]hotep[6].

Tutemheb e Nezemtmut. Fonte: https://farao.egypte-alles-over.nl/

La tomba

L’ingresso a TT194 si apre in un lungo cortile, quasi un corridoio[7], in cui si apre anche l’accesso alla TT189 e si trova una stele pertinente alla TT193[8].

TT194 è planimetricamente strutturata con un corridoio di accesso che immette in una sala trasversale; un secondo corridoio dà accesso a una sala rettangolare. Sulla parete in cui si apre l’ingresso (1/blu in planimetria[9]), su due registri, il defunto in adorazione con inni ad Amon-Ra e il defunto seduto dinanzi al padre (?) e(2) il defunto seguito da una suonatrice di sistro; oltr ela porta di accesso (3) il defunto in atto di adorazione.

Particolare delle offerte con le ninfee. Fonte: https://farao.egypte-alles-over.nl/

Nel corridoio-vestibolo di accesso (4) duplice scena del defunto inginocchiato dinanzi a Ra-Horakhti e dinanzi ad altra divinità non identificabile; poco oltre un’arpista dinanzi al defunto e alla moglie, con inni a Amon-Ra-Horakhti, il defunto e la moglie con inni a Osiride e un prete dinanzi ai due coniugi. Nella sala trasversale: su quattro registri (5) il defunto seguito dal fratello Amenemopet, da un altro fratello (il cui nome è perso) e da alcune donne, adora Sokar e Nefertum. In altre scene il defunto in offertorio al fratello [Amen]hotep e alla moglie di costui e al proprio padre. Sul lato corto settentrionale della sala una stele (6) con il defunto dinanzi a Osiride e Horus; il defunto in adorazione del pilastro Djed sovrastato dalla testa di Hathor. Seguono, su due registri (7), il defunto con inno dedicato ad Amenhotep I e, poco oltre, (8) una stele con Hathor che suona un sistro dinanzi alla Triade Tebana, formata dagli dei Amon, Mut e Khonsu, dinanzi ai quali si trova il defunto inginocchiato. Su altra parete (9), su due registri, Thot in offertorio a Osiride, Iside e Horus e, sul lato corto meridionale, una stele identica a quella del lato settentrionale (6); poco oltre (11) una stele su due registri con la regina Ahmose Nefertari dinanzi alla dea Mut e il defunto, in piedi, con inno alla divinità. Un’altra stele (12) rappresnta ancora la regina Ahmose Nefertari in offertorio a Osiride, Horus e alla Dea dell’Occidente (Mertseger); anche in questo caso il defunto, inginocchiato, recita un inno alle divinità rappresentate.

Un breve corridoio, sulle cui pareti (13) il defunto adora lo sciacallo Anubi e il defunto e la moglie recitano un inno ad Amon-Ra-Horakhti, immette nella camera funeraria (?) su una parete della quale (14) il defunto e la moglie recitano un inno ad Hathor e il defunto in offertorio ad Anubi e a un’altra divinità non identificabile[10].

Ra-Horakhti raffigurato nella TT194. Fonte: https://farao.egypte-alles-over.nl/

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 300.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 34
  5. Porter e Moss 1927,  p. 295.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 34-35
  7. Gardiner e Weigall 1913, p. 35

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 300, confermata in edizione del 1970.

[7]      Tale “corridoio”, a sua volta, fa parte di in un più vasto cortile di disimpegno che consente l’accesso a numerose altre tombe (TT192, TT364, TT407).

[8]      Poichè sull’area insistono tre differenti tombe, i riferimenti sono stati riportati in differente colore. Per la TT194 seguire la numerazione blu.

[9]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 296.

[10]     Porter e Moss 1927,  confermata nell’edizione del 1970, pp. 300-301.

Necropoli tebane

TT193 – TOMBA DI PTAHEMHEB

Ptaemheb in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT193[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
PtahemhebResponsabile del sigillo nella tesoreria dei possedimenti di AmonEl-AssasifXIX dinastiaè presente solo una stele; accessibile dalla TT189
Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT192, TT364, TT407 (in basso a destra l’accesso alle tombe TT190 e TT191)

Biografia

Unico dato biografico ricavabile dalla stele TT193 è il nome della moglie del defunto, Tadetawert[5].

La tomba

Non esiste traccia della TT193, se non per una stele ad essa imputabile che ne testimonia l’esistenza e che si trova nel cortile antistante varie altre tombe; si ritiene tuttavia che i locali di tale sepoltura siano compresi tra quelli della TT192[6]. Sulla stele, in tre registri sovrapposti, duplice scena del defunto che adora Osiride e Ra-Horakhti; segue scena di Cerimonia di apertura della bocca officiata da un prete dinanzi alla mummia in presenza di un prete lettore[7] [8].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 300.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 34
  5. Porter e Moss 1927,  p. 300.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 34-35
  7. Gardiner e Weigall 1913, p. 35

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 297, confermata in edizione del 1970.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 296.

[7]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[8]      Porter e Moss 1927,  confermata nell’edizione del 1970, p. 300.

Necropoli tebane

TT192 – TOMBA DI KHARUEF detto anche SESH

Kharuef e Sesh in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT192[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Kharuef, detto anche SeshAmministratore della Grande sposa reale Tye[5]El-AssasifXVIII dinastia  (da Amenhotep III ad Amenhotep IV/Akhenaton)accessibile dalla TT189
Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT189, TT190, TT191, TT192, TT193, TT194-TT195-TT196-TT364-TT406

Biografia

Siked, Scriba dell’esercito del Signore delle Due Terre, fu suo padre e Ruiu, Reale Ornamento, Cantatrice di Iside madre del Dio e Cantatrice di Amon sua madre.

Nelle iscrizioni viene menzionata Henutneferet indicata, tuttavia, con il titolo di “sua sorella” termine che presso gli antichi egizi poteva indicare sia la sorella che la moglie. Il titolare, Kheruef, riuniva in se i titoli di:

  • Scriba reale;
  • Governatore;
  • Depositario del sigillo reale;
  • Primo araldo del re;
  • Colui che è efficiente per il suo Horus (ovvero per il re);
  • Amministratore;
  • Amministratore della Grande Sposa Reale Tye;
  • Amministratore della Grande Sposa Reale nei domini di Amon[6].
Iscrizioni della TT192 con il cartiglio della regina Tiye. Foto: kairoinfo4u

A lui spettò, inoltre, l’incombenza di organizzare e gestire le feste giubilari dell’anno XXX e XXXVII di Amenhotep III[7]; per queste specifiche occasioni Kheruef si fregiò di specifici titoli:

  • Governatore del Palazzo;
  • Governatore del Palazzo in funzione del Giubileo;
  • Servo del re al tempo del suo Giubileo.

La presenza di una statua di Kheruef a Bubasti, nel Delta nilotico, e di graffiti a lui dedicati ad Aswan stanno a dimostrare la necessità che egli, per gli incarichi ricoperti, dovesse viaggiare attraverso tutto il Paese in preparazione delle feste giubilari[8].

La tomba

Planimetricamente TT192[9] è strutturata in cinque aree[10] [11]:

  1. un corridoio di accesso, o “vestibolo”, attraverso una rampa perfettamente allineata con la cima nota come el-Qurn[12] con un’inclinazione di 7°[13] [14];
  2. un grande cortile[15] che, molto probabilmente[16] sarebbe dovuto essere circondato da 39 colonne. Tale cortile si è, negli anni, trasformato in un disimpegno che consente l’accesso a numerose altre tombe (tra le altre TT191, TT364, TT407);
  3. una Prima Sala colonnata con soffitto retto da tre file da dieci pilastri ciascuna. Nell’angolo sud-ovest si apre l’accesso alla parte ipogea del complesso;
  4. una Seconda Sala colonnata, che costituisce la cappella funeraria, con andamento perpendicolare alla prima; anche in questo caso, il soffitto è retto da due file di dieci pilastri ciascuna;
  5. gli appartamenti funerari sotterranei costituiti da un corridoio in forte pendenza (A) che, dopo due angoli retti, termina in un’anticamera (B) su cui si aprono tre piccoli locali a circa 20 m di profondità, per uno sviluppo di quasi 42 m. Si ritiene che tale dovesse essere un falso appartamento funerario per depistare eventuali profanatori, mentre la vera camera funeraria (D) si sarebbe trovata ad ulteriori 8,5 m di profondità, al termine di un corridoio (C) perpendicolare al precedente, lungo circa 34 m.

Come rilevabile dalla planimetria, TT192 si sviluppa su entrambi i lati del grande cortile in cui si aprono gli accessi ad altre tombe e le sue pertinenze hanno inizio in un’area definita “vestibolo”; qui (1) è rappresentato il defunto e un inno a Ra; un breve corridoio, sulle cui pareti (2) sono rappresentati il faraone Amenhotep III e la Grande sposa reale Tye in atto di offrire libagioni a Ra-Horakhti e a Maat, su un lato, e ad Hathor e Atum sull’altro, immette in una piccola sala in cui (3) Amenhotep IV/Akhenaton (?) adora Ra-Horakhti e offre libagioni al padre, Amenhotep III, deificato, e alla madre, la regina Tye; nella scena compare due volte il defunto inginocchiato. Su altra parete (4) testo indirizzato da Amenhotep IV/Akhenaton (?) agli dei dell’oltretomba e il defunto in adorazione con inno a Ra. Il passaggio si conclude in un corridoio trasversale (su cui si aprono gli accessi ad altre tombe (TT194, TT195, TT196 e TT189) che si apre sul cortile.

Amenhetep III e Tiye durante la festa Sed del giubileo. Sotto il trono del re i Nove Archi prigionieri. Foto: kairoinfo4u

Sul lato opposto del cortile (lato ovest) un portico , sorretto da pilastri, prosegue lo sviluppo della TT192. Sulla facciata del portico: (5/nero) su due registri sovrapposti scene di feste Heb-Sed; in due scene, Amenhotep III e Tye (?) su una barca trainata da preti mentre alcune donne acclamano dalla riva; poco oltre gli stessi sovrani lasciano il palazzo preceduti da preti con stendardi, otto principesse con vasi, danzatrici precedute da babbuini, uccelli in volo e vitelli. In basso, preti, di cui uno mascherato, danzatrici, musicisti e cantanti.

Le principesse con i vasi. Foto: kairoinfo4u

Seguono (6) scene del defunto (?) premiato, con testo datato al XXX anno di Amenhotep III che, con Tye e Hathor si trova sotto un padiglione; oltre una porta che dà accesso ad una corte colonnata, (8) il defunto, con testi della festa Heb-sed dell’anno XXXVI di Amenhotep III, seguito da attendenti offre vasi e collari al re e a Tye mentre una sfinge femmina calpesta prigioniere e altre prigioniere legate, siriane e nubiane, sono rappresentate sul trono della regina unitamente ai Nove Archi[17] [18].

TT192: La coppia reale Amenhotep III e Tye con la dea Hathor (Portico ovest, alla sud). Foto: kairoinfo4u

In una scena sottostante, il defunto è rappresentato otto ufficiali. Poco oltre (7), su due registri, Amenhotep III e Tye seguiti da sedici principesse con sistri e cerimonie di innalzamento di un pilastro Djed; due file di danzatori e cantanti con inni a Ptah, portatori di offerte, cantatrici con tamburini e nacchere e danzatrici provenienti dalle oasi; seguono alcuni uomini che danzano con gambi di papiro. In scene minori, barche che recano provviste, macellai e bestiame.

Pilastro osiriforme con testa a forma di pilastro djed a cui Amenhotep III offre libagioni durante la festa Sed del giubileo. Foto: kairoinfo4u

Un breve corridoio, sulle cui pareti (9) Amenhotep IV/Akhenaton e Tye adorano divinità e testi di offertorio con inni a Ra, immette in una corte colonnata in cui, nell’angolo sud-est, si apre la TT407. Nella corte colonnata (10) la parte inferiore di una statua di personaggio seduto con i nomi dei genitori del defunto. Un corridoio adduce ad una seconda corte colonnata; qui, sulle pareti, graffiti in ieratico di tale Khaemopet, figlio di Ashakhet, e graffiti di altri scribi[19].

Portatori di offerte per la festa del giubileo. Foto: kairoinfo4u

E’ importante notare che, nonostante il livello politico del titolare, o forse a causa di questo ritenuto un “uomo forte” del regno precedente, nonostante le imponenti dimensioni dell’intero complesso e le decorazioni comunque esistenti, questo non venne mai ultimato ed anzi venne abbandonato[20] 

Nella prima sala colonnata, proprio nell’angolo sud-ovest, ove si apre l’accesso alle aree sotterranee, il soffitto crollò causando il crollo anche di alcune delle colonne e rendendo inutilizzabile l’appartamento ipogeo[21]; altri crolli interessarono aree del cortile orientale causando l’accumulo di grandi quantità di detriti che, tuttavia, ebbero archeologicamente il merito di preservare i dipinti parietali della zona[22].

Benché tale sia una delle ipotesi per giustificare l’abbandono, non si possono tuttavia escludere motivi di carattere politico considerando il passaggio da Amenhotep III al figlio, quarto Amenhotep, che varierà il suo nome in quello di Akhenaton. Ciò potrebbe peraltro essere confermato, in funzione della scelta di Aton come dio dinastico, dall’opera di abrasione del nome di Amon, operato anche in TT192, almeno nelle parti raggiungibili[23]; a tale damnatio memoriae non sfuggì, il nome stesso del titolare di TT192 e le sue immagini che vennero a loro volta abrase in ogni punto in cui era raggiungibile nonostante i crolli.

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 298.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 33


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 298.

[6]      Il titolo implica uno stretto legame tra Kheruef e il tempio di Amon e il suo clero il che potrebbe giustificare il successivo stato di disgrazia durante il regno di Amenhotep IV/Akhenaton.

[7]      Una iscrizione biografica nella TT192 lo indica come: “Il Principe, il Governatore, il grande compagno ai piedi del trono del re, eccellente suo confidente, il favorito di Horus nella sua casa, egli che il re ha elevato al di sopra degli altri, che soddisfa il Signore delle Due Terre, lo Scriba reale e l’Amministratore della Grande Sposa Reale Tye, Kheruef […]”.

[8]      Fakhry 1943 e Habachi 1958.

[9]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 296.

[10]     Habachi 1980.

[11]     Il complesso funerario di Kheruef venne studiato e rilevato nel 1885 da Adolf Erman; seguirono Alan Gardiner e Nina de Garis Davies nel 1923; fu poi la volta di Ahmed Fakry nel 1943, ed ognuno di questi fu costretto a ripetere le operazioni di svuotamento dei locali. Solo nel 1950-1960 Labib Habachi, per conto del Epigraphic Survey of the University of Chicago, effettuò rilievi completi mettendo in sicurezza il monumento e pubblicando gli esiti nel 1978-1980.

[12]     Anticamente nota come Ta-Dehent, che significa la Cima (altezza 420 m circa), a el-Qurn era associato il culto della dea Mertseger patrona degli artigiani e operai del villaggio di Deir el-Medina.

[13]     La rampa, per imponenza e per la stessa inclinazione (quella del tempio di Karnak è di 7,5°) ricorda quella di un tempio, cosa che viene confermata, peraltro, dalla struttura planimetrica complessiva e dagli ambienti ipogei.

[14]     A TT192 si accede, inoltre, dall’annesso alla TT189.

[15]     Il cortile si trova a un livello più basso rispetto al piano di campagna; si tratta di una particolarità non usuale per le tombe della XVIII dinastia, riscontrabile solo, in quest’area, nelle tombe TT55, TT57, TT102.

[16]     Habachi 1980.

[17]     L’iconografia dei “Nove Archi” è molto antica: il primo esempio noto si trova sul piedistallo di una statua di Djoser (oggi a Saqqara) in cui sono raffigurati nove archi, appunto, posti sotto i piedi del sovrano. Tale raffigurazione, solo iconografica e senza alcuna denominazione, verrà ripetuta fino al regno di Amenhotep III. Si tratta, tuttavia, di una denominazione “mobile” nel senso che i “Nove Archi” variano nel tempo ed ecco che, sotto Ramses II, ad esempio, fanno la loro apparizione nell’elenco Hittiti, Shasu, Sangar (Babilonia), Naharinetc., ma restano costanti gli Haw-Nebwt (in cui qualcuno ha voluto vedere gli Egei), i Tjekhenw (i Libici) e i Sekhetyw (gli Oasiti).

[18]     Valbelle 1990.

[19]     Porter e Moss 1927,  confermata nell’edizione del 1970, pp. 298-300.

[20]     Habachi 1980.

[21]     Altri crolli sono comunque intervenuti, nel corso dei millenni, causati da infiltrazioni d’acqua o da terremoti.

[22]     E’ proprio grazie a tali crolli che si è salvata l’unica immagine di Kheruef alla base di un dipinto in cui sono rappresentati i sovrani Amenhotep III e Amenhotep IV/Akhenaton.

[23]     E’ interessante notare che solo il nome di Amon subì tale cancellazione, ma non quello di altri dei, mentre subì cancellazione il plurale della parola “dio”.

Necropoli tebane

TT191 – TOMBA DI WAHIBRENEBPEHTI

Wahibrenebpehti in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT191[1] [2]

Epoca:                                   XXVI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
WahibrenebpehtiCiambellano della Divina Adoratrice, Maestro delle cerimonieEl-AssasifXXVI dinastia  (Psammetico I)[5]accessibile dalla TT189
Planimetria dell’area cui insistono le tombe TT189, TT190, TT191, TT192, TT193, TT194-TT195-TT196-TT364-TT406

Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT192, TT364, TT407 (in basso a destra l’accesso alle tombe TT190 e TT191)

Biografia

Pedehor, Capo dei disegnatori, fu suo padre e Thesmutpert sua madre. Pedehor, come il nonno e Ciambellano della Divina Adoratrice come il padre, fu suo figlio[6].

La tomba

L’ingresso a TT191 si apre in un più vasto cortile di disimpegno che consente l’accesso a numerose altre tombe (TT192, TT364, TT407); ad essa si accede, inoltre, dall’annesso alla TT189 e dalla TT190[7].

Un breve corridoio, sulle cui pareti (1/rosso in planimetria[8]) il defunto riceve l’omaggio del figlio Pedehor e sono riportati i nomi dei genitori e sono presenti, inoltre, abbozzi di disegno del defunto e di testi sacri, immette in un secondo corridoio (2-3) con inni ad Amon-Ra, i titoli del defunto e un inno a Osiride. Nella sala seguente, molto danneggiata, (4-5-6-7) resti di scene comprese un inno a Osiride, testi con nomi dei genitori e del figlio nonché mucche. IN un passaggio (8) resti di testo[9].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 297.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  5. Porter e Moss 1927,  p. 297.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 297, confermata in edizione del 1970.

[7]      Poiché in planimetria sono rappresentate due differenti tombe, i riferimenti sono stati riportati in differente colore. Per la TT191 seguire la numerazione rossa.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 297.

[9]      Porter e Moss 1927,  confermata nell’edizione del 1970, p. 297.

Necropoli tebane

TT190 – TOMBA DI ESBANEBDED

Esbanebded in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT190[1] [2]

Epoca:                                   XX – XXI Dinastia, usurpata in Periodo Tardo

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
EsbanebdedPadre Divino, Profeta alla testa del reEl-AssasifXX-XXI dinastia (?)accessibile dalla TT189
Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT189, TT190, TT191, TT192, TT193, TT194-TT195-TT196-TT364-TT406

Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT192, TT364, TT407 (in basso a destra l’accesso alle tombe TT190 e TT191)

Biografia

Pakharkhonsu, anch’egli Padre Divino, fu suo padre; Meramuniotes, Suonatrice di sistro di Amon-Ra, fu sua madre; Tanub fu sua moglie e anche Pakharkhonsu, come il nonno, fu il nome di suo figlio[5].

La genealogia di Esbanebded. Da: Panov, Maxim. “The Family of the Theban Priest Nesbandebdjedet.” Studies in Ancient Art and Civilization 23 (2019): 137-151.

La tomba

L’ingresso attualmente murato della TT190. Le iscrizioni sugli stipiti hanno ricostruito la genealogia di Esbanebded. Da: Panov, Maxim. “The Family of the Theban Priest Nesbandebdjedet.” Studies in Ancient Art and Civilization 23 (2019): 137-151.

L’ingresso a TT190 si apre in un più vasto cortile di disimpegno che consente l’accesso a numerose altre tombe (TT192, TT364, TT407); ad essa si accede, inoltre, dall’annesso alla TT189 e, a sua volta, TT190 fa da ingresso alla TT191[6].

Molto danneggiata, è interpretabile una sola scena (1/nero in planimetria[7]) che rappresenta il defunto seduto con il figlio Pakharkhonsu e testi che riportano i titoli e i nomi. La TT190 venne verosimilmente usurpata in Periodo Tardo[8].

Le iscrizioni nella camera di ingresso della TT190. Da: Panov, Maxim. “The Family of the Theban Priest Nesbandebdjedet.” Studies in Ancient Art and Civilization 23 (2019): 137-151.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  4. Porter e Moss 1927,  p. 297.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 297, confermata in edizione del 1970.

[6]      Poiché in planimetria sono rappresentate due differenti tombe, i riferimenti sono stati riportati in differente colore. Per la TT190 seguire la numerazione nera.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 296.

[8]      Porter e Moss 1927,  confermata nell’edizione del 1970, p. 297.

Necropoli tebane

TT189 – TOMBA DI NAKHTDJEHUTY

Planimetria schematica della tomba TT189[1] [2]

Epoca:                                  XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
NakhtdjehutySupervisore dei costruttori di barche del lago settentrionale di Amon; Capo degli orafi nei possedimenti di AmonEl-AssasifXIX dinastia  (Ramses II  anno LVIII di regno)a est del pilone in mattoni; pochi passi a ovest dalla TT36

Planimetria dell’area in cui insistono le tombe TT192, TT364, TT407 (in basso il “corridoio” in cui si trova la TT189)

Biografia

Sono rilevabili i nomi delle mogli, Netemhab e Tentpa, e dei figli Kensemhab, Capo degli orafi dei possedimenti di Amon, e Amenemwia, Prete di Mut[5].

La tomba

L’ingresso a TT189 si apre in un lungo cortile, quasi un corridoio[6], in cui si apre anche l’accesso alla TT194 e si trova una stele pertinente alla TT193[7].

TT189 è planimetricamente strutturata con un corridoio di accesso che immette in una sala trasversale; un secondo corridoio dà accesso a una seconda sala trasversale; presenta, inoltre, un “annesso” ubicato al fondo del “corridoio” antistante l’accesso. Sulla parete in cui si apre l’ingresso (1/nero in planimetria[8]) un testo di ammonimenti ai viventi dati dal defunto e (2) su quattro registri sovrapposti barche sacre e le porte d’oro del tempio. Sulle pareti del corridoio (3) che dà accesso alla prima sala trasversale i titoli del defunto e resti di testo, nonché il defunto e la moglie Netemhab seduti. Sulle pareti della sala: (4-5-6) su tre registri brani del Libro delle Porte e scena di psicostasia; tesi autobiografici che recano l’indicazione dell’anno LV di regno di Ramses II e scene della processione funeraria, con dolenti e buoi che trainano scrigni. Analogamente, sulle pareti opposte (7-8-9) brani del Libro delle Porte, il defunto con la moglie Tentpa dinanzi alla Dea dell’Occidente (Mertseger) e il figlio Kensemhab, Capo degli orafi dei possedimenti di Amon, in offertorio ai genitori.

Un secondo corridoio immette nella seconda sala trasversale; sulle pareti: doppia scena del defunto (10) inginocchiato dinanzi a Osiride e Iside e dinanzi a Osiride e Nephtys; testi di offertorio con il defunto abbracciato dalla Dea dell’Occidente. Sulle pareti opposte (11-12), su tre registri sovrapposti, scene di banchetto con ospiti e due preti dinanzi a un altare che offrono fiori al defunto. Al centro della sala (13) i resti di una falsa porta con il figlio Kensemhab in offertorio al defunto e alla madre e, su due registri, scene di offertorio di fiori al defunto anche da parte del figlio Amenemwia, Prete di Mut. Un breve cunicolo lascia intendere forse la volontà, non conclusa, di ampliare la tomba.

Fuori dalla TT189, nel corridoio antistante, all’estremità nord dello stesso, si trova un annesso costituito da una sala trasversale e una camera rettangolare. Un breve corridoio (14/nero), sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie Netemhab in offertorio a Ra-Horakhti e Maat e a Osiride e Iside, conduce alla sala trasversale in cui (15) il defunto e la moglie sono inginocchiati in offertorio (i danni alla scena non consentono di stabilire che fosse il destinatario delle offerte). Nella sala rettangolare (16), su due registri, un uomo purifica il defunto e la moglie; (17) la copia seduta mentre un uomo offre loro mazzi di fiori; (18-19) resti di brani del Libro delle Porte; (20) in una doppia scena, il defunto, la moglie e un’altra coppia dinanzi a Osiride e Maat e dinanzi a Osiride (?) e Iside[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  4. Porter e Moss 1927,  p. 295.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 295, confermata in edizione del 1970.

[6]      Tale “corridoio”, a sua volta, fa parte di in un più vasto cortile di disimpegno che consente l’accesso a numerose altre tombe (TT192, TT364, TT407).

[7]      Poichè sull’area insistono tre differenti tombe, i riferimenti sono stati riportati in differente colore. Per la TT189, e per il suo annesso, seguire la numerazione nera.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 296.

[9]      Porter e Moss 1927, pp. 295-297.

Necropoli tebane

TT188 – TOMBA DI PARENNEFER

Planimetria schematica della tomba TT188[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
ParenneferMaggiordomo reale, netto di mani e AmministratoreEl-KhokhaXVIII dinastia  (Amenhotep IV/Akhenaton]]versante nord-est, a ovest della TT39 e a est delle TT25 e TT28

Biografia

Nessun dato rilevabile[5].

Parennefer con indosso l’Oro dell’Onore. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

La tomba

Il cortile su cui si affacciano la TT181 e la TT374. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

L’ingresso a TT188 si apre in un cortile da cui si accede anche alla TT374; è una delle prime tombe scavate durante il regno di Amenhotep IV/Akhenaton. Considerando la damnatio memoriae cui venne condannato il re, si giustificherebbero i pesanti danni riportati dai rilievi parietali e, in alcuno casi, la scalpellatura del nome del titolare Parennefer legato, per suo stesso incarico, alla figura del re eretico.

La “scena delle ricompense” pesantemente danneggiata dalla damnatio memoriae. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

Su una stele (1 in planimetria[6]) i resti di scena con Amenhotep IV[7]/Akhenaton]] e una regina[8] [9] dinanzi al sole raggiato (Aton).

A sinistra si nota il cartiglio quasi intatto con il nome di intronizzazione di Amenhotep IV/Akhenaton: Neferkheperure Waenra. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

Un corridoio, sulle cui pareti (2) il defunto, sotto il disco solare di Aton, adora Ra-Horakhti e il defunto e la moglie che adorano la stessa divinità, dà accesso ad una sala trasversale originariamente dotata di otto pilastri. Sulle pareti: il defunto (3) dinanzi ad Amenhotep IV (Akhenaton che si affaccia da un balcone e, su tre registri sovrapposti, la registrazione di prodotti, tra cui il grano ammassato in un granaio, a cura di scribi; seguono scene del defunto che ispeziona l’imbottigliamento del vino in giare e il sigillo delle stesse.

La raccolta del grano. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

Poco oltre (5) resti di scene di vendemmia, con la raccolta e la pigiatura delle uve in presenza di Thermutis e il defunto che riporta l’esito ad Amenhotep IV/Akhenaton sotto un padiglione, seguono (6-7) uomini che raccolgono frutti e il defunto e la moglie seduti. Su altra parete (8) resti di scene del defunto seduto che riceve doni da servitori e che assiste ad un concerto di suonatrici di flauto doppio e tamburelli; poco oltre (9), su due registri, Amenhotep IV/Akhenaton e una regina (?) sotto un padiglione e il defunto, e altri due accompagnatori, prostrati dinanzi ai reali per ricevere una ricompensa.

La produzione del vino. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

Su altra parete, molto danneggiata, il defunto (10), decorato da un largo collare, segue Amenhotep IV/Akhenaton dinanzi a Ra-Horakhti e alle Anime di Pe e Nekhen e resti di una scena con adorazione di babbuini. Poco oltre (11) su due registri i resti di scene del defunto con mazzi di fiori, portatori di offerte e pastori con bestiame; su altra parete (12) resti di otto rappresentazioni del defunto (?) che offre fiori ad (?) Amenhotep IV/Akhenaton e a una regina sotto un padiglione. Sul fondo (13) l’accesso ad una parte non ancora esplorata della tomba[10].

Inno al sole. Da: Redford, A.F. Theban Tomb No. 188 (the tomb of Parennefer): A case study of tomb reuse in the Theban necropolis. 2006.

Le raffigurazioni di Amenhotep IV/Akhenaton, e più in generale dell’intera TT188, sono considerate tra le prime della cosiddetta arte amarniana[11]

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  4. Porter e Moss 1927,  p. 293.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 293, confermata in edizione del 1970.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 292.

[7]      in tutte le rappresentazioni della TT188 Amenhotep IV viene indicato con tal nome e non ancora con quello, mutato, di Akhenaton.

[8]      Non identificabile, ma verosimilmente si tratta di una delle prime rappresentazioni di Nefertiti.

[9]      Aldred 1991, pp. 91-92. e Tyldesley 1998, p. 50.

[10]     Porter e Moss 1927,  confermata nell’edizione del 1970, pp. 293-295.

[11]     Nims 1973, pp. 181-187 e Davies 1905.

Necropoli tebane

TT187 – TOMBA DI PAKHIHET

Pakhihet in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT187[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
PakhihetPrete wab[5] di AmonEl-KhokhaXIX Dinastiacasa disabitata[6]; versante nord-est, subito dopo la TT49; a nord dello stesso cortile

Biografia

Ashakhet, titolare della TT174, Prete alla presenza di Mut, fu suo padre; Tazabu fu sua madre e Mutemonet sua moglie[7].

La tomba

La tomba si apre al fondo di un ampio cortile che da ulteriormente accesso ad altre tombe: TT363, TT362 e TT49, tutte risalenti alla XIX dinastia. Secondo l’usanza tipica dell’area, anche TT187 venne usata come abitazione per secoli con i danni conseguenti; all’atto della rilevazione a cura di Gardiner e Weigall[8] questa era, tuttavia, disabitata.

Frammento della parete del corridoio della TT187. Da: Lemos, R. et al. 2017. Entangled temporalities in the Theban necropolis: a materiality and heritage perspective on the excavation of Theban Tomb 187. Journal of Eastern Mediterranean Archaeology and Heritage Studies 5 (2), 178-197.

Dal cortile si accede, tramite un corridoio (1/verde in planimetria[9] [10]), sulle cui pareti è rappresentato il defunto con due figli (di cui non viene riportato il nome) dinanzi a Osiride e Ra-Horakhti; il defunto, la moglie e una figlia (?) in adorazione verosimilmente (il rilievo è particolarmente danneggiato) di Ra, a una sala trasversale secondo lo schema tipico, a “T” rovesciata, delle sepolture del periodo. Su una parete (le altre sono danneggiate) (2) scene di servitori e tavole imbandite; in una sala perpendicolare alla precedente (3), una nicchia con pilastri Djed personificati su ogni lato[11].

Nella TT187, come conseguenza del riuso anche per uso domestico, sono stati ritrovati i resti di 71 individui (59 adulti e 12 bambini). Di questi, quasi il 30% recava i segni di incendi8.

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 293.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  5. Porter e Moss 1927,  p. 293.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  7. Gardiner e Weigall 1913, p. 33
  8. D’Anastasio et al. The human remains of the funerary complex of Neferhotep (XVIIIth–XXth Dynasty, Valley of the Nobles, Luxor, Egypt): taphonomy and anthropology. Anthropological Science, 2021, 129.2: 223-232.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[6]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 293, confermata in edizione del 1970.

[8]      Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[9]      Giacché dal cortile si accede a quattro distinte tombe, i riferimenti alla TT187 sono stati riportati in differente colore; quelli relativi alla TT49 sono di colore verde.

[10]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 90.

[11]     Porter e Moss 1927,  pp. 291-293.

Necropoli tebane

TT186 – TOMBA DI IHY

Planimetria schematica della tomba TT186 collegata alla TT405[1] [2]

Epoca:                                   VI – X Dinastia (Primo Periodo Intermedio)

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
IhyGovernatore del Nomo[5]El-KhokhaPrimo Periodo Intermedio (VI-X dinastia)[6]casa di Sagar (una donna)[7]; versante est, a nord TT48

Biografia

Unico dato ricavabile, il nome della moglie, Imy, Profetessa di Hathor[8].

La tomba

E’ una della tombe più antiche della necropoli giacché, come l’adiacente TT405, risale al Primo Periodo Intermedio. Dalla TT186, molto danneggiata, si accede alla TT405 di Khenti, a sua volta Nomarca[9].

Sulle pareti (1/nero in planimetria[10]), resti di un pesce arpionato e, ben leggibile, il nome di una donna: Intefes.

Sui pilastri (A) il defunto con due piccoli figli (?) e la moglie; (B) testi sacri. Su altre pareti (2) una barca in ambiente palustre e scene di caccia all’ippopotamo; poco oltre (3) il defunto, con un cane sotto la sedia, con la famiglia ed alcuni assistenti e su tre registri sovrapposti: scene di banchetto in presenza di danzatori, danzatrici e suonatrici di arpa e nacchere, portatori di offerte e uomini che riempiono un granaio.

Scene di pesca sulla parete occidentale della TT186. Da: Saleh, Mohamed. Three Old-kingdom tombs at Thebes: I, the tomb of Unas-Ankh no 413: II, the tomb of Khenty no. 405: III, the tomb of Ihy no. 186. Vol. 14. von Zabern, 1977.

Seguono (4) il defunto e i familiari che sovrintendono a lavori: raccolta del bestiame, pulitura del pesce, cattura di tori, asini e capre[11].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  4. Porter e Moss 1927,  p. 291.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Non è specificato di quale Nomo si tratti.

[6]      Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[7]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[8]      Porter e Moss 1927, p. 291, confermata in edizione del 1970.

[9]      In planimetria i riferimenti alle due tombe sono differenziati in diverso colore, nero per la TT186 e rosso per la TT405.

[10]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 291-293.

[11]     Porter e Moss 1927, pp. 291-293.

Necropoli tebane

TT185 – TOMBA DI SENIOKER

Planimetria schematica dell’area di el-Khokha ed el-Assasif[1] [2]

Epoca:                                   VI – X Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
SeniokerPrincipe ereditario, Divino CancelliereEl-KhokhaPrimo Periodo Intermedio (VI-X dinastia)versante est; a nord di TT184 e sopra TT48

Biografia

Nessuna notizia[5].

La tomba

La posizione delle TT184 e TT185, “coperte dall’abitazione Bet Boghdady. Fonte: https://tt184en.blogspot.com/

La TT185 è stata a lungo inglobata nell’abitazione moderna chiamata Bet Boghdady. Da anni una spedizione ungherese è al lavoro per recuperare gli interni della TT185 e dell’adiacente TT184.

Le iscrizioni recuperate finora della TT185. Fonte: https://tt184en.blogspot.com/

Le iscrizioni recuperate finora della TT185. Fonte: https://tt184en.blogspot.com/

Precedentemente erano accessibili solo gli stipiti d’accesso, su cui è identificabile il defunto, dotato di scettro Kherep, con alcuni collaboratori[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 32
  4. Porter e Moss 1927,  p. 291.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 291, confermata in edizione del 1970.

[6]      Porter e Moss 1927,  pp. 291.