Necropoli tebane

TT174 – TOMBA DI ASHAKHET

Ashakhet in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT174[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AshakhetPrete alla presenza di MutEl-KhokhaXIX dinastiacasa di Ahmed Mohammed Hasan[5]; a nord-ovest e a breve distanza dalla casa dell’Omdeh[6]

Biografia

Uniche notizie ricavabili, il nome della moglie, Tazabu, e quello di un figlio, Pakhihet[7].

La tomba

La TT174, non ispezionabile nella sua totalità, si presenta secondo lo schema a “T” capovolta tipico delle sepolture di questo periodo. Gli interni sono pesantemente danneggiati ed è ancora leggibile una sola scena parietale relativa a un banchetto con il figlio Pakhihet, titolare della TT187, con altri fratelli e parenti, in offertorio al defunto e alla madre. In un altro registro ancora visibile, il defunto e il figlio dinanzi a Osiride[8].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 281.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[6]      Con il termine omdeh si indica, in Egitto, il capo-villaggio.

[7]              Porter e Moss 1927,  p. 281.

[8]              Porter e Moss 1927, pp. 281.

Necropoli tebane

TT173 – TOMBA DI KHAY

Planimetria schematica dell’area di el-Khokha ed el-Assasif[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
KhayScriba delle divine offerte al Dio di Tebe[4]El-KhokhaXIX dinastia Casa di Awad Ali[5]; vicino alla casa dell’Omdeh[6], a nord-est della TT41

Biografia

Unica notizia ricavabile, il nome della moglie, Biathefu[7].

La tomba

La tomba non è rilevata planimetricamente; si è a conoscenza dei titoli del defunto riportati nell’ingresso e di una statue di epoca ramesside (di cui una distrutta) nella stanza più interna[8].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 281.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[6]      Con il termine omdeh si indica, in Egitto, il capo-villaggio.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 281.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 279.

Necropoli tebane

TT172 – TOMBA DI MENTIYWI

Mentiywi in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT172[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
MentiywiMaggiordomo reale, Figlio della nursery reale (?)El-KhokhaXVIII dinastia  (da Thutmosi III ad Amenhotep II ?)versante sud della collina, in alto; a breve distanza a nord-ovest della casa dell’Omdeh[5]

 

 

Biografia

Unica notizia ricavabile, il nome della madre, Hepu[6].

La tomba

TT172 presenta planimetria a “T” rovesciata tipica delle tombe del periodo. Da un cortile, un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale; sulle pareti: Il defunto offre libagioni su un braciere (1 in planimetria[7]) mentre portatori di offerte recano dolci e fiori; un uomo con incenso dinanzi al defunto seduto, nonché resti di scene di portatori di offerte. Sul lato corto occidentale una stele (2) con duplice scena del defunto in offertorio a Osiride e testi autobiografici. Oltre il corridoio che adduce alla sala perpendicolare, su due registri sovrapposti (4), il defunto e una figlia (?) praticano la pesca e l’uccellagione mentre due file di portatori recano prodotti delle terre del nord e vitelli. Sulla parete più corta orientale (3), su due registri, il defunto, con fiori, in offertorio dinanzi a un re (non ne è specificata l’identità); falsa porta con portatori di offerte sui lati.

Un corridoio immette in una sala perpendicolare alla precedente; sulle pareti: su tre registri (5-6) scene della processione funeraria verso Anubi e Osiride, portatori con le suppellettili funebri e prete lettore[8] con gli strumenti per eseguire la Cerimonia di apertura della bocca; sono presenti prefiche, donne nei pressi di un laghetto, conduttori di carro e macellai. Sulla parete opposta (7) il defunto a piedi pratica la caccia agli struzzi nel deserto e scene di aratura; poco oltre (8) su due registri, scene di vendemmia con pigiatura delle uve, immagazzinamento del vino e chiusura delle giare con offerte a Thermutis rappresentata in forma di serpente; un uomo offre grappoli d’uva al defunto. Seguono (9) scene del defunto che riceve da un uomo ghirlande per la festa del nuovo anno e, su tre registri, carpentieri, pesatori di oro e orafi; in altra scena il trasporto di grano e mucche che procedono a calpestare grano. Un uomo (10) in offertorio dinanzi al defunto e alla madre. Sul fondo, in una nicchia (11) due statue e, nella parte alta, il defunto inginocchiato dinanzi ad Anubi in forma di sciacallo; su quattro registri, scene di portatori di offerte e macellai. Il soffitto, a volta, è decorato con testi di offertorio[9]

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  5. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 32-33
  7. Gardiner e Weigall 1913, p. 33

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Con il termine omdeh si indica, in Egitto, il capo-villaggio.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 279.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 279.

[8]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 279-280.

Necropoli tebane

TT171 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Planimetria schematica della tomba TT171[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciutonon notoDra Abu el-NagaXVIII dinastiala successiva, a est della TT170

 

Biografia

Unica notizia ricavabile, il nome della moglie, Esi[5].

La tomba

Poche e molto danneggiate sono le rappresentazioni parietali: una stele all’ingresso (illeggibile) e il defunto e la moglie rappresentati sulle pareti del corridoio d’ingresso[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 279.

Necropoli tebane

TT170 – TOMBA DI NEBMEHYT

Nebmehyt in geroglifici
Schematizzazione della necropoli di Dra Abu el-Naga (area sud) [1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Nebmehyt[5]Scriba delle reclute nel Ramsesseum nei possedimenti di AmonDra Abu el-NagaXIX dinastia  (Ramses II ?)abitazione di Bunna (una donna)[6], immediatamente a sud della casa dell’Omdeh[7]

Biografia

Nessuna notizia ricavabile[8].

La tomba

TT170 è impraticabile. In un vestibolo è noto esistano due stele: il defunto e la moglie dinanzi a Osiride e tre preti dinanzi al defunto e alla moglie con testi rituali[9].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 279.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 279.

[6]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[7]      Con il termine omdeh si indica, in Egitto, il capo-villaggio.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 278-279.

Necropoli tebane

TT169 – TOMBA DI SENENA

Senena in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT169[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Senena[5]Hry-tp nby n Imn
Capo degli orafi di Amon
Dra Abu el-NagaXVIII dinastia  (Amenhotep II ?)[6]casa di Muhammed Khalifah[7],  versante meridionale della collina, lato est; a nord e molto vicina alla TT168

Biografia

Sensonb fu il nome del padre, Tanub la madre, mentre Maatka, Divina Adoratrice di Amon, fu il nome di sua moglie[8].

La tomba

TT169 si struttura, planimetricamente, con una sala trasversale da cui una sala perpendicolare alla precedente adduce a una seconda sala trasversale a simulare una “I”. Molto danneggiata presenta sulle pareti della sala perpendicolare resti di scene e testi; scene di preti officianti la Cerimonia di apertura della bocca sulla mummia; il defunto e la moglie con una figlia (?), che reca lo stesso nome della madre Maatka, con arpisti e liutisti in offertorio ai genitori[9].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

[6]      Gardiner e Weigall 1913, p. 31.

[7]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 278-279.

Necropoli tebane

TT168 – TOMBA DI ANY

Any in geroglifici
Schematizzazione della necropoli di Dra Abu el-Naga (area sud) [1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AnyPadre divino dalle mani nette; Lettore[5] scelto del Signore degli deiDra Abu el-NagaXIX dinastiaabitazione di Muhammed Abdullah[6], versante meridionale della collina, lato est; a breve distanza da TT15

Biografia

Unico dato ricavabile; il nome della moglie Merynub, Cantatrice di Amon[7].

La tomba

TT168 è impraticabile e non ne è nota la planimetria; si è solo a conoscenza della presenza di fregi testuali e di pareti dipinte[8].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  5. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
  7. Gardiner e Weigall 1913, p. 31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[6]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

Necropoli tebane

TT167 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Planimetria schematica della tomba TT167[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciutotomba incompiutaDra Abu el-NagaXVIII dinastiasopra e a nord della TT13

 

Biografia

Nessun dato ricavabile; il nome del titolare è ormai perso[5].

La tomba

TT167 presenta una planimetria a “T” con portico anteriore e quattro pilastri. La tomba, non ultimata, presenta poche e molto danneggiate rappresentazioni parietali. Un lungo corridoio immette in una sala perpendicolare alla precedente. Solo nel passaggio di accesso alla sala trasversale sono presenti sulle pareti i resti di alcuni testi; nella sala trasversale è ancora leggibile una lista di offerte[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 278.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 278.

Necropoli tebane

TT166 – TOMBA DI RAMOSE

Planimetria schematica della tomba TT166[1] [2]

Epoca:                                   XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
RamoseSupervisore dei lavori a KarnakDra Abu el-NagaXX dinastiasulla collina settentrionale; circa 50 passi a nord e più in basso della TT148

Biografia

Ipy, Capo dei Profeti di Thot, fu il padre mentre Hati, Superiora dell’harem di Thot, fu la madre. Tay, a sua volta Superiora dell’harem di Thot, fu la moglie[5].

La tomba

TT166 presenta una planimetria a “T” rovesciata tipica delle tombe del periodo.

Un corridoio dà accesso ad una sala trasversale sulle cui pareti, molto danneggiati, un uomo e una donna, con mazzi di fiori e sistri, dinanzi a tre divinità. Pooco oltre linee di testo con i nomi di Supervisori ai lavori di vari templi.

Un passaggio, sulle cui pareti il defunto e la moglie offrono a Osiride e adorano Anubi e sono riportati brani che menzionano la festa di Sokar, immette in una sala perpendicolare alla precedente sulle cui pareti restano solo pochi e illeggibili frammenti di decorazione[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 277.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 277.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927,  p. 277.

[6]              Porter e Moss 1927,  pp. 277-278.

Necropoli tebane

TT165 – TOMBA DI NEHEMAWAY

Planimetria schematica della tomba TT165[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
NehemawayOrafo e scultore di ritrattiDra Abu el-NagaXVIII dinastia  (Thutmosi IV ?)sulla collina settentrionale, vicino alla TT20

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile dalle rappresentazioni parietali è il nome della moglie, Tentamentet, detta Kay[5].

La tomba

L’accesso alla TT165 è possibile da una corte, in cui si apre anche quello alla TT20. La TT165 è costituita da un’unica sala sulle cui pareti: (1 in planimetria[6]) il defunto offre incenso su un braciere in presenza di portatori di offerte; su due registri (2) immagini di banchetto in presenza del defunto e della moglie, scene del pellegrinaggio ad Abydos e della processione funeraria con una barca trasportata da preti che precedono il defunto e la moglie; sulla parete di fondo (6) scene solo abbozzate: tre fanciulle e riti sulla mummia. Poco oltre (5), su due registri, un figlio (?) offre mazzi di fiori e liste di offerte al defunto e alla moglie mentre servi recano cibi; poco oltre (4), il defunto e la famiglia praticano la pesca e l’uccellagione e scene solo abbozzate di preparazione della cacciagione, pulizia del pesce, vendemmia e pigiatura dell’uva; due uomini (3) offrono libagioni e abiti al defunto[7].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 277.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 277.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 31

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 274.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 30.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 277.