Necropoli tebane

TT99 – TOMBA DI SENNEFER

Planimetria schematica della tomba TT99[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
SenneferSupervisore ai sigilli; Supervisore alla terra dell’oro di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III-Amenhotep II-?-)versante sud-est della collina; sopra la TT95 e a est della TT93

Biografia

Unici dati biografici rilevabili, il nome della madre, Sid-hout, e della moglie, Taimaw.

La tomba

L’ingresso della TT99. Da: Madain Project

La tomba è costituita da una sala trasversale con struttura planimetrica a “T” rovesciata, tipica delle tombe del periodo. Un breve corridoio dà accesso alla sala trasversale sulle cui pareti (1)[5] il defunto offre libagioni su un braciere; il defunto (2) riceve un tesoro; il defunto (3) riceve mandato da Thutmosi III di recarsi in Libano; il defunto ispeziona lavoratori (4). Un rilievo, su due registri (5) (danneggiato), mostra il defunto e tracce di file di soldati e cavalli, nonché un siriano e un egizio che trainano un pesante carico; il testo indica che si tratta dei tributi recuperati in Libano e portati a Thutmosi III. Un passaggio, sulle cui pareti (6) è rappresentata una doppia scena del defunto che adora Osiride, adduce ad una sala perpendicolare alla precedente: il defunto (7-8) riceve il bestiame e ispeziona le suppellettili funerarie.

Decorazioni della TT99. Da: Madain Project

Un breve corridoio immette in una seconda sala trasversale con due grandi pilastri: su uno (A) il defunto riceve regali per la festa del Nuovo Anno dalla moglie (?) e da alcuni familiari (?), sull’altro (B), frammenti di testo con i titoli del defunto. Sulle pareti: testi autobiografici (9); fanciulle che preparano un letto (10), con candele, statue di Bes, protettore del sonno, scatole e ceste. Poco discosto (11-12) scene della processione funeraria con trasporto di suppellettili e liste delle offerte; frammenti di un inno a Osiride (13) e (14) un uomo e una donna che officiano riti sulla mummia. Due preti (15) con liste di offerte dinanzi al defunto e alla moglie; una nicchia, sul lato più lungo della sala (16), presenta una doppia scena del defunto dinanzi ad Anubi nella sua forma di sciacallo.

L’ostrakon HLHM

L’ostrakon HLHM, o iscrizione Halaḥam, è un frammento di pietra calcarea, scoperto durante lo scavo della tomba TT99, recante linee di caratteri ieratici e geroglifici sui due lati. Questa iscrizione è redatta con un alfabeto meno conosciuto della prima scrittura semitica, noto come “Halaham”, e si ritiene che sia antica quanto la tomba stessa. Queste iscrizioni sarebbero i primi predecessori dell’alfabeto ebraico moderno (Aleph, Bet, Gimel)

L’ostrakon HLHM. Da: Madain project

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 204.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  5. Porter e Moss 1927,  p. 204.
  6. Porter e Moss 1927,  p. 204-206.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 204-206.

Necropoli tebane

TT98 – TOMBA DI KAEMHERIBSEN

Planimetria schematica della tomba TT98[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
KaemheribsenTerzo Profeta di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III-Amenhotep II-?-)versante sud-est della collina; sopra la TT95 e a est della TT93

Biografia

Unici dati biografici rilevabili, l’incarico della madre, Capo delle nutrici del Signore delle Due Terre, e il nome della moglie, Henuttawi.

La tomba

Il cluster di tombe degli ufficiali e dignitari di Amenhotep II che hanno voluto le proprie tombe orientate verso il tempio funerario del loro Faraone a Sheikh Abd el-Qurna

La tomba, non ultimata, è molto piccola ed è costituita da una sala trasversale con due pilastri e l’abbozzo di quello che si sarebbe poi trasformata, molto probabilmente, nella sala perpendicolare alla prima, tipica delle strutture a “T” rovesciata propria di questo periodo. Nella sala trasversale, i rilievi di due figlie (non noti i nomi) che recano fiori seguendo la propria madre e di altre due figlie che, coadiuvate da aiutanti, recano mazzi di fiori al defunto e alla madre in occasione della “bella festa dell’ovest“. In altro rilievo il defunto e la moglie adorano Osiride.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 204.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  5. Porter e Moss 1927,  p. 204.
  6. Porter e Moss 1927,  p. 204.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

TT97 – TOMBA DI AMENEMHAT

Planimetria schematica della tomba TT97[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AmenemhatPrimo Profeta di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep II-?-)in alto sul versante est della collina, a poca distanza, a nord, della TT99

Biografia

Unici dati biografici rilevabili, il nome del padre, Duhtihotep, Supervisore dei costruttori di sandali del tempio di Amon, e prete “wab[5].

La tomba

L’ingresso della TT97. Da: Kampp, Friederike. Die thebanische Nekropole: zum Wandel des Grabgedankens von der XVIII. bis zur XX. Dynastie. von Zabern, 1996.

La tomba ricalca, in linea di massima, la forma a “T” rovesciata tipica del periodo; da un cortile, un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale. Da questa si diparte una seconda sala perpendicolare alla prima non ultimata. Sulle pareti (danneggiate) i resti di testi e immagini di uomini in offertorio al defunto; i resti di una stele con un uomo inginocchiato. Un breve corridoio immette in una sala perpendicolare alla precedente sulle cui pareti un falco, rappresentazione di Horus, e Anubi quale sciacallo. In alto un uomo reca abiti e stoffe mentre più sotto un prete lettore[6] dinanzi alla mummia.

La sala termina in un’altra sala trasversale, con quattro pilastri, sulle cui pareti una stele con testi autobiografici, frammenti di dipinti con quattro preti che purificano il defunto e una nicchia con rappresentazione di Anubi. Nella camera funeraria, sotterranea e il cui ingresso si apre nel cortile antistante la TT97, il sarcofago intrusivo di tale Thu, Costruttore di sandali del tempio di Amon (non è stato possibile stabilire il periodo di intrusione).

Cono funerario di Amenemhat dalla TT97. Petrie Museum

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  3. ^ Porter e Moss 1927,  p. 203.
  4. ^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. ^ Porter e Moss 1927,  p. 203.
  6. ^ Porter e Moss 1927,  pp. 203-204.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[6]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

Necropoli tebane

TT96 – TOMBA DI SENNEFER

O TOMBA DELLE VIGNE

Sennefer in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT96[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
SenneferSindaco della Città del Sud (Tebe)Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep II)versante est della collina; a sud e sopra la TT100

Biografia

Come in altre tombe[5] esiste difficoltà di interpretazione dei rapporti di parentela giacché una stessa parola viene usata per indicare, invece, differenti legami[6] e solo esami comparati con altre tombe, o altre risultanze archeologiche hanno consentito di appurare, in molti, casi l’effettivo rapporto esistente tra personaggi i cui nominativi si trovano nella TT96.

Sulla parete posteriore della camera principale, Sennefer rende omaggio a “suo padre, l’amministratore dei possedimenti della Divina Sposa [Ahmose] Humay (tomba TT224)” e a sua moglie Nub; non è però chiaro se si tratti di un’effettiva parentela o se, invece, come più probabile, si tratti di una qual forma di omaggio all’importante personaggio[7]. In quattro altre citazioni, tuttavia, si legge, con riferimento a Sennefer, “suo padre, il Secondo Profeta di Horus, signore di Qus[8], Nu” e “sua madre, che egli ama la signora della casa Henutiry (talvolta abbreviata in Ta-iry)”. La soluzione sarebbe riscontrabile nella tomba TT224 di Ahmose, detto Humay, in cui a una immagine di Sennefer ivi esistente è associato il testo “il figlio di sua (di Ahmose) sorella” da cui si deduce che Sennefer era nipote di Humay[9].

Per quanto riguarda i titoli e gli incarichi ricoperti da Sennefer, alcuni dei quali di tipo puramente onorifico, questi sono distribuiti, e non concentrati in unico elenco, sulle pareti di TT96 e assommano a circa 20[10] .

Altra questione controversa riguarda il numero di mogli di Sennefer; nella tomba, infatti, si contano sei differenti nomi femminili: Senetneferet, Senetnay, Senetmiah, Senetmy[11], Senay, Meryt. Il fatto che cinque di queste abbiano in comune la radice Senet, peraltro traducibile con “sorella” oltre che con “moglie”, lascerebbe intendere che, almeno per cinque di queste, si tratti della stessa persona in più varianti; in tal caso le mogli di Sennefer sarebbero state solo Merit (parola peraltro traducibile con “amata” e che appare solo su una parete della TT96) e Senetnay.

Statua di Sennefer e della moglie Sentnay (Museo egizio del Cairo, cat. CG42126 Legrain)

Per quanto riguarda i figli, sono noti i nomi di tre figlie: Mutty, Mutneferet (moglie di Kenamon), Cantatrice di Amon e Sorella di latte del Signore delle Due Terre, e Nefertiry, verosimilmente morta prematuramente[12]. Anche altre fanciulle compaiono nei dipinti parietali, ma non ne sono riportati i nomi, oppure sono andati perduti. 

La tomba

La vigna nella camera funeraria da cui prende anche il nome la tomba

TT96 viene normalmente bipartita nelle sue due componenti 96A, ad indicare la cappella e la parte superficiale e 96B per indicare la parte sotterranea[13]. Era già nota nel 1826 quando venne visitata da Robert Hay che ricavò copie dei dipinti parietali (oggi al British Museum); nel 1895 fu la volta di Percy Newberry che tuttavia eseguì solo rilievi sommari di TT96A. Nel 1898 Philippe VIrey, egittologo francese, pubblicò copie dei dipinti parietali, delle planimetrie e dei testi della tomba; si tratta di un’opera insostituibile poiché molti dei dipinti in essa contenuti sono oggi non più esistenti. Nessuno, tuttavia, menzionò suppellettili o resti di corredi funerari, né esiste certezza che Sennefer sia effettivamente stato sepolto in questa tomba essendo anche probabile che gli sia stato concesso dal re il privilegio di essere ospitato nella tomba KV42 della Valle dei Re. In questa, infatti, Howard Carter rinvenne suppellettili[14] che facevano riferimento e Sennefer e segnatamente a sua moglie Sentnay[15].

Particolare di vigna da un soffitto della TT96

Un cortile, in cui si apre la scala di discesa a 96B, precede la facciata al centro della quale si apre l’accesso a 96A (vedi planimetria). Mentre 96A, la parte superiore, presenta orientamento est-ovest, la camera funeraria sotterranea[16], cui si giunge percorrendo una scala a gomito, ha un orientamento quasi nord-sud. Entrambe le camere (96A e 96B) sono di forma quasi quadrata e, al contrario di molte altre tombe dell’area, anche la camera funeraria è completamente dipinta.

96A si presenta con la caratteristica forma a “T” rovesciata propria di questo periodo, cui segue una cappella quasi quadrata con quattro pilastri. A un breve corridoio segue una sala trasversale, un’anticamera[17]: sulle pareti, il defunto con la moglie Sentnay in offertorio ad Amon-Ra di Karnak (1 in planimetria[18]); accanto (2), il defunto e la moglie di cui sono riportati i titoli. Sul lato corto (3) i resti di una stele con scene di offertorio; (4-5) il giardino del tempio di Amon a Karnak, con un lago, una casa e il portale di Amenhotep II, e il defunto tra fiori e oche. Poco discosto (6) il defunto in offertorio di doni, tra cui statuette di Amenhotep II e della regina Merytra, ad Amenhotep II (?) seduto sotto un padiglione, per la Festa del Nuovo Anno. Seguono (10) scene dei granai di Amon con Amenhotep II che celebra la festa del raccolto. Sul lato corto (9), una figlia offre libagioni al defunto e alla moglie Sentnay e resti di uomini che recano offerte al defunto; scena di banchetto (8) con il defunto e la moglie, sotto la cui sedia si nasconde un gatto, e ospiti; segue il defunto e la moglie in offertorio a Osiride.

Sennefer e Meryt

Un breve corridoio dà accesso ad una camera perpendicolare alla precedente sulle cui pareti sono rappresentate (11), alla presenza del defunto, scene di agricoltura, di vagliatura e immagazzinamento del grano, trebbiatura, trasporto del grano con buoi e registrazione del raccolto; segue (12) scena del defunto che offre fiori al cugino Amenemipet Pairy, Governatore della Città e Visir, titolare della tomba TT29, con la moglie Weretmaatef. Sulla parete opposta (13) il defunto ispeziona e registra prodotti delle aree del Delta nilotico; il defunto e la famiglia a caccia e a pesca (14); uomini in offertorio di libagioni al defunto e alla moglie Sentnay (15).

Un altro breve corridoio adduce alla cappella, quasi quadrata con un lato di 10 m circa, con quattro pilastri:

  • A: un uomo offre fiori al defunto; fanciulle offrono cibi;
  • B: fanciulle offrono al defunto fiori e coni profumati; un uomo offre unguenti profumati;
  • C: una donna e una fanciulla offrono cibi al defunto;
  • D: ragazze che offrono vesti, gioielli e fiori al defunto.

Sulle pareti: due uomini (16) offrono libagioni al defunto e alla moglie Sentnofret; seguono (17) riti sulla mummia con il trasporto del corpo da parte di preti, e (18) uomini che trasportano suppellettili funerarie tra cui statuette di Osiride e Hathor alla presenza del defunto e di Sentnofret (così è qui indicato il nome della moglie) assisi. Una scena (19) rappresenta il pellegrinaggio ad Abydos e grandi giare; segue (20) una falsa porta e (21) una coppia di balie e persone che offrono libagioni al defunto e alla moglie Sentnofret. Sul fondo si aprono tre nicchie: in una (22) è rappresentato il defunto che offre libagioni ai genitori e un concerto di liutiste e arpiste, mentre un nipote offre mazzi di fiori al defunto e alla moglie Sentnofret; nella nicchia centrale (24), tracce di dipinti con una figlia che offre ai genitori; nella terza (23), un prete, accompagnato da una liutista e da un arpista offre liste di offerte al defunto. Nell’angolo nord-ovest di questa sala si apre un annesso, una piccola camera quasi quadrata di 4 m di lato con pilastro centrale senza alcuna decorazione.

La camera funeraria sotterranea, cui si accede dal cortile nell’angolo sud-ovest mediante una scala a gomito rozzamente rifinita di 44 gradini, è costituita da un’anticamera[19] e da una camera con quattro pilastri (di dimensioni poco ridotte rispetto alla cappella superiore[20]). Nell’anticamera: (25) la figlia Mut-Twy, seguita da due file di preti che recano offerte tra cui pane, torce e stoffe alla presenza del defunto (26); seguono (27-28) scene di trasporto delle suppellettili funerarie, collari, maschere, casse, giare e letti funerari alla presenza del defunto e della figlia Mut-Twy. Ai lati del corridoio che adduce alla camera funeraria (29-30) rilievi (in parte distrutti) del defunto in adorazione e della moglie Sentonofret con sistro. Un corridoio (31) dà accesso alla camera con quattro pilastri:

  • E: Meryt, moglie di Sennefer (?)[21], offre unguenti, cibi e fiori al defunto accompagnata da figlia bambina;
  • F: Meryt, accompagnata dalla piccola figlia, offre sistri e mirra al defunto; Anubi sovrasta tre divinità femminili;
  • G: Meryt offre coppe di bevanda e vestiario al defunto; quattro preti, inginocchiati, offrono libagioni al defunto alla presenza di un pilastro Djed umanizzato;
  • H: Meryt offre coppe di bevanda, collane e pettorali mentre quattro preti purificano il defunto.

I dettagli dei quattro pilastri e l’analisi filologica delle loro iscrizioni a cura di Livio Secco QUI

Sulle pareti: il defunto e Meryt (32) che lasciano la tomba “per vedere il disco solare“; Osiride e Hathor con il defunto e Meryt (33-34), buoi che trainano il sarcofago e uomini che recano suppellettili funerarie mentre altri uomini e danzatori trainano scrigni con statue e libagioni e si procede all’innalzamento di un obelisco. In altra scena (35) un figlio (?) officia dinanzi al defunto e Meryt; un prete “sem[22] incensa il defunto e Meryt; brani tratti dal Libro dei Morti (37) e il defunto su un letto funerario alla presenza del “ba” tra le dee Iside e Nephtys.

Il prete sem officia cerimonie sul defunto accompagnato da Meryt

Poco oltre (38) Meryt e il defunto adorano Osiride e Anubi; scene della processione funeraria (39-40) e del pellegrinaggio ad Abydos e uomini che trainano una slitta con una statua. 

Il soffitto sia dell’anticamera che della camera funeraria di 96B sono decorate con una fitta ramificazione rappresentante una vigna; di qui il nome di “Tomba delle vigne” con cui TT96 è anche nota.

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 197.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 197.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  6. Krauss 1999.
  7. Porter e Moss 1927,  p. 197.
  8. Weeks 2005,  p. 415.
  9. Porter e Moss 1927,  pp. 195-197.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Vedi la TT82 di Amenemhat.

[6]      A titolo di esempio la parola “senet”, traducibile con “sorella”, viene spesso utilizzata per indicare la moglie, mentre la parola per “fratello” talvolta indica un cugino.

[7]      E’ accertato, anche da altri testi in altre localizzazioni che Ahmose e Nub furono certamente i genitori di Amenemipet, identificabile con il titolare della TT29 cui è assegnata anche la KV48 nella Valle dei Re.

[8]      La greca Apollinopolis, ovvero Edfu.

[9]      Ne deriva che Sennefer e Amenemipet erano cugini.

[10]     Titoli di Sennefer:

  • Supervisore delle mandrie di Amon;
  • Supervisore del bestiame di Amon;
  • Supervisore dei granai di Amon;
  • Supervisore ai giardini di Amon;
  • Supervisore della bellezza di Amon-Ra;
  • Consigliere fidato del Signore delle Due Terre;
  • Favorito del Buon Dio (il faraone);
  • Supervisore del bestiame giovane di Amon;
  • Sigillatore del re;
  • Supervisore dei possedimenti di Amenhotep I;
  • Capo della festa di Thutmosi I;
  • Supervisore del Profeta della moglie del Dio (Ahmesnofretere);
  • Supervisore del Profeta di Haroeris;
  • Supervisore del Profeta di Horus;
  • Signore di Kus (?);
  • Primo amico del Palazzo (?);
  • Bocca del re dell’Alto Egitto (?);
  • Orecchie del re del Basso Egitto (?).

[11]     I nomi Senetmiah e Senetmy in realtà non esisterebbero nelal tomba e deriverebbero da un’errata traduzione dei rilievi a cura di Kurt Sethe.

[12]     Si ritiene, tuttavia, che Mutty, nome riportato in una sola scena all’ingresso della tomba, possa essere un diminutivo di Mutneferet.

[13]     Attualmente è visitabile solo 96B giacché 96A è chiusa per motivi di sicurezza e perchè normalmente impiegata come magazzino.

[14]     Vasi con i nomi di Sennefer e Senetnay.

[15]     Studi successivi ritennero che KV42 fosse stata impiegata come deposito momentaneo del corpo di Senetnay prima del trasferimento nella tomba di famiglia.

[16]     A circa 12 m di profondità.

[17]     Larghezza 15 m e profondità circa 2,6.

[18]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, pp. 197-203.

[19]     Circa 3,50 m x 2,50.

[20]     Circa 6,50 m x 7,50.

[21]     Il fatto che Meryt compaia solo nei dipinti di questa sala ha fatto anche ipotizzare, giacchè è indicata anche in questo caso come “senet”, ovvero “sorella”, oltre che “moglie”, che si trattasse effettivamente della sorella e che la sua presenza nelle cerimonie di sepoltura di Sennefer fosse giustificata da una prematura e improvvisa morte della moglie effettiva, Senetnay. Meryt, in quanto sorella, avrebbe perciò “interpretato” la parte della signora della casa di Sennefer e officiato quelle cerimonie che sarebbero state, in caso contrario, competenza della moglie effettiva.

[22]     Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

Necropoli tebane

TT95 – TOMBA DI MERY

Planimetria schematica della tomba TT95[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
MeryPrimo Profeta di Amon[5]Sheikh Abd el-Qurna[4]XVIII dinastia (Amenhotep II)versante est della collina; proprio sopra la TT29

Biografia

Nebpehtira, Primo Profeta di Min di Koptos, fu il padre di Mery; Hunay(t) fu il nome della madre, Capo delle nutrici del Signore delle Due Terre, informazione ricavabile, tuttavia, dalla tomba TT84. Dey fu il nome della moglie.

La tomba

TT95 venne progettata ambiziosamente ripartita in quattro unità architetturali che riflettono, attualmente, i vari stadi di costruzione e sono indicate con le sigle TT95A, 95B e 95C.

Modello 3D laser scan della TT95: 95B in rosa; 95C in verde scuro; cappella funeraria 95A con il pozzo funerario in marrone

La cappella (TT95A) penetra nella roccia per 19 m e si presenta con la caratteristica forma a “T” rovesciata propria di questo periodo; dalla prima sala, molto ampia, con soffitto sorretto da dodici pilastri, si accede ad una seconda sala con quattro pilastri solo sommariamente sbozzata nella roccia.

La prima sala colonnata. © Università di Basilea, foto Matjaz Kačičnik

L’asse centrale, che intercetta entrambe le sale era concepito per essere fiancheggiato da pilastri su entrambi i lati fino alla parte più interna, a somiglianza del percorso processionale di un tempio del Nuovo Regno. La parte nord della prima sala trasversale era completamente decorata (n.ri da 3 a 8 e pilastri da A a F in planimetria[6]); il lato ovest, al contrario, fu solo parzialmente decorato con disegni preliminari rappresentanti un’udienza reale; tutte la altre pareti sono prive di decorazioni e denotano varie fasi di lavorazione della pietra. Benché gli operai fossero impegnati nei lavori di realizzazione dei locali più interni, l’architrave di accesso era già rifinito e decorato con iscrizioni dipinte. Il cortile antistante la facciata, non ultimato, riflette due fasi di costruzione: parzialmente tagliato nella roccia e in parte realizzato con terrazzamento costituito mediante riempimento con detriti di scavo. La costruzione venne tuttavia abbandonata a seguito del crollo di un pilastro e di disallineamenti della pavimentazione d’entrata; l’analisi geologica ha evidenziato consistenti fratture nell’area del pilastro crollato che avrebbero potuto causare ulteriori cedimenti strutturali.

Durante la fase di costruzione, tuttavia, TT95 venne ampliata con due altri accessi alle strutture sotterranee costituite da corridoi in discesa indicate come TT95B e TT95C così da costituire due separati appartamenti funerari; nel corso dei secoli i corridoi vennero inoltre più volte riutilizzati come sepolture, specie durante il Terzo Periodo Intermedio e il Periodo Tardo. Durante il periodo romano, e poi successivamente fino all’era moderna, TT95 e le sue diverse ramificazioni venne sfruttata come deposito domestico e come abitazione[7].

In un pozzo funerario[8], originariamente scavato per i familiari del titolare, Mery, durante la campagna di scavo 2016, tra resti depredati di suppellettili e di corpi umani, venne rinvenuta quella che si ritiene essere la più antica protesi di piede ancora collegata a resti di un piede destro di mummia femminile risalente al Terzo Periodo Intermedio[9]

L’approfondimento su questa protesi QUI

La protesi di piede rinvenuta nella TT95
…e quella esistente presso il British Museum

Notizie sull’occupante originario della TT95 sono pure ricavabili dalla TT84 di Iamunedjeh, da Mery parzialmente usurpata. Planimetricamente, un breve corridoio dà accesso alla sala trasversale con dodici pilastri: sulla parete sinistra, rispetto all’ingresso (1 in planimetria), il defunto e la madre, con un cane nascosto sotto la sedia, ricevono l’omaggio di alcuni uomini alla presenza di musiciste, danzatrici e pubblico; poco discosto (2) i resti del dipinto di un uomo dinanzi al defunto (?). Sulla parete destra uomini in offertorio (3), il defunto in atto di verificare la conta del bestiame e delle capre (4); segue (5) il defunto alla verifica della pesatura dell’oro, della costruzione di carri, e controllo degli orafi e dei vasai.

Scene di lavoratori dalla TT95. © Università di Basilea, foto Matjaz Kačičnik

Sul lato corto (6-7) testi relativi al defunto e scene di offerta; una scena che rappresenta un uomo (8) è solo abbozzata sulla quadrettatura da disegno. Sui pilastri: (A) i titoli del defunto e il defunto e la moglie in atto di uscire per “incontrare il Sole”; (B) testi relativi alla festa per il Nuovo Anno; (C) il defunto, seguito dalla madre, consacra offerte per Ra-Horakhti e Amenhotep II; (D-E-F) testi.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 24
  4. Porter e Moss 1927,  p. 195.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  6. Porter e Moss 1927,  p. 195.
  7. Sito Università di Basilea:, su lhtt.philhist.unibas.ch. 
  8. Sito Università di Basilea:, su lhtt.philhist.unibas.ch. 
  9. La più antica protesi di piede:, su unibas.ch. 
  10. Porter e Moss 1927,  pp. 195-197.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Si veda anche l’usurpazione della TT84.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 176.

[7]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri.

[8]      larghezza 17,50 m x profondità 8,30.

[9]      La protesi della TT95 è in legno e cuoio; un’altra protesi di piede, risalente verosimilmente al Nuovo regno, si trova presso il British Museum (cat. BM EA29996). E’ in cartonnage e non può ascriversi pienamente tra le protesi poiché, molto verosimilmente, non era destinata alla deambulazione (come quella sopra presentata), ma solo a riempire esteticamente un’amputazione per una mummia. Pare infatti difficile, essendo in cartonnage (lino e colla), senza articolazioni e senza altre dita, che la “protesi” del British Museum potesse garantire una deambulazione “normale”: in fase di avanzamento del passo, infatti, la sporgenza costituita dall’alluce di “cartapesta” non avrebbe agevolato la camminata, ed anzi l’avrebbe non poco intralciata.

Necropoli tebane

TT94 – TOMBA DI RAMOSE detto AMY

Planimetria schematica della tomba TT94[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Ramose detto AmyPrimo araldo reale, Portatore di flabello alla destra del reSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep II-?-)versante est della collina; a ovest e sopra la TT96

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile dalla TT94 è il nome della madre, Sent.

La tomba

L’ingresso della TT94

La tomba[5] si presenta con la caratteristica forma a “T” rovesciata propria di questo periodo. Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale il cui soffitto è sorretto da sei pilastri.

I pilastri della sala trasversale

Solo la parete a destra dell’ingresso presenta alcune scene parietali: il defunto in atto di offertorio ad Amon-Ra; alcuni uomini in atto di offertorio al defunto e alla madre; alcuni uomini che portano gazzelle e pani; sul lato corto adiacente la parete una stele, non terminata, con scena del defunto in offertorio a Osiride.

La parete sudorientale della sala trasversale, l’unica decorata

Su uno dei pilastri, i riti della Cerimonia di apertura della bocca officiati sul defunto da un prete. Sull’architrave che congiunge i due pilastri centrali, doppia scena del defunto che adora Osiride e Anubi.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 194.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  5. Porter e Moss 1927,  p. 194.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 194-195.

Tutte le immagini provengono da: Abu Bakr Abdel Salam Mustafa Saad, et al. “The Tomb of Ramose (Aamy) TT 94.” – Rivista della Facoltà di Lettere e Filosofia. Università di Menoufia 2023


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      La numerazione dei locali e delle pareti eventualmente esistente segue quella di Porter e Moss 1927.

Necropoli tebane

TT93 – TOMBA DI QENAMUN

Qenamun in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT93[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
QenamunCapo Amministratore del ReSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep II)versante est della collina; sopra la TT96

Biografia

Amenemopet, Nutrice reale, fu sua madre; Tededetes fu sua moglie.

La tomba

Dopo un breve corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[5]) sono rappresentati il defunto e la moglie in atto di adorazione, si apre una sala trasversale, secondo lo schema tipico a “T” capovolta delle tombe del periodo, il cui soffitto è sorretto da dieci pilastri. Segue una sala perpendicolare alla precedente che termina in una sala rettangolare, non ultimata, il cui soffitto è sorretto da otto pilastri. Alcuni rilievi parietali sono incompleti come quello (2) rappresentante il defunto e la moglie in atto di offertorio. Segue (3) una scena di traino di statue del defunto con preti che officiano, danzatori e danzatrici, musiciste e cantanti, sacerdotesse che suonano sistri danzando e uomini che agitano rami d’albero.

Aiutanti per una battuta di caccia (acquerello di Hugh R. Hopgood, Metropolitan Museum di New York cat. MET chr30.4.68)

Poco oltre (4) il defunto adora Osiride-Onnophris e la Dea dell’Occidente (Hathor) assisi sotto un padiglione. Su uno dei lati corti (5-6) una doppia stele rappresenta, su una, il defunto in adorazione di Osiride e della Dea dell’Occidente, sull’altra l’adorazione di Anubi e della Dea dell’Oriente; segue una scena di offerta di mazzi di fiori al defunto e alla moglie che prosegue (7) con un uomo dinanzi al defunto e alla madre (?).

Scatola di cosmetici (acquerello di N. de Garis Davies, cat. MET DP161254)

Una Cappella del sud (8) appena abbozzata vede, sull’architrave, la rappresentazione di una serie di gatti. Poco oltre (9) il faraone Amenhotep II e la dea Maat, seduti sotto un padiglione, con alcuni prigionieri ai loro piedi mentre, su quattro registri sovrapposti, il defunto offre oggetti in oro, scimmie, regali per la festa del Nuovo Anno.

Portatore di doni per la festa del Nuovo Anno (acquerello di Hugh R. Hopgood, cat. MET 30.4.66 EGDP013828)

Portatori recano statuette di Amenhotep II, Hatshepsut e Thutmosi I, vasi e collane; soldati con portatori di stendardo e conduttori di cani e (danneggiati) doni tra cui sfingi e carri.

Sulla parete a lato dell’ingresso (10-11-12) il defunto consacra offerte, ispeziona l’arrivo di prodotti dal Delta nilotico (compreso il miele, alcune gru, pesce e bestiame), coadiuvato da scribi; scarsamente visibili le tracce di navi da guerra.

Scena di caccia
(disegno di Norman Hardy, cat. MET chr15.5.4)

Sul lato corto (13) i resti di una stele di granito rosso non più leggibile e (14) testi rituali dedicati a tre dee danneggiate e non riconoscibili. Sulla parete immediatamente precedente l’accesso alla Cappella del Nord (solo abbozzata) (15), lista di offerte e una casa con tracce di un lago; segue una scena del defunto e Pehsukher, Flabellifero del re e titolare della TT88, seguiti da aiutanti donne e da liutiste, dinanzi ad Amnemopet, madre di Qenamun, che svolge le mansioni di nutrice reale per il giovane re; una parte danneggiata lascia intravedere un’arpa, fanciulle che saltano e che suonano le nacchere, e un lago. Sui pilastri:

  • A: un uomo offre unguenti e unge il defunto e la moglie; una donna offre sistri alla coppia; una scena danneggiata del defunto e di sua madre (?) e resti di testi;
  • B: preti che trainano la statua del defunto; preparazione di birra e cibi, vasai, macellai, cuochi, portatori di offerte, di tori, buoi bracciali e colane, un uomo che riempie d’acqua un contenitore; scene del defunto e della moglie a pesca;
  • C: il defunto abbraccia una donna; uomini offrono candele, unguenti e incenso al defunto e alla moglie;
  • D: resti di titolatura del defunto; il defunto in offertorio a Renenet-Thermutis rappresentata come serpente; il defunto purificato da preti;
  • E: il defunto lascia la tomba; preti offrono natron al defunto;
  • F: resti di testo; un uomo con un mazzo di fiori e brani tratti dalla formula 25 dei Testi delle piramidi;
  • G: resti di un inno a Ra; la moglie offre unguenti per la festa di Nehebkau[6];
  • H: resti di testi sacri;
  • I: nessun rilievo;
  • J: resti di dipinto di preparazione di unguenti.

Un corridoio, sul cui architrave (18) il defunto in offertorio a Osiride, dà accesso ad una sala oblunga, perpendicolare alla sala precedente: su una delle pareti (19) resti di dipinto del defunto a caccia di struzzi nel deserto con un figlio; segue una scena (20) del defunto e della madre a pesca con i resti di un dipinto rappresentante la pulitura e preparazione del pesce. Poco discosto (21) ospiti femminili a un banchetto.

Scena di pesca (dettaglio)
(acquerello di Hugh R. Hopgood, cat. MET DT10881)

Un altro corridoio adduce ad una sala rettangolare, appena sgrossata, con otto pilastri a loro volta non completati (salvo uno, K). Sull’architrave di accesso (22), la rappresentazione di Anubi come sciacallo; sul lato lungo (23), due figli con mazzi di fiori e lista delle offerte dinanzi al defunto e alla moglie. Sull’unico pilastro su cui appaiono abbozzi del disegno previsto (K) e la squadratura da disegno, vasi per libagioni e il defunto seduto.

Una nicchia si apre sulla parete di fondo (24) (pesantemente danneggiata) con scene di offertorio del defunto e un prete e una donna che agitano sistri; lista di offerte dinanzi al defunto e alla moglie (?). Sul muro di fondo il defunto in offertorio a Osiride e Anubi.

Un sarcofago custodito a Firenze (cat. 9477) e riportante il nome di Qenamun potrebbe, per il suo stile tipico della XVIII Dinastia a cavallo tra Amenhotep II ed Amenhotep III, provenire dalla TT93.

Il sarcofago custodito a Firenze. Da: Betro’, Marilina. “Firenze Inv. Nr. 9477: the Coffin of Qenamon (TT93)?, Egitto e Vicino Oriente 36, 2013.”

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 195.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Porter e Moss 1927,  p. 190.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  6. Porter e Moss 1927,  p. 190.
  7. Porter e Moss 1927,  pp. 190-194.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 186.

[6]      Nehebkau, “colui che lega il Kha”, era il principio che legava due delel componenti dell’anima secondo la teologia egizia: il Ba e il Kha”. Data l’importanza di tale principio, lo si considerava uno dei guardiani all’entrata della Duat, ovvero dell’aldilà. Il geroglifico che lo rappresentava era costituito da due braccia tese in avanti in atto di preghiera che, data la forma, somigliavano ad un serpente con due teste; per tale motivo Nehebkau veniva anche rappresentato artisticamente come serpente bicefalo, ma talvolta, anche come serpente con una sola testa. Come serpente bicefalo lo si considerava invincibile e per tale motivo, per evitare che se ne perdesse il controllo, il dio Atum teneva un dito su di lui. Secondo altra leggenda, Nehebkau era la guardia del corpo di Osiride durante il suo viaggio notturno nell’aldilà. Quale serpente con unica testa, si riteneva avesse potere sui serpenti e su tutte le creature velenose, come lo scorpione, e perciò lo si riteneva figlio di Serket, la dea scorpione, o di Renenet nel suo aspetto di serpente.

Necropoli tebane

TT92 – TOMBA DI SUEMNUT

Planimetria schematica della tomba TT92[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
SuemnutMaggiordomo reale, netto di maniSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep II)versante est della collina; sopra la TT93, sotto la TT91

Biografia

Iamnufer, Sindaco di Neferusi[5], fu il padre di Suemnut, mentre Meryt, Cantatrice di Thot, fu sua madre. Kat fu sua moglie.

Suemnut con la moglie Kat davanti ad un tavolo di offerte. Da: Bryan, Betsy M. “Painting techniques and artisan organization in the Tomb of Suemniwet, Theban Tomb 92.” Colour and painting in ancient Egypt (2001)

La tomba

La planimetria della tomba si presenta leggermente differente da quelle del periodo; la sala trasversale tipica delle tombe a “T” capovolta, è infatti preceduta da un’anticamera il cui tetto è sorretto da due pilastri. Sulle pareti di tale locale (1 in planimetria) il defunto e la moglie offrono libagioni e, durante un banchetto cui sono presenti alcuni musicisti, a loro volta ricevono offerte da una fanciulla; poco discosto (2) scene di preparazione della birra e di cibi alla presenza del defunto assiso.

Su alcune raffigurazioni della TT92 sono ancora visibili le griglie utilizzate per tracciare le figure secondo i canoni estetici dell’Antico Egitto. Da: Bryan, Betsy M. “Painting techniques and artisan organization in the Tomb of Suemniwet, Theban Tomb 92.” Colour and painting in ancient Egypt (2001)

Seguono (3) scene, appena abbozzate, di un prete “sem[6] dinanzi al defunto accompagnato dalla moglie e da un bambino. Una scena non ultimata (4) vede il defunto e la moglie offrire libagioni a Osiride mentre, poco oltre (5), debitori restituiscono prodotti sotto il controllo di scribi che ne annotano l’entità. Seguono (7-8) scene (non finite) in cui, su sei registri sovrapposti, il defunto seguito da portatori, reca ad Amenhotep II e alla dea Hathor doni tra cui vasi, mobilio, statue del re, tori e altro.

Amenhotep II, seguito da Hathor, nella TT92. Da: Hartwig, Melinda. “The Kings in the Tomb of Neferrenpet (TT 43).”

Un breve corridoio dà accesso alla sala trasversale in cui i rilievi parietali sono appena accennati o non terminati: una scena (9), appena abbozzata, vede uomini in offertorio al defunto e alla moglie; seguono (10-11) scene, non terminate, di vendemmia e di preparazione del vino, nonché di caccia e pesca del defunto e della moglie. Segue una scena (12) del defunto e della moglie che ricevono prodotti dalle aree del Delta nilotico.

Tavoli di offerte della TT92. Da: Bryan, Betsy M. “Painting techniques and artisan organization in the Tomb of Suemniwet, Theban Tomb 92.” Colour and painting in ancient Egypt (2001)

Un altro breve corridoio consente l’accesso ad una camera perpendicolare alla precedente: sulle pareti fiancheggianti l’ingresso (13), due portatori, uno per lato, recano rispettivamente la statua di un uomo e di una donna. Poco discosto (14), scene della processione, con portatori di suppellettili funerarie, diretta verso Osiride e la Dea dell’Occidente (Hathor), e scene del pellegrinaggio ad Abydos mentre (15) alcuni uomini offrono libagioni al defunto e alla moglie. Sulla parete opposta (16-17) scene di riti sulla mummia e di banchetto funebre cui partecipano il defunto, la moglie, e i genitori, allietato da un concerto di musiciste e ballerine.

Suemnut ritratto con la famiglia. Da: Bryan, Betsy M. “Painting techniques and artisan organization in the Tomb of Suemniwet, Theban Tomb 92.” Colour and painting in ancient Egypt (2001)

Una nicchia (18), sulle cui pareti il defunto e la moglie adorano Anubi in veste di sciacallo, chiude la parete di fondo.

Un architrave che rappresenta Suemnut e sua sorella Yuny in adorazione di Osiride dal tempio di Wazmosi (figlio di Thutmosi I), ma che si ritiene originariamente provenga dalla TT92, si trova oggi al Museo Egizio del Cairo (cat. JE 27840).

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 187.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  5. Porter e Moss 1927,  pp. 187-189.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 187-189.
  7. Porter e Moss 1972,  pp. 444-446.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      L’identificazione di Neferusi è controversa; nel 1891 Gaston Maspero volle identificarla con Itlidem, a circa 3 Km dal Nilo nei pressi dell’odierna Sheikh Timai (a metà strada circa tra il Delta nilotico e Luxor), ove erano state rinvenute tracce di un tempio dedicato ad Hathor, Signora di Neferusi. Successivamente, George Daressy la localizzò poco distante, nell’area dell’odierna Balansûra. Nel 1961 Pierre Montet (1885-1966), egittologo francese, propose l’area di Sheikh Abada, l’antica Antinopolis. Più recentemente, nel 1981, Dieter Kessler, egittologo tedesco, ha proposto la moderna città di Garris, tra Balansûra e Beni Hasan (così in Autori Vari, Current Research in Egyptology 2012: Proceedings of the Thirteenth Annual Symposium, Oxbow books, Oxford 2013).

[6]      Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

Necropoli tebane

TT91 – TOMBA DI “SCONOSCIUTO”

FORSE MERY

Planimetria schematica della tomba TT91[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciuto (forse Mery)Capitano delle truppe; Supervisore dei cavalli del reSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV – Amenhotep III)versante est della collina; in alto, sopra la TT92 e a sud della TT114

La tomba

La tomba, non ultimata, presenta planimetricamente la struttura a “T” rovesciata, tipica del periodo. La decorazione parietale, molto danneggiata, comprende scene di pesca e uccellagione da parte del defunto; il defunto che offre libagioni ad Amenhotep III(?), accudito da due portatori di flabello, mentre dinanzi a lui si prostrano tributari nubiani che recano zanne d’avorio. In altro rilievo il defunto (?) e la moglie (?), alla presenza di un uomo, sono seduti a banchetto (la scena è molto deteriorata); Thutmosi IV e Hathor ricevono tributari asiatici, di cui alcuni prostrati, compresi capi Mitanni, Hittiti e soldati nubiani con cavalli. In una scena, il defunto e la moglie in adorazione di Osiride.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 185.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  5. Porter e Moss 1927,  pp. 185-187.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

TT90 – TOMBA DI NABAMON

Planimetria schematica della tomba TT90[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
NebamunPortatore di stendardo della sacra barca denominata “Amata da Amon”; Capitano delle truppe di polizia di Tebe ovest (ovvero la Necropoli tebana)Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV – Amenhotep III)versante est della collina; in alto, sopra la TT89

Biografia

Uniche notizie biografiche ricavabili dalla tomba TT90, il nome delle mogli del titolare Nebamun, Sensenbut e Tiy, e quello delle figlie di Tiy: Iwy, Weret e Segerttawi, Concubina reale.

Supervisione dei possedimenti di Amon a cura di Nebamon, acquerello di Charles K. Wilkinson (Metropolitan Museum, cat. MET DT11772)

La tomba

La tomba, non ultimata, presenta planimetricamente la struttura a “T” rovesciata, tipica del periodo. Un corridoio, non rifinito, immette in una sala trasversale; sulle pareti (1 in planimetria) il defunto e le mogli seguiti dalla figlia Segerttawi, Concubina reale. Segue una scena del defunto e della moglie Sensenbut che ricevono offerte da due figlie alla presenza di un complesso musicale composto da suonatrici di nacchere e di flauto doppio; due danzatrici si accompagnano con liuti. Su uno dei lati corti della sala (3) il carro del re (?) sulla chiatta reale e un reparto di reclute dinanzi alla casa del defunto.

Un portatore di offerte della TT90

Altra scena (4) presenta lo Scriba reale Yuny che offre uno stendardo al defunto seguito da truppe, con testi dell’anno sesto[5]; poco oltre il defunto adora Thutmosi IV seduto sotto un chiosco adorno di stendardi navali. Accanto alla porta di accesso (5-6) il defunto, accompagnato dalla moglie Tiy e dalle figlie Iwy e Waret in offertorio alla figlia Segerttawi quale Concubina reale seduta dinanzi a a loro. Sono visibili, perché danneggiate, tracce di scene di banchetto con musicisti (suonatrici e suonatori di liuto). In altro registro un ufficiale della polizia a rapporto con il defunto. Una stele (7), sul lato corto della sala trasversale, presenta testi e scene di presti che svolgono i riti funerari dinanzi al defunto compresa la purificazione del corpo e l’offerta di torce.

Scene di marchiatura del bestiame da un acquerello di Charles K. Wilkinson (Metropolitan Museum, cat. MET DT11772 detail-7)

Le offerte al defunto proseguono in una scena successiva (8) con portatori di offerte, macellai, raccoglitori di uva, un lago con alberi che lo circondano e due servi il tutto dinanzi al tempio di Amenhotep III.

La raccolta dell’uva

Un’ultima scena (9) rappresenta il defunto e il re, preceduti da due portatori di flabello, che ricevono tributi da siriani, compresi prigionieri e cavalli; sono scarsamente visibili soldati e il carro reale. Sul soffitto sono riportati testi sacri[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 183.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25
  5. Porter e Moss 1927,  pp. 179-181.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 183-185.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Non è precisato a quale sovrano faccia riferimento l’indicazione calendariale; è molto verosimile, tuttavia, che si tratti dell’anno VI di Amenhotep III.