Necropoli tebane

TT331 – TOMBA DI PENNE detto anche SUNERO

Planimetria schematica della tomba TT331[1] [2]

Epoca:                                  Periodo ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Penne (detto anche Sunero)[5]Primo Profeta di MonthuSheikh Ab del-QurnaXIX-XX dinastia 

Biografia

Hatiay (TT324), Supervisore dei Profeti di tutti gli dei, Capo dei Profeti di Sobek e Scriba del tempio di Monthu, fu suo padre, Iuy sua madre e Maiay, responsabile dell’harem di Monthu, fu sua moglie[6].

La tomba

Una lunga scala di 25 gradini (con al centro uno scivolo per un più agevole trasporto del sarcofago) dà accesso a una corte poligonale[7] in cui si apre l’ingresso a TT331 e alla TT55 del Visir Ramose.

Due stele, incompiute e oggi illeggibili, fiancheggiano l’ingresso (1 nero in planimetria[8]).

Alla TT331 si accede per il tramite di un corridoio (1 rosso in planimetria[9]) in cui è raffigurato il defunto, seduto, sovrastato da testi sacri e di offertorio; altre scene vedono il defunto e la moglie, sotto le cui sedie sono rappresentati, rispettivamente, una scimmia e un gatto, assistere al concerto tenuta da un’arpista e adorare Osiride in onore del quale sono riportati inni sacri.

Planimetricamente la tomba si presenta con forma a “T” capovolta tipica delle sepolture del periodo, benché la sala trasversale sia inclinata rispetto all’asse che è tuttavia, a sua volta, leggermente curvo; un breve corridoio immette in una sala quadrata il cui soffitto è retto da quattro pilastri.

Sulle pareti: scene (2) di pesca e uccellagione (?), nonché di raccolta del papiro (?); su altra parete (3), su tre registri sovrapposti, brani tratti dal Libro delle Porte e uomini con candele e torce. Il corridoio di accesso alla sala colonnata ospita sull’architrave esterno (4), molto danneggiato, scena con la moglie in presenza del nome e dei titoli del defunto; sugli stipiti, altrettanto danneggiati, il defunto e la moglie in adorazione di Osiride (?).

Dalla TT331 provengono frammenti di una statua del defunto inginocchiato[10].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115..

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 398

[6]      Porter e Moss 1927, p. 398.

[7]      Forma verosimilmente derivante da preesistenti accessi ad altre tombe.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 9.

[9]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 9.

[10]     Porter e Moss 1927, p. 398.

Necropoli tebane

TT330 – TOMBA DI KARO

Planimetria schematica della concentrazione e sovrapposizione delle tombe TT8-10-211-321-322-323-330[3]

Epoca:                                   XIX dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoliDinastia/PeriodoNote
Karo[4]Servo del Luogo della VeritàDeir el-MedinaXIX dinastia 

Biografia

Genitori di Karo furono Simut e Pashedu; il nome della moglie era Takha[5].

La tomba

TT330 è ubicata in un’area complessa in cui trovano luogo,e si sovrappongono, diverse sepolture.

Da una cappella superiore, in cui si trovano gli unici rilievi leggibili, si accede, per il tramite di un pozzo verticale all’appartamento sotterraneo costituito da più locali tra cui la camera funeraria.

Sulle pareti della cappella: il defunto e la moglie in presenza di Osiride (1 in planimetria[6]) e, su tre registri sovrapposti (2), il defunto e la moglie in presenza di Anubi; il defunto che offre libagioni ai genitori; parenti dinanzi al defunto a ad altri familiari.

Proviene da questa tomba una stele, e frammenti di stele[7], con il defunto in presenza di cinque divinità; il padre in presenza di Osiride e Anubi seduti e il defunto da solo[8].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole tombe non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle sepolture, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      Porter e Moss 1927, p. 398.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 398

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[7]      Oggi al Museo egizio di Torino (cat. 1636-1931-1938).

[8]      Porter e Moss 1927, p. 398

Necropoli tebane

TT329 – TOMBA DI MOSI e annesso

(MOSI e IPY)

Epoca:                                  Periodo ramesside (XIX-XX dinastia)

Titolare

TitolareTitoloNecropoliDinastia/PeriodoNote
Mosi[3]Servo del Luogo della VeritàDeir el-Medina XIX-XX dinastiala tomba ha un annesso, sepoltura di Mosi, forse un nipote del titolare, e di Ipy, forse suo figlio, tutti Servi del Luogo della Verità

 

Biografia

TT329 è costituita dalla tomba principale di Mosi e da un annesso che ospitava altri defunti: Mosi, omonimo, ma forse nipote del primo, e Ipy, forse figlio.

Henutwat era il nome della moglie del Mosi titolare della TT329, mentre Katet[4] era quello della moglie del Mosi dell’annesso. Di quest’ultimo è noto anche il nome del padre, Iohnufer. Baket era, infine, il nome della moglie di Ipy[5].

La tomba

Si accede a TT329 da un cortile su cui si aprono due cappelle funerarie, prive di scene parietali leggibili, mentre, in un cortile adiacente, si apre l’ingresso all’annesso.

Da una delle due cappelle si può accedere all’appartamento sotterraneo per il tramite di un pozzo verticale; nel corridoio che immette nella camera funeraria di TT329, sull’architrave esterna, il disco solare adorato da alcuni ba (1 in planimetria[6]) in presenza dei simboli dell’Occidente. Sugli stipiti, testi sacri per l’apertura delle porte dell’aldilà.

Furono qui rinvenuti frammenti del coperchio del sarcofago del titolare; provengono inoltre da questa tomba frammenti di rilievo con il defunto inginocchiato e testi sacri dedicati a Ra.

Nel cortile prospiciente l’annesso, una stele con il defunto Mosi (TT329) insieme al secondo Mosi e a Ipy (oggi al Louvre); sul retro della stele, coperti originariamente dalla medesima, su due registri sovrapposti un uomo e un fanciullo in presenza di Thot e l’abbozzo di un uomo e una donna.

Nel corridoio dell’annesso (3) i resti di scene della processione funebre[7].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      Porter e Moss 1927, p. 397.

[4]      Nome rilevabile da una stele oggi al Louvre (cat. C280).

[5]      Porter e Moss 1927, p. 397.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[7]      Porter e Moss 1927, pp. 397-398.

Necropoli tebane

TT328 – TOMBA DI HAY

 Epoca:                                   XIX-XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[N 5]Dinastia/PeriodoNote[N 6]
Hay[4]Servo del Luogo della VeritàDeir el-Medina XIX-XX dinastia 

 

Biografia

Benché molto danneggiata, sono noti il nome della moglie, Tatemhet, di un figlio, Ptahmosi, e di una figlia, Hunuro[5].

La tomba

La cappella è distrutta; è noto tuttavia che su due stipiti della cappella fossero presenti, da un lato titolo e nome del defunto onorati dal figlio, Ptahmosi, inginocchiato; sull’altro stipite, dedicato dalla figlia Hunuro, scena con il defunto inginocchiato[6].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      Porter e Moss 1927, p. 397

[5]      Porter e Moss 1927, p. 397.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 397

Necropoli tebane

TT327 – TOMBA DI TUROBAY

 Epoca:                                  XIX-XX Dinastia

 Titolare

TitolareTitoloNecropoliDinastia/PeriodoNote
Turobay[3]Servo del Luogo della VeritàDeir el-Medina XIX-XX dinastia 

 

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile il nome della moglie, Tuy[4]

La tomba

La cappella è costituita da una sala rettangolare; sulle pareti, molto danneggiate: il defunto con la moglie e un figlio (nominativo non leggibile) (1 in planimetria[5]); resti di scene (2) con il defunto e la moglie in offertorio a Osiride. Alcuni reperti risultano provenire, forse, da questa tomba: un pyramidion, oggi al Louvre (cat. 14396), e frammenti di un altro pyramidion con il defunto, oggi al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, proveniente dalla Kutorga[6] Collection[7].

Il pyramidion oggi al Louvre
Musée du Louvre, Département des Antiquités égyptiennes, E 14396 – https://collections.louvre.fr/ark:/53355/cl010018269https://collections.louvre.fr/CGU

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      Porter e Moss 1927, p. 397.

[4]      Porter e Moss 1927, p. 397.

[5]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[6]      Stepan Semyonovich Kutorga (1806 – 1861), zoologo e paleontologo russo.

[7]      Porter e Moss 1927, p. 397

Necropoli tebane

TT326 – TOMBA DI PASHEDU

 Epoca:                                   XIX-XX Dinastia

 Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Pashedu[6]CaposquadraDeir el-Medina XIX-XX dinastia 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile dalla TT326; tuttavia Pashedu, che risulta titolare anche della tomba TT3, era figlio di Menna ed Huy. Nedjimet-Behdet era il nome di sua moglie[7].

La tomba

La cappella è oggi completamente distrutta; è noto tuttavia che sulla parete dell’ingresso erano rappresentati i Campi di Iaru, sulla parete nord un prete sem[8] con gli strumenti per la cerimonia di apertura degli occhi e della bocca e sul lato ovest, in una nicchia, il re Amenhotep I protetto dalla dea Hathor come vacca sacra.

Nel cortile di accesso vennero rinvenuti frammenti di un pyramidion e di scena con il defunto in adorazione[9].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 395.

[7]      Porter e Moss 1927, p. 9.

[8]      Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

[9]      Porter e Moss 1927, pp. 396-397.

Necropoli tebane

TT325 – TOMBA DI SMEN (?)

Epoca:                                  XVIII DInastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Smen (nome del titolare non certo, ricavato da un cono funerario ritrovato nell’area) [5]Non notoSheikh Ab del-Qurna XVIII dinastia 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[6].

La tomba

Pochi sono i resti di scene parietali: il defunto e la moglie (nome non rilevabile) (1 in planimetria[7]) in presenza di Anubi; una coppia (2), non identificabile, in offertorio al defunto e alla moglie; il defunto e la moglie (3) in presenza di Osiride (?)[8].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 395

[6]      Porter e Moss 1927, p. 396.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[8]      Porter e Moss 1927, pp. 396.

Necropoli tebane

TT324 – TOMBA DI HATIAY

Epoca:                                  Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Hatiay[5]Supervisore dei Profeti di tutti gli dei, Capo dei Profeti di Sobek, Scriba del tempio di MonthuSheikh Ab del-Qurna XIX-XX dinastia 

Biografia

Sono noti il nome della madre, Nefertere, e della moglie Iuy, nonché di un figlio, Penne (TT331)[6].

La tomba

L’ingresso a TT324 si apre in un cortile colonnato in cui si trova (1 in planimetria[7]) una piattaforma su cui è eretta una stele in bianco; un blocco di riuso reca una doppia scena del defunto e della moglie in adorazione di Amon-Ra-Harakhti e Atum e di Osiride.

Sotto il portico che precedeva l’ingresso (2) resti di scene di offertorio.

Un corridoio, sulle cui pareti (3) è riportato il defunto e inni a Ra mentre il soffitto reca il suo nome e i titoli, immette in una sala trasversale secondo lo schema a “T” rovesciata tipico delle sepolture di questo periodo; sulle pareti: resti di due registri sovrapposti (4) con asini che trasportano grano verso il granaio; due uomini in offertorio al defunto e alla moglie; scene di aratura e sarchiatura del terreno in presenza del defunto.

Sul lato corto (5), su due registri, il defunto e la moglie intenti a pescare e il defunto, la moglie e altri familiari intenti alla preparazione di pollame; poco oltre, su tre registri (6) resti di un banchetto con un prete sem[8] dinanzi al defunto unitamente ad altri familiari, compreso il figlio Penne (TT331).

Su altra parete (7) su due registri i visir Usermonthu e Nebamun (?) seduti con una tavola da offerte tra loro; in due scene il defunto e la moglie in presenza di divinità femminili in forma di alberi, alcuni ba che si abbeverano a una polla d’acqua e i campi di Iaru. Poco oltre (8) scene del pellegrinaggio ad Abydos con carri a bordo di navigli; da questa parete si diparte un ampliamento non ultimato della tomba. Su altra parete tracce di scena con la dea dell’Occidente (Hathor).

Un breve corridoio, sulle cui pareti (10) è rappresentato il defunto, immette in una sala rettangolare; sulle pareti: il defunto (11) seguito da offerenti e, in basso, donne in processione funeraria. Su altra parete (13) un prete sem offre libagioni al defunto e ad altri parenti. Sul fondo una nicchia (13) con il defunto che adora il simbolo di Osiride e la dea Hathor rappresentata come vacca sacra; sulla sinistra della nicchia la figura mummiforme del defunto.

Dalla TT324 provengono una stele con il defunto e tre figlie in presenza di Osiride[9] e una statuetta tripla con il defunto, la moglie e la madre (di quest’ultima si è persa la testa)[10] [11].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 395.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 395.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.

[8]      Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

[9]      Museo del Cairo, cat. 34138.

[10]     Museo del Cairo, cat. 71965.

[11]     Porter e Moss 1927, pp. 395-396

Necropoli tebane

TT323 – TOMBA DI PESHEDU

 Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Peshedu[5]Disegnatore nel Luogo della Verità e nel tempio di SokarDeir el-MedinaXIX dinastia (Sethy I) 

 

Biografia

Il padre, Amenemhet, era a sua volta disegnatore del tempio di Sokar; sua madre era Mutnefert e sua moglie Nefertere[6].

La tomba

La camera funeraria sotterranea di TT323 presenta, ai lati della porta di accesso, il falco dell’Occidente (1 in planimetria[7]) e l’uccello Benu (2); sulle pareti laterali: in due scene (3) i genitori del defunto e altri parenti in presenza di Ptah-Sokar e la dea Nut inginocchiata tra due divinità mummiformi e in presenza di un pilastro Djed.

Sulla parete opposta (4): in due scene, i genitori in presenza di Osiride e della dea dell’Occidente (Hathor) e la dea Iside inginocchiata tra due divinità mummiformi e in presenza del simbolo Sa, ovvero figlio.

Sul fondo (5), sul timpano superiore, ba adorano il disco solare sorretto dalla dea Nut; in basso, Anubi esegue riti sulla mummia in presenza delle dee Nephtys e Iside. Dalla TT323 provengono frammenti di una stele recante Sethy I con il defunto dinanzi a Osiride[8].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 393.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 393; Bruyere 1925, tavola II, pp. 72-73..

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.           

[8]      Porter e Moss 1927, pp. 393-394.

Necropoli tebane

TT322 – TOMBA DI PENSHENABU

 

Epoca:                                   Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Penshenabu[5]Servo del Luogo della VeritàDeir el-MedinaXIX-XX dinastia 

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile il nome della moglie, Tentnubt[6].

La tomba

TT322 presenta una cappella funeraria e un appartamento sotterraneo[7] il cui pozzo di accesso si apre nei pressi della cappella. Sulle pareti della cappella funeraria: frammenti di architrave (1 in planimetria[8]) con la barca di Ra; sulle pareti scene varie (2-3-4) con la coppia presentata da Anubi a Osiride. Nella nicchia di fondo (6) statua del defunto inginocchiato (Museo Egizio di Torino, cat. 3032). Sul soffitto i nomi del defunto e della moglie[9].

Pianta del pozzo di accesso e dell’appartamento sotterraneo di TT322

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 393.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 393.

[7]      Bruyere 1925, tavola II, pp. 72-73.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 382.           

[9]      Porter e Moss 1927, pp. 393-394