Necropoli tebane

TT69 – TOMBA DI MENNA

Menna in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT69[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
MennaScriba dei campi del Signore delle Due TerreSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV -?-)in basso, sotto la TT68, sul lato nord-est opposto al cancello di chiusura

Biografia

Menna, Scriba contabile del re Thutmosi IV, sommava in se anche i titoli di: “Favorito del Buon Dio (il re), scriba e supervisore delle coltivazioni”, “Gran consigliere del Signore delle Due Terre”, “Occhi del re in ogni luogo”, “Scriba dei possedimenti del Signore delle Due Terre nel sud e nel nord”, “Supervisore delle tenute di Amon”. Sua moglie si chiamava Henuttawi, Cantatrice di Amon, “giustificata dal grande dio[5]“; figli maschi Sa, Scriba del grano di Amon[6], e Kha, Prete wab[7]; figlie femmine[8]: Amen-hem-weskhet (Henut), “la favorita di Hathor, amata dal suo Signore (il re)”, Nehem-awayt (…Hem-ta), “colei che egli ama, favorita di Hathor, giustificata”[9], e Ka-sy, la “sua amata” ritratta in dimensioni molto più piccole delle altre il che lascia supporre che fosse adolescente.

La tomba

Entrata della tomba TT69
Corridoio di accesso alla TT69

La TT69 venne sgombrata dalla Mission Archeologique Francais negli anni ’80 dell’800 e, successivamente, durante i lavori di scavo di Robert Mond[10] nel 1905; un breve sondaggio con rilevazione dell’apparato pittorico venne eseguito nel 1910 da Colin Campbell. Nel novembre-dicembre 2007 è stata eseguita una investigazione multidisciplinare sulle pitture e sulle tecniche pittoriche.

Rilievi della camera trasversale
Il soffitto della camera trasversale. Foto: osirisnet.net

TT69 si sviluppa con forma a “T” rovesciata tipica di analoghe sepolture dello stesso periodo. Ad un corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria) è rappresentato il defunto con la moglie e alcune figlie che recitano un inno ad Amon-Ra, segue una camera trasversale in cui il defunto e la moglie (2) ricevono offerte (tra cui vasi di miele) da alcune figlie, che suonano sistri, mentre assistono a lavori campestri. Segue una camera trasversale in cui il defunto e la moglie (2) ricevono offerte (tra cui vasi di miele) da alcune figlie, che suonano sistri, mentre assistono a lavori campestri.

Menna e la moglie dinanzi ad Amon-Ra
Scene di lavori campestri
Uno dei dipinti a cui è stato asportato il viso
Scena di pesca (particolare)

Alcuni ufficiali e funzionari assistono al carico, alla registrazione e al trasporto di grano su carri, in presenza di un uomo che suona una sorta di cornamusa.

Scriba contabili dalla TT69 di Menna

In altre scene (3), il defunto e la moglie adorano Osiride, siedono a banchetto (4) e offrono libagioni (5) unitamente a figli e figlie che recano mazzi di fiori; un uomo offre un mazzo di fiori alla coppia assisa mentre tre suonatori si esibiscono cantando.

Un cacciatore trasporta una gazzella

Su una stele (6), Anubi dinanzi a Osiride e alla Dea dell’occidente (Mertseger), Ra-Horakhti e Hathor, nonché la coppia del defunto e la moglie, seguiti da alcuni preti, in offertorio agli dei. Su altra parete (7), su due registri sovrapposti, il defunto e la moglie ricevono mazzi di fiori da un uomo, e il defunto e la moglie che ricevono liste di offerte da preti e da uomini che recano unguenti e vasi.

Ritratto di dama

Un breve corridoio, sulle cui pareti (8) il defunto e la moglie sono rappresentati nell’atto di lasciare la tomba per partecipare alla Festa della Valle, dà accesso ad una camera perpendicolare alla prima.

La camera più interna, sul fondo la nicchia con i resti delle statue del defunto e della moglie

Su quattro registri (9) portatori di offerte, comprese statuette e modelli di barca, il trasporto del sarcofago a cura di nove amici, preti, macellai, scrigni, canoe in processione verso Anubi; poco oltre (10) il defunto in scena di psicostasia dinanzi a Osiride con Thot che registra il risultato della pesatura.

La pesatura del cuore di Menna. Fonte: osirisnet.net

Su altra parete (11), su tre registri, il pellegrinaggio ad Abydos, e scene di riti sulla mummia; seguono scene (12) di pesca e uccellagione svolte dal defunto e dai familiari.

Particolare del Pellegrinaggio ad Abydos
La barca funeraria di Menna. Fonte: osirisnet.net

Poco oltre (13) i familiari in offertorio al defunto e alla moglie. Una nicchia sul fondo della sala (14), contiene la parte inferiore delle statue del defunto e della moglie.

La nicchia che conteneva le statue di Menna e della moglie

Molti dei dipinti parietali, per il resto ancora in discreto stato di conservazione, sono stati deliberatamente danneggiati scalpellando gli occhi dei personaggi, o asportando parti dei volti e delle mani talché non è spesso possibile stabilire gli oggetti che impugnavano.

Esempio di cancellazione dei volti ritratti. Da: osirisnet.net

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 134.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 134.
  6. Campbell 1910.
  7. Porter e Moss 1927,  planimetria p. 135.
  8. Porter e Moss 1927,  pp. 134-139.

Sitografia

Per i disegni di Norman e Nina de Garis Davies: http://www.griffith.ox.ac.uk/gri/4TT69.html  

Per l’elenco delle tombe dei nobili visitabili: http://www.egittopercaso.net/valle-nilo/tombe-dei-nobili.php  

Per ulteriori informazioni sulla TT69: https://www.osirisnet.net/tombes/nobles/menna69/menna_01.htm  

Per l’esito dell’investigazione multidisciplinare sulla TT69 del 2008: https://orbi.uliege.be/bitstream/2268/1372/1/menna%20spectrochimica.pdf  


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      L’inserimento del termine “giustificata” lascia intendere che fosse già morta al momento in cui venne realizzata la tomba del marito.

[6]      Il fatto che nell’unica scena in cui compare assieme al fratello lo preceda, ha fatto intendere che si trattasse del figlio maggiore.

[7]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[8]      Le cattive condizioni dei dipinti parietali, danneggiati dai millenni o deliberatamente, ha fatto nel tempo interpretare in maniera differente i nomi che, nel 1910, erano stati interpretati da Campbell (C. Campbell: Two Theban Princes, Sons of Rameses III, p. 85-106, Oliver and Lloyd, London, riedizione 2010) come Henut, […]Hem-Ta e Kasi.

[9]      L’inserimento del termine “giustificata” lascia intendere che fosse già morta al momento in cui venne realizzata la scena che la ritrae.

[10]     Sir Robert Ludwig Mond (1867-1938), chimico e archeologo britannico.

Necropoli tebane

TT68 – TOMBA DI (PER?)-ENKHNUM

POI RIUTILIZZATA PER NESPANEFERHER (O ESPANEFERHOR)

Espaneferhor in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT68[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
[Per?]-enkhnum, poi riutilizzata per NespaneferherPrete wab[5] di Amon in Karnak e di Mut in Asher / Primo profeta di Amon, Capo degli scribi del tempio dei possedimenti di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII (XX – XXI dinastia)versante nord-est della collina, sopra la TT69

Biografia

La tomba venne originariamente realizzata per il prete wab [Per?]-enkhnum e poi usurpata da Nespaneferher il cui padre era Iufenamon, e la cui moglie era Tabekenmut, cantatrice del (?) di Mut. Uno dei figli, verosimilmente di Nespaneferher, si chiamava Hor. Nespaneferher svolse parte della sua attività mentre era Primo profeta di Amon Herihor-Siamon.

La tomba

Sala trasversale, parete nord. Trabeazione con due pilastri djed al fianco. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
Rilevo della stessa scena. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)

TT68, molto piccola, si sviluppa con forma a “T” rovesciata tipica di analoghe sepolture dello stesso periodo. Ad un corridoio segue una camera trasversale in cui tutti i dipinti, realizzati per il titolare originario, sono stati usurpati da Nespaneferher. I pochi ancora leggibili, e comunque incompiuti, rappresentano il defunto in adorazione, con la moglie, di tre vacche sacre rappresentanti Hathor. In altra scena, il defunto deposto nel sarcofago.

Sala trasversale, parete est, ala nord. Offertori davanti al defunto, Nefertum e Sokar. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)
Rilievo di un particolare della stessa scena. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)

Un brevissimo corridoio dà accesso ad una camera perpendicolare alla camera trasversale sulle cui pareti sono rappresentate scene del defunto e di un uomo[6] in atto di offertorio a Ra-Horakhti e a una dea (?). In altra scena ancora offertori a Sokar e banchetto, cui partecipano il defunto e la moglie, con musici.

Iscrizioni sulla parete orientale, lato nord, della TT68. Da: Das Grab des Paenkhemenu (TT 68) und die Anlage TT 227. Karl-Joachim Seyfried (1991)

Il soffitto reca testi sacri con un inno a Osiride, nella parte nord, e i resti di un elenco di titoli di [Per?]-enkhnum, nella parte sud.

Il soffitto della TT68. Rilievo di N. Davies

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 133.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 133.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 133-134.
  7. Porter e Moss 1927,  p. 134.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[6]      La figura maschile rimpiazza una figura femminile preesistente e forse relativa al primo occupante della tomba.

Necropoli tebane

TT67 – TOMBA DI HAPUSENEB

Hapuseneb in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT67[1] [2]

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
HapusenebPrimo Profeta di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Hatshepsutversante nord-est della collina, a nord-ovest della TT69 e vicino alla TT68

Biografia

Hapuseneb, Primo Profeta di Amon durante il regno di Hatshepsut, era figlio di Hapu, Terzo Prete lettore di Amon, e Ahhotep, Concubina reale; ebbe per moglie Amenhotep.

Statue di Hapuseneb (conservata a Bologna) e di suo padre Hapu

La tomba

L’ingresso della TT67

Si sviluppa partendo da una facciata con otto pilastri in cui alcune scene, molto malridotte, sono relative all’abbattimento di alberi nella terra di Punt; sono inoltre visibili anche alcune navi ed è rappresentata la costruzione di alcuni carri.

Pochi resti, inoltre, di testi sacri e dedicatori. Un lungo corridoio, privo di rilievi e dipinti, e in cui è possibile solo leggere alcuni testi relativi ai genitori, dà accesso ad una camera il cui soffitto è sorretto da quattro colonne. Sul fondo tracce di scavo probabilmente in previsione di un ampliamento della tomba.

Uomini che abbattono gli alberi dalla TT67. Rilievi di N. Davies

Cono funerario di Hapuseneb. Royal Ontario Museum
Il soffitto a motivi floreali

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 133.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 133.
  6. Porter e Moss 1927,  p. 133.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

TT66 – TOMBA DI HEPU

Hepu in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT66[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
HepuVisirSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IVversante nord-est della collina, a nord-ovest della TT67 e subito dopo la TT65

Biografia

Hebu, Visir sotto Thutmosi IV (?), ebbe per moglie Rennai. Il figlio Neferhebef viene indicato nella tomba come sacerdote wab di Amon.

La TT66 ha subito danni intenzionali, con lo scalpellamento delle figure di Hepu. Qui Hepu e Rennai ricevevano offerte dai figli. Da:
Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015).

La tomba

Scene danneggiate di pesca e caccia. Da:
Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015).


TT66 si sviluppa con forma a “T” rovesciata tipica di analoghe sepolture della XVIII dinastia. L’ingresso si apre in una corte e a un breve corridoio di accesso segue una camera trasversale in cui Hebu assiste ai lavori di alcuni artigiani: scultori, lavoratori di pellame, fabbri e vasai nell’atto di produrre vasi con teste di stambecco, o di toro, una statua di personaggio inginocchiato, una testa di falco in oro e un carro; poco discosto, liste di offerte e testi sacri. Sono ravvisabili i resti di un dipinto di processione funeraria con alcuni uomini che recano rami ed altri prostrati, nonché i resti di un banchetto con musici e cantori. Su un’altra parete l’insediamento come visir dinanzi a Thutmosi IV e resti di un testo attinente le funzioni dell’incarico ricoperto.

Tomba TT66
Il rilievo completo della costruzione dei carri

Un breve passaggio consente l’accesso ad una piccola camera finale in cui i resti di alcune scene riguardano un figlio in offertorio dinanzi ai genitori, scene del trasporto funebre e cerimonie connesse, con offerte di giare di vino alla dea Renenet-Thermutis. Altre scene, molto danneggiate, rappresentano il defunto a pesca; sul fondo, due statue, non iscritte, del defunto e della moglie.

Ciò che rimane delle statue di Hepu e della moglie nella nicchia

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 125.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 132.
  6. Porter e Moss 1927,  planimetria p. 124.
  7. Porter e Moss 1927,  pp. 132-133.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

GURNA

Planimetria schematica dell’area di Sheikh Abd el-Qurna (area sud) con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti

Come numerose altre necropoli egiziane, il sito si trova sulla sponda occidentale[2] del fiume Nilo, tra la Valle dei Re e i templi funerali della necropoli di Tebe. Le tombe di questa necropoli, che rientrano nel più vasto concetto di Tombe dei Nobili, sono scavate su un altopiano roccioso per proteggerle dalle piene annuali del Nilo. La necropoli si estende su diverse località: Dra Abu el-Naga, el-Khokha, el-Assasif, Deir el-Bahari, Qurnet Murai e Deir el-Medina.

Attraverso le decorazioni delle sue tombe, è possibile analizzare l’evoluzione dell’arte funeraria privata durante tutto il Nuovo Regno. Nelle vicinanze del sito si trova anche il tempio funerario di Seti I (noto anche come Tempio di Qurna), risalente al XIV secolo a.C., celebre per gli schemi di un gioco da tavolo ricavati nelle mattonelle di ceramica.

   

Storia

Il primo sito della necropoli è noto come el-Tarif, dove sono state identificate alcune sepolture risalente ai periodi Naqada II e alla I dinastia. Durante la VI dinastia le sepolture vennero prevalentemente eseguite nell’area di el-Khokha, sia pur preferendo le vicinanze dei templi regali per tumulare i funzionari di alto rango e i membri della corte. Le sepolture diminuiscono durante il Medio Regno, mentre tornano ad aumentare nell’area durante il Nuovo Regno. La zona funeraria si sposta ancora durante la XXV e XXVI dinastia nel sito di el-Assasif, davanti al tempio di Deir el-Bahri: in questa nuova zona si trovano le tombe imponenti di Montuemhe (TT34), lunga 228 metri e comprensiva di 40 ambienti, e di Pabasa (TT279), sovrintendente del Tempio di Amon.

  

XVIII dinastia

Nel Nuovo Regno i nobili preferiscono costruire le proprie sepolture in questa necropoli. Queste tombe hanno una planimetria simile, a forma di “T” rovesciata, composte da un cortile scavato nella roccia, una stanza trasversale, un corridoio e una sala conclusiva, dove erano poste alcune statue che accompagnavano il defunto; spesso erano previsti anche un pozzo sotterraneo, chiuso dopo la sepoltura; coni funerari erano utilizzati per decorare le facciate esterne delle tombe e per indicare il titolare della tomba, talvolta con una piccola piramide a incorniciare la struttura. Durante il regno di Thutmosi III (XVIII dinastia), le figure decorative appaiono molto formali, spesso con carattere arcaicizzante e con motivi simmetrici ripetuti.

Alla metà della dinastia, nell’epoca di Thutmosi IV, i temi rappresentati si evolvono verso immagini informali della vita quotidiana, molto colorate e con numerosi particolari. All’interno delle tombe gli artisti decoravano le pareti con affreschi di pregevole fattura, rappresentando scene della vita nell’aldilà e racconti della vita quotidiana dell’inumato, molto spesso un funzionario reale. Altre scene tipiche di queste tombe sono le processioni funerarie, il viaggio cerimoniale verso Abido e il banchetto per il funerale. Le tombe più celebri della necropoli, quella di Nakht (TT52), con dipinti murali di straordinaria produzione artistica, e di Mena (TT69), che si concentra sul tema del lavoro agricolo.

Con la fine del Nuovo Regno, gli ipogei spesso scavati in luoghi non idonei, ritornavano ad essere di piccole dimensioni mentre le decorazioni di carattere teologico e funerario erano eseguite da artisti che con vivace talento rendevano, sempre però in modo discontinuo, meno monotono lo stile severo delle raffigurazioni tornate a proporre antichi temi.

  

XIX e XX dinastia

Nel periodo ramesside, in particolare durante la XIX e XX dinastia, le tombe private mostrano una planimetria simile alle precedenti, ma si diversificano i temi rappresentanti sulle pareti: diminuiscono le rappresentazioni della vita agricola, mentre aumentano i temi religiosi, come le raffigurazioni del Libro delle Porte e del Libro dei Morti. Al periodo ramesside risale la tomba di Userhat (TT51), che ospita anche la moglie e la madre del funzionario, decorata con colori vivaci e scene dettagliate. Nella TT311, attribuita a Khonsu, si presenta una scena molto rara: la processione della barca sacra fino al tempio di Armant. Infine la tomba di Irinufer (TT290) rappresenta per la prima volta le parrucche colorate come elemento simbolico della maturità.

Tombe della necropoli

La necropoli ospita 143 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia; sono inoltre presenti tombe più antiche, risalenti alla XI e XII dinastia[3]:

  • TT21 User Scriba e amministratore del re Thutmose I
  • TT22 Wah parzialmente usurpata da Meryamon Portatore della coppa del re / Figlio maggiore del re
  • TT23 Tjiay detto anche To Segretario del re per la corrispondenza reale
  • TT29 Amenemipet Pairy Sindaco di Tebe
  • TT30 Khonsmose Funzionario del tesoro di Amon
  • TT31 Khonsu Ta Primo profeta di Thutmosi III
  • TT38 Djeserkaraseneb Funzionario dei granai di Amon
  • TT41 Amenemipet Ipy Primo amministratore del tempio di Amon
  • TT42 Amenmose Capitano dell’esercito e occhio del re nel Retenu
  • TT43 Neferrenpet Supervisore dei magazzini e capocuoco del Faraone
  • TT44 Amenemheb Prete puro dinnanzi ad Amon
  • TT45 Djehuty, usurpata da Dhutemhab Amministratore del primo profeta di Amon Mery / Capo dei fabbricanti di lino nel dominio di Amon
  • TT46 Ramose Funzionario ai granai
  • TT50 Neferhotep Padre del dio, Prete di Amon Ra
  • TT51 Userhat Neferhebef Primo Profeta dello spirito del re Thutmosi I
  • TT52 Nakht Astronomo di Amon
  • TT53 Amenemhat Amministratore del tempio di AMon
  • TT54 Huy Scultore del tempio di Amon
  • TT55 Ramose (visir) Visir
  • TT56 Userhat Figlio del Palazzo Interno (militare?)
  • TT57 Khamhat Meh Alto funzionario ai granai
  • TT58 occupante iniziale (XVIII din.) sconosciuto; riutilizzata per Ameneminet Scriba del tempio
  • TT59 Qen Primo Profeta della dea Mut di Asheru
  • TT60 Senet Madre del Visir Intefiqer
  • TT61 User Visir
  • TT62 Amenemweskhet Funzionario di palazzo
  • TT63 Sobekhotep Sindaco del Fayyum
  • TT64 Heqaerneheh Nutrice del figlio del re Amenhotep
  • TT65 Nebamun poi riutilizzata per Imyseba Supervisore ai granai / supervisore agli scribi di Amon
  • TT66 Hepu Visir
  • TT67 Hapuseneb Primo Profeta di AMon
  • TT68 [Per?]-enkhnum poi riutilizzata per Nespaneferher Sacerdote di Amon e Mut / Supervisore degli scribi di Amon
  • TT69 Menena Scriba dei campi del re
  • TT70 occupante iniziale (XVIII din.) sconosciuto; riutilizzata per Ameneminet Supervisore dei costruttori di sandali (?) nei domini di Amon
  • TT71 Senenmut (realizzata, ma inutilizzata) Capo degli amministratori; amministratore di Amon
  • TT72 Ra Primo Profeta di Amon nel tempio per il culto di Thutmosi III
  • TT73 Amenhotep Supervisore ai lavori e primo amministratore
  • TT74 Tjenuny Generale
  • TT75 Amenhotep Sise Secondo Profeta di Amon
  • TT76 Tjenuna Portatore di flabello alla destra del re
  • TT77 Ptahemhat Supervisore dei lavoratori nel dominio di Amon
  • TT78 Horemheb Scriba delle reclute; sovrintendente al bestiame sacro; capitano degli arcieri
  • TT79 Menkheperraseneb Supervisore ai granai del re
  • TT80 Thutnefer Supervisore al tesoro
  • TT81 Ineni Supervisore ai granai nel dominio di Amon
  • TT82 Amenemhat Contabile dei granai di Amon
  • TT83 Aamtju Ahmose Visir
  • TT84 Iamunedjeh Primo araldo del re
  • TT85 Amenemheb Meh Comandante di soldati
  • TT86 Menkheperreseneb Primo Profeta di Amon
  • TT87 Minnakht Supervisore dei granai
  • TT88 Pehsukher Tjenenu Flabellifero del re
  • TT89 Amenmose Amministratore della Città del Sud
  • TT90 Nebamun Capitano delle forze di polizia occidentale di Tebe
  • TT91 Mery Capitano delle truppe e supervisore della cavalleria
  • TT92 Suemniut Portatore della coppa del re
  • TT93 Qenamun Alto amministratore
  • TT94 Ramose Amy Primo araldo del re
  • TT95 Mery Alto prete di Amon
  • TT96 Sennefer Sindaco di Tebe
  • TT97 Amenemhat Alto prete di Amon
  • TT98 Kaemheribsen Terzo Profeta di Amon
  • TT99 Sennefer Tesoriere e supervisore ai sigilli reali
  • TT101 Thanuro Coppiere del re
  • TT102 Imhotep Scriba reale
  • TT103 Dagi Governatore della città e visir
  • TT104 Tutnefer Supervisore al tesoro
  • TT105 Khaemopet Sacerdote di Amon
  • TT106 Paser Visir e Primo Profeta di Amon
  • TT107 Nefersekheru Scriba reale nel Palazzo di Malqata
  • TT108 Nebseni Primo Profeta di Inherit (Onuris)
  • TT109 Min Sindaco di Tjeny (Thinis); Supervisore dei profeti di Onuris, Tutore di Amenhotep II
  • TT110 Tutmosis Coppiere del re; araldo del re
  • TT111 Amenwahsu Scriba del dominio di Amon; capo della casa di Amon; prete “wab” di Sekhmet; organizzatore delle feste degli dei
  • TT112 Menkheperreseneb; successivamente Ashefytemwaset Primo profeta di Amon
  • TT113 Kynebu Prete del tempio di re Thutmosi IV
  • TT114 sconosciuto Capo orafo nel dominio di Amon
  • TT115 sconosciuto –
  • TT116 sconosciuto –
  • TT117 usurpata da Djemutefankh Disegnatore della magione d’oro
  • TT118 Amenmose Portatore di flabello alla destra del re
  • TT119 sconosciuto –
  • TT120 Anen Secondo profeta di Amon, fratello della regina Tye
  • TT121 Ahmose Primo prete lettore[N 17] di Amon
  • TT122 Amenemhat Supervisore dell’area di produzione di Amon
  • TT123 Amenemhat Scriba; Supervisore dei granai; contatore dei pani
  • TT124 Ray Supervisore dei magazzini del faraone, amministratore del buon dio Thutmosi I
  • TT125 Duauneheh Primo araldo supervisore del dominio di Amon
  • TT126 Hormose Comandante in capo delle truppe del dominio di Amon
  • TT127 Senemiah Scriba reale, supervisore a tutte le piantagioni
  • TT128 Pathenfy Sindaco di Edfu e Tebe
  • TT129 sconosciuto –
  • TT130 May Responsabile del porto di Tebe
  • TT131 Useramon, detto User Visir
  • TT132 Ramose Grande scriba del re; supervisore dei tesorieri di Taharqa
  • TT133 Neferronpet Capo dei tessitori del Ramesseum
  • TT134 Thauenany, detto anche Any Sacerdote del Re Amenhotep che naviga sul mare di Amon
  • TT135 Bakenamon Sacerdote Wab dinanzi ad Amon
  • TT136 sconosciuto Scriba reale del Signore delle Due Terre
  • TT137 Mose Capo dei lavori del faraone per ogni monumento ad Amon
  • TT138 Nedjemger Supervisore ai giardini del Ramesseum
  • TT139 Pairi Sacerdote Wab dinanzi ad Amon; supervisore dei contadini di Amon
  • TT249 Neferronpet Fornitore di datteri del tempio di Amenhotep III
  • TT100 Rekhmira Visir
  • TT170 Nebmehyt Scriba delle reclute del Ramesseum nel dominio di Amon
  • TT171 sconosciuto –
  • TT224 Ahmose, detto anche Humay Supervisore dei possedimenti della Sposa del dio; Supervisore al doppio granaio della Sposa del dio Ahmose Nefertari
  • TT225 sconosciuto (forse Amenemhat) Primo Profeta di Hathor
  • TT226 Hekareshu Scriba reale; Supervisore alle balie del re
  • TT227 sconosciuto –
  • TT228 Amenmose Scriba del tesoro di Amon
  • TT229 sconosciuto –
  • TT230 Men Scriba delle truppe del faraone
  • TT251 Amenmose Scriba reale; Supervisore al bestiame di Amon; Supervisore ai magazzini di Amon
  • TT252 Senimen Amministratrice; Assistente della Sposa del dio
  • TT259 Hori Scriba di tutti i monumenti di Amon; Capo dei disegnatori nella casa dell’oro di Amon
  • TT263 Piay Scriba del granaio nel dominio di Amon; Scriba del Ramesseum
  • TT269 sconosciuto –
  • TT280 Intef o Meketre Capo amministratore; Cancelliere
  • TT309 sconosciuto –
  • TT317 Tutnefer Scriba contabile nell’angolo del granaio delle divine offerte di Amon
  • TT318 Amenmose Operaio della necropoli di Amon
  • TT324 Hatiay Supervisore di tutti i Profeti di tutti gli dei; Primo Profeta di Sobek
  • TT331 Penne, detto anche Sunero Primo Profeta di Monthu
  • TT341 Nakhtamun Responsabile dell’altare nel Remesseum
  • TT342 Tutmosis Primo Araldo reale
  • TT343 Paheqamen, detto anche Benia Sovrintendente ai lavori
  • TT345 Amenhotep Prete; il figlio più grande (primogenito) di Thutmosi I
  • TT346 Amenhotep/Penra Supervisore delle donne nel palazzo interno della Divina Adoratrice; Capo dei Medjay
  • TT347 Hori Scriba
  • TT348 Na’amutnakht Apritore della Casa d’Oro di Amon; Capo giardiniere del Ramesseum
  • TT349 Tiay Supervisore alle penne per uccelli
  • TT350 sconosciuto –
  • TT352 sconosciuto Supervisore al granaio di Amon
  • TT367 Paser Capo degli arcieri; figlio dell’harem reale; Compagno di Sua maestà
  • TT368 Amenhotep, detto anche Huy Supervisore degli scultori di Amon a Tebe
  • TT384 Nebmehyt Prete di Amon nel Ramesseum
  • TT385 Hunefer Sindaco di Tebe; SUpervisore al granaio delle divine offerte di Amon
  • TT397 Nakht Prete di Amon; SUpervisore del magazzino di Amon; primo figlio del re
  • TT398 Kamose, detto anche Nentowaref Figlio dell’harem reale
  • TT399 sconosciuto –
  • TT399A Penrennu –
  • TT400 sconosciuto –

Tombe “perdute”

È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 13 tombe, risalenti alle stesse dinastie (una al Periodo Tardo), ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “C” iniziale[4]:

  • C1 Amenhotep Supervisore dei carpentieri
  • C2 Amenemhat Ufficiale
  • C3 Amenhotep Vice tesoriere
  • C4 Merymaat Prete puro della verità
  • C5 sconosciuto –
  • C6 Ipy Supervisore alle barche nel tempio di Thutmosi IV
  • C7 Hormose Comandante delle guardie del tesoro del Ramesseo
  • C8 Nakht Supervisore al pollame nel dominio di Amon
  • C9 non considerata, oggi, come sepoltura a sé stante –
  • C10 Penrenenu Scriba della tavola delle offerte
  • C11 Nebseny Supervisore agli orafi di Amon
  • C12 Meh Supervisore alle porte o al tesoro (?)
  • C13 sconosciuto –
  • C14 Ankhefenthut Neferibraseneb –

Bibliografia

  • Sergio Donadoni. Tebe. Milano: Electa, 1999.
  • Mario Tosi. Dizionario Enciclopedico delle Divinità dell’Antico Egitto. Vol. II: Luoghi di culto e necropoli dal delta alla Bassa Nubia. Torino: Ananke, 2006.
  • Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.

Esempio di concentrazione e sovrapposizione di tombe nell’area di Sheik ab del Qurna


[1]      La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]      I campi della Duat, ovvero l’aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.

[3]      Porter e Moss 1927.

[4]      Porter e Moss 1927, pp. 456-460.

Necropoli tebane

DRA ABU EL-NAGA

Planimetria schematica dell’area di Dra Abu el-Naga (area sud) con l’indicazione delle Tombe dei Nobili presenti[1]

Dra Abu el-Naga è il nome moderno di una località, rientrante nella più vasta area della Necropoli tebana e, segnatamente di quella ricompresa nel concetto di Tombe dei Nobili, che ospita una necropoli egizia posta sul lato occidentale del Nilo nei pressi di Tebe, proseguimento ad ovest della necropoli di El-Tarif.

  

La necropoli è occupata, in special modo, da sepolture ipogee, o tombe a saff, o contrassegnate di piccole piramidi, risalenti alla XVIII, XIX e XX dinastia di funzionari e dignitari della corte faraonica.

Dal 1999 sono state aperte al pubblico due tombe: la TT255 di Roy e la TT13 di Shuroy.

Tombe della Necropoli

Rilievi dalla TT11 di Djehuty

La necropoli ospita 84 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia[2]:

  • TT11 Djehuty Sovrintendente al tesoro
  • TT12 Hery Sovrintendete ai granai della regina e madre del re Ahhotep
  • TT13 Shuroy Capo dei portatori di altare di Amon
  • TT14 Hury Prete puro di Amenhotep
  • TT15 Tetiky Figlio del re, Sindaco della Città del Sud
  • TT16 Panehsy Prete di Amenhotep
  • TT17 Nebamon Scriba e medico del re
  • TT18 Baki Capo pesatore dell’oro di Amon
  • TT19 Amenmose Primo profeta del cortile esterno di Amenhotep
  • TT20 Mentuherkhepshef Sindaco di Qusiya (Abusir)
  • TT35 Bakenkhons Primo Profeta di Amon
  • TT140 Kefia, detto anche Neferronpet Orafo e scultore di ritratti
  • TT141 Bakenkhons Sacerdote Wab dinanzi ad Amon
  • TT142 Samut Supervisore dei lavoratori di Amon-Ra a Karnak
  • TT143 sconosciuto –
  • TT144 Nu Supervisore dei laboratori
  • TT145 Nebamon Comandante degli arcieri
  • TT146 Nebamon Supervisore ai granai di Amon; contabile del grano; “Iny” della Sposa Reale
  • TT147 Heby e sconosciuto Scriba del censimento del bestiame di Amon nell’Alto e Basso Egitto; Capo dei saggi di Karnak
  • TT148 Amenemopet Prete di Amon
  • TT149 Amenmose Scriba reale delle tavole del Signore delle Due terre; supervisore dei cacciatori di Amon
  • TT150 Userhet Supervisore del bestiame di Amon
  • TT151 Hety Scriba del censimento del bestiame della Sposa reale di Amon; amministratore della Sposa reale di Amon
  • TT152 sconosciuto –
  • TT153 sconosciuto –
  • TT154 Taty Coppiere
  • TT155 Intef Grande araldo del re
  • TT156 Pennesuttawy Capitano delle truppe, Governatore delle terre meridionali
  • TT157 Nebwenenef Primo Profeta di Amon
  • TT158 Thonefer Terzo Profeta di Amon
  • TT159 Raia Quarto Profeta di Amon
  • TT160 Besenmut Vero amico del re
  • TT161 Nakht Portatore delle offerte floreali di Amon
  • TT162 Kenamon Sindaco di Tebe; Supervisore ai granai di Amon
  • TT163 Amenemhat Sindaco di Tebe; Scriba reale
  • TT164 Intef Scriba delle reclute
  • TT165 Nehemaway Orafo
  • TT166 Ramose Supervisore del lavori in Karnak; Supervisore del bestiame
  • TT167 sconosciuto –
  • TT168 Any Padre divino dalle mani nette; Lettore scelto del Signore degli dei
  • TT169 Senena Capo degli orafi di Amon
  • TT231 Nebamun Scriba; contabile del grano di Amon nel granaio delle divine offerte
  • TT232 Tharwas Scriba del divino sigillo del tesoro di Amon
  • TT233 Saroy (e Amenhotep) Scriba reale della tavola delle offerte del Signore delle Due Terre; Scriba reale dei pasti del re; Depositario dei documenti alla presenza del re; Organizzatore delle feste; contabile del bestiame nel dominio di Amon; messaggero reale; Supervisore dei cacciatori di Amon
  • TT234 Roy Sindaco
  • TT236 Hornakht Secondo Profeta di Amon; Supervisore del tesoro di Amon
  • TT237 Wennefer Capo dei preti lettori
  • TT239 Penhet Supervisore delle terre settentrionali
  • TT24 Nebamun Amministratore della regina del re Nebtu
  • TT241 Ahmose Scriba delle divine parole; Capo dei misteri nella casa del mattino
  • TT255 Roy Scriba reale; amministratore dei possedimenti di Horemheb e Amon
  • TT260 User Scriba pesatore di Amon; Supervisore dei campi di Amon
  • TT261 Khaemwaset Prete “wab” di re Amenhotep I
  • TT262 sconosciuto Supervisore dei campi
  • TT281 Monthuhotep Sankhkare –
  • TT282 Anhernakht Capo degli arcieri; Supervisore delle Terre meridionali
  • TT283 Roma, detto anche Roy Primo Profeta di Amon
  • TT284 Pahemnetjer Scriba delle offerte di tutti gli dei
  • TT285 Iny Capo dei magazzini di Mut
  • TT286 Niay Scriba della tavola
  • TT287 Pendua Prete “wab” di Amon
  • TT288 Bakhenkhons Scriba del divino libro di Khonsu
  • TT289 Setau Viceré di Kush; Supervisore delle terre meridionali; Capo degli arcieri di Kush
  • TT293 Ramessenakhte Primi Profeta di Amon
  • TT300 Anhotep Viceré di Kush
  • TT301 Hori Scriba della tavola del re nel dominio di Amon
  • TT302 Paraemheb Supervisore del magazzino
  • TT303 Paser Capo del magazzino di Amon; Terzo Profeta di Amon
  • TT304 Piay Scriba delle offerte alla tavola di Amon; Scriba del Signore delle Due Terre
  • TT305 Paser Prete “wab” di Amon
  • TT306 Irdjanen Apritore delle porte nel dominio di Amon
  • TT307 Thonefer –
  • TT332 Penrenutet Capo guardiano del granaio nel dominio di Amon
  • TT333 sconosciuto –
  • TT334 sconosciuto –
  • TT344 Piay Supervisore del bestiame
  • TT375 sconosciuto –
  • TT376 sconosciuto –
  • TT377 sconosciuto –
  • TT378 sconosciuto –
  • TT379 sconosciuto –
  • TT401 Nebseny Supervisore degli orafi di Amon
  • TT402 sconosciuto –
  • TT403 Merymaat Scriba del tempio
Scena di banchetto funerario dalla tomba di Neferhabef a Dra Abu el-Naga

Tombe “perdute”

È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 28 tombe, risalenti alle stesse dinastie, ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “A” iniziale[3]:

  • A1 Amenemhat Prete Kha
  • A2 sconosciuto –
  • A3 Ruru Capo della polizia
  • A4 Wensu Contabile del grano
  • A5 Neferhotep Supervisore ai granai
  • A6 Thutnefer Seshu Supervisore delle aree paludose
  • A7 Amenhotep Contabile
  • A8 Amenemheb Sindaco di Tebe
  • A9 sconosciuto –
  • A10 Thutnefer Supervisore al tesoro
  • A11 Khamwaset –
  • A12 Nebwenenef Supervisore agli abitanti delle paludi nel dominio di Amon
  • A13 Paimes Ispettore dei magazzini dei doni
  • A14 sconosciuto –
  • A15 Amenemheb Capo portinaio dei domini di Amon
  • A16 Thuthotep Supervisore della tenuta in Tebe
  • A17 Userhat Responsabile dei controllori dei granai del dominio di Amon
  • A18 Amenemipet Capo degli scribi del dominio di Amon
  • A19 Amenhotep Sindaco di Tjeny (Thinis)
  • A20 Nakht Supervisore dei granai di Amon
  • A21 sconosciuto –
  • A22 Neferhebef Contabile dei granai
  • A23 Penaashefyt Supervisore al tesoro
  • A24 Samut Secondo prete di Amon
  • A25 sconosciuto –
  • A26 sconosciuto –
  • A27 Say Scriba presso l’altare del re
  • A28 Nakht (?) –

Bibliografia

  • Betrò Marilina, Del Vesco Paolo;Miniaci Gianluca, Seven seasons at Dra Abu El-Naga. The tomb of Huy (TT 14): preliminary results, Pisa, 2009.
  • Gian Luca Franchino, Alla ricerca della tomba di Amenhotep I, Ananke, ISBN 978-88-7325-179-8.
  • Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5.
  • Lucie Milledrogues, Egitto, Touring Club Italiano, ISBN 88-365-3050-8.
  • Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.

[1]             Le planimetrie non sono in scala ed hanno valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]             Porter e Moss 1927.

[3]              Porter e Moss 1927, pp. 447-455.

Necropoli tebane

DEIR EL MEDINA (PA DEMI)

Il villaggio di Deir-el-Medina, in Egitto nei pressi dell’odierna Luxor, il cui nome in egizio era “Pa demi” ossia “la cittadina”[2], costituisce uno dei tre esempi noti di “villaggio operaio” (gli altri sono quello di Tell el-Amarna, l’antica Akhetaton, e di Kahun, nei pressi di el-Lashur) che ospitavano gli artigiani e, in genere, le maestranze preposte alla realizzazione e manutenzione delle tombe degli antichi Re della XVIII, XIX, e XX Dinastia. Si tratta, in questo caso, delle tombe della Valle dei Re.

Storia

Con l’unificazione delle Due Terre sotto i principi tebani, dopo la parentesi del Secondo Periodo Intermedio, i re della XVIII dinastia, originari dell’area tebana, decisero di individuare l’area in cui prevedere le proprie sepolture in uno wadi; quello che sarebbe poi divenuto la Valle dei Re. Tra il 1525 e il 1504 a.C. il re Amenhotep I[3] istituì perciò un gruppo di artigiani specializzati[4]che il successore, Thutmosi I decise di concentrare in un villaggio creato alla bisogna, Pa demi, in un’area desertica sita nei pressi della zona destinata ad accogliere le tombe reali, a metà strada tra quelle che sarebbero poi divenute la Valle dei Re e la Valle delle Regine.

La scoperta

La scoperta del villaggio di Deir el-Medina, ed i primi scavi, dal 1905 al 1909, si devono ad Ernesto Schiaparelli, mentre le definitive operazioni di scavo furono, dal 1922 al 1951, a cura di spedizioni francesi sotto la direzione di Bernard Bruyère assistito dall’egittologo cecoslovacco Jaroslav Černý.

Struttura urbanistica

In tutti e tre i casi si assiste, nonostante i salti temporali tra una struttura e l’altra[5],  alla fioritura di villaggi con caratteristiche pressoché similari su cui spiccano, a colpo d’occhio, il concetto di egualitarismo che permea tutte le costruzioni, unito ad un concetto di “modularità” che si potrebbe definire straordinariamente moderno.

Guardando le piante dei tre siti si nota che le abitazioni sono distribuite in maniera più ordinata a Tell el-Amarna[6], più suddivisa in quartieri ad el-Kahum (che costituisce, peraltro, il più grande degli insediamenti), più “disordinata”, infine, a Deir el-Medina che è, però, il risultato del sovrapporsi di oltre 500 anni di nuove abitazioni, di ristrutturazioni di quelle più vecchie, di ampliamenti areali per giungere dalle iniziali 60 abitazioni circa, alle finali 120.

Nonostante l’esistenza del villaggio di Deir el-Medina sia attestata fin dalla XI Dinastia, può dirsi, di fatto, che esso cominci a prosperare agli inizi della XVIII Dinastia con la prima sepoltura nella Valle dei re che, secondo la tradizione, sarebbe quella di Thutmosi I o, secondo altri, di quella di Amenofi I. A favore della prima ipotesi, vengono indicati i cartigli di questo re impressi sui muri del nucleo più antico del villaggio mentre, per la seconda ipotesi, si fa riferimento alle numerose immagini di Amenofi e di sua madre, la Regina Ahmose Nefertari, rinvenute in alcune abitazioni ed evidentemente oggetto di culto.

Originariamente il villaggio, sempre circondato da un muro nelle varie fasi della sua esistenza, presentava 60 complessi abitativi successivamente incrementati sino ad ospitare circa 120 nuclei familiari per un complesso, stimato, di 500 abitanti; pur essendo attestata una frequentazione costante del sito sino alla XX dinastia, esiste tuttavia un periodo “vuoto” che corrisponde a quello dell’eresia amarniana, verosimilmente per il trasferimento delle maestranze ad Akhetaton. Per quanto non attestato archeologicamente, non può escludersi, perciò, che abitanti di Deir el-Medina abbiano vissuto anche ad Amarna. Il villaggio riprenderà vita ed attività sotto il successore di Ay, e di Tutankhamon, Horemheb.

Deir el-Medina presenta, in pianta, forma allungata che ricorda quella di una nave (m. 130 x 50 circa); una strada principale l’attraversa tutta separando le abitazioni in due grossi quartieri che, proprio per il richiamo alla forma di nave cui si è sopra detto, erano denominati “quartiere di dritta”, ad est, e “di sinistra”, ad ovest. Ed ancora, proprio come su una nave, le maestranze erano suddivise in “squadre di tribordo” e “di babordo”, composte da circa 60 unità ognuna capeggiate da un “architetto” caposquadra.

Dislocazione e vita quotidiana

Il Villaggio si trova a relativa breve distanza dal Nilo e non è servito da acqua; ciò lascia supporre che l’approvvigionamento avvenisse a mezzo carovane di animali da soma.

Le maestranze, suddivise in squadre da 60 unità ciascuna (con termine marinaro chiamate “iswt”), raggiungevano il luogo di lavoro percorrendo un sentiero (ancora oggi esistente e percorribile) che passa alla sommità delle alture che delimitano la Valle dei re e su cui sono ancora visibili i luoghi di sosta ove, peraltro, erano posizionate anche le sentinelle che garantivano la sicurezza delle tombe.

Le squadre prestavano servizio per una “settimana” di dieci giorni cui, ritornati a Deir el-Medina, seguiva un “week-end” di due giorni.

È interessante notare che doveva trattarsi di una comunità abbastanza cosmopolita tanto che, su una popolazione maschile lavorativa di circa 100 unità, sono stati riscontrati 30 nomi palesemente stranieri e ben 16 fra templi e cappelle dedicate a divinità locali, come Mertseger, ma anche non appartenenti al pantheon egizio.

Le donne di Deir el-Medina

Considerato che gli uomini erano costantemente lontani dal villaggio per gran parte dell’anno Deir el-Medina doveva essere una comunità principalmente femminile. È interessante rilevare che il livello “scolastico” di tale comunità era di certo elevato: di certo si doveva prevedere, oltre ai normali lavori domestici, il mantenimento del villaggio nel suo insieme anche dal punto logistico e di approvvigionamento cui era intimamente collegato il discorso economico.

Sono note, inoltre, le professioni di alcune di tali donne che spaziano dalle “cantatrici” alle “sacerdotesse” dedicate a vari culti, e doveva essere alta anche l’alfabetizzazione riscontrabile dai molteplici “ostraka” rinvenuti ed identificabili come messaggi inviati ai mariti lavoratori alla Valle dei re. Anche il livello di emancipazione doveva essere garantito se Naunakhe, vedova dello scriba Kenhekhepeshef, poteva disporre dei beni del marito per la distribuzione ai suoi figli di quanto di spettanza.

La necropoli degli operai

Trattandosi in gran parte di maestranze edili e di artisti, si assiste alla nascita di una necropoli operaia in cui le sepolture nulla hanno da invidiare alle tombe nobiliari. Originariamente, non esiste un piano di insieme prestabilito, e solo con la XIX dinastia le tombe di famiglia si concentreranno sul lato nord-occidentale. Si tratta di tombe ad architettura cosiddetta “composita” in cui la sovrastruttura è costituita da una piccola piramide (da cui il nome di tomba a piramide) costruita in materiale povero e deperibile, che dimostra il processo di democratizzazione iniziato con la trascrizione, su papiro, del “Libro dei morti”, e da un ipogeo con una vano sotterraneo coperto da una volta a mattoni. I rilievi e le opere pittoriche sono spesso di altissima qualità e, caso raro in Egitto, si assiste all’impiego di pittura “a fresco” su “pisé” (argilla mista a fango su cui viene applicato l’intonaco che serve da base per la pittura).

schema di una sepoltura del Villaggio Operaio di Deir el-Medina: a. Pilone; b. Cortile; c. Pozzo; d. Ipogeo che ospita la/e mummia/e; e. Cappella; f. Piramide “eliopolitana”; g. Finestra “abbaino”.

Tombe della necropoli

  

La necropoli ospita 53 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia e in special modo dedicate a capisquadra e operai del villaggio che realizzavano le sepolture, specie reali, e che delle tombe curavano la manutenzione. Anche se non strettamente rientranti nella categoria dei “nobili”, si è soliti tuttavia comprendere anche la necropoli operaia nella più ampia localizzazione e denominazione di Tombe dei Nobili della Necropoli tebana[7]:

  • TT1          Sennedjem Servo nel Luogo della Verità(artigiano reale)
  • TT2          Khabekhnet Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
  • TT3          Pashedu Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
  • TT4          Qen Scultore di Amon (artigiano reale)
  • TT5          Neferaabet Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
  • TT6          Neferhotep e suo figlio Nebnefer Rispettivamente Capo degli operai e operaio nel Luogo della Verità (artigiani reali)
  • TT7          Ramose Scriba nel Luogo della Verità
  • TT8          Kha e Merit (marito e moglie) Architetto e Capo della Grande Casa
  • TT9          Amenmose Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
  • TT10        Penbuy Servo nel Luogo della Verità (artigiano reale)
  • TT210      Rawaben Servo del Luogo della verità
  • TT211      Paneb Servo del faraone nel Luogo della verità
  • TT212      Ramose Scriba del Luogo della verità
  • TT213      Penamun Servo del faraone nel Luogo della verità
  • TT214      Khawi Custode nel Luogo della verità; servo di Amon in Luxor
  • TT215      Amenemopet Scriba reale del Luogo della verità
  • TT216      Neferhotep Caposquadra nel Luogo della verità
  • TT217      Ipuy Scultore
  • TT218      Amenakhte e Iymway Servi nel Luogo della verità
  • TT219      Nebenmaat Servo nel Luogo della verità
  • TT220      Khaemteri Servo nel Luogo della verità
  • TT250      Ramose Scriba nel Luogo della verità
  • TT265      Amenemopèet Scriba del re nel Luogo della Verità
  • TT266        Amenakhte Capo degli operai del Signore delle Due Terre nel Luogo della Verità ad occidente di Tebe
  • TT267        Hay Responsabile dei lavoratori nel Luogo della Verità; Creatore delle immagini di tutti gli dei nella casa dell’oro
  • TT268        Nebnakhte Servo nel Luogo della Verità
  • TT290        Irinufer Servo nel Luogo della Verità
  • TT291        Nakhtmin e Nu Servo nel Luogo della Verità; Servo nel Grande luogo
  • TT292        Pashedu Servo nel Luogo della Verità
  • TT298        Baki Wennefer Caposquadra nel Luogo della Verità; Servo del faraone nel Luogo della Verità
  • TT299        Inerkhau Caposquadra nel Luogo della Verità
  • TT321        Khaemopet Servo nel Luogo della Verità
  • TT322        Penshenabu Servo nel Luogo della Verità
  • TT323        Pashedu Disegnatore nel Luogo della Verità e nel tempio di Sokar
  • TT325        Smen –
  • TT326        Pashedu Caposquadra
  • TT327        Turobay Servo nel Luogo della Verità
  • TT328        Hay Servo nel Luogo della Verità
  • TT329        Mose, Mose e Ipy Tomba di famiglia di servi nel Luogo della Verità
  • TT330        Karo Servo nel Luogo della Verità
  • TT335        Nakhtamun Servo nel Luogo della Verità
  • TT336        Neferronpet Servo nel Luogo della Verità
  • TT337        Eskhons o Ken Scultore nel Luogo della Verità
  • TT338        May Disegnatore di Amon
  • TT339        Huy o Pashedu Scalpellino della necropoli; Servo nel Luogo della Verità
  • TT340        Amenemhat Servo
  • TT354        sconosciuto –
  • TT355        Amenpahapy Servo nel Luogo della Verità
  • TT356        Amenemwia Servo nel Luogo della Verità
  • TT357        Tutihermaktuf Servo nel Luogo della Verità
  • TT359        Inherkhau Caposquadra nel Luogo della Verità
  • TT360        Qeh Caposquadra nel Luogo della Verità
  • TT361        Huy Carpentiere nel Luogo della Verità
  

Bibliografia

  • Mario Tosi, Deir el Medina Amenhotep I e gli artisti del faraone, Ananke, ISBN 88-7325-028-9
  • Giuseppina Capriotti Vittozzi, Deir El-Medina, Aracne, ISBN 88-7999-887-0
  • Sergio Donadoni, L’uomo egiziano, Editori Laterza, ISBN 88-420-4856-9
  • M. Tosi e A. Roccati – Stele e altre epigrafi di Deir El Medina – Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo – Torino
  • Sergio Donadoni, Tebe, Electa, ISBN 88-435-6209-6
  • B.G. Trigger, B.J. Kemp, D. O’Connor, A.B. Lloyd, Storia sociale dell’antico Egitto, Editori Laterza, ISBN 88-420-6119-0
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
  • (EN) Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.

[1]      La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]      Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, vol. II, pag. 152

[3]      Amenhotep I e sua madre, la regina Ahmose Nefertari furono, per tale motivo, oggetto di un culto specifico da parte delle maestranze di Deir el-Medina che si protrasse per lungo tempo tanto che, in periodo ramesside, a circa 200 anni dalla sua fondazione, ancora venivano rappresentati nelle tombe i due sovrani fondatori e delle circa 130 tombe di tale periodo, circa 30 presentano rappresentazioni di regnanti; di queste quasi l’80 per cento sono rappresentazioni di Amenhotep I o della regina Ahmose Nefertari.

[4]      Il titolo a loro dedicato era “Servi del luogo della verità”, in realtà abbreviazione del più esteso nome di “coloro che ascoltano la chiamata nel luogo della verità.

[5]      Ci sono, ad esempio, quasi mille anni tra il villaggio di Kahum della XII dinastia, e quello di Deir el-Medina al suo crepuscolo, con la XX dinastia.

[6]        Forse perché appositamente costruito con concezioni architettoniche precise, non fuorviate, nel corso dei secoli, da sovrapposizioni stilistiche data la breve vita del centro stesso.

[7]              Porter e Moss 1927

Necropoli tebane

DEIR EL-BAHARI

Deir el-Bahari (Dayr al-baḥrī, il cui significato letterale è: Il monastero del mare) è un’area sulla sponda occidentale del Nilo, di fronte alla città di Luxor, in Egitto, che ospita alcuni complessi funerari egizi.

I Templi funerari più importanti, esistenti nella piana di Deir el-Bahari, noti anche come “Templi del milione di anni”, sono quelli di Montuhotep II (XI dinastia), di Hatshepsut e Thutmosi III (XVIII dinastia); poco discosti, ma tuttavia ricompresi nell’area della Necropoli tebana e per citare solo i più importanti, sono anche il Tempio funerario di Seti I, quello di Ramses III a Medinet Habu, e il Ramesseum del faraone Ramses II (XIX dinastia).

Nella spianata di Deir el-Bahari sono inoltre ospitate alcune Tombe dei Nobili tra cui la TT320 (nota anche come DB320, “Deir Bahari 320”, o come “cachette” di Deir el-Bahari) che, all’atto della scoperta, alla fine del XIX secolo, conteneva 45 mummie di re e funzionari di corte qui raccolte per preservarle dalle razzie dei violatori di tombe della Valle dei Re. Ancora nell’ambito delle Tombe dei Nobili che qui si trovano, di interesse, la TT353[2] di Senenmut[3], funzionario regio e architetto cui si deve la costruzione del tempio di Hatshepsut[4].

Tempio funerario di Mentuhotep II

È il tempio più antico dell’area e risale alla XI dinastia. È costituito, di fatto, da più terrazzamenti che si poggiano alle pareti naturali. Nell’ampio piazzale che fronteggiava il tempio, e in cui erano piantate 55 tamerici e 4 sicomori per ciascun lato della rampa che conduceva al piano più alto, intervallate a statue del re, si trova “Bab el-Hosan”, ovvero la “porta del cavallo” così detta poiché il cavallo di Howard Carter accidentalmente vi inciampò consentendo la scoperta del lungo corridoio sotterraneo che adduce al cenotafio regale scavato sotto il tempio. Tramite una rampa ascensionale si accede ad una seconda terrazza su cui si ergeva un portico colonnato che ricopriva un lungo muro che doveva essere completamente ricoperto di iscrizioni. Varie sono state le ipotesi ricostruttive del complesso funerario; il monumento sommitale, è stato interpretato spesso come piramidale, o un tumulo, ma oggi si tende a credere che si trattasse, piuttosto, di una mastaba.

Un pozzo, e il susseguente tunnel, discendono per 150 m per terminare nella camera funebre che si trova a 45 metri di profondità rispetto al cortile. La camera funebre ospita un sarcofago che in origine conteneva la cassa lignea di Montuhotep II.

Tempio funerario di Hatshepsut

Sull’argomento, vedi anche IL DJESER DJESERU

Risalente alla XVIII dianstia, era denominato “djeser djeseru“, ovvero “sublime dei sublimi”. Architettonicamente si riallaccia completamente all’adiacente Tempio di Montuhotep II in una sorta di manifesto politico giacché Hatshesput voleva riallacciarsi a quello che viene definito il “Rinascimento egizio” costituito dalla XI dinastia, ultima prima dei disordini e dell’incertezza politica da cui deriverà, peraltro, il Secondo Periodo Intermedio e l’avvento delle dinastie Hyksos, prima della riunificazione iniziata con la XVII dinastia tebana e compiutasi con la XVIII cui Hatshepsut apparteneva.

Venne costruito demolendo il precedente tempio funerario di Amenofi I[5] e identico alla struttura del tempio di Montuhotep è lo sviluppo su più terrazze; identica anche la scelta di far avanzare il tempio sino ad incontrare la roccia penetrando all’interno della medesima. Terrazze e porticati si susseguono per una profondità, tra l’ingresso ed il muro posteriore dell’ultima terrazza, di circa 200 m; la larghezza del complesso, misurata sulla seconda terrazza, è di circa 100 m. Nella parte più bassa si apriva il viale, fiancheggiato da sfingi colossali con il volto di Hatshepsut, che dal Tempio a valle, sul fiume, conduceva all’ingresso e proseguiva sin sulla rampa di accesso alla seconda terrazza, o terrazza intermedia. Fiancheggiavano il viale e l’ingresso sicomori, tamarindi, palme, forse albicocchi e tralci di vite, mentre in due laghetti artificiali crescevano piante di papiro ed arbusti di incenso provenienti dalla terra di Punt.

Tempio funerario di Thutmosi III

Anch’esso risalente alla XVIII dinastia e al faraone Thutmosi III, è il più piccolo dei tre. Occupa un ristretto spazio tra i due templi di Montuhotp II e Hatshepsut, è oggi molto deteriorato e di difficile individuazione; fu costruito a ridosso della scarpata integrandosi tra i due templi più grandi[6].

  

Scoperto di recente da una équipe polacca è stato sottoposto a consistenti operazioni di anastilosi[7]


Tombe della necropoli

Sono presenti, nell’area di Deir el-Bahari, 12 tombe rientranti nella più grande Necropoli tebana e, segnatamente nel più ampio concetto di Tombe dei Nobili ripartite su più necropoli distinte. Le sepolture di Deir el-Bahari risalgono a periodi comunque connessi ai templi funerari esistenti: XI, XVIII e XX dinastia, nonché in un caso alla XXVI[8]:

  • TT308            Kemsit Profetessa di Hathor; unico ornamento del re
  • TT310            sconosciuto Cancelliere del re del Basso Egitto
  • TT311            Kheti Tesoriere del re del Basso Egitto
  • TT312            Nespakhashuty Governatore della città e Visir
  • TT313            nota anche come MMA513 Henenu Grande amministratore
  • TT314            Horhotep Portatore del sigillo del re del Basso Egitto
  • TT315            Ipi Governatore della città, Visir e giudice
  • TT316            Neferhotep Capo degli arcieri
  • TT319            Nofru (Regina sposa di Montuhotep II)
  • TT320            nota anche come DB320 cache di Deir el-Bahari (vari)
  • TT351            Abau Scriba della cavalleria
  • TT353            Senenmut Alto Amministratore

Attacco terroristico del 1997

Deir el-Bahari è stato luogo di un brutale attacco terroristico (noto anche come “massacro di Luxor”): alle ore 08,45 circa del 17 novembre 1997, infatti, un nucleo di armati della Jihād Ṭalīʿat al-Fatḥ (“Jihād dell’avanguardia della vittoria”), travestiti da guardie della sicurezza e dotati di fucili automatici e armi da taglio, fece irruzione nel piazzale antistante il tempio. L’assalto, durato 45 minuti, portò all’uccisione di complessive 62 persone[9]. Durante la fuga i terroristi vennero intercettati da forze di sicurezza locali ma, escluso un ferito, gli altri riuscirono a fuggire.

I cadaveri dei fuggitivi, verosimilmente per suicidio, vennero poi rinvenuti, alcuni giorni dopo, in una caverna.

Bibliografia

  • Margaret Bunson, Enciclopedia dell’Antico Egitto, La Spezia, Fratelli Melita Editori, 1995, ISBN 88-403-7360-8.
  • Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5
  • Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5
  • Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, Gremese Editore, ISBN 88-8440-144-5
  • Paul Bahn, Dizionario Collins di archeologia, Gremese Editore, ISBN 88-7742-326-9
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
  • Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.

[1]      La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]      Porter e Moss 1927,  pp. 139-142 per la TT71; 417-418 per la TT353 contenente, tra l’altro, rilievi astronomici.

[3]      Allo stesso personaggio fa capo anche la TT71 che si trova nella vicina necropoli di Sheikh Abd el-Qurna.

[4]      Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, pag. 114

[5]      Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, pag. 111

[6]      *Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell’antico Egitto e delle civiltà nubiane, pag.93

[7]      Guy Rachet, citato, pag. 112

[8]      Porter e Moss 1927.          

[9]      32 di nazionalità svizzera; 10 giapponesi; 6 del Regno Unito; 4 tedeschi e 2 colombiani; 4 egiziani (guide locali).

Necropoli tebane

QURNET MURAI

Qurnet Murai è un’area sita sulla sponda occidentale[2] del Nilo, in Egitto, di fronte all’attuale città di Luxor[3].

Si tratta di una delle necropoli che costituiscono la cosiddetta Necropoli tebana, iscritta dall’UNESCO nella lista come Patrimonio dell’umanità, e che ricomprende le necropoli di el-Khokha, el-Tarif, Dra Abu el-Naga e Sheikh Abd el-Qurna.

  

L’area complessiva che ne deriva è meglio nota come Tombe dei Nobili che ospita quasi 500 tombe di funzionari e dignitari delle corti faraoniche, dai tempi più remoti del Predinastico fino al periodo Tolemaico, con particolare concentrazione di sepolture relative alle dinastie XVIII-XIX e XX, confluenti nel Nuovo Regno. Benché non strettamente riservata ai nobili, rientra nell’area anche la necropoli degli operai di Deir el-Medina che costruivano le tombe, e garantivano la manutenzione, anche alle tombe delle vicine Valle dei Re e Valle delle Regine.

Traduzione di Gurnet Murai è “Picco di Murrai“, con riferimento ad un santo locale il cui monastero copto si ergeva alla sommità della collina che sovrasta la piana, leggermente a nord di Deir el-Medina.

Ospita tombe principalmente del Periodo ramesside.

Tombe della necropoli

La necropoli ospita 18 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia; sono presenti inoltre una tomba del Periodo Tardo e di quello Tolemaico:

  • TT40 –       Amenhotep-Huy, Viceré di Kush (XVIII dinastia, Tutankhamon);
  • TT221 –     Hormin, Scriba delle truppe nel Palazzo del re ad ovest di Tebe (XIX dinastia, Ramses III;
  • TT222 –     Heqamaatranakht detto anche Turo, Primo Profeta di Monthu (XX dinastia);
  • TT223 –     Karakhamon, Primo prete “ka” (?) (Periodo tardo);
  • TT235 –     Userhet, Primo Profeta di Monthu (XX dinastia);
  • TT270 –     Amenemwia, Prete “wab”, Prete lettore di Ptah-Sokar (XIX dinastia);
  • TT271 –     Nay, Scriba reale (XVIII/Ay);
  • TT272 –     Khaemopet, Padre divino di Amon nell’occidente, Prete lettore nel tempio di Sokar (XX dinastia)
  • TT273 –     Sayemiotf, Scriba nei possedimenti del suo Signore (Periodo ramesside);
  • TT274 –     Amenwahsu, Primo profeta di Monthu, di Tod e di Tebe, Prete “sem” nel Ramesseum nei domini di Amon (XIX/Ramses II – Merenptah);
  • TT275 –     Sebekmose, Capo prete “wab”, Padre divino nel tempio del re Amenhotep III e di Sokar (Periodo ramesside);
  • TT276 –     Amenemopet, Supervisore del tesoro di oro e argento, Giudice, Supervisore del gabinetto (XVIII/Thutmose IV);
  • TT277 –     Amenemonet, Padre divino nel regno di Amenhotep III (XIX dinastia);
  • TT278 –     Amenemheb, Mandriano di Amon-Ra (XX dinastia);
  • TT380 –     Ankhefen-Re-Horakhty, Capo in Tebe (Periodo tolemaico);
  • TT381 –     Amenemonet, Messaggero del re per ogni terra (XIX/Ramses II);
  • TT382 –     Usermontu, Primo Profeta di Monthu (XIX/Ramses II);
  • TT383 –     Merymose, Viceré di Kush (XVIII/Amenhotep III).

Tombe “perdute”

È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 3 tombe, risalenti alle stesse dinastie, ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “D” iniziale:

  • D1 –           Nehy, Viceré di Nubia (XVIII dinastia);
  • D2 –           (?) (Nuovo Regno);
  • D3 –           Supervisore alle tenuta reale (XVIII dinastia?).

Fonti

  1. Donadoni 1999, , p. 115.
  2. Gardiner e Weigall 1913, , p. 12.
  3. Porter e Moss 1927.

Bibliografia

  • Sergio Donadoni, Tebe, Milano, Electa, 1999, ISBN 88-435-6209-6.
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto – 2 voll.-, Torino, Ananke, 2005, ISBN 88-7325-115-3.
  • Alexander Henry Rhind, Thebes, its Tombs and their tenants, Londra, Longman, Green, Longman & Roberts, 1862.
  • Nicholas Reeves e Araldo De Luca, Valley of the Kings, Friedman/Fairfax, 2001, ISBN 978-1-58663-295-3.
  • Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
  • Alan Gardiner e Arthur E.P. Weigall, Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes, Londra, Bernard Quaritch, 1913.
  • Donald Redford, The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt, Oxford, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-513823-8.
  • John Gardner Wilkinson, Manners and Customs of the Ancient Egyptians, Londra, John Murray, 1837.
  • Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.

[1]      La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]      I campi della Duat, ovvero l’aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.

[3]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

Necropoli tebane

EL-KHOKHA

El-Khokha è un’area sita sulla sponda occidentale[2] del Nilo, in Egitto, di fronte all’attuale città di Luxor[3].

Si tratta di una delle necropoli che costituiscono la cosiddetta Necropoli tebana, iscritta dall’UNESCO nella lista come Patrimonio dell’umanità, e che ricomprende le necropoli di Qurnet Murai, el-Tarif, Dra Abu el-Naga e Sheikh Abd el-Qurna. L’area complessiva che ne deriva è meglio nota come Tombe dei Nobili dacché ospita quasi 500 tombe di funzionari e dignitari delle corti faraoniche, dai tempi più remoti del Predinastico fino al periodo Tolemaico, con particolare concentrazione di sepolture relative alle dinastie XVIII-XIX e XX, confluenti nel Nuovo Regno. Benché non strettamente riservata ai nobili, rientra nell’area anche la necropoli degli operai di Deir el-Medina che costruivano le tombe, e garantivano la manutenzione, anche alle tombe delle vicine Valle dei Re e Valle delle Regine.

Traduzione di el-Khokha è “Collina delle nettarine” o, secondo altra versione “Collina del favo“. Si tratta di una piccola collina a nord-est di Sheikh Abd el-Qurna. Ospita alcune tombe della VI dinastia, nonché circa 60 riconducibili alla XVIII e XIX dinastia; la vicinanza con l’area di Abd el-Qurna fa sì che, spesso, le due aree non vengano geograficamente distinte.

  

Tombe della necropoli

La necropoli ospita 57 tombe specialmente della XVIII, XIX e XX dinastia:

  • TT32 –     Thutmose, Amministratore del tempio di Amon
  • TT39 –     Puimre, Secondo Profeta di Amon;
  • TT47 –     Userhat, Supervisore delle stanze private del re;
  • TT48 –     Amenemhat, detto anche Surer, Capo amministratore, XVIII dinastia periodo di Amenhotep III;
  • TT49 –     Neferhotep, Capo scriba di Amon, XIX dinastia;
  • TT172 – Mentiyw, Maggiordomo reale, figlio dell’harem; XVIII dinastia (da Tuthmosis III ad Amenhotep II);
  • TT173 –   Khay , Scriba delle divine offerte degli dei di Tebe (XIX dinastia);
  • TT174 – Ashakhet, Profeta di Mut (XX dinastia);
  • TT175 – sconosciuto (XVIII dinastia);
  • TT176 –   Userhet, Servo di Amon (XVIII dinasia);
  • TT177 – Amenemopet, Scriba della Verità nel Ramesseo nei domini di Amon (XIX dinastia, Ramses II);
  • TT178 –   Kenro, detto anche Nefferpet, Scriba del tesoro di Amon-Ra (XIX dinastia, Ramses II);
  • TT179 – Nebamon, Scriba contabile nel granaio delle divine offerte ad Amon (XVIII dinastia, Hatshepsut);
  • TT180 –   Unknown (XIX dinastia)
  • TT181 – Ipuky e Nebamon, Scultore del Faraone e responsabile delle sculture delle teste del re (XVIII dinastia);
  • TT182 – Amenemhat, Scriba della stuoia (XVIII/Thutmose III);
  • TT183 –   Nebsumenu, Capo amministratore e amministratore nella casa di Ramses II (XIX/Ramses II);
  • TT184 –   Nefermenu, Sindaco di Tebe, Scriba reale (XIX/Ramses II);
  • TT185 –   Senioker, Tesoriere del dio, Principe ereditario, diovino Cancelliere (Primo periodo intermedio)
  • TT186 – Ihy, Governatore (Primo periodo intermedio)
  • TT187 – Pakhihet, Prete “wab” di Amon (XX dinastia);
  • TT188 – Parennefer, Maggiordomo reale;
  • TT198 – Riya, Capo del magazzino di Amon a Karnak (Periodo ramesside);
  • TT199 – Amenarnefru, Supervisore dei magazzini (XVIII dinastia);
  • TT200 – Dedi, Governatore dei deserti, Capo delle truppe del faraone (XVIII/Tuthmosis III – Amenhotep II);
  • TT201 – Re, Primo araldo del re (XVIII dinastia);
  • TT202 – Nakhtamun, Profeta di Ptah Signore di Tebe, Prete dinanzi ad Amon (XIX dinastia);
  • TT203 –   Wennefer, Padre divino di Mut Divine Father of Mut (XIX/Ramses II);
  • TT204 – Nebanensu, Marinaio del Primo Profeta di Amon (XVIII dinastia);
  • TT205 – Tutmosis, Maggiordomo reale (XVIII dinastia);
  • TT206 – Ipuemheb, Scriba nel Luogo della Verità (Periodo ramesside);
  • TT207 – Horemheb, Scriba delle divine offerte di Amon (Periodo ramesside);
  • TT208 – Roma, Padre divino ai Amon-Ra (Periodo ramesside);
  • TT209 – Seremhatrekhyt, Principe ereditario (Periodo saita);
  • TT238 – Neferweben, Maggiordomo reale (XVIII dinastia);
  • TT245 – Hori, Scriba, Supervisore dei possedimenti della Grande Sposa Reale (XVIII dinastia);
  • TT246 – Senenre, Scriba (XVIII dinastia);
  • TT247 – Samut, Scriba, Contabile del bestiame di Amon (XVIII dinastia);
  • TT248 – T utmosis, Costruttore delle offerte per Thutmosi III (XVIII dinastia);
  • TT253 – Khnummose, (XVIII dinastia/Amenhotep III);
  • TT254 – Mose (Amenmose), (XVIII dinastia);
  • TT256 – Nebenkemet;
  • TT257 – Mahu o Neferhotep;
  • TT258 – Menkheper;
  • TT264 – Ipiy;
  • TT294 – Amenhotep (usurpata da Roma) (XVIII/Amenhotep II);
  • TT295 – Paroy, detto anche Tuhmosis;
  • TT296 – Nefersekheru o Pabasa;
  • TT362 – Paanemwaset, Prete di Amon (XIX dinastia);
  • TT363 – Paraemheb, Supervisore dei Cantori di Amon (XIX dinastia);
  • TT365 – Nefermenu, Supervisori ai produttori di parrucche di Amon a Karnak, Scriba del tesoro di Amon;
  • TT369 – Khaemwaset, Primo Profeta di Ptah; Terzo Profeta di Amon (XIX dinastia);
  • TT370 – Unknown, Scriba reale (Periodo ramesside);
  • TT371 – Unknown (Periodo ramesside);
  • TT372 – Amenkhau, Supervisore dei carpentieri del tempio di Ramses III (XX dinastia);
  • TT373 – Amenmessu, Scriba dell’altare del Signore delle Due Terre;
  • TT374 – Amenemopet, Scriba tesoriere nel ramesseum;
  • TT405 – Khenti, Nomarca (Primo periodo intermedio);

Tombe “perdute”

È noto inoltre che la necropoli ospiti altre 5 tombe, risalenti alle stesse dinastie, ma di queste si sono perse le tracce poiché non idoneamente identificate topograficamente. Le stesse, perciò, sono prive di specifica numerazione e contrassegnate dalla lettera “B” iniziale:

  • B1 –         Mehehy, Prete di Amon (ubicazione persa, Periodo ramesside);
  • B2 –         Amenneferu, Prete (ubicazione persa, XVIII dinastia);
  • B3 –         Hauf (ubicazione persa, Periodo tardo);
  • B4 –         Oggi identificata con la TT41;
  • B5 –         Oggi identificata con la TT386.
  

Fonti

  1. Donadoni 1999, , p. 115.
  2. Gardiner e Weigall 1913, , p. 12.
  3. Manniche 1987, , p. 2.
  4. Donadoni 1999, , p. 116.
  5. Porter e Moss 1927.


Bibliografia

  • Sergio Donadoni, Tebe, Milano, Electa, 1999, ISBN 88-435-6209-6.
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto – 2 voll.-, Torino, Ananke, 2005, ISBN 88-7325-115-3.
  • Alexander Henry Rhind, Thebes, its Tombs and their tenants, Londra, Longman, Green, Longman & Roberts, 1862.
  • Nicholas Reeves e Araldo De Luca, Valley of the Kings, Friedman/Fairfax, 2001, ISBN 978-1-58663-295-3.
  • Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
  • Alan Gardiner e Arthur E.P. Weigall, Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes, Londra, Bernard Quaritch, 1913.
  • Donald Redford, The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt, Oxford, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-513823-8.
  • John Gardner Wilkinson, Manners and Customs of the Ancient Egyptians, Londra, John Murray, 1837.
  • Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
  • Lise Manniche, City of the Dead, il Cairo, American University in Cairo, 1987.

[1]      La planimetria non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe in alcune aree, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]      campi della Duat, ovvero l’aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume.

[3]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.