Di Livio Secco

I filologi del XIX secolo avevano ben compreso la variabilità del senso (o direzione) di lettura della grafia egizia. Infatti il geroglifico, essendo una scrittura grafica, non era rigidamente legata ad una direzione precisa, sebbene da destra a sinistra sia quella più diffusa sui papiri.
Gli Egizi avevano già compreso la particolare scenografia della loro scrittura e non tardarono a sfruttarla soprattutto in ambito templare e funerario (molto meno in ambito scrittorio).
Una facciata templare può presentare entrambi le direzioni di scrittura usando, ad esempio, come asse di simmetria l’accesso. Quindi posizionandoci di fronte all’entrata leggeremo da desta a sinistra la parete sinistra e da sinistra a destra la parete di destra. Troviamo questo sistema, ad esempio, sulle false porte dove l’asse di simmetria è lo spacco centrale dal quale esce e rientra il defunto.
Stabilita la direzione orizzontale, normalmente il testo è dall’alto al basso, ma ci sono casi specialissimi.
In alcuni testi religiosi arcaici i filologi tentarono la lettura verticalizzata dall’alto al basso per poi accorgersi che, non leggendo nulla, la direzione era opposta.
Quindi esistono dei testi da leggere dal basso in alto ma sono rarissimi. Nel caso esemplificato il testo religioso fa riferimento al caos. Lo scriba (o il sacerdote), per meglio rappresentare il concetto di caos, scrisse dal basso in alto.
Dire “al contrario” non è proprio preciso, perché implicitamente affermerebbe che la direzione corretta sarebbe dall’alto al basso.
Per permettervi di familiazzare con le diverse direzioni di lettura vi propongo una TA (Traduzione Archeologica) per i miei allievi del terzo anno (oggi direi del terzo livello).
Si tratta della falsa porta di Mehu. Sforzatevi a riconoscere i diversi elementi e la loro direzione di lettura. Qui sotto vi dettaglio la soluzione:
al1, al2, al3, stele, ac1, ac2, ac3 vanno tutti letti (da dx a sx) <—–
mc1, mc2, ml1, ml2, ml3, ml4 a sinistra della luce mediana vanno tutti letti (da dx a sx) <—–
mc1, mc2, ml1, ml2, ml3, ml4 a destra della luce mediana vanno tutti letti (da sx a dx) —–>
fondo: è sufficiente guardare le sei figure di Mehu, il cui nome è scritto ogni volta sopra di esse. Le tre a sinistra della luce mediana vanno lette (da dx a sx) <—–. Le tre figure a destra della luce mediana vanno lette (da sx a dx) —–>.

È intuitiva la fortissima valenza grafica della scrittura geroglifica. Come già detto gli Egizi la sfruttarono immediatamente per meglio inquadrare i testi parietali.