Kemet Djedu

UN DIO, UN RE

A cura del Docente Livio Secco

Proseguo con i miei tentativi di infettarvi della “hieroglyphica febris” nella speranza di riuscire a far ammalare qualcuno di voi.

Questa volta, come esercitazione iniziale, vi propongo un gruppo statuario che molti di voi avranno sicuramente visto durante la visita al Museo Egizio di Torino.

Ovviamente un conto è guardare una statua, un altro è leggerla.

Se farete una corretta analisi e riuscirete a memorizzarla, la prossima volta che visiterete il Museo torinese con qualche amico o parente potreste dimostrare tutta la vostra abilità di scriba.

L’esercitazione odierna è tratta da una mia autopubblicazione di un paio di anni fa.

Allora… Coraggio… come al solito: carta, matita e gomma. Aggiungete tanta passione e tanta pazienza. Se possibile un Dizionario, se non lo avete lo trovate qui: https://www.amazon.it/Dizionario-egizio-italiano-italiano-egizio-4000-lemmi/dp/8899334129/

Kemet Djedu

LO SCRIGNO DEL RE

A cura del Docente Livio Secco

Vi presento (anche oggi) una piccola esercitazione filologica.
Tra i cinquemila oggetti che componevano il corredo funerario di Tutankhamon, c’è un piccolo contenitore molto bello, per quanto piccolo.

Proviamo ad analizzarlo insieme.

Tirate fuori carta, matita e gomma. Magari anche un dizionario egizio, se lo avete.
Diversamente lo trovate qui: https://www.amazon.it/Diziona…/dp/8899334129/ref=sr_1_1…

Felicissimo lavoro!

Kemet Djedu

SCAVI AD ELIOPOLI

A cura del Docente Livio Secco

I partecipanti alla nostra Community mi perdoneranno se io, nei miei post, spingo soprattutto sulla parte filologica.
In realtà, volendo bene a loro, spero moltissimo che si ammalino della mia stessa patologia: la “hieroglyphica febris”.
I miei post possono essere delle piccolissime e brevi esercitazioni. Non si può pretendere che tutto sia facile e comprensibile subito… ma provateci. Ammalatevi.
Per aiutarvi ho preparato anche una grammatica molto semplice, ma efficace, che uso da anni durante i miei corsi di filologia. L’ho divisa in tre parti per poter affrontare gradualmente le difficoltà.
Le trovate qui:
prima parte https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/
seconda parte https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/
terza parte https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-alla…/
Dizionario egizio – italiano in geroglifico https://www.amazon.it/Diziona…/dp/8899334129/ref=sr_1_1…

Ed ora veniamo all’esercitazione.
Vi lascio ad un articolo che ho auto pubblicato nell’aprile 2020.
Provate a seguire con pazienza anche la breve parte filologica.

Kemet Djedu

LA STATUA DI KAROMAMA MERITMUT

A cura del Docente Livio Secco

Sul retro della statuetta c’è un cartiglio con il nome della sacerdotessa. Il cartiglio ne determina l’appartenenza alla famiglia reale. Infatti suo padre fu Osorkon II e sua madre la regina Karomama I (XXII dinastia).

Proviamo ad analizzare i geroglifici. Possiamo dividerli in due parti:

1. La pagnotta (monolittero t [t]), l’avvoltoio capovaccaio (trilittero mwt [mut]) e il canale (bilittero mr [mer]).

TRASLITTERAZIONE: mr(y)t mwt

PRONUNCIA: [merit mut]

Siamo in presenza di una metatesi onorifica. Il nome della dea è graficamente anticipato, ma al momento della pronuncia va rimesso al suo posto.

TRADUZIONE: Colei che è amata dalla dea Mut.

2. Le braccia tese (bilittero kA [ka], bocca (monolittero r [r]), diacritico, [braccio] (monolittero a [a]), barbagianni (monolittero m [m]), [diacritico], braccio (monolittero a [a]).

TRASLITTERAZIONE: kA r(a) m a(.s)

Il braccio mancante lo deriviamo dal nome di sua madre, che porta lo stesso nome. Nel cartiglio di Karomama I, infatti, è presente.

PRONUNCIA: [ka ra em a(.es)]

TRADUZIONE: Il ka di Ra è sul braccio di ella.

Tutto ciò potrebbe benissimo funzionare se la principessa fosse stata tutta di sangue egizio.

Ma era figlia di Karomama I che sicuramente era una principessa straniera sposata, per motivi diplomatici, con Osorkon II.

Cosa significa questo?

Che tutta la costruzione e il lavoro di analisi sono stati inutili.

In realtà il nome KAROMAMA è la fonetizzazione italiana di un nome straniero a noi completamente sconosciuto come l’origine etnica delle due principesse a cui fa riferimento.

Il loro nome aveva la radice consonantica KRMM.

Gli egizi, per poter scrivere il suo nome, hanno semplicemente usato i geroglifici che più si avvicinavano alla pronuncia caricandoli di una significato del quale noi abbiamo fatto (INUTILMENTE) la traduzione.

(Con la collaborazione di Pietro Testa)