Kemet Djedu

IL PROTOCOLLO REALE

Composizione dell’onomastica faraonica

A cura del Docente Livio Secco


La decima lezione del CORSO DI EGITTOLOGIA, Anno VIII nell’ambito delle attività dell’UniTre di Torino ha come titolo “IL PROTOCOLLO REALE – Composizione della nomenclatura dei faraoni” e descrive l’origine storica, lo sviluppo e il significato dei nomi con i quali i faraoni salivano sul trono dell’Egitto.

La nascita e la salita al trono

Quando nasceva in qualità di principe, la coppia reale assegnava al bambino un nome che gli rimaneva per sempre legato.

Al momento della sua salita al trono, in accordo con il clero a cui si alleava, il faraone compilava altri quattro nomi che, letti ed interpretati in modo corretto, identificano il programma politico del nuovo sovrano.

Il Protocollo Reale

Messi in fila e tradotti uno dopo l’altro i cinque nomi tracciano un quadro della situazione politica del momento di intronizzazione e delle azioni future che il faraone ha intenzione di attivare.

Ecco allora perché alcuni faraoni cambiano il nome durante il loro regno. Al mutare della situazione politica avviene un aggiornamento del nome.

Ciò ha creato non pochi problemi, soprattutto all’inizio della storia dell’Egittologia, specie per le prime dinastie perché gli studiosi non riuscivano a capire se una pluralità di nomi indicasse più regnanti oppure uno stesso sovrano che aveva modificato la propria onomastica.

La composizione del Protocollo Reale

Dal punto di vista filologico i nomi sono identificati grazie a degli epiteti che li precedono e che li caratterizzano, per cui abbiamo:

1) Il nome Horus. È il nome per il quale il sovrano era assimilato ad Horus in terra.

2) Il nome Le Due Signore. È un nome duale con il quale il sovrano si mette sotto la tutela della dea Nekhbet, dell’Alto Egitto, e della dea Wadjet, del Basso Egitto. In questo modo il sovrano dimostrava di regnare equivalentemente sulle Due Terre riunite in un unico regno.

3) Il nome Horus d’Oro. È il più enigmatico dei cinque. Per alcuni studiosi va interpretato riconoscendo nell’oro la caratteristica di Seth. In questo modo si mette in equilibrio il secondo nome con il terzo che diventerebbe, in questo modo, I Due Signori.

4) Il nome Re dell’Alto e Basso Egitto. La traduzione è un’interpretazione araldica poiché andrebbe tradotto letteralmente Colui che appartiene alla carice e all’ape.

La giuncacea raffigura una specie ormai estinta caratteristica della Valle mentre si è ritenuto che, già in epoche antiche, ci fossero degli importanti allevamenti di api sul Delta.

Va da sé che sia la carice che l’ape sono interpretati come simboli araldici per caratterizzare le Due Terre.

Importantissimo da ricordare è che questo nome rappresentava il faraone all’estero, quello con il quale egli era conosciuto dalle diplomazie poiché era il nome di intronizzazione. Il Quarto Protocollo Reale è racchiuso in un cartiglio.

5) Il nome Figlio di Ra. È il nome con il quale il faraone dimostra la propria discendenza divina. Si tratta, in realtà, del nome assegnatogli alla nascita dalla propria famiglia. Anch’esso è racchiuso in un cartiglio.

Lo studio del Protocollo Reale

Dal punto di vista egittologico e storico è importantissimo lo studio del Protocollo Reale. Infatti esso è praticamente il programma politico che il re stabilisce e rende noto al momento della sua intronizzazione.

Purtroppo lo studio dell’onomastica faraonica non è semplice perché, nel breve spazio concesso agli antroponimi, la scrittura geroglifica si presenta in forma difettiva, cioè spesso non compaiono tutti gli elementi grafici che dovrebbero abitualmente essere presenti nell’iscrizione.

Inoltre si presentano sovente dei fenomeni di metatesi grafica e, maggiormente, fenomeni di metatesi onorifica.

La lezione si conclude con l’analisi completa e dettagliata del protocollo reale di due celeberrimi faraoni: Tutankhamon e Ramesse II.

Terzo sarcofago in oro massiccio di Tutankhamon. Sulla fronte del re, a complemento della corona nemes, ci sono le Due Signore a protezione del sovrano. La presenza delle divinità fa in modo che la nemes sia a tutti gli effetti una corona, contrariamente ad un certo tipo di illustrazioni e di sceneggiature che pongono la nemes in testa ad ogni egizio
Sala ipostila di Karnak, titolatura del Quarto Protocollo Reale di Ramesse II
Quinto Protocollo Reale di Tutankhamon. Sopra il nome originale appena salito al trono. Sotto la modifica onomastica per concessione al clero amoniano di Karnak.
[sa ra Tut-ank-Aton] [sa ra Tut-ank-Imen heka iunu ʃemau]
Quinto Protocollo Reale di Ramesse II. [sa ra meri-imen ra-mes-su]
L’antroponimo Ramses non esiste, non dice nulla, è assolutamente errato.
Epiteti supplementari.
Sopra: La Grande Casa (=faraone) [per aa]. E’ una figura retorica che si chiama metonimia. Identifica un soggetto, il re, con l’edificio che occupa. In tardo latino Pharăo -onis, greco Φαραώ, in ebraico Par῾ōh. La metonimia la usiamo ancora oggi quando parliamo del Presidente della Repubblica chiamandolo Quirinale, oppure quello americano chiamandolo Casa Bianca.
Sotto: Il signore delle Due Terre [neb taui], fa riferimento all’Alto e Basso Egitto.

Quaderno di Egittologia (QdE22) IL PROTOCOLLO REALE – Composizione dell’onomastica faraonica https://ilmiolibro.kataweb.it/…/il-protocollo-reale/

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

Come consueto ha aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

DIZIONARIO ANTROPONIMICO REALE

472 SOVRANI TRASLITTERATI E TRADOTTI

Ogni re egizio è riportato in geroglifico, traslitterato, con pronuncia italiana e tradotto

Volume 1: Dal Predinastico alla XVII dinastia

https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario…/

Volume 2: Dalla XVIII dinastia ai Romani

https://ilmiolibro.kataweb.it/…/dizionario…/

DIZIONARIO ANTROPONIMICO POPOLARE

Più di 700 nomi propri egizi e 50 soprannomi scritti in geroglifico, traslitterati e tradotti

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Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati. A chi volesse intraprendere questa interessantissima ginnastica intellettuale posso consigliare la seguente strumentistica pressoché completa:

CATALOGO

GRAMMATICA EGIZIA

(I livello): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-i-alla…/

(II livello): https://ilmiolibro.kataweb.it/…/guida-pratica-ii-alla…/

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Kemet Djedu, Sarcofagi, Tutankhamon

PROTOCOLLI REALI THUTMOSIDI

A cura del Docente Livio Secco


Questo frammento di parete oggi custodito al Museo di Luxor, sebbene corrotto, è perfettamente leggibile una parte del Protocollo Reale di Thutmose III e di Tuthmose I.
Proviamo a tradurlo insieme.

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

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Kemet Djedu, Sarcofagi, Tutankhamon

COME FA L’AMORE UN DIO

A cura del Docente Livio Secco

Un particolare evento è rappresentato nel tempio di Deir el Bahari, riguardante la regina Hatshepsut.


Hatshepsut, figlia del defunto Thutmose I, è sposa di Thutmose II e, quindi, è regina d’Egitto. Alla morte prematura del coniuge, padre di Thutmose III generato con una regina secondaria, diventa tutrice del nuovo re poiché è un fanciullo di circa sei anni. L’Egitto è, perciò, governato dalla coreggenza della matrigna Hatshepsut con il figliastro Thutmose III.

Volendo proseguire la sua permanenza sul trono, ma non essendo più la sposa del re in carica, decide di affermarne la miracolosa predestinazione.
Dai Racconti di re Cheope deriva la mitologia del dio Ra che ingravida la sposa di un sacerdote di Ra facendole partorire i primi tre re della V dinastia. Da quel momento i re titoleranno il Quinto Protocollo Reale come Figlio di Ra.
Hatshepsut, supportata dal clero amoniano di Karnak, replica l’unione carnale di un dio, questa volta Amon, con la Grande Sposa Reale Ahmose di Thutmose I per generare Hatshepsut stessa che, in questo modo, resterebbe sul trono d’Egitto per eredità divina. La nascita è raffigurata sulle pareti del tempio di Deir el Bahari.

Il dio Amon decide di procreare una figlia. Per far ciò ha bisogno di una regina. Perciò invia il dio Thot a prendere informazioni su di Ahmose, grande sposa del re Thutmose I.
Questi ritorna dicendo che è una donna bellissima.

Nel rilievo epigrafico tratto dalla tavola 47 del volume 2 di Naville, si può vedere Thot che, per mano, accompagna di notte Amon nelle stanze private della regina. Poi lo lascia solo con lei che dorme.

Per non spaventarla Amon prende le sembianze del re e si avvicina ad Ahmose. Ma il profumo del dio è particolare ed è molto intenso. L’aroma si diffonde immediatamente nella stanza buia e la regina si sveglia.

Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

A chi volesse intraprendere questa interessantissima ginnastica intellettuale posso consigliare la seguente strumentistica pressoché completa:

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Kemet Djedu, Sarcofagi, Tutankhamon

LA PARETE SUD DELLA KV62

A cura del Docente Livio Secco

Anubi, Tutankhamon, Hathor

La parete sud della KV62 di Tutankhamon presenta Tutankhamon accolto da Anubi ed Hathor
Proviamo a leggere le iscrizioni parietali.

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

Come consueto ha aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

Le pareti della camera funeraria del celeberrimo faraone sono stati oggetto delle Traduzioni Archeologiche (TA) del Corso Grammaticale di secondo livello, di una lezione di Egittologia e del relativo Quaderno nr 35 che gli interessati possono trovare qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/…/i-geroglifici-di…/

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Quaderno di Egittologia 22

IL PROTOCOLLO REALE

Composizione dell’onomastica faraonica

Com’era compilato il Protocollo Reale. Con due esemplificazioni complete: Tutankhamon e Ramesse II.

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LIRICHE D’AMORE

A cura del Docente Livio Secco

SAN VALENTINO … all’egizia

Qualche anno fa, con i miei allievi, traducemmo il Papiro Harris 500 dove sono riportate alcuni brani che possono davvero essere definiti Liriche d’Amore.

La narrazione rappresenta il discorso di due innamorati che testimoniano le loro emotività, i loro desideri, le loro paure e le loro ansie.

I discorsi di lei e di lui si alternano nelle diverse “stanze” dando libertà alla fantasia del lettore di ricreare la situazione di due innamorati che si desiderano.

In questo brevissimo passaggio, preso dalla quinta stanza, parla lui.

Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far pronunciare l’egizio a chi non lo ha (ancora) studiato.

BUON SAN VALENTINO A TUTTI.

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PINEDJEM U.S.A.

A cura del Docente Livio Secco

Al PENNMUSEUM di Filadelfia, ovviamente Stato della Pennsylvania, è custodito un ornammento che lo stesso museo definisce come “Perlina lentoide in faience blu. La parte superiore è incisa e il retro è piatto. Ci sono due fori per l’infilatura a ciascuna estremità, che si collegano a un canale centrale sul retro della perlina”.

Ad essere sinceri il testo geroglifico riportato sopra è abbastanza complesso da definire, figuriamoci da leggere. Però, con l’aiuto del Museo, ce la potremo fare.

Il reperto è lungo 5,21 cm, largo 1,5 cm e profondo 0,6 cm. Fu realizzato tra il 1075 e il 945 a.C. ed appartiene alla XXI dinastia.

Interessante che il sovrano identificato non abbia il nome iscritto in un cartiglio.

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

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Quaderno di Egittologia 22

IL PROTOCOLLO REALE

Composizione dell’onomastica faraonica

Com’era compilato il Protocollo Reale. Con due esemplificazioni complete: Tutankhamon e Ramesse II.

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LE ISCRIZIONI DEL SARCOFAGO DI TUTANKHAMON

A cura del Docente Livio Secco

il sarcofago in quarzite di Tutankhamon ubicato nella KV62 è stato oggetto del nostro XVII LABORATORIO DI FILOLOGIA EGIZIA.
Ne abbiamo analizzato e tradotto tutte quattro le facciate.
Vi allego qui le pagine iniziali di ogni lato per mostrarvi la tipologia di lavoro che abbiamo fatto sulle iscrizioni geroglifiche.

XVII LABORATORIO DI FILOLOGIA EGIZIA
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/manuali-e-corsi/668352/xvii-laboratorio-di-filologia-egizia/


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https://liviosecco.it/…/2025/12/Catalogo20260101.pdf

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LE MALEFATTE DI PA-NEBI

A cura del Docente Livio Secco

Una denuncia penale nell’antico Egitto

Il 7 novembre scorso ho tenuto la prima lezione del Corso di Egittologia, Anno II, nell’ambito delle attività dell’UniTre di Nichelino (120 iscritti).
La stessa lezione l’ho tenuta l’11 novembre per il Corso di Egittologia, Anno VIII, per l’UniTre di Torino (146 iscritti).

La conferenza ha come titolo “Le malefatte di Pa-nebi – Una denuncia penale nell’antico Egitto“.
Narra le vicende accadute nel villaggio degli artigiani di Deir el Medina durante il tempo intercorso tra i regni di Sethy II (1200-1194 a.C.) e Siptah (1197-1191 a.C.).

Mappa di Deir el Medina, il villaggio degli operai (TT211 è la tomba personale di Pa-nebi

Le malefatte di Pa-nebi: la fonte

Fonte essenziale di studio dell’intero avvenimento è il papiro Salt 124, conservato oggi al British Museum con il numero di catalogo BM10055.

Il papiro Salt 124, BM 10055, recto, fonte della vicenda

Il papiro è scritto in ieratico e traducendolo si presenta come un documento compilato in modo ordinato ed amministrativo.

Si tratta in realtà di una lettera di denuncia da parte di un certo Amon-nekhet. La missiva è indirizzata al visir dell’epoca per esporgli il cattivo comportamento di uno dei due capisquadra in carica al villaggio degli artigiani.

Il denunciante di Pa-nebi

Il denunciante si presenta come il figlio (minore) del vecchio caposquadra Neb-nefer, morto il quale gli succede il figlio maggiore Nefer-hotep. Quando anche questi muore senza eredi diretti Amon-nekhet si aspetta la nomina che invece gli viene soffiata da Pa-nebi, figlio adottivo di Neb-hotep.

Amon-nekhet afferma subito, nelle prime righe della lettera, che la carica gli fu sottratta da Pa-nebi corrompendo il visir precedente.

Poi prende ad elencare tutta una serie di gravi eventi con i quali Pa-nebi marchia negativamente la sua reputazione.

Un elenco impressionante per “Le malefatte di Pa-nebi”

L’elenco è impressionante perché comprende furti nelle tombe di operai defunti, furti e sacrilegi nella tomba KV15 di Sethy II, sottrazione di manodopera pagata dal faraone per edificare la TT211 (tomba privata di Pa-nebi), sottrazione di attrezzatura pubblica e rottura della stessa, giuramenti falsi per scagionarsi da ruberie ritrovate poi effettivamente a casa sua.

La denuncia del sacrilegio nella KV15 di Sethy II

Ma non basta: l’elenco prosegue con uno stupro, con un omicidio e con violenze contro gli operai e contro la gente del villaggio che Pa-nebi bersaglia a mattonate.

La denuncia non dettagliata, ma sufficientemente circostanziata, per ipotizzare uno stupro

Tutto assolutamente circostanziato e corredato dai nomi di complici passivi o attivi e di testimoni ai quali il visir si potrà eventualmente riferire.

La conferenza non può ovviamente dimostrare tutto il documento e quindi prende dei singoli episodi opportunamente scelti e li traduce in diretta dal geroglifico in modo che gli ascoltatori abbiano piena testimonianza del documento originale senza l’intermediazione di uno storico.

Entrata della TT211 e immagine parietale di Pa-nebi

Uno spaccato di vita comune

Geroglifico dopo geroglifico, parola dopo parola, i partecipanti hanno ben chiara l’evidenza di tutta la gravità degli eventi accaduti.

Per di più provocati da un quadro intermedio che sembra sfuggire al controllo delle autorità preposte.

Sicuramente si tratta di una lezione di egittologia molto originale che tralascia per una volta lo studio classico di templi, siti ed architetture. Piuttosto fa luce su uno spaccato di vita della gente comune dell’antico Egitto.

Il lavoro è ispirato ad un testo prezioso di Testa Pietro


QdE20: LE MALEFATTE DI PA-NEBI – Una denuncia penale nell’antico Egitto
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SETHY I – Quarto e Quinto Protocollo Reale

Tebe ovest, Qurma, Tempio funerario di Sethi I – XIX Dinastia
Faience invetriata, Altezza cm 9, Larghezza cm 5,8
Fonte: Egitto la terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – fotografie di Mathias Seidel – Edizioni Konemann

Queste due piccole placchette in faience provenienti da un deposito di fondazione templare mostrano il Quarto e il Quinto Protocollo Reale di Sethy I. E’ interessante analizzarne il contenuto semantico.


Una curiosità sul Quinto. Come dettagliato nell’immagine a corredo il significato dell’antroponimo Sethy è “Colui che appartiene a Seth”. Come nome proprio di un sovrano egizio, per qualcuno, sarebbe abbastanza discutibile. Nell’errato immaginario collettivo il dio Seth corrisponde al diavolo creando una situazione imbarazzante. E’ come se il papa si chiamasse Lucifero I (che, tra l’altro, è un bellissimo nome significando “Portatore di Luce”). In realtà il significato di Sethy (Colui che appartiene a Seth) vuol dire che il sovrano egizio è in grado di gestire il dio del caos, il disordine mondiale. Pertanto, fino a quando il re terrà a bada il caos l’Egitto non avrà nulla da temere.

Poiché i due cartigli sono decorati con una corona, allego anche la diapositiva relativa della mia conferenza / lezione / Quaderno di Egittologia relativo allo studio delle corone.
La corona SHUTY è formata da due piume che sono state in seguito decorate con altre aggiunte. Qui la vediamo nella forma base originale, poi con l’aggiunta di un disco solare alla base con le corna di ariete e quindi con l’aggiunta di due urei sopra e due sotto le corna di ariete e tutti quattro con un disco solare.

Nelle immagini: a sinistra, al centro e a destra, Sethy I, in tre raffigurazioni diverse, tutte nel suo tempio di Abido.

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

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472 SOVRANI TRASLITTERATI E TRADOTTI

Ogni re egizio è riportato in geroglifico, traslitterato, con pronuncia italiana e tradotto

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IL DONO DI ISIDE A RAMESSE III

Questo particolare rilievo parietale proviene dalla tomba QV55 e ci mostra Ramesses III al cospetto di Iside.

Poiché l’immagine è decisamente chiara possiamo tentarne insieme la traduzione delle brevi iscrizioni visibili.

Lo studio del Protocollo Reale è importantissimo perché esso, letto e tradotto nella giusta sequenza, rappresenta il programma politico del sovrano. Purtroppo sono frequenti i fenomeni di metatesi onorifica, grafica e quelli di scrittura difettiva che ne rendono difficoltosa la traduzione. Inoltre, molto spesso, ci si dimentica che l’onomastica è antropocentrica riducendo la traduzione ad un mero esercizio pedagogico e didattico. Il nome del re è tutt’altro che uno slogan pubblicitario.

Come consueto ha aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora!!) studiati.

CATALOGO

https://liviosecco.it/…/2025/02/Catalogo20250301.pdf

DIZIONARIO ANTROPONIMICO REALE

472 SOVRANI TRASLITTERATI E TRADOTTI

Ogni re egizio è riportato in geroglifico, traslitterato, con pronuncia italiana e tradotto

Volume 1: Dal Predinastico alla XVII dinastia

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Volume 2: Dalla XVIII dinastia ai Romani

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