Di Piero Cargnino
PAMY
Ed è sempre dalle datazioni rinvenute sui sarcofagi dei tori Api del Serapeo di Saqqara, a cui si aggiungono pochi resti provenienti dal Delta del Nilo che possiamo apprendere le scarse informazioni su questo “faraone”.

Sappiamo che regnò circa sei anni. Va tenuto conto che parlare di durata del suo regno è molto complesso particolarmente per il fatto che è stata recentemente scoperta l’esistenza del faraone Sheshonq IV per cui si sta ancora studiando sulla loro esatta collocazione.
Entrambi figli di Sheshonq III, Pamy governò solamente su una parte del Basso Egitto contemporaneamente a suo fratello Bakennefi che governava Atribi e Heliopolis.
Unica, ulteriore notizia che possediamo su Pamy proviene da un’iscrizione su di un gruppo statuario rinvenuto a Sais, risalente a prima della sua ascesa al trono dove viene citato come “Governatore dei Libi Mashwesh.
SHESHONQ V
Sappiamo che Sheshonq V (Aakheperre Shoshenq) fu un figlio di Pamy da una stele rinvenuta sempre nel Serapeo di Saqqara che è datata all’anno 11 di regno. Sappiamo inoltre che il suo regno durò trentasette anni grazie al fatto che Sheshonq V compare sulla stele di Pasenhor (già citata); regnò sulla parte orientale del Delta del Nilo nel Basso Egitto.

In questa posizione l’ho trovato e qui lo tengo ma secondo David Aston, la sua corretta collocazione sarebbe al quarto o quinto posto della XXIII dinastia.
Non si conoscono le ragioni per le quali nel trentesimo anno di regno Sheshonq V modificò il suo nomen da Sheshonq a “Amato da Amon, potente, incoronato in Tebe”. Il suo fu comunque uno dei regni più lunghi dell’intera XXII dinastia ma, come sempre, a complicare le cose ci pensò il Principe di Sais Osorkon che si rese indipendente occupando una vasta regione nel Delta occidentale preparando così il terreno per la costituzione della XXIV dinastia.

Iniziò così una sempre maggiore perdita di potere, oltre che di territorio, da parte di Sheshonq V a causa dei vari capi tribù libici, principi e re che si proclamavano indipendenti primo fra tutti il futuro faraone Tefnakht. Il suo potere si estendeva su poco più dei distretti di Tanis e Bubastis.
Troviamo Sheshonq su diverse stele di donazione di vari Grandi Capi dei Libu, tra questi: Tjerpahati, Ker, Rudamun e Ankhhor oltre che su di una stele di Atfih, dedicata alla dea Hathor risalente al suo ventiduesimo anno di regno.

Fece costruire a Tanis un tempio per la Triade Tebana evidenziando in modo particolare il dio Khonsu. Pare che nel trentesimo anno di regno abbia celebrato la sua festa Sed costruendo una cappella giubilare nel tempio stesso.
Gli edifici da lui costruiti furono in seguito smantellati per realizzare una lago sacro. Dai pochi resti è possibile dedurre che celebrò effettivamente una festa Sed adottando diversi nomi, Horus, Nebty e Horus d’Oro. Altri monumenti di cui non si conosce la datazione sono stati trovati a Tell el-Yahudiyeh.

Sheshonk V morì intorno al 730 a.C. e, anche se i suoi rapporti familiari non sono del tutto chiari, pare che a succedergli fu Osorkon IV, probabilmente suo figlio e della regina Tadibast III. Tuttavia questa ricostruzione è complicata ed è ancora oggetto di dibattito.

Fonti e bibliografia:
- Federico Arborio Mella, “L’Egitto dei faraoni”, Milano, Mursia, 1976
- Franco Cimmino, “Dizionario delle dinastie faraoniche”, Bologna, Bompiani, 2003
- Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Torino, Einaudi, 1997
- Jurgen von Beckerath, “Chronologie des Pharaonischen Agypten”, Ed. Zabern, 1997
- George Goyon, “La scoperta dei tesori di Tanis”, Pigmalione, 2004
- Jurgen von Beckerath, “Osorkon IV = Eracle”, Gottinger Miszellen, 1994
- Dodson Aidan, “L’arrivo dei kushiti e l’identità di Osorkon IV”, Editoria Cambridge Scholars, 2014
- Kenneth Kitchen, “Il terzo periodo intermedio in Egitto (1100–650 a.C.)” 3a ed, (Warminster: 1996