Di Piero Cargnino
PEDUAST II
Prima di iniziare con i sovrani della XXIII dinastia, apro una parentesi per citare un sovrano che non è menzionato in nessuna delle liste dei re, Peduast II (o Padibastet).- Ne fanno menzione in pochi tra i quali Aidan Dodson e Dyan Hilton nel loro libro del 2004, “The Complete Royal Families of Ancient Egypt”. Essi lo collocano intorno agli anni 743-733 a.C., tra i regni di Sheshonq V e Osorkon IV, quindi come penultimo re della XXII dinastia. Diversamente Jurgen von Beckerath lo colloca nel regno di Pianki, XXV dinastia, circa 736-731 a.C.
Potrebbe essere stato un figlio di Iuput II, allora nomarca ad Athribis, questa è una deduzione che fa riferimento ad una lista dei re di Pianki che colloca accanto a Osorkon IV un Pedubas chiamandolo principe di Athribis. Peduast II, con il suo nome reale Sehetepibenre compare su alcuni blocchi di pietra nel Delta dove è definito come re di Tanis.
L’egittologo Kennet Kitchen lo colloca addirittura all’epoca dell’invasione assira da parte di Esarhaddon, ed in seguito da Assurbanipal intorno al 660 a.C.. L’incertezza che circonda la linea temporale e la figura di questo “re” è tale per cui si può pensare che probabilmente si trattava di un signorotto locale che occasionalmente è apparso alla ribalta.
PETUBASTIS I

(Da non confondere con Peduast II descritto sopra)
La situazione in cui si trova l’Egitto con la XXIII e XXIV dinastia rispecchia in parte la situazione italiana all’epoca dei Comuni e delle Signorie, smembrato in una costellazione di staterelli spesso limitati alla sola città in cui risiedono i governanti. Un cupo medioevo in cui risulta quasi impossibile districarsi. Quelli che pomposamente Manetone chiama faraoni altro non sono che signorotti locali, principalmente libici, che si elevano al rango di sovrani senza avere alcun titolo dinastico. Come ho detto in altra occasione io seguo la storia egizia seguendo una lista di faraoni tratta da fonti storiche quali le “liste reali egizie” e dagli ultimi studi storici sull’argomento, ma non va trascurato il fatto che altri studiosi hanno prodotto liste diverse, particolarmente per questo periodo, che non sarebbe corretto trascurare. In alcuni casi si è pensato di inserire nomi non considerati, magari sovrani effimeri che non sarebbero neppure da citare, io riporterò tutti quelli che ho trovato nelle mie ricerche cercando di essere il più chiaro possibile.

Per quanto riguarda il primo sovrano della XXIII dinastia il nome di Petubastis I compare su tutte le liste. Petubastis, Petubates, Usimara-Setpenamun Pedubast-Meramun è poco conosciuto, di lui ce ne parla Sesto Africano chiamandolo Petubastes e gli assegna 40 anni di regno, diversa è l’opinione di Eusebio di Cesarea che lo chiama Petubates e riduce il suo regno a 25 anni; dai ritrovamenti archeologici, lo troviamo citato in varie iscrizioni sul molo di Karnak dove la data più alta per il suo regno è il 23° anno. Le varie cronologie considerano come durata del suo regno da 25 a 30 anni a seconda della collocazione di altri sovrani nella linea di successione. Incerto è anche il periodo in cui ha governato, qui lo troviamo nella XXIII dinastia intorno all’800 a.C., altri, tra cui David Aston, lo collocano nella XXII dinastia, tra Iuput e Takelot I intorno all’890 a.C..
Fratello, forse, di Sheshonq III e suo vassallo, fu principe di Leontopolis; ad un certo punto si attribuì i titoli della regalità divenendo così il primo sovrano della XXIII dinastia che, per un certo periodo, regnerà contemporaneamente alla XXII.

Vi chiederete come sia possibile che uno decida che da domani sarà un sovrano e si crei un regno. Ma a tutto c’è una spiegazione: Petubastis, d’accordo con il Primo Profeta di Amon di Karnak, ottiene da questi il riconoscimento ufficiale ed in cambio concede al Primo Profeta, che all’epoca era Horsaset II, il diritto di iscrivere il suo nome in un cartiglio reale.
Il fatto che Petubastis si sia proclamato sovrano non destò le ire degli altri sovrani della XXII dinastia anzi i rapporti rimasero buoni anche perché tutti i sovrani delle due dinastie erano imparentati tra loro.
Petubastis designò quale suo successore il proprio figlio Iuput nominandolo coreggente nel suo 15° anno di regno con il diritto di inscrivere il proprio nome nei cartigli reali. Iuput non arrivò mai a governare in modo autonomo in quanto premorì al padre. C’è molta incertezza nello stabilire chi gli successe, la lista alla quale faccio riferimento mi da un Sheshonq IV, secondo alcuni andrebbe invece collocato Sheshonq VI, un sovrano la cui esistenza è molto contestata in quanto il suo nome è riportato solo sul nilometro di Karnak, secondo altri non è mai esistito.
Fonti e bibliografia:
- Federico Arborio Mella, “L’Egitto dei faraoni”, Milano, Mursia, 1976
- Franco Cimmino, “Dizionario delle dinastie faraoniche”, Bologna, Bompiani, 2003
- Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Torino, Einaudi, 1997
- Jurgen von Beckerath, “Chronologie des Pharaonischen Agypten”, Ed. Zabern, 1997
- George Goyon, “La scoperta dei tesori di Tanis”, Pigmalione, 2004
- Kenneth Kitchen, “Il terzo periodo intermedio in Egitto (1100–650 a.C.)” 3a ed, Warminster: 1996
- N.Dautzeberg, “Bemerkungen zu Schoschenq II., Takeloth II. und Pedubastis II”, Guttinger Miszellen, 1995
- Aidan Dodson w Dyan Hilton, “The Complete Royal Families of Ancient Egypt”, Thames & Hudson, London 2004
- Jurgen von Beckerath, “Das Verhältnis der 22. Dynastie gegenüber der 23. Dynastie”, 2003