Di Piero Cargnino

TAKELOT III
Usermaatre Setepenamun Takelot Si-Ese era il figlio del suo predecessore Osorkon III con il quale pare abbia governato, come Takelot III, i primi cinque anni in coreggenza col padre secondo quanto si deduce dal Nile Quay Text n. 13 dove è indicata la concomitanza dell’anno 28 di Osorkon III con quella dell’anno 5 di Takelot III.
Prima della coreggenza fu Primo Profeta di Amon a Karnak. Si pensava che il suo regno fosse durato 7 anni facendo riferimento ad un graffito sul tetto del tempio di Khonsu fino a quando, nel 2005, una spedizione archeologica della Columbia University, rinvenne una stele ieratica tra le rovine del tempio di Ahmeida, nell’oasi di Dakhla, dove viene citato un suo tredicesimo anno. La stele si compone di cinque righe e la data della stele riporta appunto l’anno 13 del regno di Takelot III oltre al nome del dio Toth e di Sa-What, la divinità locale. Il testo della stele riporta una donazione di terre al tempio da parte del governatore locale, un capo tribù libico citando in conclusione il nome di ben undici sacerdoti beneficiari di questa donazione. La cosa interessante è che il governatore viene menzionato come Nes-Djehuti (o Esdhuti) che, oltre a comparire sulla stele citata compare anche su di una stele più piccola che risale al 24° anno di regno di Pianki (terzo faraone della XXV dinastia). Da ciò si potrebbe dedurre che Takelot III abbia regnato quasi contemporaneamente a Pianki.
Diversi sono i documenti che citano questo faraone, su di una stele di donazione trovata a Gurob viene chiamato “Il Primo Profeta di Amon-RA, generale e comandante Takelot”, a Heracleopolis, su di un blocco di pietra è citato come “il capo di Pi-Sekhemkheperre; viene inoltre citato nel Nile Quay Text n. 13, come detto sopra, e nel Quay Text n. 4 che si riferisce al suo sesto anno.
Takelot III sposò la principessa Irtiubast che compare sul sarcofago del loro figlio Osorkon come “Figlia del re” (non si sa quale re) ed ebbe tre figli, Osorkon appunto,principe e Sommo Sacerdote, Ihtesamun, noto per la stele di suo nipote Ankhfenmut nella Biblioteca Centrale di Croydon ed il Secondo Profeta di Amon Djedptahefankhche è riportato sulla statua di Tubinga 1734 e nella stele della pronipote Nakhtbasteru CG 41006.
Alla morte di Takelot III gli successe il fratello Rudamon, la cosa appare piuttosto insolita poichè l’usanza tradizionale egizia prevedeva che a succedere al re fosse sempre un figlio. Questo suggerisce due cose: che Takelot III abbia raggiunto un’età avanzata per essere sopravvissuto a tutti i suoi figli oppure che i suoi figli siano morti in giovane età.
RUDAMON
Usermaatre Setepenamun, Rudamun Meryamun sale al trono dopo la morte del fratello, Takelot III, e governò da Leontopoli la regione circostante. Quel poco che ci è pervenuto di lui proviene tutto dall’Alto Egitto; ricordiamo alcune iscrizioni in una cappella a Karnak dedicata ad Osiride.
I pochi reperti che si riferiscono a questo sovrano sono alcune decorazioni eseguite nel Tempio di Osiride Heqadjet, il suo nome compare inoltre su diversi blocchi di pietra a Medinet Habu e su di un vaso.

Per quanto abbia regnato questo sovrano non è chiaro in quanto i pareri degli egittologi sono discordanti e riguardano l’interpretazione di un graffito rinvenuto a Uadi Gasus; nel graffito viene citato il 19° anno di regno di un sovrano che per alcuni sarebbe Rudamon mentre per altri sarebbe il suo successore Iuput II. Secondo l’egittologo Kennet Kitchen avrebbe regnato non più di due o tre anni.
Con questo sovrano che, a differenza del padre e del fratello rinuncia agli epiteti Si-Ese o Netjer-Heqawaset, si conclude la XXIII dinastia.
Da alcune recenti scoperte si deduce che, durante il suo breve regno, l’Alto Egitto, da Herakleopolis Magna a Tebe, abbia vissuto un periodo di pace. Alla sua morte il suo regno si frammentò in diverse città-stato governate da signorotti locali. Parlare di successioni ora non ha alcun senso in quanto non è possibile stabilire chi succede a chi ma soprattutto dove. Rudamon regnò su Leontopolis; dopo di lui troviamo Shepsesra Tefnakht, fondatore della XXIV dinastia, che governò da Sais nel Delta, ma non bisogna dimenticare un altro sovrano che governò nell’Alto Egitto per ben 34 anni, Iuput II che aderì alla coalizione promossa da Tefnakht contro un’altro sovrano Piankhi.
In questo groviglio di “faraoni” ci infileremo in seguito parlando di ciascuno di loro. Nulla ci è dato a sapere del luogo in cui fu sepolto Rudamon.
Fonti e bibliografia:
- Federico Arborio Mella, “L’Egitto dei faraoni”, Milano, Mursia, 1976
- Franco Cimmino, “Dizionario delle dinastie faraoniche”, Bologna, Bompiani, 2003
- Alan Gardiner, “La civiltà egizia”, Torino, Einaudi, 1997
- Jurgen von Beckerath, “Chronologie des Pharaonischen Agypten”, Ed. Zabern, 1997
- Kenneth Kitchen, “Il terzo periodo intermedio in Egitto (1100–650 a.C.)” 3a ed, Warminster: 1996
- Aidan Dodson w Dyan Hilton, “The Complete Royal Families of Ancient Egypt”, Thames & Hudson, London 2004
- Jurgen von Beckerath, “Das Verhältnis der 22. Dynastie gegenüber der 23. Dynastie”, 2003