Arte

SHABTI DI SUNUR

Steatite. Altezza: 22 cm
Diciannovesima Dinastia, Regno di Ramses II (1250 a.C.)
Provenienza: probabilmente Menfi o Pi-Ramses
Collezione privata

Questo shabti raffigura il suo proprietario come doveva apparire in vita. Sunur (o Sunero) indossa una parrucca tripartita e una corta barbetta; in aggiunta a ciò, ecco un’ampia collana wesekh allargarsi attorno al suo collo.

È rivestito di un elegante abito caratteristico del suo tempo, con larghe maniche pieghettate e un ampio grembiule; calza dei sandali ai piedi. Non sono qui raffigurati né un tacco e neanche un canestro, tipici attributi di uno shabti. In compenso Sunur regge sul petto con tutt’e due le mani un uccello “ba” dalla testa umana e con le ali distese.

L’uccello “ba”, spesso tradotto come “anima”, può essere interpretato come una personificazione del potere dell’individuo, in altri termini l’alter ego del defunto che incorpora, dopo la morte, la totalità della sua identità fisica e psichica. La raffigurazione del ba sotto l’apparenza di uccello ne rappresenta la mobilità e il concetto che egli possa tornare al defunto in qualsiasi momento.

  

Un’iscrizione geroglifica menziona, al centro del grembiule, il proprietario della piccola scultura:

L’iscrizione continua con un totale di cinque colonne su entrambi i lati e sul retro dello shabti. Questo testo, più probabilmente realizzato da uno scriba diverso da quello del testo sul grembiule, cita il Capitolo 6 del Libro dei Morti:

Un altro shabti di Sunur quasi identico, è custodito al British Museum di Londra (EA65206). Anche in questo caso il nostro indossa un lungo vestito pieghettato e tiene fra le mani un uccello ba dalla testa umana. Il suo nome e titolo di imj-rA ssm.t, “Sovrintendente della Cavalleria”, è menzionato anche in questo caso sul grembiule. Il successivo Capitolo Sesto del Libro dei Morti è scritto, su questo shabti, solo su quattro righe che ricoprono entrambi i lati e la parte posteriore della piccola figura. Il testo termina col nome e il titolo di Sunur.

Lo shabti del British Museum

I testi provenienti dal Libro dei Morti su entrambi gli shabti di Sunur sono stati con tutta probabilità scritti dalla stessa mano, ma certamente non l’inizio della formula sul grembiule del manufatto qui in esame.

Le caratteristiche del volto differiscono leggermente, tuttavia si potrebbe suggerire che entrambe le figurine siano state eseguite dalla stessa mano. Talvolta gli shabti, anche quelli della migliore qualità, venivano prodotti con l’iscrizione sul grembiule lasciata parzialmente (o talvolta del tutto) incompleta.

Dal momento che lo shabti di Londra porta il nome e il titolo del proprietario nel testo principale, sembra improbabile che Sunur non abbia ordinato che questa piccola raffigurazione fosse realizzata o quanto meno iscritta su sua richiesta.

Carol Andrews (vedi riferimenti bibliografici) è sicura che lo stesso Sunur vi sia rappresentato. Ma in questo caso, sembra più probabile che Sunur abbia richiesto al laboratorio artigianale un’altra statuetta dopo aver ricevuto quella attualmente custodita al British Museum.

Anche se realizzata molto probabilmente dallo stesso artista, sembra piuttosto improbabile che lo stesso Sunur vi sia realmente raffigurato. Tuttavia, il laboratorio realizzava questa categoria di prodotti per funzionari di alto rango, forse anche per membri della famiglia reale, come si può ipotizzare dall’osservazione di uno shabti realizzato per uno dei figli di Ramses II, il già principe ereditario Khaemuaset.

Sembra dubbio che questi shabti di Sunur appartenessero realmente alla schiera dei servitori funerari; si sarebbe più propensi a credere ad un loro utilizzo extrasepolcrale (si pensi agli shabti di Bintanat ritrovati nella tomba di Horemheb, a quelli di Kenamon in Abido o quelli di Khaemuaset dal Serapeo, solo per menzionarne alcuni).

Entrambe le statuette portano il titolo imj-rA ssm.t, “Comandante della Cavalleria”. Attualmente si conoscono circa 65 personaggi del Nuovo Regno che furono insigniti di questo titolo. Circa la metà di essi è riferibile con relativa certezza alla Diciannovesima Dinastia e tutti appartenevano alla élite militare.

Riferimenti

K. Konrad, P. Pamminger – Shabti of Sunur. In Ancient Egypt – Masterpieces from Collectors and Collections – 10th Edition of the Brussels Ancient Art Fair – BAAF. 2021

Photographic credits :

  • Nathalie and Alain Speltdoorn, Jörg E. Sehr
  • Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig: photographer of the museum
  • Museum August Kestner: photographer of the museum
  • Shabti of Sunero – British Museum “https://www.britishmuseum.org/collection/object/Y_EA65206
  • Andrews, Carol A R Egyptian Treasures from the British Museum.The Bowers Museum of Cultural Art, Santa Ana, 2000

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