Kemet Djedu

LA STELE DI SMEN

LA STELE DI SMEN PER SUO FRATELLO (E COGNATA)

La stele funeraria oggetto della nostra analisi è un manufatto proveniente da Deir el Medina ritrovato durante gli scavi di Ernesto Schiaparelli del 1909.

Essa è datata all’inizio della XVIII dinastia.
La stele è realizzata in calcare bianco ed è dimensionata per 28 cm in altezza e 19,5 cm di larghezza.

Le figure sono ricavate in rilievo mentre le iscrizioni geroglifiche sono incavate.
I colori sono quelli consueti e canonici: la donna è presentata in giallo per indicare una pelle chiara. Infatti, volendo darne gli attributi di nobiltà, ella è attiva in casa al riparo dal sole. Gli uomini sono invece dipinti in rosso per denotare una carnagione scura. Essi lavorano all’esterno della casa e quindi subiscono i raggi solari che ne scuriscono la carnagione. Gli abiti sono dipinti di bianco per suggerire il materiale di lino con cui sono realizzati.

La stele è custodita presso il Museo Egizio di Torino con il numero di catalogo 50005 (supplemento 9492). È in ottimo stato di conservazione mancando soltanto una piccola parte dello spigolo inferiore destro.
La sua forma è piuttosto consueta e comune: ha una centina arcuata che idealizza la divisione in due parti. Nella sezione superiore c’è l’immagine dei defunti e la scena offertoria. Sotto ci sono le iscrizioni relative alle offerte funerarie.

Subito sotto la centina è raffigurato il nodo šn che è un simbolo magico di protezione, lo stesso nel quale sono inscritti il Quarto e il Quinto Protocollo Reale del sovrano. Il nodo è inserito tra due grandi occhi wḏȜt anch’essi dal forte potere protettivo. Tutti questi simboli li si ritrova spesso negli amuleti egizi.

La rappresentazione riporta il defunto Mekimontu e la sposa sua Nubemueskhet seduti accanto uno all’altra. Nella prospettiva egizia sembrano uno dietro l’altro. Davanti ad essi c’è un tavolo delle offerte colmo di pani, dolci e cibarie varie. Anche qui c’è da considerare la prospettiva canonica egizia. La prima fila di prodotti è raffigurata in piano. Tutti gli altri elementi sono raffigurati in pianta dando un’idea di un mucchio elevato. Sul tavolo delle offerte il comandatario della stele sta versando una libagione in onore del fratello defunto.

Il Museo non ha potuto riportare ulteriori dettagli relativi alla genealogia del defunto e della sua sposa.

Come al solito ho messo la codifica IPA per far leggere i geroglifici a chi non li ha ancora studiati.

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