Piccola Guida Turistica

LA MASTABA DI AKHTIHOTEP E PTAHHOTEP TSHEFI

Particolare di un portatore di offerte; egli tiene in mano un vaso per le libagioni, fiori di ninfea e ombrelli di papiro.
FOTO DA INTERNET. SE L’AUTORE LA RICONOSCESSE COME PROPRIA, ME LO SEGNALI E PROVVEDERO’ A SOSTITUIRLA O AD ATTRIBUIRE IL DOVUTO CREDITO.

Lasciata la mastaba di Ti raggiungiamo nuovamente il viale d’ingresso del Serapeum e ci dirigiamo verso l’area delle tombe del Nuovo Regno imboccando il sentiero parallelo al viale delle sfingi ed una stradina che porta verso sud e che in breve conduce alla mastaba di Akhtihotep e di suo figlio Ptahhotep Tshefi, che vissero attorno al 2400 a. C..

Uno scriba al lavoro: egli ha con sè la sua attrezzatura, costituita da un astuccio lungo e stretto nel quale conserva le cannucce che adopera per scrivere e delle “pastiglie” di colori solidi; come si usa fare anche oggi, tiene due “penne” dietro l’orecchio.
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Questa visita in realtà non era prevista nel nostro programma, ma passiamo proprio davanti al complesso, per cui non resistiamo ed entriamo per dare un’occhiata veloce e scattare qualche fotografia. Potrete trovare sul nostro sito un ampio articolo e belle immagini pubblicate da Ivo Prezioso a questo link:

Quattro servi stanno costruendo una barca di papiro, legando strettamente insieme i giunchi con delle corde vegetali.
FOTO DA INTERNET. SE L’AUTORE LA RICONOSCESSE COME PROPRIA, ME LO SEGNALI E PROVVEDERO’ A SOSTITUIRLA O AD ATTRIBUIRE IL DOVUTO CREDITO.
Una processione di portatori di offerte: fiori, frutta, verdure, anatre già pronte per la cottura, anatre e oche vive, tessuti, vasi, pane, un orice, un’antilope, un ibex ed un bue legati con una corda.
FOTO MIA
Un’altra processione di offerenti.
FOTO MIA

Questa tomba appartiene a due alti dignitari e fu scoperta nel 1950 da Mariette in una depressione posta nei pressi della strada processionale che univa il tempio a valle di Unis alla sua piramide, a circa 200 metri dalla stessa.

Akhtihotep fu visir di Djedkara Isesi oltre che supervisore delle tesorerie, degli scribi dei documenti del re e dei granai, e sia lui che il figlio Ptahhotep Tshefi (o Ptahhotep II, per distinguerlo dall’omonimo e famoso nonno, titolare dell’adiacente mastaba D62) rivestirono il prestigioso ruolo di ispettori dei sacerdoti delle piramidi di Abusir durante il regno di tre sovrani, a cavallo tra la IV e la V dinastia.

Il defunto davanti alla tavola delle offerte, mentre annusa l’inebriante profumo di un unguento pregiato.
FOTO MIA

Ptahhotep Tshefi inoltre è ritenuto l’autore del testo noto come “Massime di Ptahhotep”, una serie di consigli saggi impartiti da un padre al figlio e che l’estensore, per conferirgli maggiore autorevolezza, attribuisce all’avo, anch’egli visir di Djedkara Isesi.

Il cartiglio di Isesi, il sovrano sotto il quale, probabilmente, Ptahhotep II vide decollare la sua carriera.
FOTO MIA

La mastaba D64 comprende due spazi decorati a nome di Akhtihotep ed uno a nome di Ptahhotep: i rilievi sono vivissimi, ed hanno in buona parte mantenuto la brillantezza dei colori originari; come gli altri già visti nelle altre tombe, mostrano scene di portatori d’offerta, di presentazioni di animali, di mietitura, di caccia con la rete, di costruzione di barche di papiro e di vita dei defunti, raffigurati seduti davanti al tavolo d’offerte, mentre fanno la manicure e assistono ad un concerto, durante banchetti o sacrifici, mentre cacciano.

Un musicista suona il suo strumento, mentre il suo compagno sembra stia battendo il tempo con le mani.
FOTO DA INTERNET
Una scena di caccia nel deserto: due cani addestrati (notate il collare) hanno aggredito un orice e un ibex facendoli cadere a terra ed azzannandoli alla nuca mentre due antilopi brucano tranquillamente. Nella parte superiore della scena una mangusta sta entrando nella propria tana.

Vi propongo qui le fotografie che abbiamo scattato in loco, insieme ad altre molto belle trovate in rete.

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