Di Luisa Bovitutti

FOTO DA INTERNET. SE L’AUTORE LA RICONOSCESSE COME PROPRIA, ME LO SEGNALI E PROVVEDERO’ A SOSTITUIRLA O AD ATTRIBUIRE IL DOVUTO CREDITO.
Lasciata la mastaba di Ti raggiungiamo nuovamente il viale d’ingresso del Serapeum e ci dirigiamo verso l’area delle tombe del Nuovo Regno imboccando il sentiero parallelo al viale delle sfingi ed una stradina che porta verso sud e che in breve conduce alla mastaba di Akhtihotep e di suo figlio Ptahhotep Tshefi, che vissero attorno al 2400 a. C..

FOTO DA TUMBLR. SE L’AUTORE LA RICONOSCESSE COME PROPRIA, ME LO SEGNALI E PROVVEDERO’ A SOSTITUIRLA O AD ATTRIBUIRE IL DOVUTO CREDITO.
Questa visita in realtà non era prevista nel nostro programma, ma passiamo proprio davanti al complesso, per cui non resistiamo ed entriamo per dare un’occhiata veloce e scattare qualche fotografia. Potrete trovare sul nostro sito un ampio articolo e belle immagini pubblicate da Ivo Prezioso a questo link:

FOTO DA INTERNET. SE L’AUTORE LA RICONOSCESSE COME PROPRIA, ME LO SEGNALI E PROVVEDERO’ A SOSTITUIRLA O AD ATTRIBUIRE IL DOVUTO CREDITO.

FOTO MIA

FOTO MIA
Questa tomba appartiene a due alti dignitari e fu scoperta nel 1950 da Mariette in una depressione posta nei pressi della strada processionale che univa il tempio a valle di Unis alla sua piramide, a circa 200 metri dalla stessa.

e questo articolo del dott. Mattia Mancini di @Djed Medu, a questo link:
https://djedmedu.wordpress.com/tag/ptahhotep/
Akhtihotep fu visir di Djedkara Isesi oltre che supervisore delle tesorerie, degli scribi dei documenti del re e dei granai, e sia lui che il figlio Ptahhotep Tshefi (o Ptahhotep II, per distinguerlo dall’omonimo e famoso nonno, titolare dell’adiacente mastaba D62) rivestirono il prestigioso ruolo di ispettori dei sacerdoti delle piramidi di Abusir durante il regno di tre sovrani, a cavallo tra la IV e la V dinastia.

FOTO MIA
Ptahhotep Tshefi inoltre è ritenuto l’autore del testo noto come “Massime di Ptahhotep”, una serie di consigli saggi impartiti da un padre al figlio e che l’estensore, per conferirgli maggiore autorevolezza, attribuisce all’avo, anch’egli visir di Djedkara Isesi.

FOTO MIA

La mastaba D64 comprende due spazi decorati a nome di Akhtihotep ed uno a nome di Ptahhotep: i rilievi sono vivissimi, ed hanno in buona parte mantenuto la brillantezza dei colori originari; come gli altri già visti nelle altre tombe, mostrano scene di portatori d’offerta, di presentazioni di animali, di mietitura, di caccia con la rete, di costruzione di barche di papiro e di vita dei defunti, raffigurati seduti davanti al tavolo d’offerte, mentre fanno la manicure e assistono ad un concerto, durante banchetti o sacrifici, mentre cacciano.

FOTO DA INTERNET

Vi propongo qui le fotografie che abbiamo scattato in loco, insieme ad altre molto belle trovate in rete.