Donne di potere

IL GIALLO DELLA SEPOLTURA DI HETEPHERES

Com’era possibile che la mummia della regina Hetepheres, madre, figlia, sorella e moglie di re, fosse scomparsa, mentre il sarcofago sigillato, il corredo ed i canopi si trovavano ancora nella camera funeraria all’ombra della piramide di Cheope?

La questione è tuttora aperta e potrà essere risolta solo attraverso nuovi ritrovamenti archeologici: non vi sono prove del fatto che, come è stato ipotizzato, essa sia stata distrutta, e neppure si sa con certezza se la sua prima tomba sia stata violata e se la camera funeraria in fondo al pozzo G7000X fu effettivamente la sua ultima dimora.

In primo piano quanto rimane della piramide attribuita ad Hetepheres; dietro di essa le altre due piramidi delle regine di Cheope.
Immagine di Neithsabes (secondo quanto affermano i diritti d’autore; autore non evidenziato on line). Pubblico dominio, a questo link: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1761399

L’amico José Barroso Sánchez, che ringrazio, ha pubblicato un interessante post nel quale ha illustrato le differenti teorie formulate in merito da Reisner all’epoca della scoperta della tomba e, più recentemente, da Lehner e da Hawass, che riporto per estratto in un diverso carattere grafico aggiungendo qualche osservazione critica, che evidenzia come nessuna di esse sia supportata da prove inconfutabili.

I tre illustri egittologi individuano tre siti come possibile dimora per l’eternità di Hetepheres:

a) Una presunta piramide satellite di Snefru a Dashur

b) La piramide G1-a, satellite di quella di Cheope a Giza

c) La tomba-pozzo G7000X, molto vicina alla G1A e all’imponente monumento funerario di Cheope.

* REISNER: DA DASHUR A G7000X

La reputazione del “Petrie Americano” era così grande che forse per questo motivo ha osato esporre una teoria degna di un romanzo d’avventura, per spiegare ciò che probabilmente era accaduto.

Reisner era certo che il pozzo G7000X fosse una seconda sepoltura e che i danni alla parte superiore del sarcofago e quella inferiore del coperchio (citati nel precedente post) fossero stati causati in un’altra tomba, dove inizialmente la regina sarebbe stata inumata.

Questa seconda tomba si sarebbe trovata a Dashur vicino alle piramidi del marito, il re Snefru; nei primi anni del regno di suo figlio e successore Cheope essa fu saccheggiata e la mummia della regina distrutta dai ladri per spogliarla dei gioielli e degli amuleti.

Hemiunu non disse tutta la verità al re, limitandosi ad informarlo che la tomba di sua madre era stata violata e che i danni cagionati erano poco importanti e suggerendogli che sarebbe stato meglio riseppellirla vicino alla sua stessa tomba a Giza.

Cheope non immaginava che il corpo di Hetepheres non fosse all’interno del sarcofago e dispose una nuova inumazione nel pozzo G7000X accanto alla sua piramide, facendovi trasferire tutti gli oggetti del corredo funerario portati dalla vecchia tomba.

Il sarcofago in alabastro della regina

Gli studiosi moderni evidenziano molteplici criticità nella teoria esposta da Reisner, osservando in primo luogo che l’affermazione in merito all’intervenuta sepoltura di Hetepheres accanto al marito non trova alcun riscontro concreto.

Infatti, sebbene tutte le altre tombe note di regine “madri del re” siano vicino alle piramidi dei loro coniugi, l’unica che sorge a Dashur e che si trova di fianco alla piramide a doppia pendenza è quasi unanimemente ritenuta un luogo di culto e non una sepoltura (per qualche informazione in più su questa piramide, guardate sul nostro sito a questo link: https://laciviltaegizia.org/2024/07/14/la-piramide-satellite/).

L’area della necropoli orientale di Giza vista dall’alto della Grande Piramide. Il punto B indica la tomba a pozzo (guardando bene si nota l’ingresso quadrato), il punto A indica invece la piramide di Hetepheres ed i resti del perimetro di una quarta piramide appena sbozzata e mai completata, che nel progetto originario poteva forse essere associata alla G7000x.
Immagine da LEHNER M., The pyramid tomb of Hetep-heres and the satellite pyramid of Khufu, Mainz am Rhein (Magonza) 1985,pag. 90.

Ha inoltre osservato Lehner che è poco verosimile che gli ipotetici predoni di questa piramide, che dovevano agire rapidamente per non essere scoperti, non avessero semplicemente arraffato i preziosi oggetti del corredo funerario per poi darsi alla fuga, preferendo aprire con cautela il sarcofago invece di sfondarne il coperchio al fine di accedere alla mummia della regina.

E’ infine poco logico che per garantire maggiore sicurezza alla sepoltura sia stato organizzato il trasferimento a Giza della mummia, dei canopi e del corredo funerario, quando sarebbe stato sufficiente disporre un più stretto servizio di sorveglianza a Dashur, del quale avrebbero beneficiato anche le numerose altre tombe principesche della zona.

L’interno della tomba al momento del ritrovamento: a sinistra il sarcofago, sul quale si trovano i pali del baldacchino ed i resti degli intarsi della scatola lunga e stretta destinata a contenere parti del baldacchino, a terra il vasellame infranto e gli altri oggetti completamente sbriciolati.
Immagine di pubblico dominio, scattata all’epoca del ritrovamento della tomba.

* LEHNER: DA G7000X A G1-a

Lehner invece sostiene che Hetepheres venne inizialmente sepolta nella tomba-pozzo G7000X. Quando la costruzione della piramide G1-a venne completata, si procedette a riseppellirla, spostando solo la mummia e lasciando nella collocazione originaria i vasi canopi ed il suo magnifico corredo funerario.

* HAWASS: DA G1A A G7000X

Hawass afferma l’esatto opposto di Lehner, e cioè che la regina fu inumata nella G1-a e che dopo la depredazione della piccola piramide venne scavata la G7000X, dove si procedette alla nuova e definitiva sepoltura.

Della tomba a pozzo G7000X si è già ampiamente parlato: si tratta di una camera sepolcrale sotterranea nella quale certamente venne sepolta la regina, in quanto al suo interno sono stati trovati i vasi canopi con i visceri, il corredo funerario contrassegnato dal suo nome e da quelli del marito e del figlio ed un sarcofago di alabastro bianco sigillato recante i segni di una precedente apertura.

La cassa canopica della regina.
a questo link: https://www.meretsegerbooks.com/…/treasure-of-hetepheres

A differenza delle altre sepolture della piana di Giza, essa fu realizzata senza sovrastruttura e senza cappella per le offerte, perché secondo Reisner doveva restare segreta; l’interpretazione non regge, in quanto si trovava a meno di 15 metri dalla strada rialzata della Grande Piramide, percorsa ogni giorno da migliaia di lavoratori che abitavano nei pressi, per cui era impossibile che passasse inosservata, a maggior ragione se l’area fosse stata inibita al transito durante i lavori di scavo.

Lehner sostiene che ci siano prove sufficienti per dimostrare che la G7000X fu riaperta per prelevare la mummia della regina e poi richiusa per ordine di Cheope, in quanto il pozzo recava i suoi sigilli, ed ipotizza che il corredo funerario fosse in disordine e molti vasi di ceramica erano a terra infranti non a causa di una precedente violazione (in quel caso, infatti, Cheope avrebbe provveduto a reintegrare il corredo funerario sostituendo i pezzi danneggiati o sottratti) quanto per la goffaggine degli operai, che si trovarono a lavorare per aprire e richiudere il sarcofago in uno spazio ristretto.

Non è peraltro possibile affermare con sicurezza che essa fosse una sepoltura provvisoria in attesa che venisse completata la G1-a, la più settentrionale delle tre piramidi delle regine che sorgono sul lato est della Grande Piramide.

In origine era alta 30,25 metri ma ha perso il rivestimento esterno ed oggi è praticamente crollata; era costituita da un nucleo con tre o quattro gradini in calcare giallo rivestito con calcare di Tura; l’ingresso si trova nella parete nord ed immette in un corridoio che sul fondo si piega ad angolo retto sulla destra e conduce ad una piccola camera sepolcrale scavata nella roccia e rivestita con blocchi di calcare.

Al di là di quanto sostenuto sia da Reisner che da Lehner e da Hawass, peraltro, non vi sono prove del fatto che essa fosse stata costruita od occupata da Hetepheres, non essendoci neppure unanimità tra gli studiosi in relazione alla titolarità delle piramidi delle regine di Cheope.

Lehner sottolinea che la sua camera funeraria sembra essere stata progettata proprio per contenere alla perfezione il corredo poi rimasto nella G7000x: lo studioso ha calcolato l’ingombro degli oggetti, concludendo che l’intero ambiente verosimilmente poteva essere occupato dal baldacchino, salvo un minimo spazio necessario agli operai per il montaggio delle varie parti, e che sotto di esso avrebbero potuto trovare posto tutti gli altri beni stivati ordinatamente.

Peraltro anche le camere delle altre due piramidi minori hanno dimensioni analoghe a quella di G1-a, il che suggerisce che ospitassero un corredo funerario simile a quello di Hetepheres I, che doveva essere “standard” per le regine dell’epoca, come si desume da un rilievo sulla parete sud della cappella sotterranea della mastaba di Meresankh III (G7530), che raffigura il corteo funebre nel quale vengono trasportati un baldacchino, un letto, una portantina, un trono e un cassone con tenda del tutto simili a quelli rinvenuti nella G7000x.

L’attribuzione delle tre piramidi delle regine (G1-a, G1-b e G1-c) non è certissima.

La G1-c è ritenuta essere l’ultima dimora di Henutsen, che a quanto pare fu moglie di Cheope e madre di Chefren ma della quale non si sa praticamente nulla.

La G1-b trova gli studiosi discordi: alcuni ritengono sia appartenuta ad una regina sconosciuta, altri, invece l’interpretano come la tomba di Meryetyotes I (o Meritites), sorella e moglie principale di Cheope e figlia di Snefru e della stessa Hetepheres I.

Ma molti, ed inizialmente lo stesso Reisner, sostengono invece che ella, e non Hetepheres I, sia stata sepolta nella G1-a in virtù del fatto che la piccola piramide sorge proprio di fronte alla mastaba di suo figlio Kawab (G7110-20) e che era consuetudine che i familiari più stretti venissero sepolti uno accanto all’altro.

Un recente studio del dott. Peter Janosi ha dimostrato che nell’Antico Regno solo le regine madri venivano seppellite nelle piramidi minori, mentre per le altre mogli del re venivano predisposte mastabe o tombe scavate nella roccia; in effetti Meryetyotes era anche madre di Djedefra, successore di Cheope, così come Henutsen fu madre di Chefren.

Ciò implica che, se effettivamente la G1-a appartenne ad Hetepheres I, allora la sua tomba segna un’importante modifica nelle pratiche funerarie della IV dinastia, in quanto fu sepolta accanto al figlio e non al marito (Lehner ritiene che avrebbe dovuto rivestire il ruolo di dea madre, forse Hathor, Iside o Nut, e favorire la rinascita di Cheope nell’Aldilà), ed il riconoscimento di uno speciale status alla regina madre, gratificata con una piramide personale.

Infine, a meno di ipotizzare che la tomba a pozzo e la piccola piramide, vicinissime, non venissero considerate quasi come facenti parte di un medesimo complesso funerario, pare del tutto inconcepibile che solo la mummia di Hetepheres fosse stata traslata nella G1-a lasciando nella G7000X la maggior parte del corredo funerario e soprattutto la cassa canopica, che di solito veniva deposta accanto al sarcofago nella stessa camera funeraria o in un suo annesso.

SITO-BIBLIOGRAFIA DEI POST SU HETEPHERES E LA SUA TOMBA:

  • I diari di scavo di George Reisner e le fotografie originali scattate sul campo sono disponibili online su Digital Giza, un database completo della spedizione dell’Università di Harvard al Museum of Fine Arts, a questo link: giza.fas.harvard.edu.
  • REISNER, The tomb of the queen Hetep-heres, in Bulletin of the Museum of Fine ArtsSpecial number, supplement to volume XXV, (May 1927)
  • LEHNER M., The pyramid tomb of Hetep-heres and the satellite pyramid of Khufu, Mainz am Rhein (Magonza) 1985
  • GRIMAL N., Storia dell’antico Egitto, Bari, 2021
  • CIMMINO F., Dizionario delle Dinastie Faraoniche, Milano, 2003
  • DAMIANO M., Dizionario enciclopedico dell’Antico Egitto e delle civiltà nubiane, Segrate, 2002
  • HAWASS Z., a cura di, Piramidi, Tesori misteri e nuove scoperte in Egitto, Vercelli, 2011
  • https://www.aramcoworld.com/…/egyptologys-eloquent-eye…
  • https://talesfromthetwolands.org/tag/hetepheres/
  • CALLENDER G. The queen Hetepheres, in The bullettin of the australian center for egyptology, vol. I, 1990.
  • REISNER, The Household Furniture of Queen Hetep-Heres I, in Bulletin of the Museum of Fine ArtsVol. 27, No. 164 (Dec., 1929), a questo link: https://www.jstor.org/stable/4170193
  • DODSON A. /HILTON D., The complete Royal families of ancient Egypt, Il Cairo, 2010
  • https://www.artesvelata.it/piramidi-egitto-necropoli-el…/
  • hetepheres_booklet, The Tomb of Queen Hetepheres, in gizamedia.rc.fas.harvard.edu

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