Di Grazia Musso e Luisa Bovitutti
BIOGRAFIA

La regina Meresankh III (o Mersyankh III) fu un personaggio di grande rilievo nel corso della IV dinastia e ricevette l’onore unico di un’ampia e raffinata mastaba nella necropoli orientale di Giza.
Ella portava i titoli di “figlia del re, figlia del suo corpo” (sorprendente perché suo padre non divenne sovrano), custode di Horus e Seth, la grande favorita delle due Signore, molto lodata, sacerdotessa di Thoth, seguace di Horus, consorte di colui che è amato dalle Due Signore, amata moglie del re”.
I titoli “Custode di Horus e Seth” e “Compagna di Horus” sono tipici della IV, della V e della VI dinastia e si riferiscono al rapporto privilegiato che legava la regina al sovrano – dio, colui che univa e riconciliava il Basso e l’Alto Egitto, come si spiegherà in un post di domani.
Snefru ed Hetepheres I furono i suoi bisnonni e Cheope suo nonno, in quanto era figlia di Hetepheres II e del vicerè d’Egitto Kawab, primogenito del sovrano e della regina Merytytes I, destinato al trono ma sfortunatamente premorto al padre.

L’erede di Cheope fu dunque Djedefre, il quale sposò Hetepheres II, vedova del fratello (peraltro anche sua sorella o sorellastra) rendendola regina; dopo otto anni Djedefre morì senza figli ed il trono passò a Chefren, fratello o figlio di Cheope, che sposò la nipote Meresankh III; ella gli diede numerosi figli, alcuni dei quali sono raffigurati e citati sulle pareti della sua mastaba (i principi Duaenre, Nebemakhet, Khenterka, Niuserre A e la principessa Shepsetkau).
Il trono delle Due Terre andò a Micerino, nato da un’altra moglie, ma Meresankh III continuò a godere di un ruolo di estremo rilievo a corte.
Ella è rappresentata in alcune statue scolpite direttamente nella parete di roccia della parte sotterranea della tomba, che vedremo in seguito, ed in altre rinvenute in frantumi nel piccolo cortile antistante la cappella della mastaba.
La più famosa di esse è il reperto 30.1456 custodito al MFA di Boston: si tratta di una gruppo scultoreo in calcare dipinto che si trovava probabilmente nel serdab posto sul lato sud del cortile della mastaba e che raffigura Meresankh III e sua madre Hetepheres II in piedi, l’una accanto all’altra, con quest’ultima che cinge affettuosamente le spalle della figlia con un braccio.

Le due donne non hanno un aspetto regale, e sono vestite in modo semplice; la più giovane addirittura non porta la parrucca, e sono state identificate grazie alle iscrizioni sulla base del gruppo statuario che definiscono la prima come “Colei che contempla Horus – Seth, consorte di colui che è amato dalle Due Signore” e la seconda come “Sua figlia, moglie del re, che egli ama”.

Dall’analisi dei resti di Meresankh III, rinvenuti scheletrizzati nel sarcofago profanato (ora esposto sulla grande scalinata del GEM al Cairo), emerge che ella era alta circa cm. 152 e che morì all’età di 50 – 55 anni; il decesso avvenne probabilmente nel primo anno di regno del figliastro e deve essere stato improvviso, in quanto sua madre Hetepheres II le cedette sia la mastaba G7530 della necropoli di Giza che era stata preparata per lei (in effetti vi è raffigurata moltissime volte) che il suo imponente sarcofago in granito nero (GEM45475), recante titoli di Hetepheres II, ma anche la seguente iscrizione: “Io ho dato il sarcofago a mia figlia, Meresankh, che era amata”.
Hetepheres II, madre di Meresankh III

Hetepheres II, madre di Meresankh III, era di purissimo lignaggio reale in quanto figlia di Cheope, e sposò in prime nozze il fratello Kawab, vicerè e principe ereditario d’Egitto; accanto alla G7120 di quest’ultimo, infatti, si trovano anche la G7110 ed il pozzo sepolcrale G7110B in origine a lei destinati.
Essi tuttavia rimasero inutilizzati in quanto, rimasta vedova, ella sposò il fratello Djedefra, successore di Cheope e divenne la sua regina, consolidandone il diritto al trono.
Hetepheres II morì ad oltre 70 anni d’età (alcuni dicono addirittura a 90) attorno al 2500 a. C., nel primo anno del regno di Shepseskaf, dopo aver attraversato i regni di Cheope, Djedefre, Chefren e Micerino; venne probabilmente inumata accanto alla figlia Meresankh III nella vicina mastaba G7350.

La sua eccezionale longevità le permise di garantire stabilità al paese in un’epoca che vide succedersi questi cinque sovrani, gestendo la burocrazia di corte nei periodi di transizione e supervisionando le risorse durante la realizzazione dei progetti monumentali che essi avevano commissionato.
Rappresentando la continuità dinastica in quanto aveva stretti legami di sangue con tutti i faraoni della IV dinastia, ebbe un’influenza immensa, che traspare dai numerosi titoli conferitile nel corso della sua vita, non tutti puramente onorifici.

In qualità di figlia del sovrano era definita “Figlia del re dell’Alto e Basso Egitto Cheope”, “L’amata figlia del re del suo corpo”; in relazione al suo status di regina e moglie di colui che rappresentava l’unificazione delle Due Terre era ”Moglie del re”, “La moglie del re, la sua amata”, “Colei che vede Horus – Seth”, “Consorte di colui che è amato dalle Due Signore”; con riferimento agli incarichi cultuali connessi al ruolo di sposa reale era “Sacerdotessa di Thoth”, “Sacerdotessa di Bapefy” e “Sacerdotessa di Tjasep” ed infine aveva anche il delicatissimo incarico amministrativo di “Supervisore dei macellai della casa dell’acacia”, che le attribuiva la responsabilità di supervisionare l’approvvigionamento e la distribuzione della carne e dei prodotti alimentari essenziali per le funzioni religiose ed i servizi civili.
Hetepheres II è ampiamente rappresentata nella tomba di Meresankh III in quanto essa era stata in origine preparata per lei; per l’analisi di tale iconografia si rinvia ai post successivi sulla mastaba.
Un reperto unico che verosimilmente la rappresenta, inoltre, è una sfinge in calcare dipinto esposta al NMEC del Cairo (JE 35137); essa è una delle primissime raffigurazioni di quel genere, e fu scoperta nel tempio funerario della piramide di Djedefre ad Abu Rawash.


Sfinge in calcare dipinto raffigurante probabilmente Hetepheres II, oggi al NMEC del Cairo (JE 35137). Foto da un post del gruppo Facebook Ancient Egypt Alive del 24 luglio 2024
Molto famoso è anche il gruppo statuario in pietra calcarea alto quasi 60 cm. illustrato più in alto, rinvenuto nella cappella della tomba di quest’ultima regina ed ora al MFA di Boston.
Essa raffigura Hetepheres II e sua figlia in piedi, abbracciate; sulla base reca iscrizioni incise con i loro nomi e titoli, a conferma della loro identità e del loro stretto legame.
FONTI:
- https://grokipedia.com/page/Hetepheres_II
- https://ancientegyptonline.co.uk/q-hetepheresii/
- HASSAN A., The queens of the fourth dynasty, 1997, a questo link: https://gizamedia.rc.fas.harvard.edu/documents/hassan queens.pdf
- DODSON A. e HILTON D., Le famiglie reali complete dell’antico Egitto, Il Cairo, 2010
