Dipinti

IL REALISMO DEI DIPINTI EGIZI

Di Francesco Alba

Un antico dipinto egizio è così dettagliato che i ricercatori hanno potuto determinare quali specie di uccelli erano presenti in esso.

Si tratta di un autentico capolavoro: un’antica pittura raffigurante uccelli che volano e si posano all’interno di una palude verdeggiante è così ricca di dettagli da aver permesso ai moderni ricercatori di identificare con precisione quali specie vi furono raffigurate dagli artigiani più di 3.300 anni fa.

Il dipinto è stato scoperto circa un secolo fa sulle pareti di un palazzo di Amarna, antica capitale egizia situata a circa 300 chilometri a sud del Cairo. Sebbene precedenti ricerche abbiano preso in considerazione la fauna presente nella pittura, questo nuovo studio è stato il primo ad analizzare in profondità l’identità di tutti gli uccelli, alcuni dei quali presentano innaturali marcature.

Molti degli uccelli raffigurati sono piccioni selvatici (Columba livia – 1), ma ci sono anche immagini che mostrano un martin pescatore bianco e nero (Ceryle rudis – 2), un’averla piccola (Lanius collurio – 3) e una ballerina bianca (Motacilla alba – 4), come hanno scritto, in uno studio pubblicato il 15 dicembre sulla rivista Antiquity, il co-ricercatore dello studio Christopher Stimpson, professore associato onorario al Museo di Storia Naturale dell’Università di Oxford, e il coautore dello studio Barry Kemp, professore emerito di Egittologia all’Università di Cambridge. Il team ha studiato un facsimile dell’opera pittorica e ha utilizzato articoli scientifici pubblicati in precedenza relativi all’ornitologia e alla tassonomia per l’identificazione delle diverse specie.

La stanza, oggi nota come “Sala Verde”, è dipinta con immagini di ninfee, piante di papiro e uccelli – una scena atta a creare un’atmosfera serena nella quale la famiglia reale poteva rilassarsi, hanno detto i ricercatori. È “realistico suggerire che gli effetti calmanti dell’ambiente naturale fossero importanti per la famiglia reale di allora come è stato sempre più dimostrato che lo siano oggi”, scrivono Stimpson e Kemp nello studio.

È possibile che nella stanza fossero conservate piante vere e proprie insieme a profumi e che vi si facesse della musica. “Una stanza adornata da un capolavoro dell’arte naturalistica, colma del profumo di piante recise e di musica, avrebbe costituito un’esperienza sensoriale notevole”, scrivono i ricercatori.

La Sala Verde

Tra il 1353 a.C. e il 1336 a.C. circa, come è noto, il faraone Akhenaton governò l’Egitto. Ne modificò la religione, incentrandola sul culto dell’Aton, il disco solare. Costruì una nuova capitale chiamata Akhetaton (l’odierna Amarna) e vi fece costruire quello che oggi viene definito il Palazzo Nord.

Riportati alla luce tra il 1923 e il 1925 dalla Egypt Exploration Society, i dipinti della Sala Verde erano fragili e l’egittologa Nina de Garis Davies ne realizzò dei fac-simile accurati. Queste copie sono importanti perché i dipinti originali non esistono più.

“L’unico modo per preservarli sarebbe stato quello di ricoprire nuovamente le stanze con la sabbia”, ha detto Kemp a Live Science in una e-mail.” Ma gli archeologi decisero di non farlo, temendo che la popolazione locale potesse danneggiarli, un timore probabilmente esagerato”.

Nel 1926, un tentativo di conservare i pannelli con delle sostanze consolidanti per rafforzarli, si ritorse contro di loro rendendo le pitture scolorite e scure, scrivono i ricercatori nel loro articolo. Per identificare gli uccelli, essi hanno quindi dovuto affidarsi alle riproduzioni della de Garis Davies.

Mentre il martin pescatore e il colombaccio si trovano ancora in Egitto durante tutto il corso dell’anno, l’averla piccola e la ballerina bianca sono uccelli migratori, scrivono i ricercatori. “L’averla piccola è un migratore autunnale comune in Egitto tra agosto e novembre”, mentre la ballerina è un “migratore di passaggio comune nel periodo invernale, da ottobre ad aprile”, quando è possibile riscontrarne un gran numero nelle aree coltivate.

Il capolavoro mostra una serie piccioni selvatici, anche se questi uccelli non sono nativi delle paludi di papiro dell’Egitto, ma sono associati alle scogliere del deserto della regione. Secondo i ricercatori, la spiegazione più plausibile è che gli antichi pittori abbiano deciso di inserirli comunque per migliorare l’aspetto della scena. “La loro presenza potrebbe essere stata un semplice motivo per aumentare il senso di una natura selvaggia e indomita”, hanno scritto gli studiosi.

Curiosamente, gli antichi artisti hanno marcato le averle e le ballerine con segni triangolari sulla coda che gli uccelli non possiedono nella realtà. I ricercatori ipotizzano che gli artisti abbiano disegnato questi segni per indicare che entrambe le specie di uccelli visitavano l’Egitto solo in determinati periodo dell’anno.

Nonostante questi segni, gli artisti fecero comunque un ottimo lavoro nel creare immagini realistiche di uccelli e piante. “Penso che le immagini della Green Room siano notevoli, anche nel contesto più ampio dell’arte egizia antica, come esempio di osservazione ravvicinata del mondo naturale”, ha detto Stimpson a Live Science.

Fonte:

  • Owen Jarus – Ancient Egyptian ‘masterpiece’ is so realistic, researchers identified the exact bird species it depicts. Live Science – 14/12/2022