Kemet Djedu

UN CARTIGLIO IN FAIENCE

Il Ministro del Turismo e delle Antichità ci parla degli scavi fatti sul sito di Tel Habwa ubicato nel Sinai settentrionale.

Nella relazione narra anche di un certo numero di importanti edifici che sono stati repertati in tre strati consecutivi, tutti risalenti alla XXVI dinastia. Il Ministro descrive anche i depositi di fondazione appartenenti a uno di questi edifici (l’ultimo strato archeologico presente sul sito) e mostra un piccolo manufatto in faience che reca l’iscrizione di un cartiglio.

Proviamo a farne l’analisi filologica. Come consueto ho aggiunto la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a chi non li ha studiati.

Kemet Djedu

CIRCONCISIONE EGIZIA


La Mastaba di Ankhmahor è vicina alla piramide di Unas, nella Necropoli di Saqqara.
Ankhmahor deteneva l’importante titolo di visir dimostrando così la sua fulgida carriera di funzionario.
La sua tomba è conosciuta anche come “tomba del medico” poiché contiene scene di pratiche sanitarie.

Le immagini più famose della tomba di Ankhmahor si trovano sulla porta della sala delle colonne. Sono scene mediche che mostrano rappresentazioni di operazioni chirurgiche, inclusa la circoncisione.
Ho notato che di questa celeberrima raffigurazione esistono traduzioni perlopiù romanzate per non dire allegrissime.
Penso di poter dare il mio modestissimo contributo.

Come al solito ho aggiunto la codifica IPA per far pronunciare il geroglifico a chi non lo ha ancora studiato!

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LA STELE DI PANDUA

La stele di Pendua è dedicata da un artigiano di Deir el Medina che lavorava durante la XX dinastia alla dea Meretseger.

Foto: Museo Egizio di Torino

Mi permetto di allegare qui un commento filologico.

Come al solito ho aggiunto la pronuncia secondo la codifica IPA per far leggere i geroglifici anche a coloro che non li hanno (ancora) studiati.

  
Kemet Djedu

SENNEDJEM, IL TIMPANO EST

  

La scena dipinta sul timpano est della tomba TT1 di Sennedjem raffigura una barca sacra. Ci sono anche due babbuini. Poiché l’immagine è dipinta sul timpano orientato ad Est, il babbuino di sinistra è quello esposto a Nord e saluta il sole tramontante, mentre l’altro è esposta a Sud e quindi saluta il sole sorgente.

Per gli Egizi i versi e la gestualità dei babbuini al sorgere del sole erano saluti, preghiere e lodi che essi indirizzavano alla divinità. In realtà, molto più semplicemente, gli zoologi lo spiegano come una gestualità intesa al riscaldamento muscolare dopo una fredda nottata del deserto.

Ci determiniamo, in questo modo, anche la direzione della barca che sta risalendo la corrente procedendo da Nord a Sud.

Sulla prua della barca c’è una rondine, molto rara in questo genere di raffigurazioni, praticamente repertata solo a Deir el Medina con un significato di rigenerazione.

La divinità assisa sulla barca regge sulla testa un surdimensionato disco solare dotato a sua volta di un ureo. La divinità è un sincretismo di Ra, Harakhty (Horus dell’Orizzonte) e Atum. Ricordiamo che il sole nasce come Khepri, trasformandosi in Ra a mezzogiorno e tramontando in qualità di Atum alla sera.

La scena possiede tre didascalie delle quali facciamo qui l’analisi filologica.

Kemet Djedu

IL TRONO DI MICERINO

  

Questo bellissimo reperto rappresenta niente meno che un trono di un sovrano dell’Antico Regno, Micerino. Questi è notissimo perché è uno dei tre costruttori delle celeberrime tre piramidi di Giza.

Questa immagine nitidissima di un fianco della seduta regale permette di dettagliare ciò che è stato riportato graficamente.

Per coloro che fossero interessati all’onomastica dei re d’Egitto non posso che consigliare la lettura del Quaderno di Egittologia QdE 22 IL PROTOCOLLO REALE Composizione dell’onomastica faraonica che trovate qui: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/624529/il-protocollo-reale/

Kemet Djedu

PILASTRO 4 – TT96

  

LATO EST (TREDICESIMA PARTE)

MERYT PORGE UNA TAZZA A SENNEFER

LATO SUD (QUATTORDICESIMA PARTE)

MERYT ABBRACCIA SENNEFER

LATO OVEST (QUINDICESIMA PARTE)

MERYT DÀ DUE ROTOLI DI TESSUTO A SENNEFER

LATO NORD (SEDICESIMA PARTE)

LATO OVEST (QUINDICESIMA PARTE)

SENNEFER È LODATO DA QUATTRO SACERDOTI

Kemet Djedu

 I QUATTRO REMI DEL CIELO

I quattro remi raffigurati nel terzo registro orizzontale della pittura parietale del lato SUD del primo annesso laterale orientale della QV66 di Nefertari rappresentano i Quattro Timoni del Cielo e sono in rapporto con il Capitolo 148 del Libro dei Morti.

Rappresentano l’organizzazione delle quattro direzioni del mondo e, quindi, sono relativi ai punti cardinali.

Come al solito ho messo anche la pronuncia in italiano secondo la codifica IPA per chi non ha ancora iniziato a studiare FILOLOGIA EGIZIA (cosa aspettate?)!!!!!

Kemet Djedu

PILASTRO 3 – TT96

  

LATO OVEST (NONA PARTE)

MERYT OFFRE UNA COPPA A SENNEFER

  

LATO SUD (DECIMA PARTE)

MERYT OFFRE UNA COLLANA A SENNEFER

LATO OVEST (UNDICESIMA PARTE)

MERYT OFFRE DEI PETTORALI A SENNEFER

LATO NORD (DODICESIMA PARTE)

SENNEFER È PURIFICATO DA QUATTRO SACERDOTI

Kemet Djedu

PILASTRO 2 – TT96

LATO EST (QUINTA PARTE)

MERIT OFFRE FIORI A SENNEFER

  

LATO SUD (SESTA PARTE)

MERIT E LA FIGLIA OFFRONO UN SISTRO A SENNEFER

  

LATO OVEST (SETTIMA PARTE)

MERIT OFFRE UN VASO DI MIRRA A SENNEFER

  

LATO OVEST (OTTAVA PARTE)

SENNEFER E MERYT CON UN ALBERO DIVINO

Kemet Djedu

I QUATTRO PILASTRI DELLA TT96

Tomba di Sennefer

Per venire incontro alla curiosità dei nostri amici egittofili sulle iscrizioni della tomba TT96 di Sennefer e Meryt (vedi SENNEFER E MERYT), ho pensato di pubblicarne qui una parte, cioè le sedici iscrizioni che decorano le altrettante facce dei quattro pilastri della camera funeraria della tomba.

La descrizione completa della tomba TT96 di Sennefer QUI

Per coloro che si impegnano nella Filologia Egizia può essere un’interessante esercitazione. Essendo la superficie scrittoria molto limitata, i geroglifici non sono nient’altro che didascalie brevi, ripetute e contestualizzate alla rappresentazione.

L’immagine dei quattro lati dei pilastri è presa da Osirisnet.net.
Tutti i disegni sui quale ho (ri)iscritto i geroglifici originali nella posizione corretta sono stati fatti dal mio primogenito Fabio quand’era ancora un ragazzino.