Necropoli tebane

TT233 – TOMBA DI SAROY

E AMENHOTEP- HUY

Planimetria schematica della tomba TT233[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Saroy (Amenhotep-Huy)Scriba reale della tavola delle offerte del Signore delle Due TerreDra Abu el-NagaPeriodo Ramessideversante nord della collina; più in alto e a circa 40 m a nord della TT148

 

Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile secondo il testo di Porter e Moss nell’aggiornamento del 1970[5].

Recenti scavi, tuttavia[6], hanno consentito di appurare che la tomba venne predisposta per Saroy e per il suo assistente Amenhotep-Huy che, in una scena parietale, viene indicato come “suo figlio” e che vanta lo stesso titolo del titolare principale[7] [8]

A Saroy, tuttavia, sono ascrivibili ulteriori e importanti titoli:

  • Scriba reale dei pasti del re;
  • Custode dei documenti reali in presenza del re;
  • Scriba reale nella Casa dei Rituali del Signore delle Due Terre;
  • Scriba reale del smA.y (archivio?) del Signore delle Due Terre[9] [10];
  • Maggiordomo del pane;
  • Maestro delle cerimonie;
  • Contabile del bestiame nel dominio di Amon;
  • Supervisore dei cacciatori di Amon;
  • Consigliere, amato dal suo Signore.

La tomba

TT233 era ridotta alla sola sala trasversale[11], si riteneva, perciò, che seguisse lo sviluppo planimetrico a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo. Dal 1988 è stato attivato il Macquarie Theban Tombs project[12], con l’intento di procedere all’attività di studio, rilevazione epigrafica, svuotamento, catalogazione, conservazione e restauro di alcune Tombe dei Nobili, tra cui la TT147 e la TT148[13]  [14].

Si è così potuto appurare che TT233 ha uno sviluppo ben più complesso di quanto previsto e segnalato da Porter e Moss[15]: da un cortile (A in planimetria) si accede infatti alla sala trasversale (B) in cui sono presenti alcune scene parietali: su tre registri sovrapposti (1 in planimetria secondo la numerazione di Porter e Moss[16]) scene della processione funebre con il defunto e parenti; dolenti dinanzi alla mummia nei pressi della piramide tombale e il defunto e la moglie ricevuti da Hathor e dalla dea dell’occidente (Mertseger); uomini con buoi che trainano il sarcofago e resti di partecipanti alla processione.

Poco oltre (2) su tre registri, brani dal Libro delle Porte con Horus in colloquio con Osiride.

Un lungo testo (3) circonda preti che offrono incenso e cibo; sull’entrata a una sala più interna (C), resti di scena non leggibile. E’ noto, poiché citate da Ernesto Schiaparelli, che nella tomba si trovassero scene del Cerimoniale di apertura della bocca, nonché di adorazione di statue di divinità[17].

Planimetria di TT233 come riportata in Porter e Moss[18]

Nell’angolo sud-est della sala trasversale (B), là ove si trovava l’accesso alla TT233, è stata in realtà rinvenuta una seconda tomba, nota come “Kampp 183”[19] [20] che, da frammenti testuali rinvenuti all’ingresso, si suppone fosse la sepoltura di Amenhotep-Huy; questa presenta la struttura tipica a “T” rovesciata delle sepolture della XVIII dinastia tanto da far ritenere che si sia trattato di un riuso[21].

Di riuso, risalenti al Terzo Periodo Intermedio, sono inoltre due pozzi funerari (5-6 in planimetria) rispettivamente nell’angolo nord-est del cortile (A) e nell’angolo sud-ovest della sala trasversale (B)[22]. Un’anticamera (D), nell’angolo nord-ovest della sala trasversale immette, attraverso una scala, nell’appartamento funerario sotterraneo che termina (E) con la camera funeraria in cui vennero rinvenuti frammenti di un sarcofago in arenaria intestato a Saroy; altri frammenti del sarcofago vennero rinvenuti tra i detriti che ostruivano i locali, nonché in altre aree della tomba, ivi compreso il cortile esterno. Benché pochi siano stati i reperti rinvenuti, la fattura stessa del sarcofago nonché una base di statuetta in steatite blu con iscrizioni geroglifiche, hanno consentito di ipotizzare un corredo funerario particolarmente ricco data l’importanza del personaggio[23] [24].

TT233: il sarcofago di Saroy ricostruito dai frammenti rinvenuti nella tomba

Altri frammenti di statuette e suppellettili sono state rinvenute in altre aree della TT233, nonché nel cortile, ivi compreso un portatore di stele con inno al sole, amuleti in amazzonite e, in cera, la raffigurazione dei Figli di Horo. Le tracce di un fuoco nel cortile, risalente alla fine del Nuovo Regno, indicano molto verosimilmente il luogo in cui vennero fusi oggetti o foglie d’oro da parte dei primi razziatori della tomba[25]; tra i detriti, infatti, sono state rinvenute tracce di oro, nonché pezzi in legno di ebano pertinenti a nacchere con rappresentazioni della dea Hathor, ushabti in faience intestati a Saroy, frammenti di uno scarabeo in cristallo di rocca e tracce di decorazione di un coperchio di sarcofago con la rappresentazione del dio Thot[26].

Anche sotto il profilo testuale TT233 si è rivelata essere la sepoltura di un alto funzionario di Corte: sono infatti attestate selezioni estese di brani dal Libro dei Morti[27], nonché testi inusuali per una tomba privata[28]. La tomba, infine, venne impiegata come ricovero per una comunità copta tra il VII e il IX secolo, come peraltro attestato dai numerosi ostraka e frammenti di papiro rinvenuti all’interno e nel cortile antistante l’accesso.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 328.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 329.

[6]      Binder 2009,  pp. 234-243.

[7]      Scriba reale della tavola delle offerte del Signore delle Due Terre.

[8]      Esiste tuttavia difficoltà di interpretazione dei rapporti di parentela giacché una stessa parola viene usata per indicare, invece, differenti legami. A titolo di esempio la parola “senet”, traducibile con “sorella”, viene spesso utilizzata per indicare la moglie, mentre la parola per “fratello” talvolta indica un cugino.

[9]      il termine traslitterato in smA.y è stato ipotizzato essere un archivio particolare ed ha consentito la connessione tra il Saroy della TT233 e due statue, intestate allo stesso nome, rinvenute in un nascondiglio di Karnak e oggi al Museo Egizio del Cairo (cat. CG42168 e CG42167) e recanti su una spalla il cartiglio di Ramses II. Il personaggio rappresentato, Saroy, porta al collo, inoltre, un collare decorativo che lo indica come destinatario, da parte del re, dell’Oro al Valore, la massima onorificenza concessa per azioni militari. Ciò indicherebbe, inoltre, che Saroy era alle dirette dipendenze del re il che, unitamente ai titoli, ne fa uno dei funzionari più importanti di Palazzo.

[10]     Ockinga 2002,  pp. 873-884.

[11]     Porter e Moss 1927,  p. 329.

[12]     Ockinga 2012.

[13]     I lavori sono stati agevolati dalla demolizione, eseguita nel 2006, del villaggio di Gurna che da centinaia d’anni ricopriva l’area delle Tombe dei Nobili con il trasferimento degli abitanti in Gurna Gedida, ovvero “Nuova Gurna”. Questo ha consentito, inoltre, il rinvenimento di ulteriori tombe fino ad allora sconosciute perché coperte, oppure occupate, dalle case del villaggio.

[14]     Ockinga 2012.; Choat 2015; Binder 2009,  pp. 234-243.

[15]     Porter e Moss 1927,  p. 329.

[16]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.

[17]     Porter e Moss 1927,  p. 329.

[18]     Porter e Moss 1927,  p. 326.

[19]     Friederike Kampp-Seyfried (Mosbach 1960), archeologo tedesco, da agosto 2009 Direttore del Museo Egizio di Berlino (Ägyptisches Museum und Papyrussammlung), che ha catalogato evidenze archeologiche della Necropoli Tebana secondo una numerazione costituita, e riconosciuta, dalla sigla “Kampp” seguita da un numero progressivo.

[20]     Kampp 1996.

[21]     Binder 2009,  p. 237.

[22]     Binder 2009,  p. 238.

[23]     Tra gli altri oggetti: frammenti di ushabti in faience con la dedica di tale Ky-Nefer “Scriba reale della tavola delle offerte”, altri in steatite rossa, nonché ushabti “supervisori” e “operai” risalenti alla XXI dinastia con la dedica di Amon-Kha “Prete di Amon”

[24]     Binder 2009,  pp. 239-240.

[25]     Binder 2009,  p. 241.

[26]     Binder 2009,  p. 242.

[27]     Capitoli 1, 17, 18, 68, 69, 71, 125, 130 e 175.

[28]     Un testo rituale, dalla parete ovest della sala trasversale, è attestato unicamente nel tempio di Medinet Habu di Ramses III, mentre di un altro, una litania a Osiride, pur essendo un testo spesso ripetuto nei templi, è nota solo un’altra trascrizione in contesto privato nella TT65 di Nebamun, Supervisore dei granai di Amon durante il regno di Hatshepsut.

Necropoli tebane

TT232 – TOMBA DI THARWAS

Planimetria schematica della tomba TT232[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
TharwasScriba del divino sigillo del tesoro di AmonDra Abu el-NagaPeriodo Ramessideversante nord della collina; sopra e a ovest della TT20

Biografia

Unica notizia ricavabile il nome del padre, Washebamunheref[5].

La tomba

Si ritiene che la tomba sia stata originariamente realizzata agli inizi della XVIII dinastia per Minmonth, detto Senires, Primo Profeta di Amon durante il regno di Ahmose I, i cui coni funerari, nonché alcune suppellettili a lui intestate, sono stati rinvenuti poco distante dall’ingresso[6]; la stessa sarebbe perciò successivamente stata usurpata, in periodo ramesside, da Tharwas, probabilmente non egizio.

Planimetricamente TT232 si sviluppa partendo da un portico con dieci pilastri e due paraste; da questo si diparte un corridoio ortogonale al portico il cui soffitto è sorretto da dieci pilastri. Scarse sono le rimanenze pittoriche parietali: un’architrave (1 in planimetria[7]) reca i resti di un fregio rappresentante il defunto in adorazione di una sfinge e, ai lati del corridoio di accesso (2-3) resti di fregio con il defunto in adorazione di una sfinge su un pilone templare.

Un breve corridoio dà accesso ad una sala più interna con soffitto astronomico: all’esterno la barca divina, più al centro la dea Nut sorregge il disco solare con babbuini adoranti su entrambi i lati e due divinità; poco oltre la dea ippopotamo Tueris con due altre divinità tra i resti di rappresentazione delle costellazioni settentrionali[8].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  3. ^ Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. ^ Porter e Moss 1927,  p. 328.
  5. ^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. ^ Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 328.

[6]      In uno dei dipinti parietali una barca reca il nome di Ahmose I.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 329.

Necropoli tebane

TT231 – TOMBA DI NEBAMUN

Planimetria schematica della tomba TT231[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

 

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
NebamunScriba contabile del grano di Amon nei granai delle divine offerteDra Abu el-NagaInizi della XVIII dinastia circa 9 m a nord-ovest e più in alto della TT17

 


Biografia

Unica notizia ricavabile il nome della moglie, Nefertere[5].

La tomba

TT231 non è ultimata; planimetricamente si sarebbe sviluppata secondo la forma a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo. Nella sala trasversale è leggibile solo una stele (1 in planimetria[6]) recante, su due registri sovrapposti, il figlio, la figlia e la moglie, in alto e il defunto seduto in basso con liste di offerte[7].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 328.
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927,  p. 328.

[6]              La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[7]              Porter e Moss 1927,  p. 328.

Necropoli tebane

TT230 – TOMBA DI MEN (?)

Planimetria schematica della tomba TT230[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

 

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciuto, forse MenScriba dei soldati del Signore delle Due TerreSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastiaversante est della collina; leggermente più in alto e a sud della TT101

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile se non, da un cono funerario, il titolo di Scriba dei soldati del titolare[5].

La tomba

TT230 non è ultimata; planimetricamente si sarebbe sviluppata secondo la forma a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo. Nella sala trasversale su due registri, resti di scene di banchetto con una pila di vasi, obelischi e un padiglione (?) con tre donne. Sulla parete seguente di nord-est, più corta, Osiride sotto in padiglione[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927,  p. 327.

[6]              Porter e Moss 1927,  pp. 327-328.

Necropoli tebane

TT229 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Planimetria schematica della tomba TT229[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciutosconosciutoSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia versante nord-est della collina; a sinistra del passaggio principale verso la TT74

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile[5].

La tomba

TT229 non è ultimata; unico riferimento parietale è solo l’abbozzo di una scena di offertorio con il defunto e la moglie accanto a un braciere[6].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 328.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 328.

Necropoli tebane

TT228 – TOMBA DI AMENMOSE

Planimetria schematica della tomba TT228[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

 

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AmenmoseScriba del tesoro di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III – Amenhotep II)versante nord-est della collina; molto vicina e sopra la TT104

Biografia

Unica notizia ricavabile il nome del padre, Aamtju Ahmose, identificabile forse nel visir titolare della TT83[5]

La tomba

TT228 si presenta molto danneggiata; planimetricamente segue la struttura a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo.

Un corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[6]) sono riportati resti di liste di offerte, immette in una sala trasversale. Sulle pareti (2), un uomo seduto; su altra parete (3), resti di scene di banchetto con fanciulle dinanzi ad ospiti femminili. Sul soffitto i resti di testi dedicatori. Al centro della parete si apre l’accesso ad una sala perpendicolare alla precedente con (4) resti di testi dedicatori e (5) la dea Nephtys dinanzi al dio Ptah-Sokaris[7] [8].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  pp. 327-328.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[7]      Ptah-Seker-Osiride o Ptah-Sokari-Osiride (dal greco Φθᾶ-Σόκαρις-Ὄσιρις) è una divinità nata dalla fusione di tre dei: Ptah dio dell’artigianato, Osiride dio della morte e Sokar dio funerario della necropoli di Menfi e Saqqara, con la testa di falco. È considerato il signore dell’oltretomba.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 327.

Necropoli tebane

TT227 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

Planimetria[1] schematica dell’area di Sheikh Ab del-Qurna[2] [3]

TT227

Tomba di sconosciuto

Epoca:                                  XVIII Dinastia

 Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
sconosciuto (fratello di Hapuseneb, titolare di TT67)titolo persoSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III)versante nord-est della collina; sopra la TT68

Biografia

Nessuna notizia ricavabile dalla TT227. Il titolare, il cui nome è sconosciuto, era comunque fratello di Hapuseneb, titolare della TT67 e Primo Profeta di Amon, e figlio di Hapu, Terzo Prete lettore[6] di Amon, e Ahhotep, Concubina reale[7].

La tomba

Non si hanno riferimenti planimetrici della TT227.

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 327.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37

[1]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[2]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[3]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 197 e Gardiner e Weigall 1913, p. 37.

Necropoli tebane

TT226 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

forse Hekareshu

Planimetria schematica della tomba TT226[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciuto (forse Hekareshu)Scriba reale, Supervisore delle balieSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Amenhotep III) (?)versante est della collina; sopra la TT60

Biografia

Nessuna notizia ricavabile dalle poche rimanenze parietali[5].

La tomba

TT226 si presenta molto danneggiata oltre che incompiuta; planimetricamente segue la struttura a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo.

Un corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[6]) è rappresentato il defunto (?) con due donne, immette in una sala trasversale con sei pilastri di cui uno rimosso.

Sulle pareti (2), il defunto in offertorio accanto a un braciere e, poco oltre (3), su due registri sovrapposti, portatori di offerte con tori inghirlandati, covoni di grano e quaglie.

Su altra parete (4), rimossa, il defunto, preceduto da portatori di flabello, offre pettorali e bracciali al re Amenhotep III e alla regina Mutemwia seduti sotto un padiglione.

Amenhotep III ritratto nella TT226. Rilievo di N. De Garis Davies.

Sul pilastro rimosso (5) il defunto con quattro figli di Amenhotep III (o forse di Thutmosi III) sulle ginocchia. Un corridoio immette in una non ultimata, e non decorata, sala perpendicolare alla precedente[7].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 327.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927,  p. 197.

[6]              La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[7]              Porter e Moss 1927,  p. 327.

Necropoli tebane

TT225 – TOMBA DI SCONOSCIUTO

forse Amenemhat

Planimetria schematica della tomba TT225[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
sconosciuto (forse Amenemhat)Primo Profeta di HathorSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III) (?)a metà del versante est della collina; immediatamente a sud della TT83

 

Biografia

Il nome del titolare è perso; unica notizia biografica ricavabile, oltre il titolo di Primo Profeta di Hathor, è il nome della moglie Webekht[5].

La tomba

Costituita da una semplice cappella rettangolare, con due pilastri centrali, è estremamente danneggiata; sono leggibili solo due scene sulla parete sud, a sinistra dell’entrata: il defunto e la moglie in offertorio dinanzi a un braciere e, poco oltre, il defunto e la moglie con una tavole di offerte (?)[6].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  3. ^ Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. ^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. ^ Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927,  p. 197.

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 325.

Necropoli tebane

TT224 – TOMBA DI AHMOSE

DETTO ANCHE HUMAY

Planimetria schematica della tomba TT224[1] [2]

Epoca:                                   XVIII DInastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Ahmose, detto anche HumaySupervisore dei domini (?) della Divina Sposa; Supervisore dei granai della Divina Sposa Ahmose NefertariSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia (Thutmosi I), Secondo Porter e Moss:  Hatshepsut o Thutmosi IIIin una valle, quasi all’opposto e leggermente a sud-est della TT55 e della TT124. Casa di Hagir Hamdan (una donna)[5]

Biografia

Genitori di Ahmose furono Senusert e Taidy; la moglie fu Nub, Concubina Reale, citata anche nelle tombe TT29[6] [7] TT96[8] [9]. Come in altre tombe, tuttavia[10], esiste difficoltà di interpretazione dei rapporti di parentela giacché una stessa parola viene usata per indicare, invece, differenti legami[11] e solo esami comparati con altre tombe, o altre risultanze archeologiche hanno consentito di appurare, in molti, casi l’effettivo rapporto esistente tra personaggi i cui nominativi si trovano in più sepolture.

Sulla parete posteriore della camera principale della TT96 di Sennefer, costui rende omaggio a “suo padre, l’amministratore dei possedimenti della Divina Sposa [Ahmose] Humay (tomba TT224)” e a sua moglie Nub; non è però chiaro se si tratti di un’effettiva parentela o se, invece, come più probabile, si tratti di una qual forma di omaggio all’importante personaggio[12]. In quattro altre citazioni sempre dalla TT96, tuttavia, si legge, con riferimento a Sennefer, “suo padre, il Secondo Profeta di Horus, signore di Qus[13], Nu” e “sua madre, che egli ama la signora della casa Henutiry (talvolta abbreviata in Ta-iry)”.

Sennefer e Mutty (dalla TT96)

La soluzione sarebbe ricavabile proprio dalla tomba TT224 di Ahmose, detto Humay, in cui a un’immagine di Sennefer ivi esistente è associato il testo “il figlio di sua (di Ahmose) sorella” da cui si deduce che Sennefer era nipote di Humay[14].

La tomba

TT224, dato anche l’impiego come abitazione privata, è notevolmente danneggiata; vi si accede da un cortile raggiungibile per il tramite di una scala nell’angolo nord-ovest.

Qui si trova (1 in planimetria[15]) una stele di Huy, ovvero Amenhotep (titolare delle TT368), Supervisore degli scultori di Amon a Tebe, che, con la moglie, offrono libagioni a Osiride e a Iside; una seconda stele (2) appartiene a Ahmose, detto Humay, ma menziona Htepdy, Supervisore ai granai della sposa del dio; una terza stele (3) reca solo frammenti di immagine del defunto con i suoi titoli.

Un breve corridoio (4), sulle cui pareti resti di testo e il defunto coadiuvato da alcuni assistenti e scribi, immette in una sala longitudinale sulle cui pareti (5), su quattro registri sovrapposti, scene della processione funebre verso Osiride, il traino di scrigni e delle suppellettili funerarie, il traino del sacofago a cura di uomini coadiuvati da buoi; scene della Cerimonia di apertura della bocca e riti dinanzi alla mummia con due preti che portano una statua del defunto e altri che offrono libagioni al defunto e alla moglie. Sulla parete opposta (6), molto danneggiata, scene di banchetto con ospiti, compresi i genitori, e un suonatore di arpa.

Un secondo breve corridoio (7), sulle cui pareti resti di testi di offertorio e il defunto che consacra offerte e che partecipa alla Festa della Valle, dà accesso a una sala trasversale. Sulle pareti: (8) scene di paludi dinanzi al defunto; una falsa porta (9) con rappresentazione di Thutmosi III e, ai lati su quattro registri, uomini inginocchiati in offertorio. Su altra parete (10) Scene di banchetto e di offertorio; portatori di offerte (12) dinanzi al defunto e (11) un’altra falsa porta illeggibile circondata da uomini inginocchiati. Uno stretto corridoio consente l’accesso ad una camera più interna, quasi quadrata, priva di decorazioni leggibili[16].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37
  6. Porter e Moss 1927,  p. 325.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 325 e Porter e Moss 1927,  p. 43.

[7]      TT29 è la tomba di Amenemipet Pairy, Governatore e visir, figlio di Ahmose, detto Humay, e di Nub, Concubina Reale; fratello di Sennefer (TT96).

[8]      TT96 è la tomba di Sennefer, Governatore di Tebe, figlio di Ahmose, detto Humay, e di Nub, Concubina Reale; fratello di Amenemipet Pairy (TT29).

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 197.

[10]     Vedi la TT82 di Amenemhat.

[11]     A titolo di esempio la parola “senet”, traducibile con “sorella”, viene spesso utilizzata per indicare la moglie, mentre la parola per “fratello” talvolta indica un cugino.

[12]     E’ accertato infatti, anche da altri testi in altre localizzazioni, che Ahmose, detto Humay, e Nub furono certamente i genitori di Amenemipet, identificabile con il titolare della TT29 cui è assegnata anche la KV48 nella Valle dei Re.

[13]     La greca Apollinopolis, ovvero Edfu.

[14]     Ne deriva che Sennefer (TT96) e Amenemipet (TT29) erano cugini.

[15]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[16]     Porter e Moss 1927,  p. 325.