Necropoli tebane

TT228 – TOMBA DI AMENMOSE

Planimetria schematica della tomba TT228[1] [2]

Epoca:                                  XVIII Dinastia

 

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AmenmoseScriba del tesoro di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III – Amenhotep II)versante nord-est della collina; molto vicina e sopra la TT104

Biografia

Unica notizia ricavabile il nome del padre, Aamtju Ahmose, identificabile forse nel visir titolare della TT83[5]

La tomba

TT228 si presenta molto danneggiata; planimetricamente segue la struttura a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo.

Un corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[6]) sono riportati resti di liste di offerte, immette in una sala trasversale. Sulle pareti (2), un uomo seduto; su altra parete (3), resti di scene di banchetto con fanciulle dinanzi ad ospiti femminili. Sul soffitto i resti di testi dedicatori. Al centro della parete si apre l’accesso ad una sala perpendicolare alla precedente con (4) resti di testi dedicatori e (5) la dea Nephtys dinanzi al dio Ptah-Sokaris[7] [8].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  pp. 327-328.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[7]      Ptah-Seker-Osiride o Ptah-Sokari-Osiride (dal greco Φθᾶ-Σόκαρις-Ὄσιρις) è una divinità nata dalla fusione di tre dei: Ptah dio dell’artigianato, Osiride dio della morte e Sokar dio funerario della necropoli di Menfi e Saqqara, con la testa di falco. È considerato il signore dell’oltretomba.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 327.

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