Necropoli tebane

TT223 – TOMBA DI KERAKHAMON

Planimetria schematica della tomba TT223[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Ramesside (?)

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
KerakhamonPrete Ka (?). Gardiner e Weigall lo indicano come Principe ereditario[5]El-Assasifnon notain una valletta, nei pressi della casa di Sheikh Hasan Abd er-Rasul, usata come fienile[6]

Biografia

Nessuna notizie ricavabile[7].

La tomba

TT223, dato anche l’impiego come pertinenza di un’abitazione privata, è notevolmente danneggiata, non ultimata e con consistenti crolli. Nel cortile blocchi da un pilastro (?) crollato con il defunto in adorazione di Ra-Horakhti, una divinità della notte, un’altra con testa di leonessa.

In quel che resta, o che doveva divenire, una camera con pilastri (1 in planimetria[8]) testi sacri; poco oltre (2) scene con giare per oli sacri e testi  della Cerimonia di apertura della bocca; seguono (3-4) scene con due uomini che offrono liste di offerte al defunto.

Su altra parete (6) frammenti di testo riguardante un cancelliere (?) e (7) un uomo. Al centro della valle due pilastri molto danneggiati (A-B) con resti di testi. In posizione sconosciuta, ma rilevata dai primi esploratori della tomba, si trovavano testi con il fratello del defunto Esamenopet[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Porter e Moss 1927,  p. 324
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Il titolo di principe ereditario non necessariamente indicava il successore al trono, ma era spesso usato come titolo semplicemente onorifico.

[6]      Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 323.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 325.ali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

Necropoli tebane

TT222 – TOMBA DI HEKAMMATRANAKHTE

DETTO ANCHE TURO

Planimetria schematica della tomba TT222[1] [2]

Epoca:                                   Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Hekammatranakhte, detto anche TuroPrimo Profeta di Montu, Signore di TebeQurnet MuraiXIX-XX dinastia (Ramses III-Ramses IV)a nord della TT40;

Biografia

Uniche notizie biografiche ricavabili dalla TT222 sono il nome della moglie, Wiay, Capo dell’harem di Monthu, e dei figli, Userhat e Panebmonthu, a loro volta Capi dei Profeti di Monthu[5].

La tomba

TT222 presenta planimetricamente forma a “T” rovesciata, tipica del periodo costituita. Un corridoio dà accesso ad una sala trasversale, sulle cui pareti sono riportati (1 in planimetria[6]) brani del Libro delle Porte e il defunto che offre libagioni alle divinità tra cui un pilastro djed umanizzato. Il figlio Userhat ofre libagioni al defunto e alla moglie; sul lato corto della sala (2), su due registri sovrapposti, due barche divine, il defunto in offertorio a Ramses IVe persone che offrono libagioni al defunto e alla moglie. Poco discosto (3) il defunto adora Ramses III e scene, solo abbozzate, di offertorio a un re.

Un corridoio, sulle cui pareti (4) sono riportati pilastri djed, immette in una lunga sala perpendicolare alla precedente. Sulle pareti: (5) brani del Libro delle Porte e scene della processione funeraria; su due registri (6) il defunto con quattro vitelli dinanzi a Ra-Horakhti.

Su altra parete (7), su tre registri resti di scene di processione funeraria con i Campi di Aaru; dolenti, macellai, barche sul fiume; su un’isola tre scene: un prete e un macellaio dinanzi a una dea, un prete che purifica la mummia e il figlio Panebmonthu, Primo Profeta di Monthu, assistito da una dea purifica la mummia. Un uomo offre libagioni alla mummia sdraiata su un catafalco (l’immagine si trova oggi al Museo di Liverpool); poco oltre (8) il defunto dinanzi a Osiride e a una dea e il defunto seduto, con la moglie, in una scena non ultimata. Su altra parete della sala più interna (9), il defunto dinanzi a Osiride e, di fronte (10), il defunto dinanzi a Ptah. Sul fondo una nicchia: sulle pareti il defunto dinanzi a due divinità; sul fondo persone dinanzi ad una tavola per offerte.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 323.

[6]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

Necropoli tebane

TT221 – TOMBA DI HORIMIN

Planimetria schematica della tomba TT221[1] [2]

Epoca:                                   Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
HoriminScriba dei soldati nel Palazzo del re a occidente di TebeQurnet MuraiXIX-XX dinastiaa sud della TT40;

  

Biografia

Recenti studi sulla decorazione del soffitto della TT221 hanno permesso di ipotizzare che Horimin fosse di origini libiche o del ramo occidentale del Delta del Nilo. I suoi titoli comprendono le cariche di scriba e generale dei soldati sia del tempio funerario del re che del Ramesseum[5].

La tomba

TT221 presenta planimetricamente forma a “T” rovesciata, tipica del periodo costituita da un corridoio di accesso ad una sala trasversale, sulle cui pareti sono riportati brani del Libro delle Porte, il defunto in adorazione di Ra-Horakhti e il defunto e la moglie presentati a Osiride da due divinità.

Poco oltre scena non ultimata del defunto dinanzi a Ra-Horakhti. Seguoino, in un fregio in alto, il defunto e la moglie in adorazione di Anubi/sciacallo e Hathor. Sul soffitto la barca di Ra e il defunto, con il suo nome e i suoi titoli, inginocchiato che recita una formula d’offertorio.

Horimin ritratto sul soffitto della TT221. Da: Alonso, José F. “THE OWNER OF THEBAN TOMB 221.” Journal of Ancient Egyptian Interconnections 31 (2021).

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Alonso, José F. “THE OWNER OF THEBAN TOMB 221.” Journal of Ancient Egyptian Interconnections 31 (2021)..

Necropoli tebane

TT220 – TOMBA DI KHAEMTERI

Planimetria schematica della tomba TT220[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
KhaemteriServo del Luogo della Verità[5] a ovest di TebeDeir el-MedinaXIX-XX dinastiaa nord della TT1; tre tombe collegate

Biografia

Khaemteri, fu figlio di Amennakht, titolare della TT218, e Iymway. Nebmaat (TT219) fu suo fratello. La moglie si chiamava Nefert(em)satet[6]; dai rilievi non è possibile appurare se la coppia avesse figli[7].

La tomba

La tomba TT220 fa parte di un complesso unico con le adiacenti TT218 e TT219 rispettivamente del padre Amennakht e del fratello Nebmaat. Si tratta di tre distinte cappelle esterne cui fa riscontro un unico appartamento funerario sotterraneo cui si accede da un pozzo che si trova nel cortile antistante le tre sepolture, e segnatamente a breve distanza dall’ingresso della TT218. Nella cappella superiore (1 nero in planimetria[8]) solo uno schizzo di Osiride seduto; sulla parete di fondo una stele (2), non più esistente, a destra della quale si trova uno schizzo del dio Ptah. La cappella è sovrastata dai resti di una piramide.

Dal cortile antistante si accede, tramite un pozzo all’appartamento funerario sotterraneo che presenta ancora una parte comune (numerazione in rosso in planimetria) con una prima anticamera da cui si accede a una seconda anticamera che consente l’accesso alle tre camere funerarie connesse alle tombe TT218 (numerazione in rosso), TT219 (numerazione in blu) e TT220 (numerazione in nero). Nella rampa di scale che dà accesso alla prima anticamera (4 rosso) resti della barca di Ra adorata dal defunto (Amennakht) rappresentato inginocchiato ad entrambi i lati con due Anubi/sciacallo; su due registri (5 rosso) la barca di Ra con Hathor e alcuni babbuini in adorazione; parenti trainano il sarcofago seguiti da preti di Ra; (6 rosso) il defunto con un inno a Ra. Nella prima anticamera, (7 rosso) il defunto accucciato sotto una palma beve da un laghetto mentre la moglie è in adorazione degli dei riportati nella scena della parete della adiacente parete (9) Thot, Geb, Horus, Nut, Shu, Khepri e il defunto inginocchiato con la famiglia con un inno a Ra; poco discosto, la moglie accucciata sotto una palma beve da un laghetto mentre la figlia (di cui non è indicato il nome) è in adorazione di divinità della scena successiva (8 rosso) Ptah, Thot, Selkis, Neith, Nut, Nephtys e Iside; sono inoltre rappresentati il defunto e la moglie, inginocchiati, con due bambini e un inno a Ra. Sull’architrave della scala che immette nella seconda anticamera (10 rosso), Osiride seduto con la personificazione dei un pilastro djed dinanzi alle colline, a un falco e a Nut che abbraccia il disco solare; ai lati il defunto con il figlio Khaemteri (TT220) inginocchiati, e il defunto con il figlio Nebmaat (TT219), tutti in adorazione di Ra.

Parete occidentale della TT220. Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

A destra della seconda anticamera si apre l’accesso alla camera funeraria di Khaemteri costituita da una sola sala rettangolare: (3 nero) resti di testi; poco oltre (4) Anubi/sciacallo sovrasta il defunto, rappresentato come Osiride, e Iside dinanzi ad una tavola di cibi e la personificazione di un pilastro djed che versa acqua da anfore. Su altra parete (5) una vacca sacra nei pressi di un laghetto con un falco; segue (6) Anubi/sciacallo sovrasta la mummia del defunto deposta su un catafalco con i vasi canopi e gli strumenti per la Cerimonia di apertura della bocca. Sulla parete più lunga (7), solo o resti della parte inferiore di scene di banchetto funebre[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

Foto tratte da : http://www.deirelmedina.com/lenka/Newtombsopen.html


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Trattandosi di tre distinte sepolture in planimetria i locali sono stati differenziati con diversi colori dei riferimenti: rosso per la TT218; blu per la TT219 e nero per la TT220.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 315.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 322.

Necropoli tebane

TT219 – TOMBA DI NEBMAAT

Planimetria schematica della tomba TT219[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
NebmaatServo del Luogo della Verità[5] a ovest di TebeDeir el-MedinaXIX-XX dinastiaa nord della TT1; tre tombe collegate

Biografia

Nebmaat, omonimo del nonno, fu figlio di Amennakht, titolare della TT218, e Iymway. Khaemteri (TT220) fu suo fratello. La moglie si chiamava Mertseger e dai rilievi è possibile appurare che avesse un figlio di nome Wepwautmosi e almeno una figlia, di cui non è però riportato il nome[6].

La tomba

La tomba TT219 fa parte di un complesso unico con le adiacenti TT218 e TT220 rispettivamente del padre Amennakht e del fratello Khaemteri. Si tratta di tre distinte cappelle esterne cui fa riscontro un unico appartamento funerario sotterraneo cui si accede da un pozzo che si trova nel cortile antistante le tre sepolture, e segnatamente a breve distanza dall’ingresso delle TT218[7].

Anubi presiede all’apertura della bocca. Foto: Marie Thérèse Hébert & Jean Robert Thibaul

Nella cappella superiore (1 blu in planimetria[8]) Anubi/sciacallo accovacciato dinanzi al simbolo Sekhem; ai lati della porta di accesso alla cappella superiore (2) sei Servi del Luogo della Verità recano farro nel corte funebre che prosegue sulla adiacente parete (3) in cui, su tre registri (danneggiati) sono riportati parenti (?) e processione verso la piramide tombale. Sull’altro lato della porta (4), i resti di tre divinità femminili; Nekhtamon (TT335), con suo figlio in offertorio a Nebra, fratello del defunto e a sua moglie.

Sulla parete adiacente (5) scene di psicostasia con Thot/babbuino e il defunto presentato da Anubi ad Amenhotep I in palanchino; aiutanti dinanzi alla coppia e il defunto con la moglie offrono libagioni agli dei su un braciere. Sulla parete di fondo (6), a sinistra, il defunto e la famiglia; a destra, su tre registri, scene di offertorio.

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Dal cortile antistante si accede, tramite un pozzo all’appartamento funerario sotterraneo che presenta ancora una parte comune (numerazione in rosso in planimetria) con una prima anticamera da cui si accede a una seconda anticamera che consente l’accesso alle tre camere funerarie connesse alle tombe TT218 (numerazione in rosso), TT219 (numerazione in blu) e TT220 (numerazione in nero). Nella rampa di scale che dà accesso alla prima anticamera (4 rosso) resti della barca di Ra adorata dal defunto (Amennakht) rappresentato inginocchiato ad entrambi i lati con due Anubi/sciacallo; su due registri (5 rosso) la barca di Ra con Hathor e alcuni babbuini in adorazione; parenti trainano il sarcofago seguiti da preti di Ra; (6 rosso) il defunto con un inno a Ra. Nella prima anticamera, (7 rosso) il defunto accucciato sotto una palma beve da un laghetto mentre la moglie è in adorazione degli dei riportati nella scena della parete della adiacente parete (9) Thot, Geb, Horus, Nut, Shu, Khepri e il defunto inginocchiato con la famiglia con un inno a Ra.

La “shwt”, l’Ombra – vedi anche: https://laciviltaegizia.org/2021/04/22/la-shwt-lombra/ Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Poco discosto, la moglie accucciata sotto una palma beve da un laghetto mentre la figlia (di cui non è indicato il nome) è in adorazione di divinità della scena successiva (8 rosso) Ptah, Thot, Selkis, Neith, Nut, Nephtys e Iside; sono inoltre rappresentati il defunto e la moglie, inginocchiati, con due bambini e un inno a Ra. Sull’architrave della scala che immette nella seconda anticamera (10 rosso), Osiride seduto con la personificazione dei un pilastro djed dinanzi alle colline, a un falco e a Nut che abbraccia il disco solare; ai lati il defunto con il figlio Khaemteri (TT220) inginocchiati, e il defunto con il figlio Nebmaat (TT219), tutti in adorazione di Ra.

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Al centro della seconda anticamera si apre l’accesso alla camera funeraria di Amennakht cui si accede tramite una scala: (7 blu) su due registri, Anubi/sciacallo e un figlio, come prete, che offre libagioni al padre e alla madre. Sulla parete adiacente (8 blu) Iside alata, il defunto, assistito dalla moglie che suona un flauto, offre mazzi di fiori e incenso a Osiride, Amenhotep I, Hathor (?), Ahmose Nefertari; il defunto seguito da una figlia (nome non indicato) e la moglie giocano a dama in presenza di tre dee, con un uccello ba, e di babbuini in adorazione.

Iside alata, contrapposta a Nephtys. Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Su altra parete (9 blu) Wepwautmosi, figlio del defunto, con la foglie offre libagioni ai genitori. Sulla parete più corta (10 blu), Nephtys alata, Anubi con gli strumenti per la Cerimonia di apertura della bocca che accudisce alla mummia su un catafalco.

La parete corta della camera funeraria con Nephtys alata e il rito dell’apertura della bocca. Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Poco oltre (11), su due registri sovrapposti, il defunto che offre fiori a Satet e a Neith, mentre il figlio Wepwautmosi e sua moglie offrono fiori a Ra e Sekhmet, preti in offertorio a Ptah e Maat e il defunto presentato da Anubi a Osiride e alla dea dell’Occidente (Mertseger).

Scene della processione funeraria con il trasporto della mummia verso la piramide tombale; una breve scala adduce ad una seconda camera funeraria priva di decorazioni[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 315.

[7]      Trattandosi di tre distinte sepolture in planimetria i locali sono stati differenziati con diversi colori dei riferimenti: rosso per la TT218; blu per la TT219 e nero per la TT220.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 320-322. .     

Necropoli tebane

TT218 – TOMBA DI AMENNAKHT e IYMWAY

Planimetria schematica della tomba TT218[1] [2]

Epoca:                                  Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Amennakht e IymwayServo del Luogo della Verità[5] a ovest di TebeDeir el-MedinaXIX-XX dinastiaa nord della TT1; tre tombe collegate

Biografia

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Nebmaat, se-menw (?) di Amon fu suo padre, Hetepti sua madre. Iymway fu sua moglie, Nebmaat (TT219) e Khaemteri (TT220) furono suoi figli[6].

La tomba

La tomba TT218, che ospitava anche la moglie Iymway, fa parte di un complesso unico con le adiacenti TT219 e TT220 dei figli del titolare, Amennakht.

Si tratta di tre distinte cappelle esterne cui fa riscontro un unico appartamento funerario sotterraneo cui si accede da un pozzo che si trova nel cortile antistante le tre sepolture, e segnatamente a breve distanza dall’ingresso delle TT218[7]. Nella cappella superiore (1 rosso in planimetria[8]) un uomo in offertorio al defunto e alla moglie che, in una scena successiva, offrono libagioni a Ptah e a due divinità femminili; scene di processione funeraria e preti dinanzi alla mummia nei pressi della piramide tombale in presenza di prefiche sacerdotesse e altri Servi del Luogo della Verità.

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Sulla parete opposta (2 rosso) una donna (una figlia?) in offertorio dinanzi al defunto e alla moglie; in tre scene, tre dee con due uccelli ba volanti; scene di psicostasia e Anubi che presenta il defunto a Osiride e ad altre divinità. Sulla parete di fondo (3 rosso) una stele, danneggiata a destra, con Ptah mummiforme (a sinistra), una donna con un flauto doppio e Sennedjem (TT1), Servo del Luogo della Verità.

Dal cortile antistante si accede, tramite un pozzo all’appartamento funerario sotterraneo che presenta ancora una parte comune (prosegue la numerazione in rosso in planimetria) con una prima anticamera da cui si accede a una seconda anticamera che consente l’accesso alle tre camere funerarie connesse alle tombe TT218, TT219 (numerazione in blu) e TT220 (numerazione in nero).

Nella rampa di scale che dà access alla prima anticamera (4 rosso) resti della barca di Ra adorata dal defunto (Amennakht) rappresentato inginocchiato ad entrambi i lati con due Anubi/sciacallo; su due registri (5) la barca di Ra con Hathor e alcuni babbuini in adorazione; parenti trainano il sarcofago seguiti da preti di Ra; (6) il defunto con un inno a Ra.

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Nella prima anticamera, (7) il defunto accucciato sotto una palma beve da un laghetto mentre la moglie è in adorazione degli dei riportati nella scena della parete adiacente [(9) Thot, Geb, Horus, Nut, Shu, Khepri] e il defunto inginocchiato con la famiglia con un inno a Ra; poco discosta, la moglie accucciata sotto una palma beve da un laghetto mentre la figlia (di cui non è indicato il nome) è in adorazione di divinità della scena successiva [(8) Ptah, Thot, Selkis, Neith, Nut, Nephtys e Iside]; sono inoltre rappresentati il defunto e la moglie, inginocchiati, con due bambini e un inno a Ra.

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Sull’architrave della scala che immette nella seconda anticamera (10), Osiride seduto con la personificazione dei un pilastro djed dinanzi alle colline, a un falco e a Nut che abbraccia il disco solare; ai lati il defunto con il figlio Khaemteri (TT220) inginocchiati, e il defunto con il figlio Nebmaat (TT219), tutti in adorazione di Ra.

A sinistra della seconda anticamera si apre l’accesso alla camera funeraria di Amennakht: (11 rosso) il defunto e la moglie con una figlia in atto di adorazione; il falco dell’occidente (12) con testi; Anubi (13) accudisce la mummia su un letto, tra le dee Iside e Nephtys rappresentate come falchi; sulla parete opposta (14) i Campi di Aaru. Sulla parete di fondo (15), gli dei riuniti a conclave con quattro testi.

Foto Brian Yare, Mercia Egyptology Society

Dalla TT218 proviene la parte inferiore di uno stipite con il defunto seduto, seguito dal figlio Neb[mehyt] (forse da identificarsi con Nebmaat TT219) oggi al Museo Etnologico di Lisbona[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

Foto tratte da : http://www.deirelmedina.com/lenka/Newtombsopen.html


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 315.

[7]      Trattandosi di tre distinte sepolture in planimetria i locali sono stati differenziati con diversi colori dei riferimenti: rosso per la TT218; blu per la TT219 e nero per la TT220.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 318.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 317-320.     

Necropoli tebane

TT217 – TOMBA DI IPUY

Planimetria schematica della tomba TT217[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Ipuy (o Ipy)ScultoreDeir el-MedinaXIX  (Ramses II)nella fila superiore delle tombe; a nord della casa di Mr. Schiaparelli a poca distanza dalla TT6

Biografia

Piay, Scultore del Luogo della Verità[5], fu suo padre, Nefertkha sua madre; i nomi sono ricavabili da un dipinto parietale della TT210 di Raweben, Servo del Luogo della Verità, molto verosimilmente fratello del defunto, in cui i genitori e lo stesso Ipuy compaiono nell’atto di offrire libagioni al titolare di TT210. Moglie di Ipuy fu Duammeres. Nella tomba sono raffigurati tre figli, due femmine e un maschio, ma non ne sono riportati i nomi[6].

La tomba

Un lungo corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[7]) solo i resti di scene del defunto e della moglie in presenza di Ra, dà accesso a una sala trasversale con resti di scene parietali su quattro registri sovrapposti (2) il defunto con altri funzionari premiato da Ramses II dalla finestra del palazzo, con prigionieri rappresentati di lato; su due file scene della processione funeraria con la mummia sotto un padiglione, il trasporto delle suppellettili funerarie e un gruppo di prefiche, verso la piramide tombale che presenta un portico sulla facciata; una casa con giardino con uomini che sollevano acqua con shadouf; scene di lavaggio abiti.

Lato sud parete orientale della camera trasversale. Scena di un tempio tra gli alberi. Foto: Museo Egizio di Torino

Poco oltre (3), su due registri un figlio e una figlia offrono mazzi di fiori al defunto che ha un gatto in grembo, mentre la moglie ne ha uno sotto la sedia; (4) il defunto, con la moglie, e un’altra figlia piccola, curano degli uccelli e offrono unguenti su un braciere a Osiride e Hathor.

Parete meridionale della camera trasversale. Due figli di Ipuy offrono libagioni ai genitori. Foto: Museo Egizio di Torino

Su altra parete (5), su cinque registri, il trasporto del lino, aratura e vagliatura in un’aia, resti di scena rappresentante la dea Thermutis; capre che brucano con pastori (di cui uno suona una cornamusa) e cani, barche cariche di prodotti da mercato, scene di immagazzinamento con offerte per Thermutis e ragazzi che si divertono a spaventare gli uccelli; scene di pigiatura dell’uva, di rammendo delle reti, di preparazione di uccelli e pesce, e il defunto con la famiglia intento nella pesca.

Lato sud parete occidentale della camera trasversale. Ipuy di fronte ad Osiride ed Hathor. Foto: Museo Egizio di Torino

Poco discosto, su quattro registri, (6) un uomo (il defunto?) seduto in presenza di parenti con uccelli e gatti sotto la sedia; allestimento delle suppellettili funerarie con abbattimento di alberi e un prete lettore[8]con gli strumenti per la celebrazione della Cerimonia di apertura della bocca, carpentieri che realizzano un padiglione reale e un catafalco.

Lato nord parete orientale della camera trasversale. Scene di pesca e di produzione del vino. Foto: Museo Egizio di Torino

Le scene proseguono (7) con il defunto e la moglie che offrono libagioni dinanzi ad Anubis e Ptah (?). Ai lati dell’ingresso ad un corridoio perpendicolare alla sala trasversale (8-9) statue del defunto e della moglie. Nel corridoio (10) resti di testo.[9]

Parete settentrionale della camera trasversale. A sinistra: Duammeres offre libagioni a Ptah-Sokar (non visibile). Al centro: la preparazione del defunto e del funerale. Foto: Museo Egizio di Torino

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 315.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 308.

[8]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 312-315.

Necropoli tebane

TT216 – TOMBA DI NEFERHOTEP

Neferhopet in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT216[1] [2]

 

Epoca:                                  XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
NeferhotepCapo operaio nel Luogo della verità[5]Deir el-MedinaXIX Dinastia (Ramses II)nella fila superiore delle tombe; a nord della TT6 e a sud della TT7

Biografia

La tomba TT216 appartiene a Neferhotep (II[6]), figlio di Nebnefer e nipote di Neferhotep (I), entrambi a loro volta artigiani reali facenti capo alla vicina TT6.

Iyemwaw, abbreviato in Iy[7] fu la madre di Neferhotep (II), mentre Pached, Portatore di stendardo, Henutmehyt e Iyemwaw (stesso nome della madre) furono rispettivamente due fratelli e una sorella.

Statua del fratello Pached dalla TT216. Fonte: osirisnet.net

Nebnefer, padre, svolse il suo incarico di operaio dall’anno quinto all’anno trentesimo/quarantesimo di Ramses II, mentre erano Visir dell’Egitto Paser TT106 e, successivamente, Khay TT173. Il suo incarico venne poi assunto nell’anno quarantesimo di Ramses II dal figlio Neferhotep (II), che assunse anch’egli la carica di “Capo della squadra di tribordo”[8] anche per i lavori delle tombe di Pached, Kaha e Ankherkhauy. Neferhotep è attestato, quale Capo squadra fino all’anno V del regno di Sethy II quando scompare dalla documentazione[9]  [10].

Webekht fu il nome della moglie di Neferhotep (II), forse figlia del “Capo della squadra di babordo” Baki; Hesysunebef fu forse suo figlio[11] [12].

La tomba

L’ingresso della TT216

TT216 è annoverata tra le più grandi della necropoli di Deir el-Medina; questo, unito alla preminente posizione che sovrasta la valle, alla presenza di due cortili e di una lunga rampa di accesso, testimonia del potere del suo titolare.

Una lunga rampa di scale (lunga oltre 13 m, al cui centro si trova un piano inclinato per un più agevole trasporto del sarcofago[13]) conduce ad un cortile trapezoidale in cui (1 in planimetria[14]) una grande anfora, intestata a Thutmosi III venne riusata come contenitore per acqua. Dal cortile si accede attraverso un breve corridoio, in cui (2) frammenti di architrave, utilizzati come soglia, recano scene del dio falco dell’Occidente adorato da Iside, Nephtys e da alcuni babbuini, a una corte più esterna da cui, a sua volta, si accede ad una corte maggiore sul cui fondo si trova la facciata preceduta da due colonne.

Ai lati dell’ingresso le basi di due statue (4-5) di Qeh (o Kaha), titolare della TT360; nel corridoio che dal cortile adduce ad una sala con due pilastri (5), il defunto. Una sala rettangolare, con soffitto sorretto da due pilastri[15] presenta: resti di scene parietali, su tre registri (6-7-8), del tempio di Anuqet[16], con gazzelle sull’isola di Elefantina, gigli di fiume e Ramses II con portatori di flabello e il defunto dinanzi alla barca di Amon-Ra. Personaggi inginocchiati dinanzi alla Triade Tebana[17] e tre uomini dinanzi a Osiride e Hathor; la processione di Hathor con flabelliferi, il trasporto di statue reali con prigionieri rappresentati sulla base e il traino della barca di Hathor. Su altre pareti, su tre registri (9), alcune fanciulle in offertorio al defunto e alla moglie durante un banchetto; su due registri (10) prosegue la scena di banchetto (9), due preti che recano la testa della dea Anuqet in presenza dei suoi fratelli, la dea Satet e il dio Khnum. Poco oltre (11), il defunto dinanzi a Ra-Horakhti e a una dea nonché (12) una donna inginocchiata e (13) un uomo (?) dinanzi a Ramses II seduto sotto in chiosco mentre il defunto e la moglie adorano Ra-Horakhti e una dea alata. Ai lati dell’ingresso verso una cappella ancora più interna, le statue (15-16) del fratello Peshedu.

Nut sul soffitto della TT216. Fonte: osorosnet.net

Un breve corridoio, sulle cui pareti (16) sono riportati frammenti di testo e il defunto e la moglie seduti, nonché scene del pellegrinaggio ad Abydos, dà accesso ad una sala longitudinale[18] sulle cui pareti (17) il defunto, seguito dal padre, dal nonno Kenhirkhopshef, Scriba reale nel Luogo della Verità, da un altro uomo che reca un modello di barca e da un altro ancora che reca uno stendardo, dinanzi a Osiride e Anubi; in altro registro, scene di offertorio (?) al defunto e alla moglie. Sulla parete opposta (18) il defunto e la moglie offrono libagioni, su un braciere, alla dea Hathor rappresentata come vacca che protegge Amenhotep I; Osiride, Hathor e Sokar sotto un padiglione con cinque dee e mazzi di fiori; in altri registri, scene del corteo funerario con liste di offerte e offertorio a Osiride con preti, prefiche, uomini e buoi che trainano il sarcofago e alcune statue del defunto e altri uomini che trasportano suppellettili funerarie.

Osiride raffigurato nella TT216. Fonte: osorosnet.net

Ai lati della nicchia di fondo (19) il defunto seduto con un fanciullo di nome Hesysunebef (forse suo figlio identificato con l’epiteto: “il suo servo, nato nella sua casa”) e la moglie in piedi; sui lati del sedile i due danno grappoli di uva a scimmie; sull’altro lato (20) doppia statua del defunto e della moglie[19].

Il corteo funerario. Fonte: osorosnet.net

Nella nicchia di fondo (21), nelle pareti dell’accesso, a sinistra Hathor e Harsiesi seduti, a destra Anubi e Hathor ugualmente seduti; sulla parete di fondo Iside e Nephtys. Sulle pareti della nicchia, a sinistra Osiride e a destra Min.

La nicchia con Min (a destra) e Osiride (a sinistra). Fonte: osorosnet.net

Nella sala longitudinale (all’altezza dei dipinti di cui al n.ro 17), si apre il pozzo[20] che adduce all’appartamento funerario sotterraneo e alla camera funeraria (D in planimetria) in cui è rappresentata la dea Nephtys inginocchiata tra due Anubi/sciacallo; sul soffitto a volta le dee dell’ovest e dell’est accanto a un pilastro djed personificato con scarabeo e il sole dell’orizzonte; la dea Nut alata, rappresentata come albero, porge libagioni a due immagini del defunto[21].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 312.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 36
  5. Gardiner e Weigall 1913, p. 34
  6. Gardiner e Weigall 1913, pp. 36-37
  7. Gardiner e Weigall 1913, p. 37

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione dell’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      L’indicazione “II” viene posta per differenziarlo da suo nonno, Neferhotep a sua volta e perciò indicato come “I”, titolare della vicina TT6.

[7]      Iy era sorella della dama Isis, come risulta dalla tomba TT250 di Ramose, Scriba del luogo della Verità in cui le due sorelle sono rappresentate insieme. Nella TT10, inoltre, Nebnefer risulta essere presente al funerale di Kasa.

[8]      Le squadre che operavano per la realizzazione delle tombe reali della Valle dei Re erano usualmente due che si specializzavano per lavorare sul un lato della tomba; la terminologia faceva riferimento a termini navali come “babordo” e “tribordo” per indicare, rispettivamente, il lato sinistro e destro della tomba. Neferhotep (II), suo padre e suo nonno prima di lui, erano perciò responsabili dei lavori sul lato destro della tomba. Lo stesso incarico ebbero, inoltre, altri discendenti durante gran parte della XIX dinastia.

[9]      Si ipotizza, per la scomparsa repentina di Neferhotep (II), una causa non naturale e ciò anche in funzione di una citazione esistente nel papiro Salt 124 in cui si legge che “il nemico uccise Neferhotep”. Questo nemico potrebbe essere identificabile in Paneb dalla sinistra reputazione, noto per aver tentato di assumere anche illegalmente l’incarico di Capo squadra, riportata ampiamente in letteratura.

[10]     Tosi 1997, p. 19 e sgg.; Porter e Moss 1927,  p. 14.; Wild 1979.

[11]     Nessun nome viene indicato nella tomba come figlio; solo Hesysunebef viene identificato e riporta la dicitura “il suo servo, nato nella sua casa” e sembra godere di una particolare protezione professionale. Questi, infatti, occuperà la posizione di Vice Capo squadra fino ad un anno compreso tra l’anno XIV e XXIV di regno di Ramses III, quando riassumerà la qualifica di operaio.

[12]     Porter e Moss 1927,  p. 312.

[13]     La rampa venne utilizzata anche per le necessità delle vicine tombe TT8, dell’architetto Kha, TT6 del padre e del nonno di Neferhotep, e TT7 dello scriba Ramose.

[14]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 308.

[15]     8,50 m di larghezza x 5,25 di profondità x 3,20 di altezza.

[16]     Sorella di Satet (o Satis), protettrice delle acque del Nilo, il cui nome significa “eiaculazione” con riferimento alla masturbazione di Atum da cui in principio scaturirono i primi dei e che era annualmente indicata come la potenza fertilizzante della piena nilota, e di Khnum, vasaio divino, protettore delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni, a Elefantina.

[17]     Amon, Mut e Khonsu.

[18]     2,30 m di larghezza x 8,70 di profondità x 3,05 di altezza.

[19]     Ai piedi del pozzo funerario vennero rinvenuti circa 50 frammenti facenti capo a tre gruppi statuari: una statua di Neferhotep in ginocchio con una stele di culto al sole; Neferhotep e la moglie, in piedi, affiancati; Neferhotep seduto su una sedia, con piedi in forma di zampe di leone, con la moglie in piedi alla sua destra. Sulla base della poltrona su cui è seduto, in bassorilievo, un fanciullo, nudo, indicato come Hesysunebef “suo servo, nato nella sua casa”, che offre uva ad una scimmia rappresentata delle stesse dimensioni.

[20]     1,70 m x 0,82 x 3,80 di profondità.

[21]     Porter e Moss 1927,  pp. 312-315.

Necropoli tebane

TT215 – TOMBA DI AMENEMOPET

Amenenemopet in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT215[1] [2]

Epoca:                                   XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
AmenemopetScriba reale nel Luogo della Verità[5]Deir el-MedinaXIX Dinastianon lontano dal tempio, a poca distanza dalla collina; a est della TT5

 

Biografia

I nomi dei genitori, Minmose ed Esi, sono ricavabili dalla TT335 di Nakhtamon[6], Servo del luogo della Verità, Incisore di Amon, e Prete wab[7] di Amenhotep I. Hathor, detta Hunuro, fu sua moglie; su una parete è rappresentato un figlio, ma non ne è indicato il nome[8].

La tomba

TT215 è di fatto la cappella, mentre la vera camera funeraria si trova nella TT265, sempre ad Amenemopet intestata. Nella cappella, costituita da una semplice camera rettangolare da cui si accede ad una piccola camera più interna, poche sono le scene parietali sopravvissute: un figlio presenta liste di offerte [al defunto e a sua moglie] (?); poco oltre, su tre registri sovrapposti, scene del corte funerario con statue di anubi/sciacallo trasportate verso il tempio tra due sicomori, altre scene del corteo con Anubi sotto un padiglione con tre dee femminili mentre la moglie (?) canta dinanzi al defunto seduto sotto una palma.

Parete est della cappella funebre. Da un’edicola tra due alberi parte un corteo funebre. Foto: Museo Egizio di Torino

Sul soffitto a volta, i Campi di Aaru con Harsheri, Scriba reale del Signore delle Due Terre,e la moglie intenti nella mietitura; frammenti di altre scene con palme e del Libro delle Porte; frammenti del defunto e della moglie che adorano un demone guardiano armato di coltello e resti di pesci e tartarughe in un laghetto.

Parete est della cappella funebre. Il corteo funebre. Foto: Museo Egizio di Torino

Nella camera più interna, il defunto e la moglie adorano Ra-Horakhti e Amon-Ra e tracce di testo con il defunto, la moglie e alcuni bambini[9].

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 311.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, p. 34
  5. Gardiner e Weigall 1913, pp. 34-35
  6. Gardiner e Weigall 1913, p. 35

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      In TT335 un dipinto parietale rappresenta Amenemopet che offre fiori ai suoi genitori, Minmose ed Esi, ma non è specificato quale legame di parentela esista tra Nakhtamon e Amenemopet

[7]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 311.         

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 312.

Necropoli tebane

TT214 – TOMBA DI KHAWEY

Khawey in geroglifici
 Planimetria schematica della tomba TT214[1] [2]

Epoca:                                   XIX – XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
KhaweyCustode nel Luogo della Verità[5]; servo di Amon in LuxorDeir el-MedinaXIX-XX dinastiatomba meridionale, a metà della collina e a sud della TT2

Biografia

Uniche notizie ricavabili dalle decorazioni parietali, il nome della moglie, Tawert, e del figlio Huy[6].

La tomba

L’ingresso della TT214[9]

TT214 è costituita da una cappella superiore e da un appartamento funerario sotterraneo cui si accede per il tramite di un pozzo sito nel cortile antistante la cappella. Sulle pareti del cortile, una stele (1 in planimetria[7]) recante una doppia scena del defunto inginocchiato dinanzi ad Amon e Ra-Horakhti, e del defunto e la moglie dinanzi a Osiride. Un breve corridoio, sulle cui pareti, molto danneggiate, (2) sono rappresentati il defunto e la moglie dinanzi a Osiride e alla dea dalla testa di serpente Mertseger, adduce alla cappella; su una parete (3), solo abbozzati, un uomo seduto e un falco e frammenti di decorazione.

Prospetto ortogonale della camera funeraria sotterranea della TT214[9]

Un pozzo nel cortile, al cui fondo si snoda una rampa di scale, immette all’appartamento funerario sotterraneo che consta di una anticamera in prosecuzione della scala, di una sala trasversale, in cui si apre una sala laterale, e una seconda scala che conduce alla camera funeraria. Sulle pareti: (4-5) due guardiani ai lati della porta di accesso e la personificazione dell’Occidente con una torcia tra due Anubi/sciacalli. Poco oltre (6) duplice scena del defunto inginocchiato dinanzi a una dea/cobra e il defunto e la moglie in adorazione del dio Harsiesi come falco. Sulla parete opposta (7) in due scene, il defunto adora Maat e Thot quale babbuino, e il defunto e la moglie adorano Hathor. Sul fondo (8) il figlio Huy dolente sulla mummia, poggiata su un letto, protetta da Anubi.

Miglioramento della leggibilità delle iscrizioni della TT214 in fotogrammetria[9]

Da questa tomba, e segnatamente da una nicchia forse della camera funeraria, provengono alcuni frammenti di scene del defunto inginocchiato in adorazione di Amon-Ra (Museo Egizio di Torino, cat. 9512, 9503).

Una tavola di offerte intestata al defunto, oggi al Scheurleer Museum de L’Aia (cat. 1098), proviene molto probabilmente dalla TT214[8].

Fonti

  1. ^ Porter e Moss 1927,  p. 310.
  2. ^ Gardiner e Weigall 1913
  3. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  4. ^ Gardiner e Weigall 1913, p. 34
  5. ^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 34-35
  6. ^ Gardiner e Weigall 1913, p. 35

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 311

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 308.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 310.

[9]        Mandelli, Alessandro, et al. “Digital twin and 3d documentation of a Theban tomb at Deir Al-Medina (Egypt) using a multi-lenses photogrammetric approach.” The International Archives of the Photogrammetry, Remote Sensing and Spatial Information Sciences 43 (2021): 591-597.