versante sud del wadi, al limite della collina settentrionale
Biografia
Nessuna notizia biografica ricavabile dalle poche e malridotte pitture parietali[5].
La tomba
Le offerte a Taty ed alla moglie. Da: Davies, N. de G., Five Theban Tombs (1913)
Planimetricamente la tomba si presenta con un’unica sala longitudinale sulle cui pareti è ancora leggibile un unico rilievo rappresentante il defunto e la moglie con un uomo e una donna che offrono loro libagioni. Sono anche presenti tracce di un dipinto, non ultimato, con portatori di offerte, cibi e birra, nonché arpiste e altre musiciste (?), e uomini nell’atto di scolpire una stele e scavare la tomba.
Diverse squadre di artigiani all’opera nella costruzione decorazione della tomba di Taty. (Davies, 1913: fig. 39).
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 262.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
versante nord del wadi, circa 30 m a ovest e più in alto della TT152
Biografia
Nessuna notizia biografica ricavabile dalle poche e malridotte pitture parietali[5].
La tomba
Il giardino funerario. Rilievo di N. de Garis Davies
Planimetricamente la tomba, non ultimata, propone la forma a “T” capovolta tipica delle sepolture del periodo. Pochi e non ultimati i dipinti parietali: nella sala trasversale, su due registri sovrapposti, il defunto seguito da un altro uomo che reca un mazzo di fiori, preti in atto di offrire libagioni e due donne dinanzi al pilone di un tempio e il defunto, seguito da alcune donne dinanzi ad Amenhotep I, alla regina Ahmose Nefertari e Thutmosi III assisi sotto un chiosco. Nel corridoio che adduce alla camera successiva i resti di testo illeggibili[6].
Un sovrano riceve le offerte. Rilievo di N. de Garis Davies
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 262.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
versante nord del wadi, pochi passi a ovest della TT151
Biografia
Nessuna notizia biografica ricavabile dalle poche e malridotte pitture parietali[5].
La tomba
Planimetricamente la tomba propone la forma a “T” capovolta tipica delle sepolture del periodo, con sala trasversale subito dopo l’ingresso e sala quasi quadrata perpendicolare alla precedente. Pochi e molto danneggiati i dipinti parietali: nella sala quadrata su due registri sovrapposti un uomo in offertorio e un uomo dinanzi ad un braciere per libagioni; poco oltre su tre registri i resti della processione funeraria con uomini che accompagnano un toro verso Anubi e la Dea dell’Occidente (Hathor)[6].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 255.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Scriba del censimento del bestiame della Divina Sposa di Amon; Amministratore della Divina Sposa di Amon
Dra Abu el-Naga
XVIII dinastia (Thutmosi IV ?)
versante nord del wadi; a ovest della TT150
Biografia
Nebnufer, COntabile del bestiame della Divina Sposa di Amon, fu suo padre; Men sua madre. Nefertere fu sua moglie[5].
La tomba
TT151 si presenta, planimetricamente, con struttura a “T” rovesciata, tipica delle sepolture del periodo, non simmetrica; un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale in cui (1 in planimetria[6]) su due registri sovrapposti il defunto e la moglie e alcuni portatori di offerte; sulla parete opposta (2), su quattro registri, il censimento del bestiame, la cattura di alcuni tori, e la preparazione del foraggio per il bestiame negli stalli. Oltre la porta, che adduce alla sala perpendicolare alla precedente, offertorio del defunto e della moglie ai propri genitori e un uomo a sua volta offerente al defunto; sulla parete opposta (3) resti di testi relativi a liste di offerte e il defunto e la moglie in offertorio.
Hety censisce il bestiame nelle stalle della Divina Sposa di Amon. Rilievo di N. De Garis Davies
Un altro corridoio (5), sulle cui pareti il defunto e testi dedicati ai quattro Figli di Horo, immette alla sala, perpendicolare alla precedente, sulle cui pareti sono rappresentate (6-7), su due registri, preti che offrono abiti e torce al defunto e alla moglie, e sei navi di cui tre in navigazione; al termine della pittura parietale, Anubi. Sulla parete opposta (8) la processione funeraria con il traino del sarcofago e preti in atto di offrire libagioni in presenza di prefiche e portatori di suppellettili funebri. Sulla parete di fondo (9) Osiride riceve le offerte[7].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 30
Porter e Moss 1927, p. 261.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Nota: i casi di omonimia sono stati gestiti aggiungendo ai nominativi dei titolari un progressivo in numeri romani tra parentesi quadre (es.: Amenmose [I]; Amenmose [II]). Tali progressivi NON hanno alcuna valenza temporale o storica, ma servono solo per differenziare due titolari (nessuna indicazione è stata, ovviamente, riportata per i titolari “sconosciuti”).
titolo perso, Supervisore del bestiame di Amon[5].
Dra Abu el-Naga
tarda XVIII dinastia
versante nord del wadi che delimita la collina settentrionale
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile è il nome della moglie, Iatib, Concubina reale[6].
La tomba
La tomba non è ultimata, ma planimetricamente avrebbe presentato struttura a “T” capovolta tipica del periodo con sala trasversale dopo l’ingresso, sala perpendicolare alla precedente e camera laterale.
Solo la sala trasversale presenta rappresentazioni parietali del defunto e della moglie con un pilastro Djed, nonché una doppia scena del defunto e della moglie dinanzi a Osiride e Anubi; poco discosto l’abbozzo di un cumulo di melograni e grappoli di uva su tralicci[7].
Fonti
^ Gardiner e Weigall 1913
^ Donadoni 1999, p. 115.
^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29
^ Porter e Moss 1927, p. 261.
^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]Secondo Gardiner e Wilkinson, che pubblicano nel 1913, non sono noti i titoli del defunto che, però, risultano nel “Theban Necropolis” di Porter e Moss ed. 1927 e 1970.
Scriba reale delle tavole del Signore delle Due terre; supervisore dei cacciatori di Amon
Dra Abu el-Naga
XIX-XX dinastia
in alto sulla collina principale,a nord di TT233
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile è il nome della moglie, Sitmut[5].
La tomba
Il cortile da cui si accede alla TT149. Le mura sono aggiunte successive risalenti alla XX Dinastia e al III Periodo Intermedio. Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2018). The tomb of Amenmose (TT149) and the title sš wdḥw: preliminary results of current work in Dra Abu El-Naga. Bulletin of the Australian Centre for Egyptology, 26, 53-70.
Planimetricamente TT149 si presenta con struttura a “T” capovolta tipica del periodo. Sul fondo, angolo sud, si apre un accesso alla vicina TT17.
Frammenti di cartonnage ritrovati nel corile antistante la TT149. Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2018). The tomb of Amenmose (TT149) and the title sš wdḥw: preliminary results of current work in Dra Abu El-Naga. Bulletin of the Australian Centre for Egyptology, 26, 53-70.
L’accesso si apre in una corte; dopo un corridoio si accede ad una sala trasversale sulle cui pareti, alquanto danneggiate, sono rappresentati brani del Libro delle Porte e fregi rappresentanti Anubi, quale sciacallo, e simboli di Hathor. Un secondo corridoio, sulle cui pareti è rappresentato il defunto in presenza di Ra-Horakhti, Maat, Iside e Osiride su un lato e il defunto inginocchiato dinanzi ad una divinità con testa di falco (forse Horus, a Osiride, Iside e Nephtys, immette in una sala perpendicolare alla precedente, di forma rettangolare.
Frammenti di un blocco decorato del cortile della TT149. Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2018). The tomb of Amenmose (TT149) and the title sš wdḥw: preliminary results of current work in Dra Abu El-Naga. Bulletin of the Australian Centre for Egyptology, 26, 53-70
Scene del defunto e della moglie dinanzi a Ra-Horakhti e alla dea dell’Occidente (Hathor), nonché dinanzi ad Amenhotep I e alla regina Ahmose Nefertari. Sul fondo, in una nicchia, le statue del defunto e della moglie assisi; sulle pareti della nicchia, il defunto inginocchiato in adorazione di Osiride e Ra-Horakhti[6].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Porter e Moss 1927, p. 260.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
Planimetria completa della TT148, con il complesso di stanze funerarie che si dipartono dalla sala longitudinale in un complesso sotterraneo usato probabilmente dai successori di Amenemopet. Fonte: osirisnet.net
in alto sulla collina principale, in area che guarda verso il Tempio funerario di Seti I
Biografia
Amenemopet, Terzo Profeta di Amon, il più grande dei Profeti di Ra in Tebe, Alto prete di Mut nell’Isheru[5] era il titolare della Tomba TT148. Nonostante il suo nome risulti anche in altre localizzazioni, nel tempio di Karnak in un’iscrizione dell’anno III di Ramses IV, e nella tomba TT158 di suo padre, Thonefer, a sua volta Terzo Profeta di Amon e Primo Profeta di Mut, la TT148 resta la fonte primaria, ampia e dettagliata, di notizie sulla sua biografia.
Amenemopet con suo padre, Thonefer. Fonte: osirisnet.net
Nefertere, Capo dei musicisti di Amon, fu sua madre, mentre Tamerit, a sua volta Capo dei musicisti, e Tamit, Cantatrice di Amon, furono le sue mogli. Amenhotep, Profeta di Amon, fu suo nonno e Henutmete, anch’essa Capo dei musicisti di Amon, fu sua nonna. Ramsesnakht, Grande prete di Amon fu il padre della moglie Tamerit e Adjedtat sua madre; Siese, Alto prete di Onuris in Thinis, fu il padre della moglie Tamit, e Tawenesh, Capo dei musicisti di Onuris, fu sua madre[6].
Henutmete, nonna di Amenemopet. Fonte: osirisnet.net
Usermaatrenakht, Primo Profeta di Mut in Karnak e Mutemwia, Capo dei musicisti di Mut, furono i suoi figli. Amenhotep, Quarto Profeta di Amon; Usermont, Prete sem[7] nel tempio di Neb-maat-Ra (Amenhotep III); Amenemone, Padre del dio di Amon in Karnak; Bakenkhons, Supervisore del bestiame degli altari di Amon; Penpare, Padre del dio di Amon in Karnak, furono i suoi fratelli, mentre Ta-[henut]-pameter, Capo dei musicisti di Montu, e Henut-tawy, Cantatrice di Amon, furono sue sorelle.
I fratelli e le sorelle di Amenemopet. Foto: kairoinfo4u
Suoi cognati, rispettivamente mariti di Te-[henut]-pameter e di Henut-tawy, furono Djehutyhotep , Primo Profeta di Montu e Bakenkhons, Gestore delle tasse e supervisore del bestiame nel dominio di Usermare-Meryamon (Ramses III). Zii paterni furono Amenemope, Padre del dio e supervisore del bestiame degli altari di Amon, sposato con Sekhmet, Cantatrice di Amon in Karnak; Baketamon e Sheritre, Cantatrici di Amon furono sue zie paterne; Hutiay, Capo dei musicisti di Amon, moglie di To, […] della dimora di [Usermare-Meryamon] nel dominio di Amon furono suoi zii paterni. Taynedjemet, Cantatrice di Amon, moglie di Nebsumenu, Maestro della scuderia della residenza e Amministratore dei domini di Amon, furono ancora suoi zii paterni mentre Amenmose, Padre del dio fu gestore delle tasse e Sindaco di Tebe.
L’albero genealogico di Amenemopet
La tomba
I riferimenti testuali ricavabili dalla TT148, nonché lo stile dei dipinti parietali, lascia intendere che la sepoltura sia stata realizzata, o quanto meno ultimata, durante i regni dei faraoni Ramses III, Ramses IV e Ramses V della XX dinastia. La scarsa qualità della pietra[8] e l’uso come abitazioni perpetrato dalle popolazioni locali per secoli[9], ha danneggiato pesantemente le pitture e i rilievi che, comunque, erano di ottima fattura. Il primo europeo a visitare TT148 fu Lord Belmore[10] nel 1817, seguito nel 1825 da James Burton e da Ippolito Rosellini nel 1829. Un primo sommario delle iscrizioni risale al 1844 e ad Heinrich Abeken[11] della spedizione di Karl Richard Lepsius, ma solo nel 1910-1911 venne apposta una porta in ferro, rilevata da Arthur Weigall e Alan Gardiner. La prima pubblicazione di un certo rilievo relativa alla TT148 risale al 1981[12].
TT148 si apre in un cortile[13]; la facciata, scavata nella collina, è pesantemente danneggiata nella parte sinistra, attraversata peraltro da una profonda crepa, mentre la parte destra, a nord-est, è meglio conservata. Qui a circa 3,50 m dal suolo, si notano le tracce di quel che poteva verosimilmente essere l’appoggio per lastre che costituivano un porticato colonnato, il che viene confermato da una base circolare di colonna che si trova a circa 2,20 m dalla facciata. la tomba presenta, planimetricamente, la struttura a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo; un breve corridoio, sulle cui pareti (1 in planimetria[14]) sono intuibili resti di testo, dà accesso ad una sala trasversale[15] in cui (2) su due registri sovrapposti, sono visibili i resti di scene varie tra cui un prete sem è dinanzi ad una divinità, mentre il defunto viene da Thot presentato a Osiride alla presenza di una dea con testa leonina che brandisce coltelli; sono inoltre rappresentate scene di banchetto in cui il defunto, come prete sem a sua volta offre al re Amenhotep I[16].
Thot conduce Amenemopet al cospetto di Osiride. Fonte: osirisnet.net
Sul lato corto della sala (3) tre statue del defunto, della moglie e di un giovane figlio nonché resti di dipinti di portatori d’offerte; seguono, su tre registri (4), il defunto ricompensato da Ramses III, con testi che richiamano l’anno 27° di regno; il re è protetto da una dea Iside alata. Seguono su due registri sovrapposti (5) i resti di scene del defunto ancora premiato da un principe (o un re) assiso sotto un chiosco. Dall’altra parte del corridoio che immette nella sala perpendicolare (8), un uomo con elenchi di offerte e testi di adorazione per Osiride; una statua del defunto assiso si trova (7) sulla parete corta a est seguita (6) da personaggi non identificabili seduti.
Amenemopet rappresentato due volte ai lati di Osiride, al centro. Foto: kairoinfo4u
Un altro corridoio (9), sulle cui pareti il defunto e la moglie e i resti di inni ad Amon-Ra, adduce alla sala, perpendicolare alla precedente[17], sulle cui pareti sono visibili scene della processione funeraria con servi che recano cibi in ceste a Ra-Horakhti, Iside e Nephtys; segue (11) scene del defunto (?) seduto e (12) della Confessione negativa. Sul sarcofago, quasi al centro della sala (10), il dio Thot adora un babbuino[18], una divinità con testa di falco (forse Horus), e un’altra con testa di coccodrillo (forse Sobek); nuovamente Thot che adora una divinità con testa umana, Anubi e un montone (simbolo forse di Amon).
Il sarcofago di Amenemopet abbandonato da Lord Belmore in questa posizione ritenendolo non sufficientemente prezioso. Fonte: osirisnet.net
Un terzo corridoio, sulle cui pareti (13) scene di adorazione di Osiride con Iside e Nephtys, immette in una sala interna in prosecuzione della precedente; sulle pareti (14), su due registri, Sekhmet e una divinità con testa di falco, un serpente al centro (15) con il defunto a destra e Osiride e due file di divinità a sinistra. Sul fondo (16) tre statue con il defunto al centro e due donne ai lati; sui muri laterali, il defunto adora un dio con testa di falco, a sinistra, e Ra-Horakhty a destra[19].
Gruppo statuario di Amenemopet, sua moglie Tamerit e la loro figlia, Mutemuia. Foto: kairoinfo4u
Dalla camera longitudinale, un passaggio in discesa adduce all’appartamento sotterraneo che presenta numerose camere funerarie, non decorate, in cui si trovano due sarcofagi in arenaria e tre in granito. Le camere funerarie non vennero realizzate contestualmente allo scavo di TT148, ma mano a mano che se ne rendeva necessario lo scavo per seppellire familiari del titolare. Il passaggio dalla sala longitudinale, verso ovest, è ampio circa 2 mq e scende per 31,65 m fino a raggiungere la camera funeraria principale in cui si apre l’accesso ad un’altra camera funeraria; lungo il corridoio si aprono 4 camere funerarie secondarie[20]. Dal corridoio longitudinale, in direzione opposta al corridoio discendente di cui si è detto, si apre un altro corridoio discendente, che forse doveva essere l’inizio di altre sepolture, di circa 8 m di lunghezza e 1,90 m di altezza nel suo punto massimo.
Horus raffigurato nel santuario (16). Fonte: osirisnet.net
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 30
Porter e Moss 1927, p. 259.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 30-31
Ockinga 2009.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 24-25.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5] Isheru era il lago sacro,a forma di mezzaluna, che si trovava nel recinto templare di Mut.
[7] Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.
[8] Molte sono le crepe all’interno di TT148 al punto che,a causa di una di queste particolarmente ampia, è conosciuta in campo egittologico, anche come “tomba della crepa”.
[9] Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall nel loro “Topographical Catalogue”, ed. 1913, ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo.
[10] Somerset Lowry-Corry, II Conte di Belmore (1774-1841), nobile e politico irlandese.
[11] Heinrich Abeken (1809-1872), teologo tedesco e consigliere della legazione prussiana presso il ministero degli esteri di Berlino.
[13] 14 x 12,90 m scavato nella roccia, in cui si aprono antiche crepe. All’ingresso del cortile si trovava un pilone costituito da due torri stimate in 3,45 m di larghezza e 2, 45 m di profondità; non nota l’altezza.
[14] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 256.
[15] Larghezza massima 15,20 m; profondità 3,36 e altezza 3,70 m.
[16] Un graffito, di Amonhirkhopeshef, figlio di Ramosi, si sovrappone al dipinto parietale.
camera n.ro 1, a circa 6 m dall’inizio del corridoio discendente, è larga 2,90 m, profonda 3,40 e alta 2,45 m;
camera n.ro 2, a 8,90 m dall’ingresso, larga 1,92, profonda 3,06 e alta 2,04 m;
camera n.ro 3, 1,89 di larghezza, 2,68 di profondità e 1,59 di altezza;
camera n.ro 4, 1,75 m di larghezza, 2,35 di profondità e 1,66 in altezza;
camera principale, l’ultima del corridoio discendente a circa 8 m di profondità rispetto all’ingresso del corridoio, di forma irregolare larga, mediamente, 3,60 m, profonda tra 3,50 e i 3,60 m, e alta 2,90 circa;
camera sussidiaria, larga 1,90 m, profonda 3,30 e alta 1,56
Capo dei maestri di cerimonie (?) di Amon nel “Luogo Eletto” (Karnak)
Dra Abu el-Naga
XVIII dinastia (Amenhotep III/ Tutankhamon) Terzo Periodo Intermedio
in alto sulla collina principale, sopra la TT13 e la TT14; a nord e più in alto della TT143
Biografia
Neferrenpet con la moglie, il cui nome rimane sconosciuto. Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2009). The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el Naga. Ancient History, 39(2), 205.
Originariamente assegnata a “sconosciuto”, anche a causa della fuliggine molto spessa che ricopriva le pareti, venne assegnata successivamente da un team australiano[6] a Neferronpet. I dati relativi al titolare, e alla moglie, risultavano abrasi e unica notizia biografica ricavabile, parzialmente, era forse il nome della moglie: Nefert[…][7]. Nel cortile antistante vennero rinvenuti due coni funerari[8], entrambi riferibili alla TT147 poiché analoghe informazioni vennero poi rinvenute, dopo le operazioni di pulizia, sulle pareti della tomba. Gli stessi recavano il nome “Neferronpet” e il titolo di “Scriba addetto al censimento delle mandrie di Amon”[9].
La tomba
Fig. 2 planimetria completa della TT147 e dei complessi funerari
La datazione della tomba non è ricavabile da indicazioni di sovrani regnanti, bensì da specifiche caratteristiche dei rilievi parietali e criteri architetturali, nonché da particolarità dei reperti rinvenuti nella camera funeraria[10].
L’ingresso della TT147. Foto L. Donovan, da: Ockinga, B., & Binder, S. (2009). The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el Naga. Ancient History, 39(2), 205.
La TT147 presenta, planimetricamente, la struttura a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo; un breve corridoio, sulle cui pareti (fig. 1: n.1[11]) è rappresentato il defunto, la moglie e la famiglia che offrono cibi cotti, nonché inni a Ra, dà accesso ad una sala trasversale in cui (2) il defunto e la moglie offrono libagioni su un braciere e uomini riempiono giare; seguono (3) scene di uomini che offrono mazzi di fiori al defunto e alla moglie e, su tre registri sovrapposti, scene di banchetto funebre.
Scene del banchetto funebre. Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2009). The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el Naga. Ancient History, 39(2), 205.
I resti di una stele (4), su uno dei lati corti della sala, rappresentano scene di di portatori di offerte; poco oltre (5-6-7) il defunto ispeziona lavori agricoli tra cui il raccolto del lino e, su due registri sovrapposti, un uomo che offre mazzi di fiori al defunto, alla moglie e a una figlia di cui non è riportato il nome. Oltre la porta che adduce alla sala perpendicolare (12), una fanciulla offre una ciotola al defunto e alla moglie; seguono i resti di una stele (11) di rilievi non leggibili e (10) un uomo e una donna in offertorio al defunto e alla moglie; poco oltre (9), i resti di una stele con portatori di offerte e (8) il defunto seguito da due file di portatori, che offre libagioni.
Un altro corridoio (13), sulle cui pareti il defunto e la moglie sono dinanzi a Osiride, adduce alla sala, perpendicolare alla precedente, sulle cui pareti sono rappresentate (14), su tre registri sovrapposti, scene della processione funeraria e di trasporto di suppellettili, comprese statue del defunto, e dei pellegrinaggi ad Abydos e a Busiris nonché cerimonie rituali sulla mummia e il figlio in offertorio al padre e alla madre.
Particolare della processione funebre con il misterioso tekenu. Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2009). The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el Naga. Ancient History, 39(2), 205.
Sulla parete opposta (15) un uomo in offertorio al defunto (?) e scene di banchetto. Sul fondo (16) due scene del figlio che offre fiori ai genitori e di una figlia che analogamente offre mazzi di fiori ai due[12].
Durante gli scavi del team australiano sono state individuate due ulteriori fasi di riuso della TT147 evidenti sia architetturalmente che negli apparati pittorici[13]: (riferimenti tratti dalla fig. 2) a sud della Sala Grande (Broad Hall), con accesso dal cortile esterno, si apre un complesso funerario denominato “B” risalente al periodo ramesside; un secondo complesso, “C”, leggermente più in basso rispetto al piano della TT147, si apre nella parete nord della Sala Lunga (Long Hall). È verosimile che questa sepoltura giustifichi la realizzazione di un Secondo Recinto nel Cortile.
L’esame stratigrafico ha consentito di accertare che, data anche la posizione più bassa, tale complesso ha subito almeno otto alluvioni[14] il che giustifica le pessime condizioni. Tuttavia gli strati di fango qui esistenti, e nel cortile, hanno consentito di conservare oggetti che consentono di datarlo al Terzo Periodo Intermedio.
Rinvenimenti
Il tipo dei ritrovamenti provenienti dalla TT147 riflette la storia delle inondazioni cui la tomba fu soggetta.
Oggetti in ceramica, e alcuni ushabty, consentono l’assegnazione a 4 fasi di uso e riuso del sito[15].
Fase 1
Sul pavimento della camera funeraria sono stati rinvenuti oggetti che risalgono al primo uso della tomba e che sono databili a un periodo compreso tra i regni di Amenhotep III e Tutankhamon.
Nel piazzale antistante sono stati rinvenuti vasi dipinti lasciati dagli operai quando la decorazione della tomba fu abbandonata. Nel piazzale furono rinvenuti anche i resti di ceramiche rosse che erano state frantumate nel rituale noto come “rompere i vasi rossi” che era parte del rituale funerario.
Fase 2
Gli oggetti che datano alla seconda fase dell’uso della TT147 provengono dal complesso sepolcrale “B”; particolarmente interessanti sono i frammenti di un coperchio di sarcofago in legno e di un pettorale dello stesso materiale che si attestano al periodo Ramesside.
Fase 3
Evidenze del terzo riuso provengono dalla camera funeraria: sullo strato di fango essiccato che ricopre il pavimento della camera funeraria principale è evidente la traccia lasciata da un sarcofago in legno. Il sarcofago fu evidentemente deposto dopo un incendio, e prima di una serie d’inondazioni; la traccia lasciata dal sarcofago evidenzia la presenza di liste in legno che ne costituivano la base e che derivano da un metodo di costruzione conosciuto come risalente al Terzo Periodo Intermedio.
Questa datazione è ulteriormente suffragata da altri particolari, come un set quasi completo di ushabty della camera funeraria.
Fase 4
A questa fase risalgono parecchi piccoli frammenti di ushabty di faience blue, comuni nel Terzo Periodo Intermedio, che vennero trovati nella Sala Lunga (Long Hall) e nel cortile. Alcuni sono iscritti per il “Padre del Dio Amon Ra Nes-pauty-Tawy” così come un frammento di cartonnage ritrovato nel cortile.
Ushabty in faience di un sacerdote di Amon chiamato Nes-pauty-tawy ritrovati nella TT147, probabilmente risalenti al III Periodo Intermedio.Da: Ockinga, B., & Binder, S. (2009). The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el Naga. Ancient History, 39(2), 205.
Nes-pauty-Tawy compare anche nell’iscrizione che accompagna la decorazione nell’architrave sopra l’accesso che dalla Sala Lunga porta al complesso “C”.
Cancellazioni delle iscrizioni parietali
Particolare interesse suscita l’esame delle cancellazioni che risultano eseguite in due distinte fasi caratterizzate da differenti fattori e in altrettanto differenti periodi storici[16].
La prima risale al periodo amarniano, in un arco di tempo molto prossimo alla realizzazione della TT147 (1350 a.C. circa). Si tratta, infatti, di abrasioni derivanti da motivi religiosi contro il dio Amon. L’asportazione avvenne con relativa cura realizzando incisioni asportando, ove necessario, il nome del Dio, lasciando in evidenza il substrato in fango integrato di paglia applicato direttamente sulla roccia sottostante.
Quando il nome “Amon” faceva parte del nome di persona fu ugualmente rimosso come in altri casi di gruppi di geroglifici usati per scrivere il plurale della parola “Netjeru”, Dei, o come parte della parola “Pesedjet”, ovvero Enneade.
Furono anche cancellati oggetti di culto associati al culto di Amon.
La seconda fase di cancellazione è, molto probabilmente, associabile al susseguente riuso della tomba, nel Terzo Periodo Intermedio, per il Prete di Amon Nes-pauty-tawy. In questo caso i nomi del precedente titolare della tomba, Neferronpet e di sua moglie, della XVIII dinastia, sono stati cancellati senza però danneggiare la superficie dell’intonaco. Il nome di Nes-pauty-tawy ricorre 36 volte nella scena che sovrasta la porta che, dalla Sala Lunga (Long Hall) dà accesso al complesso “C”.
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 28
Porter e Moss 1927, p. 258.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5] “Ancient History: resources for Teachers”, vol. 39/2, 2009, Boyo Ockinga e Susanne Binder (Australian Archaeological Fieldwork), “The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el-Naga”, pp. 205-247.
[6] Australian Centre for Egyptology and the Rundle Foundation of Egyptian Archaeology.
[8]I coni funerari provenienti dalla TT147 furono ritrovati in differenti posizioni, nel cortile e nel riempimento del passaggio di accesso, e sono catalogati con i n.ri 464 e 459 dei reperti di Davies e Macadam –.
[9] “Ancient History: resources for Teachers”, vol. 39/2, 2009, Boyo Ockinga e Susanne Binder (Australian Archaeological Fieldwork), “The Macquarie Theban Tombs Project: 20 years in Dra Abu el-Naga”, pp. 219-220.
[10] Sono stati individuati precisi richiami stilistici ad altre rappresentazioni esistenti in altre tombe: TT69 di Menna; TT52 di Nakht; TT181 di Nebamon e Ipuky.
[11]La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 256.
[13] “Ancient History: resources for Teachers”, vol. 39/2, 2009, pp. 222-223.
[14]“Ancient History: resources for Teachers”, vol. 39/2, 2009, p. 223 (nota 35).
[15] I dati relativi alle quattro fasi di uso e riuso della TT147 sono ricavati da “Ancient History: resources for Teachers”, vol. 39/2, 2009, pp. 224-228.
[16]“Ancient History: resources for Teachers”, vol. 39/2, 2009, pp. 229-230.
Supervisore dei granai di Amon, Contabile del grano, iny[5]della Sposa del Dio
Dra Abu el-Naga
XVIII dinastia (Thutmosi III)
più in basso, non lontana a nord-ovest del deposito, nei pressi della casa di Sayya Ahmed
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile da un cono funerario, il nome della moglie: Suitnub[6].
Uno dei coni funerari relativi a Nebamon. Da: Betrò, Marilina. “Un cono funerario dall’area di MIDAN 05 a Dra Abu el-Naga e il problema della tomba perduta di Nebamon.” Egitto e Vicino Oriente (2010): 5-16.
La tomba
La facciata d’ingrsso della TT146. Da: Kampp, Friederike. Die thebanische Nekropole: zum Wandel des Grabgedankens von der XVIII. bis zur XX. Dynastie. von Zabern, 1996.
La tomba non è accessibile[7]; è noto da vecchi disegni che sulla facciata era rappresentato un uomo che semina e alcuni maiali che calpestano il grano. Proviene probabilmente da questa sepoltura un frammento di stele con rappresentazione di ushabti, del defunto e della moglie[8].
La stele di Nebamon e la tavola in calcare con rappresentazione degli ushabti di Nebamon e della moglie dalla TT 146. Da: Betrò, Marilina. “Un cono funerario dall’area di MIDAN 05 a Dra Abu el-Naga e il problema della tomba perduta di Nebamon.” Egitto e Vicino Oriente (2010): 5-16.
Fonti
^ Gardiner e Weigall 1913
^ Donadoni 1999, p. 115.
^ Gardiner e Weigall 1913, p. 28
^ Porter e Moss 1927, p. 258.
^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 28-29
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5]Titolo ricavabile dal Cono funerario, ma non noto o identificabile.