Necropoli tebane

TT79 – TOMBA DI MENKHEPERRASENEB

Planimetria schematica della tomba TT79[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
MenkheperrasenebSupervisore ai granai del Signore delle Due Terre; Prete “wab[5] presso il tempio di Thutmosi III[3]Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III – Amenhotep II -?-)in alto sul versante est della collina, a sud delle TT80 e TT81; a nord della TT88

Biografia

Unici dati biografici rilevabili, il nome del padre, Minnakht, titolare della tomba TT87, Supervisore ai granai dell’Alto e Basso Egitto, e quello di un figlio, Nebenmaat, Scriba del tempio funerario del faraone Thutmosi III.

La tomba

La tomba non è ultimata; un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale secondo la planimetria tipica delle tombe del periodo; da questa si diparte una seconda sala perpendicolare alla prima non ultimata. Sulle pareti alcuni dipinti, molto rovinati, rappresentano scene di ispezione e di offerte alla festa di Amon, con un uomo che guida un toro e un altro che indirizza alcune oche.

Renenutet rappresentata come un cobra nella TT79. Da: Guksch, Heike. Die Gräber des Nacht-Min und des Men-cheper-Ra-seneb: Theben Nr. 87 und 79. Vol. 3400. von Zabern, 1995.

Scene del defunto e della famiglia a pesca e a caccia di uccelli; in scena poco discosta le operazioni di pulizia del pescato e offerte alla dea Thermutis. Una stele reca testi autobiografici del defunto e, poco discosto, il defunto, con la moglie e il figlio Nebenmaat in offertorio e, poco discosto, scena di banchetto cui partecipano anche musiciste (flauto doppio, arpa e lira) e un arpista che accompagnano la danza di una fanciulla. Un’ultima scena rappresenta un negozio di macelleria e uomini che preparano cibi, cucinano e colmano giare di vino.

Cono funerario di Menkheperraseneb. Met Museum (MET, 30.6.55)

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 156.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 156.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 156-157.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

Necropoli tebane

TT78 – TOMBA DI HAREMHAB

Planimetria schematica della tomba TT78[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Haremhab[5]Scriba reale e Scriba delle reclute, Capitano degli arcieri e Sovrintendente del bestiame reale [3]Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III – Amenhotep III)in alto sul versante est della collina, sopra la TT81

Biografia

Uniche notizie biografiche ricavabili dalle rappresentazioni parietali della TT78 sono il nome della madre, Esi, della moglie, Ithuy e di due dei tre fratelli raffigurati, Amenhotep ed Amenemhat.

Amenhotep (a sinistra), Amenemhat (al centro) ed un terzo fratello, la cui figura è stata interamente scalpellata (a destra). Fonte: osirisnet.net

La tomba

Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale secondo la planimetria a “T” rovesciata tipica delle tombe del periodo. Sulle pareti: (1 in planimetria) scene danneggiate del defunto e della moglie (?) in atto di offertorio con incenso su un braciere; seguono (2) il defunto e la moglie seduti con due fanciulle, seguite da musiciste (liutiste e arpiste), che offrono vasi floreali e i resti di scene di banchetto.

I portatori di offerte. Fonte: osirisnet.net
Due musicisti ed una ballerina. Fonte: osirisnet.net

In una scena nella parte bassa, la donazione di alcuni tori, di cui uno con le corna inghirlandate. Sul lato corto della sala (3) una stele su due registri sovrapposti, il defunto in adorazione di Anubi e Osiride e il defunto e la moglie in atto di offertorio. Poco oltre (4), il defunto, preceduto da portatori di flabello, offre doni al faraone Thutmosi IV seduto, unitamente a una dea, sotto un’edicola; ancora il defunto che presenzia alla contabilità di provviste per i magazzini di Thutmosi IV mentre tre uomini (fratelli del defunto?) recano fiori, un toro con corna decorate, uno stambecco e una lepre.

Un cantante cieco accompagna il tempo battendo le mani. Fonte: osirisnet.net

Oltre il corridoio che dà accesso ad una sala perpendicolare, (8) Thutmosi IV seduto sotto un padiglione che riceve dal defunto, distribuiti su cinque registri sovrapposti, tributi da paesi stranieri, dallo stesso Egitto (compresi alcuni cavalli), vasi e un montone da Siriani, prodotti tipici nonché donne e bambini, e bestiame, dalla Nubia. Questi ultimi, tra cui alcuni danzatori, suonatori di trombe e tamburi, sono scortati da soldati egizi.

Una principessa di Kush saluta Haremhab. Fonte: osirisnet.net

Sul lato corto orientale (7) una stele con lo sciacallo Upuaut e uomini in atto di offrire libagioni; poco oltre (6) una fanciulla offre un vaso al defunto e alla madre (?), i resti di scene con personaggi e il defunto con la piccola principessa Amenemopet (?) sulle ginocchia mentre due fanciulle offrono fiori e una flautista accompagna il ballo di due danzatrici; sono presenti anche tre musicisti ciechi, un arpista, un liutista e un cantante. Segue (5) scena del defunto (?) e di portatori di offerte.

Parata di cavalli. Fonte: osirisnet.net

Un corridoio dà accesso ad una sala perpendicolare alla precedente sulle cui pareti sono rappresentate (9) scene della processione funeraria, con buoi dalle corna decorate che trainano il sarcofago e statuette del “ba” del defunto.

Il corteo funebre; al centro il misterioso “tekenu” trasportato su una slitta. Fonte: osirisnet.net

In altra scena (10) un uomo con la lista delle offerte e mazzi di papiro dinanzi al defunto e alla moglie; poco oltre (11) scena di pesatura del cuore (Psicostasia) in presenza di Thot e Maat, cui partecipano anche i cartigli dei re Thutmosi III, Thutmosi IV, Amenhotep II e Amenhotep III sovrastati da Osiride.

La pesatura del cuore di Haremhab. Fonte: osirisnet.net

Sulla parete opposta (12) i riti di purificazione sulla mummia e il trasporto di due sarcofagi e liste di offerte rituali; poco oltre (13) il defunto e la famiglia a pesca e mentre si dedica alla caccia di uccelli.

Gli oggetti rituali comprendono l’Oro dell’Onore (a destra) e i simboli regali, comprese le corone ed una maschera funeraria oltre al flagello ed al pastorale (a sinistra). Fonte: osirisnet.net

Tale sala termina, senza corridoio, in un’altra quasi quadrata, priva di pitture parietali leggibili, il cui soffitto è sorretto da quattro pilastri.

Reperti musealizzati

Sono provenienti da questa tomba:

  • frammenti di testo parietale e di una scena di pesca al Museo Egizio di Firenze (cat. da 2470 a 2474);
  • frammenti di una stele rappresentante lo sciacallo Upuaut che sovrasta il defunto inginocchiato in adorazione Museo del Louvre (cat. 68-70).

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 152.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 152.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 152-155.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Omonimo del faraone Horemheb, successore di Ay e Tutankhamon. Di questo re si sa che fu “scriba delle reclute” nell’area siro-palestinese, ma si esclude possa trattarsi del titolare della TT78 che servì sotto i faraoni Thutmosi III e Amenhotep III.

Necropoli tebane

TT77 – TOMBA DI PTAHEMHAT

USURPATA SUCCESSIVAMENTE DA ROY

Planimetria schematica della tomba TT77[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Ptahemhat, usurpata da Roy[5](Ptahemhat) Portatore di flabello del Signore delle Due Terre, Supervisore dei lavori nel Tempio di Amon, Figlio dell’harem / (Roy) Supervisore degli scultori del Signore delle Due TerreSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia (Thutmosi IV)alla sommità del versante est della collina, sotto la TT81; a nord della TT78

Biografia

Mogli, rispettivamente di Ptahemhat e Roy, furono Meryt (?) e Rahuy.

La tomba

L’ingresso della TT77

Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale secondo la planimetria tipica delle tombe del periodo. Sulle pareti scene di banchetto e di offertorio del defunto agli dei; Roy, secondo occupante della tomba, accompagnato dalla moglie che suona il sistro, e da alcuni uomini che recano mazzi di fiori, in offertorio alla Dea dell’Occidente (Hathor) e a Osiride.

Cottura del pane su dei bracieri. Fonte: osirisnet.net

Poco discosto, due preti in offertorio alla coppia. In un’altra scena il defunto, e altri uomini, recano doni al Tempio di Amon e al faraone Thutmosi IV, seduto sotto un padiglione.

Thutmosi IV sotto ad un padiglione. Fonte: osirisnet.net

Ai suoi piedi dieci prigionieri[6]; in altra scena, il defunto a banchetto in presenza di un concerto di musiciste, liutiste e arpiste, nonché di un suonatore di nacchere.

Scena di caccia alle anatre in una palude. Fonte: osirisnet.net

Un’ultima scena della sala trasversale vede il defunto (?) capeggiare una scorta militare per il re Thutmosi IV.

Renenutet raffigurata nella TT77. Fonte: osirisnet.net

Un corridoio, sulle cui pareti è effigiato il defunto in adorazione di Anubi, dà accesso ad una sala perpendicolare alla precedente sulle cui pareti sono rappresentate scene del corteo funebre e del pellegrinaggio ad Abydos, nonché immagini di scribi al lavoro.

Dettaglio del pellegrinaggio ad Abydos. Fonte: osirisnet.net

Un secondo corridoio adduce ad una seconda camera trasversale, anepigrafe, molto più piccola di quella di ingresso sul cui lato lungo si apre una nicchia, vuota.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  pp. 150-151.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 151.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 150-152.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Il “Topographical Catalogue” ed. 1913, di Gardiner e Weigall, indica come “non noto perché abraso” il nome del titolare e, in apposita nota, cita il nome di Tetime che, tuttavia, gli autori ritengono essere un errore. Il “Topographical Bibliography” di Porter e Moss, edizioni 1927 e 1970, indica invece, come titolari, Ptahemhat e Roy.

[6]      Al di sotto dei prigionieri sono presenti spazi, vuoti, in cui verosimilmente sarebbero dovuti esserne trascritte le etnie.

Necropoli tebane

TT76 – TOMBA DI TJENUNA

Planimetria schematica della tomba TT76[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
TjenunaPortatore di flabello alle destra del ReSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV)alla sommità del versante est della collina, sotto la TT81; a nord della TT78

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile dai rilievi parietali è il nome della moglie, Nebttaui.

La tomba

L’interno della TT76. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015)

Un breve corridoio dà accesso ad un’ampia sala con quattro pilastri. Al contrario di quanto avviene in gran parte della tombe del periodo, non esiste corridoio trasversale. Nell’angolo est della sala, si apre un accesso alla TT75.

Un sacerdote offre dei fiori a Tjenuna ed a sua moglie. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015)

Dei quattro pilastri, tre recano dipinti leggibili: su uno il defunto e la moglie, nonché testi sacri relativi alla Bella Festa della Valle; su un altro il defunto e la moglie in offertorio e, a loro volta, oggetto di offerte da parte di tre portatori di doni; sul terzo il defunto e (forse) la moglie si reca ad “adorare il disco solare”.

Thutmosi IV raffigurato nella TT76. Da: Bryan, Betsy M., and Peter F. Dorman, eds. Mural Decoration in the Theban Necropolis. Vol. 2. ISD LLC, 2023.

Sulle pareti, uno dei dipinti rappresenta Thutmosi IV e Hathor che ricevono dal defunto collari d’oro, mentre in altra scena una coppia (forse i genitori del defunto) vengono rappresentati seduti mentre alcuni uomini offrono fiori.

Tjenuna offre un collare d’oro a Thutmosi IV ed Hathor. Da: Deane, Margaret. “Damnatio Memoriae in Non-Royal tombs: case Studies in the Theban Necropolis.” (2015)

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 149.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 149.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 149-150.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

TT75 – TOMBA DI AMENHOTEP SISE

Planimetria schematica della tomba TT75[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Amenhotep SiseSecondo Profeta di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV)alla sommità del versante est della collina, sotto la TT81; a nord delle TT76 e TT78

Biografia

Uniche notizie ricavabili dai rilievi parietali sono il nome della madre, Paa, e della moglie, Roy.

La tomba

Amenhotep Sise guida il suo carro

Un corridoio dà accesso ad una sala trasversale non perfettamente ortogonale all’asse della tomba, comunque in linea con le planimetrie delle tombe del periodo. Uno dei dipinti parietali rappresenta il defunto, con figli e aiutanti, che ispeziona alcuni magazzini di Amon, nonché alcuni atelier di scultori e orafi, ed assiste alla pesatura di oro. In altre scene, il defunto controlla le forniture di grano, il raccolto e costruttori di carri.

Due figlie di Amenhotep Sise suonano il sistro. Foto: M. Hartwig

Un rilievo parietale su tre registri mostra il defunto controllare e presentare doni preziosi, tra cui alcune statue reali, al tempio di Amon; il defunto e la moglie a banchetto in presenza di un concerto di musiciste (arpiste, liutiste, flauto doppio e tamburelli) e di giovani danzatrici. Su uno dei lati corti una stele mostra il defunto purificato da quattro preti in presenza di un pilastro Djed.

Il tempio di Amon con un pilastro raffigurato frontalmente e due statue colossali del faraone di profilo. Rilievo di Davies (1923)

Un breve corridoio, sulle cui pareti è rappresentato il defunto nell’atto di abbandonare la tomba per “ammirare Amon nel suo sorgere”, dà accesso ad una camera asimmetrica in cui, due scene rappresentano il corteo funebre e un pellegrinaggio ad Abydos; un’altra scena rappresenta l’offertorio di alcuni preti al defunto e alla moglie. Sul fondo della camera, una breccia adduce alla TT76.

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 146.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 146.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 146-149.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

Necropoli tebane

TT74 – TOMBA DI TJENUNY

Planimetria schematica della tomba TT74[1] [2]

Epoca:                              XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
TjenunyScriba reale e Comandante di soldatiSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi IV)in alto, sul versante nord-est della collina, sotto e a nord della TT75

Biografia

Mutiriy, Cantatrice di Thot, fu sua moglie e Haty, Scriba, suo figlio.

La tomba

Un breve corridoio, sulle cui pareti è rappresentato il defunto e la moglie mentre lasciano la tomba, dà accesso ad una sala trasversale.

Cavalli rappresentati nella TT74

In altro dipinto due file di offerenti porgono al defunto e alla moglie mazzi di fiori di Amon; poco discosto il defunto e la moglie, seduti, offrono libagioni agli dei. Una parata militare, con portatori di stendardi, lottatori, soldati nubiani, tamburini e trombettieri, sfila dinanzi al defunto seduto su cuscini.

La parata militare della TT74. Rilievi di N. Davies

Il defunto offre fiori a Thutmosi IV seduto in trono, con i “Nove Archi” rappresentati alla base[5]. Una stele riporta testi biografici di Tjenuny mentre il defunto e la moglie adorano Osiride e Anubi. In altra scena, il defunto, offre un vaso decorativo siriano a Thutmosi IV.

Un musicista dalle pareti della TT74. Rilievo di N. Davies

Al Museo Egizio di Torino si trova una stele (cat. 1644) dono del figlio Haty al defunto; presso lo stesso Museo (cat. 1643) sono presenti frammenti di fregio con i titoli del defunto e i nomi di alcuni parenti.

Stele dello scriba regale Tjanuny e di sua moglie Mutiry, cantatrice del dio Thoth. Foto: Museo Egizio di Torino

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 144.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 144.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 144-146.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              L’iconografia dei “Nove Archi” è molto antica: il primo esempio noto si trova sul piedistallo di una statua di Djoser (oggi a Saqqara) in cui sono raffigurati nove archi, appunto, posti sotto i piedi del sovrano. Tale raffigurazione, solo iconografica e senza alcuna denominazione, verrà ripetuta fino al regno di Amenhotep III. Si tratta, tuttavia, di una denominazione “mobile” nel senso che i “Nove Archi” variano nel tempo ed ecco che, sotto Ramses II, ad esempio, fanno la loro apparizione nell’elenco Hittiti, Shasu, Sangar (Babilonia), Naharin etc., ma restano costanti gli Haw-Nebwt (in cui qualcuno ha voluto vedere gli Egei), i Tjekhenw (i Libici) e i Sekhetyw (gli Oasiti).

Necropoli tebane

TT73

Tomba di “sconosciuto”, forse Amenhotep figlio di Hapu

Planimetria schematica della tomba TT73[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
“sconosciuto”, forse Amenhotep[5]Supervisore dei due grandi obelischi nel tempio di Amon, Capo degli Amministratori, Veterano del reSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia (Hatshepsut)in alto, sul versante nord-est della collina, proprio sotto la TT70

La tomba

Un breve corridoio dà accesso ad una sala trasversale che presenta il lato corto a sud con gli angoli arrotondati. Pochi dipinti parietali sono ancora visibili, tra questi un uomo (un figlio?) che offre fiori al defunto; il defunto e la famiglia a caccia e pesca; portatori di offerte, tori e miele (?), al defunto e alla moglie assisi, mentre una scimmia si nasconde sotto una sedia.

Un’offerta floreale allo sconosciuto proprietario della TT73. Rilievo di Save-Soderbergh, 1957

In altre scene, un uomo inginocchiato ed un falco proteggono il cartiglio reale, poco discosto due obelischi, vasi, letti e una statua di Hatshepsut inginocchiata di fronte a una non meglio precisata divinità. In altra scena il defunto festeggia il Nuovo Anno verificando i doni destinati al tempio di Amon alla presenza di una statua di Hatshepsut prostrata dinanzi a Sekhmet e Amon

Quello che rimane della figura di Hatshepsut inginocchiata tra Sekhmet ad Amon
Copia di un dipinto parietale di TT73 con lavorazione del pesce (N. de Garis Davies) (Metropolitan Museum di New York, cat. MET 30.4.50 EGDP013005)

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927,  p. 143.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  planimetria p. 136.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 143-144.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Per lungo tempo la tomba è stata erroneamente assegnata a Tetime.

Necropoli tebane

TT72 – TOMBA DI RA

Planimetria schematica della tomba TT72[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
RaPrimo Profeta di Amon nel tempio per il culto di Thutmosi III denominato “Regalato alla vita”Sheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Thutmosi III-Amenhotep II)in alto, sul versante nord-est della collina, a sud della TT71

Biografia

Ahmosi era il padre di Ra, che ricopriva il medesimo ruolo di Primo Profeta di Amon, mentre Ray, Concubina reale, era la madre.

La tomba

L’ingresso della TT72. Foto Heidi Kontkanen

Una scala adduce ad una corte da cui un’altra scala, più breve della precedente, dà accesso alla tomba, a “T” rovesciata, che rispetta il disegno planimetrico tipico del periodo. Una camera trasversale presenta dipinti parietali, danneggiati, tra cui (1 in planimetria) il defunto (?) che offre libagioni per conto del faraone Thutmosi III; in altra scena (2), ugualmente danneggiata, un banchetto allietato da un concerto di arpisti. Poco discosto (3), su due registri sovrapposti, il defunto seduto e (4) su tre registri, il re Amenhotep II (?) a caccia di stambecchi e struzzi nel deserto, a bordo di un carro, accompagnato da una scorta militare. Il defunto (5) seguito da tre fratelli (nomi non specificati) e da portatori di offerte, offre fiori ad Amenhotep II e alla regina madre Meritra; in altra scena (6-7), il defunto seduto e in offertorio a Osiride.

Amenhotep II e sua madre Merytre-Hatshepsut raffigurati nella sala della TT72

Dal centro della camera trasversale si diparte una camera perpendicolare alla prima il cui unico dipinto ancora leggibile (8) rappresenta la processione funebre e i riti sulla mummia tra cui la cerimonia di apertura della bocca.

Nel 1898 Victor Loret scoprì la tomba KV35, di Amenhotep II, nella Valle dei Re; al suo interno vennero rinvenute nove mummie reali[5] ed almeno altri sei o sette altri corpi. La mummia del faraone Ramses VI era contenuta nel sarcofago originariamente predisposto per Ra e la TT72[6]

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  4. Porter e Moss 1927,  p. 142.
  5. Porter e Moss 1927,  planimetria p. 136.
  6. Porter e Moss 1927,  pp. 142-143.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Thutmosi IV, Amenhotep III, Sethy II, Merenptah, Siptah, Ramses V, Tausert (?), Ramses IV e Ramses VI.

[6]      Oggi al Museo Egizio del Cairo, cat. 61043).

Necropoli tebane

TT71 – TOMBA DI SENENMUT

Senenmut in geroglifici
Planimetria schematica della tomba TT71[1] [2]

Epoca:                                   XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
SenenmutAmministratore di AmonSheikh Abd el-QurnaXVIII dinastia  (Hatshepsut)versante nord-est della collina, sopra la TT63, a nord-ovest della TT73

Biografia

Sulla figura di Senenmut, vedi anche SENENMUT, IL GRANDE ARCHITETTO

Frammento di dipinto parietale rinvenuto tra i rifiuti, nei pressi di TT71 e che si ritiene rappresenti Senenmut con griglie di lavoro (Metropolitan Museum, cat. MET 36.3.252 EGDP013666)

Ramosi fu il padre di Senmut, Hatnefer (detta anche Titutyu) la madre. Neferether, e Iahotep furono le sue sorelle, e Senimen, Minhotep, prete “wab”[5] di Amon, Amenemhat, portatore della barca sacra di Amon e Pairi, guardiano del bestiame nel dominio del dio i suoi fratelli. Al titolo di Amministratore dei domini di Amon, Senmut sommava, tra gli altri[6], anche quello di Architetto reale; sua sarebbe, infatti la progettazione e la costruzione del “Sublime dei sublimi“, il Tempio funerario di Hatshepsut a Deir el-Bahari.

Particolare della Falsa Porta oggi a Berlino, con Senenmut e i suoi genitori Ramosi e Hatnefer

La tomba

L’ingresso della TT71

TT71 deve intendersi, in realtà, più come cappella funeraria che come tomba vera e propria; venne infatti costruita, ma verosimilmente mai usata per il seppellimento di Senenmut[7] che risulta titolare anche di un’altra tomba (TT353) nell’area di Deir el-Bahari[8] a brevissima distanza dal tempio funebre di Hatshepsut. TT71, in quanto “cappella funeraria”, è una delle più grandi della necropoli tebana, e del periodo connesso alla XVIII dinastia, con un fronte di quasi 30 m, una camera trasversale, il cui soffitto è sorretto da otto pilastri, di circa 26 ed una profondità di circa 15.

La tomba era nota dall’antichità e, nel corso dei millenni, molti sono stati i danni causati alla struttura, in se, ed ai dipinti parietali che oggi sono, praticamente quasi totalmente illeggibili. Nella prima metà del XIX secolo, John Gardner Wilkinson e Robert Hay provvidero a ricopiare i rilievi che apparivano già pesantemente danneggiati. Negli anni ’40 dell’800 Karl Richard Lepsius, provvide alla rilevazione di alcune iscrizioni e asportò una Falsa porta, oggi al Museo egizio di Berlino (cat. 2066).

La falsa porta oggi al Museo Egizio di Berlino

Solo nel 1906 l’egittologo Kurt Sethe eseguì i rilievi di tutti i testi presenti nella TT71, e solo nel 1930-31 Herbert Winlock eseguì lo svuotamento sistematico della tomba repertando, tra l’altro, i frammenti di un sarcofago.

Un breve corridoio, su una delle quali pareti è rappresentato Minhotep, fratello di Senenmut, nelle vesti di prete “wab”, dà accesso alla camera trasversale con otto pilastri in cui sono visibili, oggi, solo un testo biografico e una delle cosiddette “processione egee”. Al centro della camera trasversale si apre un corridoio perpendicolare alla prima in cui i pochi rilievi ancora leggibili sono relativi ai titoli del defunto, indicato come Amministratore e Grande Amministratore di Amon; in altra scena, Senimen, Assistente della Sposa del dio e titolare della tomba TT252, accompagnato dalla moglie Senemi, sono seduti dinanzi al defunto e leggono una lista delle offerte funebri. Sono inoltre scarsamente leggibili rilievi relativi alla processione funebre con il trasporto di una statua (?).

Frammento di dipinto parietale rinvenuto tra i rifiuti, nei pressi di TT71 e che si ritiene rappresenti Senenmut (Metropolitan Museum)

Una falsa porta venne asportata da Karl Richard Lepsius durante la sua permanenza in Egitto tra il 1842 e il 1845 ed è oggi al Museo Egizio di Berlino; nello stesso museo si trova anche una “statua cubo” (cat. 2296)[9] di Senenmut con la principessa Neferure, figlia di Hatshepsut, di cui fu precettore e che lo stesso Lepsius ritenne provenire dalla nicchia che si apre sul fondo del corridoio perpendicolare.

Statua-cubo di Senemut e Neferure (Museo Egizio di Berlino)

Frammenti di un sarcofago in quarzite, rinvenuti negli anni ’30 del ‘900 da Herbert Winlock[10] sono oggi al Metropolitan Museum di New York (cat. MMA 31.3.95).

I frammenti del sarcofago in quarzite ricomposti a costituire il sarcofago (Metropolitan Museum)

La facciata della TT71, infine, è sovrastata da una nicchia in cui, scavata e scolpita nella stessa roccia della collina, si trova una incompiuta statua cubo di Senenmut e della principessa Nefrure.

I tributi stranieri

Una delle scene parietali superstiti della camera trasversale è relativa alle cosiddette “processioni egee”, o “dei tributi stranieri” o, ancora, “processioni Keftiw”. Nel caso della TT71 si tratta della più antica di cui si abbia notizia nella necropoli tebana.

I tributi stranieri della TT71

Dei sei personaggi originariamente rappresentati, solo tre sono oggi scarsamente visibili: indossano abiti minoici e recano oggetti tipici dell’isola di Creta[11]:

  • a sinistra un uomo (di cui è oggi solo visibile il torace e poco più) sorregge sulle mani due vasi, una coppa con decorazione a spirali con la mano destra, un’anfora più piccola di colore rosso con la sinistra;
  • il personaggio centrale, visibile dall’anca in su, indossa una cintura decorata con triangoli rossi e bianchi alternati ad altri blu e bianchi; sulla mano sinistra reca una grande coppa con bordo e fondo decorati di linee gialle mentre sul fusto spiccano due teste, verosimilmente di toro, con corna di colore blu, orecchie, frontale e naso di colore originariamente rosso (oggi quasi completamente perso); gli occhi sono bianchi con pupille rosse, le bocche bianche ed il mento a chiazze gialle;
  • il terzo, a destra, veste un gonnellino molto elaborato stretto in vita da una cintura da cui pende un fodero. La cintura è di colore bianco decorata con motivi ad “S” interlacciati tra loro; l’uomo reca nella destra un’anfora di forma allungata, mentre sulla sinistra poggia una giara con corpo in giallo, collo e spalle in bianco, queste ultime decorate con motivi rossi tipici dell’arte minoica del bronzo tardo.

Le processioni dei tributari rappresentavano la consegna di “tributi” da regioni assoggettate all’Egitto o, comunque, in rapporti con il Paese. Si ritiene, tuttavia che gli oggetti presentati dalle delegazioni Keftiw[12], ovvero secondo la maggior parte degli studiosi i minoici, rappresentate in almeno sei Tombe dei Nobili[13], non costituissero un “tributo” nel senso letterale del termine, bensì doni da popolazioni non assoggettate, ma in rapporti commerciali o diplomatici paritetici[14].

Tale scena, così come quelle analoghe presenti in altre tombe della Necropoli tebana sarebbero perciò sintomatiche di rapporti amichevoli, e non di sudditanza, tra l’Egitto e le popolazioni egee nel periodo del Bronzo tardo.

Fonti

  1. Porter e Moss 1927,  p. 139.
  2. Gardiner e Weigall 1913
  3. Donadoni 1999,  p. 115.
  4. Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  5. Porter e Moss 1927,  p. 139.
  6. Porter e Moss 1927,  planimetria p. 136.
  7. Porter e Moss 1927,  pp. 139-142.
  8. Porter e Moss 1927,  p. 141.
  9. Panagiotopulos 2006, pp. 370-412.
  10. Panagiotopulos 2006, pp. 370-412.
  11. Panagiotopulos 2001, pp. 163-283.
  12. Panagiotopulos 2001, pp. 163-283.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[6]      Senmut assommava in se i tioli di: Responsabile della duplice casa dell’oro, Responsabile del giardino di Amon, Responsabile dei campi di Amon, Sacerdote della barca di Amon (l’Userhat), Intendente di Amon, Intendente della figlia reale Neferura, Responsabile delle greggi di Amon, Governatore di tutti gli uffici della dea.

[7]      Si ritiene che il suo corpo sia da individuarsi nel c.d. “Unknown Man C” rinvenuto tra oltre 50 mummie (tra cui Thutmosi III) nel cosiddetto “nascondiglio” di Deir el-Bahari, contrassegnato dalla sigla DB320.

[8]      A lungo si è dibattuto sul perché di una doppia sepoltura, non era tuttavia inusuale durante la XVIII dinastia, che funzionari di Palazzo, così come i re del resto, disponessero di una tomba separata dalla Cappella funeraria. A titolo di esempio, si pensi allo stesso tempio funebre di Hatshepsut, a Deir el-Bahari, in località diversa da quella, la Valle dei Re, in cui si apre la tomba KV20. Analoga differenziazione tra Cappella funeraria e tomba vera e propria, si riscontra anche nella TT8 dell’architetto Kha e di sua moglie Merit.

[9]      Tipica del Medio Regno, la “statua cubo” è caratterizzante di in un periodo particolarmente introspettivo della storia egiziana, in cui si tendeva alla restaurazione di antichi culti e a un ritorno verso la divinità. La “statua cubo” rappresentava l’uomo accovacciato, di cui sporgeva solo la testa, avvolto in un lungo mantello che costituiva, di fatto, un’ampia superficie su cui poter incidere preghiere o comunque testi dedicatori. Nel caso delle “statue cubo” di Senmut e Neferure, oltre alla testa dell’uomo, sporge dal “cubo” anche quella della bimba.

[10]     Herbert Eustis Winlock (1884 – 1950) egittologo statunitense lavorò per tutta la sua carriera per il Metropolitan Museum di New York.

[11]     I colori sono noti solo grazie ad un acquerello del 1837 di autore sconosciuto, oggi al Metropolitan Museum, citato da Panagiotopulos 2006 e da Wachsmann 1987. Il colore della carnagione era reso con rosso scuro, la capigliatura era nera, gli occhi bianchi, con pupille rosse e le unghie rese in bianco; tali particolari, oggi non più ravvisabili, corrispondono alla cromaticità impiegata nelle rappresentazioni di tributari delle TT71 e TT131del visir Useramon.

[12]     Il termine egizio per indicare i popoli egei, e segnatamente quelli minoici, era Keftiw. Benché non esista unanimità in tale identificazione, tuttavia la grande maggioranza degli studiosi indica il termine Keftiw come individuazione certa del popolo cretese nei contatti con l’Antico Egitto del Bronzo Tardo.

[13]     Le cosiddette “processioni egee”, o “dei tributi stranieri”, o “processioni Keftiw”, si ripetono in altre cinque tombe dei nobili oltre la TT71, tutte concentrate nella XVIII dinastia e in un arco temporale di circa 100 anni: TT39, di Puyemra, Secondo Profeta di Amon durante il regno di Thutmosi III; TT86, di Menkheperreseneb Primo Profeta di Amon sotto Thutmosi III; TT100, di Rekhmira visir sotto Thutmosi III e Amenhotep II; TT131, di Useramon Visir di Thutmosi III; TT155, di Intef Grande araldo del re sotto Thutmosi III.

[14]     Nella TT39 di Puyemra quattro personaggi vengono designati come “Capi stranieri dell’Asia più lontana” (Panagiotopulos 2006|pp. 370-412)

Necropoli tebane

TT70 – TOMBA DI AMENMES

PRIMO PROPRIETARIO SCONOSCIUTO, POI USURPATA DA AMENMES

Planimetria schematica della tomba TT70[1] [2]

Epoca:                                   XXI Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Titolare originario sconosciuto, poi riutilizzata per AmenmesSupervisore dei costruttori di sandali (?) nei domini di AmonSheikh Abd el-QurnaXXI dinastiaversante nord-est della collina, in alto, a sud-est della TT72

Biografia

Padre di Amenmes era Suawiamon, che ricopriva lo stesso incarico del figlio; Kefenu fu sua moglie.

La tomba

Ad un breve corridoio segue un corridoio trasversale il cui soffitto è sorretto da otto pilastri. Molto danneggiati i dipinti parietali, unico leggibile rappresenta il defunto e la moglie, seguiti dai parenti, in adorazione di Osiride.

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  3. ^ Gardiner e Weigall 1913, pp. 22-23
  4. ^ Porter e Moss 1927,  p. 139.
  5. ^ Porter e Moss 1927,  p. 139.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.