Necropoli tebane

TT292 – TOMBA DI PASHEDU

Epoca:                       XIX DInastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Pashedu[5]Servo nel Luogo della VeritàDeir el-MedinaXIX dinastia  (Sethy I – Ramses II) 

Biografia

Da una stele oggi presso il British Museum di Londra (cat. 262), è noto che il nome del padre era Hehnekhu; dalla sepoltura è invece ricavabile il nome della moglie Makhay[6].

La tomba

L’ingresso a TT292 si apre in un cortile in cui (n. 1 in planimetria[7]) si trova una stele su due registri sovrapposti: in quello superiore due scene di adorazione degli dei Ptah e Ra-Horakhtiaffiancati da divinità femminili; in basso una coppia adora la dea Hathor in sembianza di vacca sacra. Dal cortile, un corridoio immette in una sala longitudinale che, a sua volta, dà accesso a una sala rettangolare, la cappella, in cui si apre il pozzo che immette nella camera funeraria. Sulle pareti: su tre registri (2) una barca e altari, dinanzi a una non meglio indicata divinità, nonché portatori di offerte. Su altra parete si apre una nicchia (3): sulla parete di sinistra la barca di Hathor; sulla destra parenti del defunto. Poco oltre (4), su tre registri, il defunto e la moglie offrono essenze e incensi, su un braciere, ad Amon-Ra, Khnum, Hathor, Satis e Anukis. Sulla parete opposta (5), il defunto e la moglie offrono libagioni ad Anubi e Hathor, nonché scene del corteo funebre che prosegue su altra parete (6) sormontata dal simbolo personificato dell’Occidente tra due Anubi rappresentati come sciacalli; più sotto, su due registri, la moglie (scena che prosegue dall’adiacente parete 7), scene del pellegrinaggio ad Abydos e prosecuzione (dalla parete precedente 5) della processione funeraria. Sulla parete adiacente (7) il defunto adora Osiride e Hathor. Sul fondo della sala si apre una nicchia; sulle pareti: frammenti di scene (8) con il defunto e la moglie in adorazione di divinità non identificabili; su due registri (9) divinità assise adorano Thot[8]. Sulla parete opposta (10), su due registri, adorazione della Triade di Elefantina e della Triade di Menfi. Sul fondo della nicchia (11) Iside e Nephtysadorano la testa di Hathor rappresentata come vacca sacra[9]. Il locale presenta soffitto a volta in cui sono rappresentate otto scene di cui alcune distrutte: un vitello trasporta Ra-Horakhti tra due sicomori; un gatto uccide un serpente; tre divinità femminili con alcuni ba alati; il defunto che apre le porte dell’Occidente[10]. La camera funeraria è costituita da un’unica sala rettangolare; sulle pareti: (12-13) il defunto e la moglie adorano Harsiesi (?) e Iside mentre Anubi accudisce la mummia in presenza di una dea inginocchiata. Su altre pareti (14-15) in due scene, un uomo (?) dinanzi al defunto e alla moglie seduti e tre alberi rappresentanti divinità femminili con ba che si abbeverano. Sul lato lungo della sala (16) il defunto e la moglie presentati da Anubi a Osiride. Sul soffitto a volta, nella fascia esterna lo sciacallo Anubi e due demoni; nella fascia più interna il defunto dinanzi a Osiride, Anubi e Hapy[11].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 374

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 374.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 370.

[8]      Frammenti con Ra-Horakhti e Harsiesi, un uomo e un bambino in offertorio provenienti da questa parete e dalla n.ro 10, sono oggi al Museo Egizio di Torino (cat. 6150)

[9]      Frammenti provenienti da questa parete sono oggi al Museo Egizio di Torino (cat. 6155-6156)

[10]     Porter e Moss 1927,  p. 375.

[11]     Porter e Moss 1927,  p. 376

Necropoli tebane

TT291 – TOMBA DI NAKHTMIN e NU

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Nakhtmin e Nu[5](Nu) Servo nel Grande Luogo; (Nakhtmin) Servo nel Luogo della VeritàDeir el-Medinatarda XVIII dinastia (Horemheb) 

Biografia

Genitori di Nu furono Pia e Mutnefret; Khatnesut fu sua moglie. I genitori di Nakhtmin furono, invece, Minhotep e Nefertere; Sekhmet fu il nome della moglie[6].

La tomba

L’ingresso a TT291 si apre in un cortile da cui si accede anche alla TT290. Un breve corridoio, immette in una sala di forma irregolare da cui un altro corridoio adduce ad una camera che si sviluppa longitudinalmente. Sulle pareti, appena abbozzate (1 nero in planimetria[7]), scene della processione funeraria con servi che recano cibi e suppellettili, e Nakhtmin che offre libagioni alla mummia nei pressi della piramide tombale. Sulla parete opposta (2) scene, non ultimate, di Nu seguito da parenti in offertorio di essenze su un braciere agli dei Osiride e Hathor; un graffito, in ieratico, di tale Ankhesenamon, figlio di Butehamun. Un breve corridoio (3) reca, sul timpano, una coppia in offertorio a Nakhtmin e sua moglie,a sinistra, ed ai genitori, a destra, in presenza del dio Anubi come sciacallo; sulla parete sinistra Nakhtmin adorante e Nakhtmin inginocchiato; sulla parete opposta Nu adorante e Nu, con un figlio, inginocchiati. Sul fondo, in una nicchia, si trovava una stele[8] di Nakhtmin in cui, su tre registri sovrapposti, è rappresentato il padre in adorazione di Osiride e Anubi e il defunto dinanzi ad Hathor[9].

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 374

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 374

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 370. La numerazione della TT291 è riportata in nero.

[8]      Oggi al Museo Egizio di Torino (cat. 1619).

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 374

Necropoli tebane

TT290 – TOMBA DI IRINUFER

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Irinufer[5]Servo nel Luogo della VeritàDeir el-MedinaPeriodo Ramesside 

Biografia

Sywazit, Comandante della barca di Amon, fu suo padre; Tausert sua madre. Mehytkhaty fu sua moglie; probabilmente Sywazit, come il nonno, fu il nome di un figlio, mentre un altro si chiamava verosimilmente come il padre, Irinufer[6].

La tomba

L’ingresso a TT290 si apre in un cortile da cui si accede anche alla TT291. Un breve corridoio, sulle cui pareti (1 rosso in planimetria[7]) sono riportate immagini rispettivamente del defunto (a sinistra) e del defunto e della moglie (a destra), immette in una sala rettangolare della cappella.

Su uno dei lati corti (2 rosso) una stele[8] recante, su tre registri sovrapposti, il faraone Amenhotep I e la regina Ahmose Nefertari, seduti, di fronte agli dei Osiride e Anubi; il defunto e la moglie, con uno dei figli (di cui non è riportato il nome) che accettano cibi e libagioni; parenti che recano offerte e libagioni al defunto e alla moglie.

Su altra parete un graffito in ieratico (3) dello scriba Butehamun, della XXI dinastia. Sul fondo una sala più interna (4) reca sulle architravi i resti inferiori di una scena rappresentante il defunto e la moglie dinanzi a due divinità. Sul muro di sinistra tracce di scena con il defunto e la moglie inginocchiati; resti di scena del defunto e alcuni parenti dinanzi, forse, ad Harsiesi e Iside. Sul muro di fondo una stele, non ultimata, con due registri; in alto Ptah e Osiride, entrambi assisi, dinanzi ai quali sono inginocchiati il defunto e un altro uomo. Il testo che circonda la stele reca il nome di tale Wennekhu.

Il defunto e la moglie adorano un vitello rappresentato tra due alberi sotto il disco solare

La camera funeraria, sotterranea, presenta un corridoio (5 rosso), sulle cui pareti sono riportati i titoli del defunto nonché parenti recanti offerte e il dio Anubi in forma di sciacallo. Sono inoltre riportati brani del Libro dei morti, mentre sull’architrave si trova la dea Nut alata, inginocchiata.

La dea Nut alata, inginocchiata

La camera funeraria è rettangolare; sulle pareti, su due registri (6) il defunto e la moglie adorano un vitello rappresentato tra due alberi sotto il disco solare; il defunto su una barca con un figlio in presenza dell’uccello Benu.

Il defunto su una barca con un figlio in presenza dell’uccello Benu

Poco oltre (7) i genitori in adorazione e il defunto inginocchiato offre l’immagine di Maat a Ptah e il dio Anubi che si prende cura della mummia del defunto.

I genitori in adorazione con il defunto inginocchiato che offre l’immagine di Maat a Ptah
Anubi si prende cura della mummia del defunto

Su altre pareti (9-10-11) in alto (10) il defunto, la moglie e il figlio adorano il dio Sobek; un serpente (?) e il dio Khepri siedono dinanzi a una tavola imbandita; trentasei divinità del mondo ultraterreno. Al di sotto del fregio (10) due scene (9-11) con testi tratti dal Libro delle Porte con il defunto che adora Osiride e due guardiani che sorvegliano le porte dell’aldilà; il defunto adora un padiglione sotto cui si svolge la Confessione negativa cui presenzia il dio Thot in veste di babbuino, rappresentato ad entrambe le estremità della scena, mentre gli dei Shu e Maat assistono seduti sulla sinistra.

Il dio Khepri davanti ad una tavola imbandita

Segue (12) scena del defunto che adora un falco posato su un pilone templare e lo stesso defunto presentato a Osiride dal dio Anubi.

Il defunto presentato a Osiride dal dio Anubi

La camera presenta soffitto a volta su cui sono rappresentate tre scene: il defunto inginocchiato dinanzi ad una palma che beve da una fonte; il defunto e un figlio adorano Ptah in presenza di un ba, nonché l’ombra del defunto dinanzi alla tomba (sull’argomento si veda anche: https://laciviltaegizia.org/2021/04/22/la-shwt-lombra/).

Il defunto inginocchiato dinanzi ad una palma beve da una fonte
L’ombra del defunto dinanzi alla tomba

Nella tomba vennero rinvenuti:

  • tavola delle offerte del defunto;
  • frammenti di una parete recante i figli Sywazit e Irinufer inginocchiati;
  • frammenti di un rilievo, probabilmente dalla sala più interna (4) con Amenmosi, Servo nel Luogo della Verità;
  • frammenti di una stele (?);
  • frammenti di una stele, probabilmente provenienti dal cortile, recanti due figli, rappresentati come preti, e due donne;
  • frammenti di un sarcofago con rappresentazione di prefiche[5]

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  3. ^ Porter e Moss 1927,  pp. 372-373.

Tutte le foto di kairoinfo4u


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927, p. 372

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 372.

[7]              La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 370. La numerazione della TT290 è riportata in rosso

[8]              Oggi al Museo del Louvre di Parigi (cat. E 12964).

Necropoli tebane

TT289 – TOMBA DI SETAU

Epoca:                       XIX Dinastia (Periodo Ramesside)

  

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Setau[6]Scriba del divino libro di KhonsuDra Abu el-NagaXIX dinastia (Ramses II) 

Biografia

Sono noti il nome del padre, Sywazit, e della moglie, Nefertmut, Capo dell’harem di Nekhbet[7]. Da altre fonti[8] è invece noto il nome della madre, An, Cantatrice di Amon.

Setau[9] [10] ricoprì, nella seconda metà del regno di Ramses II[11], la carica di Vicerè di Nubia[12]. Una lunga biografia, recante i molteplici incarichi ricoperti, si trova nel tempio di Wadi es-Sebua, nella Bassa Nubia, fatto erigere da Setau in onore di Ramses II intorno all’anno 44° di regno del faraone[13] ; nel cortile dello stesso tempio, undici stele, oggi al Museo del Louvre, compongono una biografia ancor più completa e sono sintomatiche delle complesse attività devolute al Viceré[14] di Nubia[15] A Setau di deve, inoltre, il restauro del Tempio rupestre di Ellesija[16], oggi al Museo Egizio di Torino.

Stele rappresentante Setau e la moglie Nefertmut
Musée du Louvre, Département des Antiquités égyptiennes, E 6247 – https://collections.louvre.fr/ark:/53355/cl010026271https://collections.louvre.fr/CGU

La tomba

TT289 presenta una struttura planimetrica complessa costituita da più locali: ad un primo corridoio (A in planimetria[17]), da cui si diparte, verso sud una parte non ultimata, segue una sala rettangolare (B) su cui si aprono due camere laterali (C-D non ultimata) e un passaggio che adduce ad un’anticamera non ultimata (E). Una breve scala immette in una sala rettangolare (F) e un breve corridoio in un’altra sala rettangolare su cui si aprono quattro camere laterali (H-K-L-I); un secondo corridoio adduce ad una sala più interna (M) su cui si apre una camera quadrata (N).

Nel corridoio d’accesso (A) la rappresentazione di un sarcofago (1), con tracce di testi. Nella sala “E”: un uomo adora il defunto (2) e il defunto e la moglie assisi (3). Sulla parete opposta (4) una figura femminile alata, non meglio identificabile, fronteggia il defunto e la moglie; sulla parete non ultimata il defunto, a sinistra, e la moglie, a destra, in ginocchio adorano il pilastro Djed.

Sulle pareti della sala “F”: la processione funeraria (6) con il traino del sarcofago, su cui è posato il ba del defunto, a cura di preti e parenti del defunto; segue la rappresentazione del dio Thot che offre rotoli di testo al defunto. Su altre pareti (da 8 a 11) scene dal Libro delle Porte con il defunto e la moglie accompagnati da Thot e da Horus alla presenza di Harsiesi (?). Nel corridoio, tra la sala “F” e la “G”, doppia scena del defunto che adora Anubi.

Nella sala “G”: doppia scena con il defunto e la moglie seduti e un uomo dinanzi ai due. Distribuite sulle altre pareti (14-15-16), scene del Libro delle Porte tra queste una in cui il defunto, inginocchiato nei pressi di un albero, beve dalle sue mani; nelle sale laterali (H-K-L-I): scene di divinità e del defunto in presenza di divinità non identificabili (17-18-19-20).

Nella sala più interna “M”: su tre registri sovrapposti (21-22), scene della processione funeraria diretta alla dea dell’Occidente (Mertseger). Su altra parete (23), in due registri, il defunto dinanzi ai Figli di Horus e ad altre divinità tra cui l’uccello Benu, e il defunto e la moglie in adorazione di Osiride. Sulla parete corta opposta (24) un lungo serpente in alto; più sotto, su due registri, il defunto e la moglie inginocchiati in adorazione dei quattro figli di Horus e di altre divinità, nonché preti officianti dinanzi al defunto e alla moglie. Su altra parete (25), il defunto in compagnia del suo ba, in presenza di Anubirappresentato come sciacallo e dell’emblema di Nefertum; in due scene il defunto e la moglie adorano Osiride.

Un breve corridoio, sulle cui pareti (26) sono scarsi resti di testi, adduce alla camera “N”; sulle pareti: il defunto e la moglie adorano Thot (27) e il defunto, la moglie e la madre (di cui non è indicato il nome) dinanzi ad una tavola per offerte in adorazione di Osiride, Iside e Nephtys. Sulla parete opposta il defunto e la moglie adorano Thot(28) e il defunto e la moglie in presenza di Anubi. Sulla parete di fondo (29), in due scene, il defunto dinanzi a Osiride e Anubi. Sul soffitto tracce di testi dedicatori. Per la piramide associata si veda la TT288[18].

Nella tomba vennero rinvenuti:

  • frammenti di un sarcofago in granito con testi intitolati al defunto;
  • coperchio di sarcofago della moglie, Nefertmut, con le immagini di Thot e Imset;
  • la parte superiore di una stele con testi dedicatori del defunto in qualità di capo degli arcieri di Kush venne rinvenuta nel cortile della tomba TT283, reperti oggi conservati presso il Philadelphia Museum of Art (cat. 29.87.449).

 © The Trustees of the British Museum. Shared under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International (CC BY-NC-SA 4.0) licence.

 

 

Fonti

  1. ^ Porter e Moss 1927,  p. 369.
  2. ^ Gardiner e Weigall 1913
  3. ^ Porter e Moss 1927, p. 369


[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      Letteralmente: Figlio del Re in Kush

[4]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[5]      Il rilievo del defunto e della moglie in adorazione di Thot si trova, oggi, presso il Philadelphia Museum of Art (cat. 29.87.433).

[6]      Donadoni 1999,  p. 115.

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 369.

[8]      Tyldesley 2003

[9]      Setau frequentò la scuola reale tanto che nella sua biografia riporta: “…ero uno che il suo Signore fece istruire come Guardia del Palazzo. Sono cresciuto nella dimora reale… mi è stato offerto pane e birra dalla tavola del re. Sono uscito dalla scuola come scriba e sono stato nominato Capo degli scribi del Visir: ho riportato la valutazione dell’intera terra su pergamena; un compito che ho trasformato nel mio compito…”. Venne successivamente promosso Sovrintendete di Amon e, quindi, Sovrintendente del Tesoro, Responsabile delle cerimonie di Amon e, infine, Vicerè di Nubia, o Principe di Kush.

[10]     Oakes 2003, p. 203.

[11]     Tyldesley 2003, p. 167.

[12]     Setau, che seguì nella carica Howy, resse l’incarico dall’anno 38 all’anno 63 di regno di Ramses II.

[13]     Oakes 2003, p. 203.

[14]     Tyldesley 2003, p. 168.; Oakes 2003, p. 203.

[15]     I lavori per la costruzione del tempio di Wadi es-Sebua, come rilevabile dai testi delle stele e confermato nella biografia di Ramose (TT7), ufficiale dell’esercito regio, risalente all’anno 44° di regno di Ramses II, vennero quasi esclusivamente svolti da prigionieri di guerra, in special modo libici. Analogamente da bottino di guerra vennero tratti i fondi per la realizzazione. Proprio la scarsa professionalità dei lavoratori impiegati fece sì che gli edifici da lui realizzati fossero di qualità scadente

[16]     Curto 1999

[17]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 370

[18]     Porter e Moss 1927,  pp. 369-371

Necropoli tebane

TT288 – TOMBA DI BAKHEKHONS

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Bakhekhons[5]Scriba del divino libro di KhonsuDra Abu el-NagaPeriodoRamesside 

 


Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[6].

La tomba

Costituita da una sala rettangolare con quattro pilastri, la TT288 reca sul fondo una nicchia (1 in planimetria[7]) in cui si trova la statua del defunto affiancata da statue di due donne, di cui non viene indicata l’identità, né se si tratta di divinità.

Sui pilastri, anch’essi danneggiati, sono rilevabili un uomo in offertorio al defunto (A) e il defunto e la moglie (?) seduti dinanzi ai quali sono presenti offerenti (C). La piramide della TT288, che venne successivamente riutilizzata per la sepoltura di Setau (TT289), presenta dipinti che rappresentano il defunto (forse Setau) e la moglie seduti, nonché la moglie principale del defunto.

All’interno della tomba vennero rinvenuti frammenti di una statua di Bakhekhons in arenaria, e frammenti di una statua, pure in arenaria, che reca il nome di Zamente[ankh][8].

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927,  p. 369.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 369

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 356

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 369.

Necropoli tebane

TT287 – TOMBA DI PENDUA

Epoca:                                   Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Pendua[6]Prete wab[7] di AmonDra Abu el-NagaPeriodoRamesside 


Biografia

Nessuna notizia biografica ricavabile[8].

La tomba

Molto danneggiata, è noto che TT287 sia costituita da un’anticamera in cui si trovano resti di testi dedicatori; su una parete tracce di una barca divina, non ultimata. Subito dopo l’ingresso, su tre registri sovrapposti, scene di adorazione degli dei Osiride, Iside e Horus; poco oltre la barca di Sokar e, appena abbozzata, scena del defunto e della moglie (di cui non viene indicato il nome) con offerenti[9].

 

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 369

[7]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 368.         

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 369.

Necropoli tebane

TT286 – TOMBA DI NIAY

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Niay[5]Scriba della tavolaDra Abu el-NagaPeriodoRamesside 

Biografia

Roro ed Esi furono, rispettivamente, il padre e la madre di Niay; Tabes fu il nome della moglie[6].

La tomba

Benché non ultimata, TT286 presenta tuttavia pareti già decorate.

Un breve corridoio, sulle cui pareti sono rappresentati (1 in planimetria[7]) il defunto e la moglie e testi sacri, immette in una camera di forma pressoché rettangolare.

Sulle pareti: (2) la mummia su un catafalco assistita da Anubi e una tavola per offerte; seguono, su due registri sovrapposti (3), scene dal Libro delle Porte, un serpente su uno scrigno e un guardiano armato di coltello; il defunto accompagnato di Harsiesi è resentato a Osiride mentre la moglie (?) adora Anubi in presenza di parenti del defunto. Su altra parete (4) il defunto inginocchiato dinanzi a tre dee ed al ba.

Sul lato più lungo della camera (5), su due registri sovrapposti e tre scene, la statua del defunto di una divinità affrontate sotto due padiglioni; resti di scena di purificazione (?) e il defunto e la propria madre in presenza del simbolo di Osiride, sotto un padiglione, affiancato da flabelli. In altre due scene, sulla stesa parete, un prete offre libagioni e incensi al defunto e alla moglie (?) e il defunto e il proprio padre offrono libagioni a Sokar affiancato da stendardi.

Poco oltre (6), su due registri Osiride accompagnato da due dee alate e il defunto inginocchiato che adora la dea Hathor in sembianze di mucca sacra. Una nicchia conclude la parte esaminata della camera; sulle pareti (7), a sinistra testi sacri, a destra il defunto inginocchiato in adorazione con mazzi di fiori[8].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 367

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 368.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 356

[8]      Porter e Moss 1927,  pp. 368.

Necropoli tebane

TT285 – TOMBA DI INY

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Iny[5]Capo del magazzino di MutDra Abu el-NagaPeriodoRamesside 

 


Biografia

Unica notizia ricavabile il nome della moglie Tentonet, Cantatrice di Mut[6].

La tomba

TT285 è costituita, planimetricamente, da un lungo corridoio perpendicolare all’ingresso che immette in una sala trasversale che prosegue in una camera non ultimata. Sulle pareti del corridoio, (n.ro 1 in planimetria[7]) solo l’abbozzo di una lunga processione di uomini e donne una delle quali regge uno specchio; sulla parete opposta (3-4), in tre scene, preti in presenza del defunto assiso, con un’oca sotto la sedia.

Seguono scene del defunto dinanzi ad Anubi e del defunto e della famiglia in presenza di Osiride e altre divinità non precisate. Segue un corridoio (4): sulla parete di sinistra è rappresentata, in alto, la barca di Ra-Horakhti e in basso, su due registri sovrapposti, il defunto e la moglie che recitano inni dedicati a Ra-Horakhti mentre figli e figlie (di cui non sono indicati i nomi) li adorano.

Sulla parete opposta, su due registri, il defunto e la moglie in presenza di tre divinità femminili, nonché una liutista che canta una canzone in loro onore. Il corridoio immette nella sala rettangolare; sulle pareti: su due registri (5) genti in adorazione di Ra-Horakhti e di divinità femminili; scene della processione funeraria con il traino del sarcofago e di alcuni scrigni e scena della Cerimonia di apertura della bocca e degli occhi. Segue, su due registri (6), scena di portatori di offerte e di adorazione nonché (7) il defunto seguito da due donne in presenza di Osiride e Iside.

Su altre pareti, (8) il defunto in adorazione, tre divinità femminili con il ba del defunto e il defunto e un’altra coppia assisi. Seguono (9) scene tratte dal Libro delle Porte e il defunto in adorazione di alcune divinità (?). Seguono, su due registri e due scene (10), il defunto e la moglie con Wepwaut e altre divinità femminili, nonché il defunto e Thot in presenza di Osiride. In altre scene, su due registri, il defunto e la moglie dinanzi ad Amenhotep I(?) e alla regina Ahmose Nefertari; il defunto e la moglie dinanzi alla dea Hathor in sembianze di mucca sacra a protezione del re. un breve corridoio, sulle cui pareti sono scarsamente leggibili resti di testi sacri, immette in una camera non ultimata[8].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]    Porter e Moss 1927, p. 367

[6]    Porter e Moss 1927,  p. 367

[7]    La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 356

[8]    Porter e Moss 1927,  pp. 367-368

Necropoli tebane

TT284 – TOMBA DI PAHEMNETJER

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Pahemnetjer (o Pahemneter)[5]Scriba delle offerte di tutti gli deiDra Abu el-NagaPeriodoRamesside 

Biografia

Ray fu il nome del padre di Pahemnetjer, mentre Beck(et)werner quello della moglie[6].

La tomba

TT284 è planimetricamente costituita da una sala trasversale e da una seconda sala rettangolare in cui si apre una cappella.

Un corridoio reca su entrambe le pareti (1 in planimetria[7]) le immagini del defunto e della moglie; a destra sono inoltre riportati testi sacri; da questo si accede alla camera trasversale; sulle pareti: su due registri e in due scene (2-3), il defunto e la moglie in adorazione, e il solo defunto in adorazione di una fila di re, regine, principi e principesse.

La scena, qui iniziata, prosegue (4) con la processione funeraria in cui uno scrigno e il sarcofago vengono trasportati da preti e trainati da buoi con corteo di prefiche. In più scene proseguenti dalle precedenti (3), preti e dolenti dinanzi alla mummia e il defunto e la moglie che adorano Ra Horakhti, Anubi, Thot, Iside, Nephtys, Maat.

Seguono (5), su due registri sovrapposti, il defunto adora le statue di un re e di una regina trasportate in processione seguite da portatori di flabello e scena di adorazione del defunto e della moglie da parte di preti che offrono libagioni. Su altra parete (6), su due registri, le barche della Triade tebana, costituita dagli dei Amon, Mut e Khonsu[8], trasportate da preti in processione alla presenza di folla acclamante, e il defunto in adorazione degli dei Osiride, Iside e Nephtys. Poco oltre il defunto e la moglie, in presenza del ba, su una barca.

Sulla parete più breve (7), su due registri, granai con cumuli di grano e fanciulli che spaventano uccelli. Scene da una festa dedicata alla dea Thermutis, rappresentata come serpente, in presenza di un re (?) e una regina; il defunto e la moglie adorano tre dee in forma di serpente e ancora il defunto e la moglie inginocchiati dinanzi a un padiglione in cui si svolge la Confessione negativa. Sulla parete adiacente (8), su due registri, tre scene tratte dal Libro delle Porte, il defunto e la moglie accompagnati da Anubi presenziano alla pesatura del cuore dinanzi a Thot. Horus presenta il defunto a Osiride, Iside e Nephtys mentre un uomo offre libagioni e tre dee bevono in presenza di alcuni ba. Un breve corridoio (9), sulle cui pareti sono rappresentati il defunto e la moglie e sono riportati testi sacri, immette in una camera rettangolare sulle cui pareti (10-11), su tre registri e tre scene, son rappresentati il defunto in presenza di alcune divinità, preti che offrono libagioni e incensi al defunto e alla moglie e portatori di offerte. Su altra parete (12) il defunto e la moglie purificati da preti e (13), su due registri e quattro scene, il defunto in presenza di alcune divinità, il defunto e la moglie in presenza di Osiride e di una dea con testa di mucca. Sul fondo una cappella, non ultimata, presenta (14) scene scarsamente leggibili di testi e preti in offertorio al defunto e alla moglie[9].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 366

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 366.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 356

[8]      La barca di Amon risulta praticamente illeggibile.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 366-367.

Necropoli tebane

TT283 – TOMBA DI ROMA detto anche ROY

Nakht in geroglifici

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Roma, detto anche Roy[5]Primo Profeta di AmonDra Abu el-NagaXIX dinastia (Ramses II – Sethy II) 

 

Biografia

Unica notizia biografica ricavabile, da una nicchia scavata nel cortile antistante, il nome della moglie Tamut[6].

La tomba

TT283[7] è prospiciente alla TT282, ed è costituita da un cortile colonnato, dall’area sepolcrale vera a propria costituita da una tomba con la classica forma a “T” rovesciata delle sepolture di questo periodo, nonché dai resti di una piramide a base trapezoidale. Una corte colonnata, in cui si trovano testi molto danneggiati tra i quali è possibile leggere il nome della moglie del defunto, precede l’appartamento funerario dai dipinti parietali molto danneggiati in cui è possibile solo intuire la presenza di rappresentazione del defunto (?) dinanzi alla dea Hathor. Parte dei testi parietali, anche in copie, sono oggi conservati nel Philadelphia Museum of Art ove si trovano, peraltro anche mattoni provenienti dalla piramide (cat. 29.86.712). Dal corridoio perpendicolare alla sala trasversale iniziale, un passaggio immette nel corridoio della vicina TT282 ove vennero peraltro rinvenuti i frammenti di una stele e di rilievi pertinenti la TT283[8].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]              Porter e Moss 1927, p. 365

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 365.

[7]              La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 356.

[8]              Porter e Moss 1927,  pp. 365-366.