Ritratti

PTAHHOTEP

Di Francesco Alba

Antico Regno, Quinta Dinastia, Regno di Djedkara (2414-2375 a.C.)

Rivestito di una pelle di pantera sacerdotale, Ptahhotep respira il profumo da un vaso di unguento, emulando con questo gesto il dio creatore Atum che, secondo il mito, sarebbe stato chiamato all’esistenza dalla divina fragranza del loto. Così facendo, Ptahhotep avrebbe mantenuto il controllo della sua eterna resurrezione quotidiana, proprio come il sole che sorge quotidianamente all’alba.

Ptahhotep fu visir del sovrano in carica Djedkara e ispettore dei sacerdoti della piramide di quest’ultimo, così come dei sacerdoti “wab” (purificatori) della piramide di Niuserra e dei sacerdoti della piramide di Menkhauor. Questo significa che egli coadiuvava la gestione del culto di Djedkara (vivente) e quello dei suoi due predecessori della Quinta Dinastia.

Questo splendido bassorilievo ricco di colori proviene dalla mastaba D62 presso Saqqara che Ptahhotep condivideva con suo padre, Akhet-hotep.

Fonte:

  • Miroslav Verner – The Royal Mortuary Cult. An abridged extract from THE PYRAMIDS. Nile Magazine #31. January 2022

L’APPROFONDIMENTO DEL DOCENTE LIVIO SECCO

Al fine di capire con precisione cosa sta annusando Ptahhotep, per nostra fortuna il vaso che il visir tiene con la mano sinistra supporta una scritta geroglifica.

Proviamo a leggerla.

I geroglifici si leggono da destra a sinistra, dall’alto verso il basso.

Il primo è una spada antica: si legge tp(y) [tepi]

Il secondo è un’ondina d’acqua: si legge n(y) [ny]

Il terzo è la parte anteriore di un leone accucciato: si legge HAt [hat]

Quindi: tp(y) n(y) HAt significa DI PRIMA QUALITÀ.

Proseguiamo.

Il quarto geroglifico è un tessuto ripiegato. Si legge s [es]

Il quinto geroglifico sono delle pastoie. Si legge T [tʃ]

Il sesto geroglifico è un padiglione della festa (una tenda supportata da una colonna lignea). Si legge Hb [heb].

Il settimo geroglifico è un cesto senza manico ma in realtà dovrebbe essere un vaso basso di alabastro. I segni sono simili, ma il secondo porta una decorazione romboidale che qui non c’è. Il geroglifico si leggerebbe, ma in questo caso è muto perché funziona come determinativo.

L’ottavo geroglifico è composto da tre sfere in fila orizzontale. Anche questo è un determinativo ed è muto. Raffigura i materiali minerali oppure manufatti da materia vegetali.

Quindi: sT(y) Hb

Riepilogando: tp(y) n(y) HAt sT(y) Hb

Fonetizzato: tepi ni hat setʃi heb

Tradotto: (Olio) di prima qualità: “Profumo della Festa”

In definitiva, il visir sta proprio annusando un olio profumato di cui sappiamo anche il nome “Profumo di festa”.

Quest’olio era uno dei sette unguenti sacri.

(con la collaborazione di Pietro Testa)