Di Grazia Musso

Statua assisa di Maya Saqqara, tomba di Maya
Pietra calcarea, altezza 216 cm – Leida, Rijsmuseum van Oudheden AST 1
L’alto funzionario siede su uno scanno con schienale, e nella mano sinistra trattiene una “stoffa amuleto”.
Maya Indossa un corpetto plissettato e una parrucca bipartita, con lembi a piccoli ricci che ricadono sul petto.
Per il morbido modellato del corpo e la finezza dei lineamenti questa statua assisa è una delle creazioni più notevoli della statuaria privata della fine della XVIII Dinastia.
La concessione di scavo accordata all’ équipe anglo- olandese era legata inizialmente al ritrovamento del complesso funerario di Maya.
Infatti, quando la spedizione prussiana diretta da Richard Lepsius aveva lavorato a Saqqara, nel 1843, alcuni blocchi della sovrastruttura ancora accessibile erano stati prelevati e portati a Berlino.
Lepsius indicò la posizione approssimativa della tomba su una piantina della necropoli e pubblicò i rilievi nella sua opera “Denkmaeler aus Aevypten und Aethiopien”.
Purtroppo quasi tutti i rilievi di Maya portati all’Egyptisches Museum di Berlino andarono distrutti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Il Rijsmuseum van Oudheden di Leida nutriva inoltre un particolare interesse per la figura di questo funzionario, dal momento che era in possesso, già dagli anni Venti del XIX secolo, di tre magnifiche statue assise di Maya e della sua Sposa Merit, che dovevano provenire senza dubbio dalla sepoltura di Saqqara.

Pietra calcarea, altezza 190 cm
Leida, Rijsmuseum van Oudheden AST 2
Con indosso una veste finemente plissettata Merit è seduta su una sedia con un alto schienale. Il volto è incorniciato da una pesante parrucca realizzata con la più grande cura per i particolari, che le scende quasi fino alla vita. Merit, in qualità di ” cantrice del tempio di Amon”, regge con la mano sinistra il menat.
Gli Scavi della tomba di Maya sono iniziati nel 1987, sebbene già un anno prima gli archeologi si fossero imbattuti casualmente nel relativo complesso sotterraneo, seguendo una diramazione trasversale che partiva dal pozzo di una tomba vicina.
Posta solo a pochi metri da quella di Haremhab, la sepoltura di Maya eguaglia, per forma e dimensione, l’architettura funeraria del suo predecessore nonché futuro sovrano.
In qualità di “soprintendente del tesoro” , Maya apparteneva al vertice della gerarchia amministrativa e aveva ricoperto questo importante incarico già sotto Tutankhamon e Ay.

Nella sua ulteriore funzione di ” sommo soprintendente ai lavori nel luogo per l’eternità egli era stato inoltre responsabile della pianificazione e realizzazione dei complessi funerari degli ultimi tre sovrani della XVIII Dinastia.
Probabilmente per questo gli fu concesso il privilegio di donare due oggetti alla tomba di Tutankhamon, un ushabti cerimoniale e un letto in miniatura con la figura distesa del dio Osiride.
Successivamente venne incaricato da Haremhab di soprintendente ai suoi imponenti progetti architettonici nel tempio di Amon-Ra a Karnak.
Si accede al complesso funerario di Maya, orientato da est a ovest, attraverso un ampio pilone decorato che si trova all’interno della volta, da due grandi ritratti in rilievo di Maya.
Seguiva un primo cortile con pavimentazione in mattoni e di cui si conserva ancora, solo sul lato occidentale, una fila di colonne papiroformi.

Pietra calcarea, altezza 65 cm
La pittura, in buono stato di conservazione, permette di farsi un’idea dell’originaria ricchezza cromatica dei bassorilievi. Il signore della tomba e la sua sposa Merit ( di cui si conserva solo la mano, dietro la spalla dello sposo) sono raffigurati come oranti, le mani alzate volte al dio Osiride, la cui figura in trono ( non riprodotta in questo particolare), fronteggiano la coppia.
L’attigua grande sala delle statue conduceva nel cortile interno circondato da un colonnato, come quello di Haremhab.
I rilievi sulle pareti sono dedicati in particolare a temi religiosi, come il corteo funerario o la venerazione della vacca-Hathor, ma mostrano anche l’ambito professionale del defunto, quando viene raffigurato mentre registra il numero di prigionieri e i loro animali.
Si è conservata particolarmente bene una breve processione di fedeli che recano offerte.
Sul lato occidentale del cortile si trovano la camera di culto e due cappelle laterali, il cui rivestimento in pietra calcarea decorata a rilievo è però andato perduto fin dall’antichità.

Pietra calcarea, altezza 90 cm
Indossando eleganti abiti plissettati e pesanti parrucche i personaggi della processione recano in offerta diversi bastoni fioriti, fiori e volatili. I loro volti non sono affatto ritratti realistici, testimoniano piuttosto la stilizzazione in auge sotto Tutankhamon.
In complesso la struttura ha subito gravi danni a opera di ladri sia antichi sia moderni (XIX secolo) e si è conservata solo una piccola parte delle decorazioni originarie.
Gli archeologi sono tuttavia stati ricompensati da un ritrovamento sorprendente: alcune stanze del complesso sotterraneo con le camere sepolcrali del funzionario e della sua sposa erano ancora decorate per intero, e mostrano la coppia in adozione delle divinità dell’Aldilà.
È singolare notare che nella scelta dei colori ci si è limitato a una tonalità giallo-oro: si tratta certamente di un’allusione allo stato di trasfigurazione dei defunti.
Fonte
Egizio la terra dei faraoni – Regine Schulz e Matthias Seidel – Konemann
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