Di Andrea Petta

IL POTERE DELL’ORO
Le spade, i bastoni e la mazza cerimoniale di Psusennes I, come abbiamo visto, sono andate perse. Anche il bronzo delle lame non ha superato la corrosione derivata dalle infiltrazioni d’acqua.
Eppure, è bastato ricoprire l’elsa di una spada con una foglia d’oro per conservarla quasi perfettamente fino a noi.
L’elsa ha sul pomolo una testa di falco il cui occhio è stato finemente cesellato a raffigurare un simbolo “udjat“; il manico è stato inciso altrettanto finemente con un decoro che ricorda il piumaggio del rapace.
Un piccolo capolavoro che ci ricorda perché l’oro fosse definito “la carne degli dei”