Di Andrea Petta

Questa spettacolare patera in argento fu ritrovata insieme ad altre due “sorelle” sul sarcofago di Wendjebauendjed. È resa ancora più straordinaria dal fatto che il Faraone Psusennes avesse nel suo corredo funebre una seconda patera molto simile, certamente proveniente dalle mani dello stesso artista.
Il fondo è stato finemente cesellato in tre zone, divise da due cerchi concentrici.

Intorno al rivetto in oro al centro, che rappresenta il pistillo del fiore, una rosetta con 18 foglie incise è circondata da 14 fiori di loto a tre petali ciascuno, aperti.
Nella parte più esterna 38 linee spezzate a zig-zag ricordano il segno geroglifico “n” (acqua).
Un manico in argento per appendere la patera è fissato al bordo, tramite una barretta ornata da due palme, con quattro rivetti d’oro.

All’esterno del bordo un’iscrizione recita:
“Il Re dell’Alto e Basso Egitto, il Signore delle Due Terre Akheperre, Figlio di Ra, Psusennes Meriamon. Donato come segno del favore del Re all’Amministratore di Khonsu a Tebe, possa riposare in pace, il Sacerdote di Khonsu, capo degli arcieri del Faraone, Sovrintendente dei Profeti di tutti gli dei, Wendjebauendjed, l’Osiride, giustificato”

Un oggetto con un enorme valore materiale (ricordiamoci sempre che l’argento aveva un valore superiore all’oro in Egitto, non avendone miniere nel proprio territorio), un valore artistico ancora maggiore ed un valore simbolico immenso per questo fedele servitore del suo Faraone.
FONTI:
- Pierre Montet, La nécropole royale de Tanis (Parigi, 1951):
- Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes à Tanis (1951)
- Tanis: tesori dei faraoni, Henri Stierlin e Christiane Ziegler , Seuil, 1987
- Tesori d’Egitto – Le meraviglie del Museo Egizio del Cairo, Francesco Tiradritti
- Foto: Pierre Montet, Getty Images