Cose meravigliose, Tanis

LA PATERA DELLE NUOTATRICI  

Di Andrea Petta

Museo Egizio del Cairo JE87742, Montet 772 – Argento e oro, diametro 18 cm; altezza 3,5 cm

Concludiamo questa sorta di rassegna dei tesori dimenticati di Tanis con un reperto assolutamente favoloso: la Patera delle Nuotatrici, un vero capolavoro dell’arte orafa egizia.

È interamente in argento, ma la parte centrale è ricoperta con una foglia d’oro creando un contrasto spettacolare. Il fondo è piatto, con un bordo quasi verticale di tre centimetri

La decorazione si sviluppa su tre parti:

  • Un piccolo rosone centrale costituito da dodici petali intorno ad un pistillo in oro. Lavorato a cloisonnè, il rosone ha perso nel tempo alcune delle parti, inizialmente in cornalina, turchese e lapislazzuli. Il rosone è in rilievo e sporge dal fondo della patera per quasi un centimetro. Introno ad esso, tre cerchi concentrici ravvicinati, di cui uno a perline cesellate, porta alla seconda decorazione.
Nella foto originale di Montet si vede bene come il rosone centrale sia in rilievo rispetto al fondo della patera
  • Nella foglia d’oro spiccano le figure di quattro nuotatrici (che danno il nome alla patera) che giocano in uno specchio d’acqua tra fiori di loto e pesci, rincorrendo le anatre in una scena piena di vitalità. Nella descrizione originale di Montet: “la nuotatrice più agile afferra la sua preda con entrambe le mani, per il collo e per le zampe. La sua compagna, arrivata troppo tardi, invano allunga le mani senza prendere nulla. Dalla parte opposta, una nuotatrice, dopo aver afferrato l’uccello per il collo con una mano, spinge da parte la rivale con l’altra. Le quattro nuotatrici indossano una collana a più fili, dei bracciali, una cintura sottile posta appena sopra il pube e due collane di grandi perle che si incrociano sotto il seno. Una delle nuotatrici ha i capelli a caschetto, mentre le altre tre hanno i capelli tagliati più corti, tanta da non toccare le spalle e sono tenuti da un pettine”. Cinque pesci, di cui tre tilapie nilotiche, accompagnano le ragazze.
Il meraviglioso decoro delle nuotatrici
  • La parte più esterna è quella in argento “nudo”, su cui corre un’iscrizione che recita: “Il Re dell’Alto e Basso Egitto Aakheperre, amato da Amon, figlio di Ra, Psusennes I, offre al Sacerdote di Khonsu a Tebe, Neferhotep, il profeta di Khonsu, il generale degli eserciti, comandante degli arcieri del Faraone, il capo dei profeti di tutti gli dèi, il profeta Oundjebaounded, della casa di Osiride, signore di Mendes, giusto di voce”.
Il disegno delle decorazioni di Montet

Nuovamente l’onore del Generale Wendjebauendjed nel ricevere – e portare con sé nell’Aldilà – un oggetto di straordinaria bellezza e valore dal suo Faraone, a cui è rimasto vicino anche nel sonno eterno.

Le tre patere di Wendjebauendjed riunite, probabilmente il corredo funerario più ricco rinvenuto finora per un personaggio non di stirpe regale

FONTI:

  • Pierre Montet, La nécropole royale de Tanis (Parigi, 1951):
  • Pierre Montet, Les constructions et le tombeau de Psousennes à Tanis (1951)
  • Tanis: tesori dei faraoni, Henri Stierlin e Christiane Ziegler , Seuil, 1987
  • Tesori d’Egitto – Le meraviglie del Museo Egizio del Cairo, Francesco Tiradritti
  • Foto: Pierre Montet, Getty Images

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