Mai cosa simile fu fatta

LA PITTURA EGIZIA

Una delle maggiori testimonianze che ci ha lasciato la civiltà egizia è quella delle espressioni figurative attraverso documenti della pittura e del rilievo dipinto.

Il disegno viene costruito per mezzo di un reticolo, la quadrettatura, con una cordicella bagnata di rosso, all’interno viene lavorato un disegno preparatorio (sinopia) con i contorni, successivamente vengono apportate le correzioni, in caso di un rilievo dipinto prima si pratica l”incisione, a lavoro ultimato viene applicata la pittura.

Esempio di quadrettatura – Tomba di Sarenput II ( XII Dinastia)

La scelta tra pittura o rilievo dipinto era legata alle caratteristiche del supporto parietale, il rilievo poteva essere di due tipi: quello emergente, dove la parte superficiale tra le figure veniva asportato, o entro incavo, dove la superficie tra le figure veniva conservata e le figure stesse venivano modellate all’interno della superficie dell’incavo.

I colori utilizzano pigmenti naturali, come ocra ( gialla, rossa, bruna), gesso, ossidi di rame, fritte ( vetri polverizzati), fuliggine, usata per il nero.

I pigmenti vengono stesi a campitura piena, senza chiaroscuro.

Si potevano ottenere tonalità intermedie mescolando i colori.

Spesso veniva suggerita la trasparenza dei corpi sotto le vesti, o la trasparenza dell’acqua.

Suonatrice di liuto – Tomba di Kenamon, TT93 a Tebe ( XVIII Dinastia)

Alla base delle scelte vi sono delle convenzioni sia in rapporto dei colori che al disegno, per esempio l’uomo è raffigurato con la carnagione più scura di quella della donna.

Le persone venivano scomposte nelle vedute più evidenti: spalle di fronte, corpo di profilo, occhio di fronte.

Gli animali sono visti di fianco o dall’alto come gli insetti e il basto delle bestie da soma del lato non visibile viene rappresentato ribaltato in alto.

Si utilizza la disposizione in registri dove le figure umane possono avere proporzioni gerarchie, la lettura delle scene può avvenire da sinistra a destra o viceversa, a seconda della direzione in cui è rivolta la rappresentazione di uomini e animali, cioè se guardano verso destra, la lettura inizia da destra verso sinistra e viceversa.

La pittura poteva essere stesa direttamente sulla pietra, in presenza di calcare ben levigato, come nelle tombe tebane della XVIII Dinastia, ma la maggior parte di esse era fatta su stucco : prima veniva posto uno strato di fango e paglia ( pisé), poi un strato di gesso e pietra polverizzata.

Il fondo poteva essere grigio – azzurro, XVIII Dinastia, o bianco, XVIII-XIX Dinastia, o giallo nelle tombe degli artigiani di Deir el-Medina.

L’applicazione dei colori veniva applicata a tempera , con acqua, non si tratta quindi di affreschi, dove la pittura è eseguita sull’intonaco fresco con colori diluito in acqua.

A metà della XVIII Dinastia alcuni pittori hanno usato vernici trasparenti e protettive che però col tempo si sono opacizzante.

In una delle prime testimonianze pittoriche, nella mastaba di Iteti e Nefer-maat a Meidum ( IV Dinastia), è stata fatta una sperimentazione di una tecnica di incrostazioni per mezzo di paste colorate poi subito abbandonata nella stessa tomba a favore di quella a stucco, si erano accorti tempestivamente che il riempimento delle cavità non era duraturo, da qui proviene il famoso frammento delle oche ora al Museo del Cairo.

Pittura a incrostazioni – Mastaba di Iteti e Nefermaat a Meidum ( IV Dinastia)

Elenco dei pigmenti

I BIANCHI : carbonato di calcio, Calcite di magnesio, huntite.

NERO: carbonio amorfo elementare ( nero fumo o carbone di legno), pirolusite.

ROSSO : ocra rossa ( ossido di ferro a idro), calcinazione dell’ora gialla.

ROSSO ARANCIONE : realgar (bisolfuro di arsenico).

GIALLO : ocra a base di ferro, dalla limonite alla voethite, orpimento ( trisolfuro di arsenico), jarosite.

BLU; blu egizio o fritta (pigmento artificiale ottenuto per fusione di sabbia silicea ), carbonato di rame, ossido di calcio, potassio o carbonato di sodio (natron)

VERDE: deriva dal rame, fritta verde egizia ( come fritta blu).

I primi colori utilizzati sono il rosso, il nero, il bianco e il giallo.

Il verde arriva verso il 3000 a. C., segue il blu che appare verso la fine dell’Antico Regno, l’arancione e il marrone compaiono nel Medio Regno.

Nel Nuovo Regno vengono usate varie tonalità di blu, di rosso e appaiono il grigio e il rosa, ottenuti con una miscela con il bianco.

Tomba tebana di Nebamon – Tebe Ovest, TT 146
Londra, British Mu3, EA 37977
Fonte: Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electa

I coloro scelti per il mondo animale e vegetale copiamo la realtà, quelli usati per le persone e gli dei seguono convenzioni religiose e sociali.

Fonte e fotografie

Indagine sulla pittura egizia – Valérie Humbert, Cristiano D’aglio – Edizioni Kemet

Antico Egitto di Maurizio Damiano – Electa

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