Autentici falsi

LA TESTA “AMARNIANA” DEL LOUVRE

Questa bellissima testa proveniente da Amarna, nonostante le sue piccole dimensioni, (h. 9 cm) è stata per almeno 80 anni una delle opere egizie più fotografate al museo del Louvre e le cartoline con la sua immagine sono state tra le più vendute nel bookshop. Ora purtroppo non è più in esposizione. Perché? Ecco la storia.

Nel 1923 il Louvre acquistò una bellissima testa proveniente probabilmente da Amarna. Non solo la squisita fattura, ma anche lo spendido colore blu del vetro, una delicata sfumatura color lavanda, attirarono subito l’attenzione di specialisti e visitatori .

La testa fu proposta al Louvre da un antiquario già conosciuto, Feuardent, che in precedenza aveva già venduto altre opere al museo, e entusiasmò a tal punto i responsabili del museo da convincerli a sborsare l’esorbitante cifra di 180.000 franchi.

Venne identificata come una principessa reale del regno di Amenhotep III o forse come Tutankhamon, la cui tomba era stata scoperta, per un’insolita coincidenza, solo alcuni mesi prima.

Le fu riservata una vetrina a sé stante davanti a cui si faceva la coda per ammirarla ma, nonostante l’enorme successo di quel bellissimo viso, qualcuno cominciò a dubitare che l’opera fosse autentica .

J.D. Cooney in “Journal of Glass Studies” II, 1960, pag. 25-26 fu tra i primi ad avanzare dei dubbi sulla sua autenticità.

Altri studiosi fecero notare alcune anomalie.

La prima era la parrucca: una parrucca del genere, con ciocche verticali così rigide, non si era mai vista prima.

Inoltre, la posizione della bocca, carnosa come molte statue della fine della XVIII Dinastia, ma atteggiata a becco di papera come in molti selfie moderni, era perlomeno inusuale .

Infine, il colore blu del viso, unico.

Solo nel 2001 il Louvre decise di far chiarezza, facendo esaminare la testa presso un prestigioso centro di ricerca e restauro francese.

L’analisi del vetro dimostrò in maniera inequivocabile che si trattava di un falso, in quanto la composizione era quella di un vetro moderno, essendo presenti alti livelli di piombo -quasi inesistenti nei vetri della xVIII Dinastia- e di arsenico -del tutto assenti nel vetro del periodo. Lo stesso color lavanda che tanto aveva affascinato il pubblico del museo era una testimonianza della sua non autenticità, non essendo ottenibile con l’ossido di rame e altre materie prime utilizzate dagli egizi.

La testa appare ancora nell’archivio digitale del Louvre, con il numero di inventario E11658, anche se viene definita moderna ed è stata ritirata dall’esposizione. (https://collections.louvre.fr/en/ark:/53355/cl010007850)

Per assurdo, ancora oggi una fonte prestigiosa come la Treccani, mette in dubbio, scusate il gioco di parole, i dubbi sull’autenticità dell’opera, facendo di questa splendida testa il primo e vero “autentico falso” della nostra rubrica 😃

Ecco cosa dice la Treccani (che farebbe meglio, forse, ad aggiornare la sua pagina) : https://www.treccani.it/…/tutankhamon_(Enciclopedia…/

Fonti:

Foto credit: Louvre

2 pensieri su “LA TESTA “AMARNIANA” DEL LOUVRE”

Scrivi una risposta a Daniela Cancella risposta