Di Luisa Bovitutti

Dopo aver visitato il complesso di Djoser, continuiamo lungo l’itinerario programmato per visitare l’immensa necropoli di Sakkara: siamo consapevoli che sarà impegnativo e che permetterà un semplice “assaggio” delle meraviglie del luogo, ma abbiamo letto abbastanza sulle varie tombe e approfondiremo ulteriormente al nostro ritorno.
La prima tappa è a nord est della piramide a gradoni, ove Teti, fondatore della VI dinastia (secondo Manetone ferocemente assassinato dalle sue guardie del corpo) ed i suoi visir Mereruka, Kagemni e Ankhmahor costruirono le loro ultime dimore, seguendo l’esempio di Huni, che abbandonò Abusir dove avevano sede i complessi funerari della maggior parte dei sovrani della V dinastia.





Normalmente i programmi dei viaggi organizzati dai tour operators prevedono la visita della piramide di Huni, predecessore e forse suocero di Teti, che è più piccola ma che segnò la scomparsa del culto solare che aveva assunto grande importanza con i suoi predecessori e che fu la prima le cui pareti furono incise con testi funerari, più precisamente rituali e incantesimi destinati a guidare attraverso l’Aldilà il re identificato con Osiride (i cosiddetti “testi delle piramidi”) ed il cui soffitto venne decorato con stelle.




Noi l’avevamo già vista in passato, quella di Teti è del tutto analoga e la nostra scelta ci ha permesso di evitare la coda all’ingresso.
La parte esterna della piramide è oggi ridotta ad un cumulo di rovine, ma tutta la parte ipogea, che è simile a quella di Unis, è in perfette condizioni.




Troverete notizie dettagliate sul faraone e sulla piramide sul nostro sito a questi link:
https://laciviltaegizia.org/2020/12/27/teti/ e
https://laciviltaegizia.org/2021/03/11/la-piramide-di-teti/).
FOTOGRAFIE di Silvia Vitrò
1 pensiero su “LA PIRAMIDE DI TETI”