Antico Regno, VI Dinastia

TETI

LA SESTA DINASTIA – IL PRIMO SOVRANO: TETI

A cura di Luisa Bovitutti


Il fondatore Della VI Dinastia fu TETI, che governò tra il 2347 e il 2327 a.C. circa. Sua madre era la regina Sesheshet, ma la sua pretesa al trono derivava probabilmente dal matrimonio con Iput, figlia maggiore di Unas, ultimo sovrano della V dinastia.

Egli fu un abile politico e riuscì a mantenere il regno nonostante i tumultuosi cambiamenti sociali della sua epoca, che segnò il tramonto dell’Antico Regno e l’esordio del primo periodo intermedio: così come Unas, il sovrano cercava di prendere le distanze dal culto del sole per arginare l’enorme influenza dei Sacerdoti heliopolitani di Ra, una carestia affliggeva il paese, ondate di immigrazione causavano disordini interni, la ricchezza ed il potere dei funzionari della corte e della nobiltà locale indebolivano l’egemonia faraonica.

Dopo essere salito al trono Teti continuò saggiamente ad avvalersi dei funzionari a suo tempo scelti dal suo predecessore e distribuì promozioni e titoli per conquistare consensi; per garantirsi un’alleanza importante diede in sposa sua figlia Seshseshet al Visir Mereruka.

Egli completò il Tempio Funerario di Unas e fece scolpire il proprio cartiglio sugli stipiti di granito di una porta; molte sono le iscrizioni che lo riguardano venuti alla luce nelle mastabe attorno alla sua piramide. Un gran sacerdote menfita chiamato Sabu si vanta di avere offerto protezione a Sua Maestà quando a bordo della sua barca veniva in città in occasione di cerimonie religiose; un altro gran sacerdote omonimo esprime il suo orgoglio per la propria nomina; un funzionario racconta di essere stato inviato a Tura per procurare il calcare per le costruzioni reali.

Nulla in più si sa di questo sovrano, se non quanto racconta Manetone, il quale riferisce che Teti morì assassinato dalla sua guardia del corpo, pare per incarico del figlio Userkare, che usurpò il trono all’erede legittimo Pepi I, il quale era ancora un bambino e che gli successe quando morì circa un anno più tardi. Egli edificò per sé un complesso piramidale del quale vi parlerò nel prossimo post.

Nelle immagini, reperti custoditi al Museo del Cairo: una statua raffigurante il sovrano, un frammento lapideo con il cartiglio del sovrano, la rarissima maschera mortuaria in gesso, trovata nel 1907 da James Quibell nel suo tempio funerario ed attribuita al faraone, e lo stampo da essa ottenuto, che ci mostra il volto di un antico egizio, rasserenato dalla morte.


IL COMPLESSO FUNERARIO DI TETI

La disposizione delle camere ipogee e la decorazione interna della piramide di Teti sono simili a quelle della piramide di Unas, leggermente più piccola.

Sono del tutto scomparse le tracce del culto solare che tanta importanza aveva assunto nella dinastia precedente, e le pareti dell’anticamera e della camera funeraria sono incise con i “testi delle piramidi”, rituali e incantesimi destinati a guidare attraverso l’aldilà il re identificato con Osiride; il soffitto a volta è dipinto di stelle.

Il sarcofago di basalto è rimasto intatto e all’interno sono stati ritrovati frammenti di quella che potrebbe essere stata la mummia del sovrano.

Nelle foto la camera funeraria incisa con i testi delle piramidi, il sarcofago ed il soffitto stellato.

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