Di Luisa Bovitutti
Con il passare dei secoli il popolo continuò ad utilizzare la fascia sulla fronte con finalità eminentemente pratiche; verso la fine dell’Antico Regno e poi definitivamente nel Medio Regno tuttavia la nobiltà ne fece un accessorio ornamentale che fu ampiamente in voga fino a tutto il Nuovo Regno.

Modellino di barca in legno, scoperto a Licopoli, risalente al Medio Regno.
Dimensioni: L. 81 cm.; h. 38,5 cm.
Ora al Louvre. N. di accesso E 12027.
Questi modellini raffiguranti gruppi di persone che svolgevano attività quotidiane venivano posti nelle tombe durante il Medio Regno, e devono considerarsi un’evoluzione delle statue serventi: gli Egizi ritenevano che i personaggi rappresentati avrebbero continuato anche nell’Aldilà a lavorare per il defunto.
https://commons.wikimedia.org/…/File:Ancient_Egyptian…
Autore Vania Teofilo – licenza Creative Commons.
Si trattava di una banda larga circa 2 cm. ritagliata da una sottile lastra in metallo prezioso, decorata in modo semplice con delle barrette incise sulla superficie e chiusa sulla nuca con un fermaglio a forma di fiocco decorato con ombrelli di papiro dal quale si dipartivano le due bande che scendevano sulla schiena; quello del Faraone e delle donne reali era adornato con un ureo, simbolo del potere reale.

Modellino in legno proveniente dalla tomba di Shemes ad Asyut e risalente al Primo periodo intermedio, Asyut. Oggi al Museo Egizio, Torino.
Non ho informazioni sulla provenienza dell’immagine. Se l’autore la riconoscesse come propria, sarà mia premura rimuoverla o riconoscere il dovuto credito.


Dal suo tempio a Deir el-Bahari, Luxor, Medio Regno, XI dinastia.
Oggi al Cairo – A.1906.349
https://www.reddit.com/r/OutoftheTombs/comments/yj476m/relief_fragment_of_painted_limestone_depicting/

Frammento di bassorilievo tombale in calcare dipinto, dalla tomba di Djehutyhotep, nomarca del Nomo della Lepre a Deir el-Bersha, scavata da Percy Newberry: XII din., regno di Sesostri III.
Oggi al British Museum di Londra – Numero del museo EA1150
La donna, il cui nome è andato perso, era la sorella del nomarca; è in piedi nella tipica posa femminile, con le braccia lungo i fianchi. Il dorso di entrambe le mani aperte è raffigurato con i pollici rivolti all’indietro, una posa convenzionale ma del tutto impossibile. Il piede sullo sfondo è leggermente avanzato, presumibilmente perché per l’iconografia egizia doveva essere visibile. Intorno alla lunga parrucca indossa il diadema a nastro ed esibisce un ampio collare e bracciali e cavigliere abbinati, simboli del suo importante ruolo a corte. Le bretelle della sua elegante tunica di lino bianco, molto di moda nella sua epoca, coprivano in realtà il seno, che appare esposto per pura convenzione artistica. La sua pelle era originariamente gialla. Ha una vita molto sottile, un seno abbondante e braccia eccessivamente lunghe. Questa nobildonna era alla testa di una processione di nove altre parenti di Djehutyhotep, comprese le figlie. Dietro di loro c’erano la moglie di dimensioni un po’ più grandi e lo stesso Djehutyhotep che sovrastava tutti.
H: 72 cm.; Spessore: 12 cm.; L: 33 cm.
https://www.britishmuseum.org/collection/object/Y_EA1150
© The Trustees of the British Museum . Condiviso con licenza Creative Commons (CC BY-NC-SA 4.0)

https://commons.wikimedia.org/…/File:Tomb_of_Kagemni…
Autore della foto: Prof. Mortel.
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