Necropoli tebane

TT274 – TOMBA DI AMENWHASU

Planimetria schematica dell’area di Qurnet Murai[1] [2] [3]

Epoca:                                   Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
Amenwhasu[6]Primo Profeta del Monthu di Tod e di Tebe; Prete Sem[7] del Ramesseum nel dominio di AmonQurnet MuraiPeriodo Ramesside 

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile; pur esistendo l’indicazione del nome della moglie, questa è ridotta alla sola lettera “y” finale[8]

La tomba

TT274 è oggi inaccessibile; su un architrave (?) è rappresentata una doppia scena, in parte distrutta, con una dea e il defunto e la moglie dinanzi a Osiride e Hathor[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      Porter e Moss 1927, p. 349

[7]      Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 341.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 351-352.

Necropoli tebane

TT273 – TOMBA DI SAYEMIOTEF

Planimetria schematica della tomba TT273[1] [2]

Epoca:                       Periodo ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Sayemiotef[5]Scriba nei possedimenti del suo Signore (Amon)Qurnet MuraiXIX dinastia-XX dinastia 

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile; pur esistendo la rappresentazione della moglie e almeno di un figlio, di questi non vengono indicati i nomi, oppure sono andati persi[6].

La tomba

Si accede alla TT273 da un cortile in cui si apre anche l’accesso alla TT272[7]; TT273 si sviluppa planimetricamente in un’unica sala trasversale. Un breve corridoio (1 rosso in planimetria[8]) sulle cui pareti, danneggiate, sono riportati il defunto, tre prefiche e tre portatori di offerte la cui processione tuttavia continua sulle pareti interne della sala trasversale in cui (2-3 rossi), su quattro registri sovrapposti, sono rappresentate scene dal Libro delle Porte con il Ba dinanzi a Harsiesi e Iside; il defunto, inginocchiato dinanzi a aOsiride e a un altro dio (non identificabile); il defunto dinanzi a tre divinità femminili; scene della processione funeraria che comprende un montone , dolenti e parenti, nonché Anubi-sciacallo e un uomo con giare. Poco oltre (4), su tre registri, il defunto, la moglie e tre uomini adorano Osiride e una dea (?); l’adorazione di una statua (?) con il defunto, la moglie e alcuni Badinanzi a tre divinità femminili con alberi e palme; scene di psicostasia con il defunto e la moglie in presenza di Thermutis. Su altra parete (5), su tre registri, il defunto con un figlio piccolo (non ne è indicato il nome) dinanzi a Monthu, Rattaui e un’altra dea; parenti del defunto, maschi e femmine, comprese alcune donne con tamburelli e flauti doppi. Poco oltre (6) il defunto dinanzi a Osiride sulla destra e, fortemente danneggiata, scena in cui forse la moglie con sistro è dinanzi alla dea leonessa Sekhmet; seguono (7), su tre registri, il defunto, la moglie e una sorella in adorazione di Ra-Horakhti, Hathor, Atum e Iside. In una nicchia, sul fondo (8) la rappresentazione della barca di Ra[9].

Fonti

  1.  Gardiner e Weigall 1913
  2.  Donadoni 1999,  p. 115.
  3.  Porter e Moss 1927, p. 351
  4.  Porter e Moss 1927,  p. 351.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 349

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 351

[7]      Per differenziare le due tombe in planimetria, le numerazioni relative alle due sepolture sono rioprtate in differente colore: blu per la TT272, rosso per la TT273.

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 348.

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 351.

Necropoli tebane

TT272 – TOMBA DI KHAEMOPET

Planimetria schematica della tomba TT272[1] [2]

Epoca:                       Periodo ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Khaemopet[5]Padre divino di Amon nell’Occidente[6]; Prete lettore[7] del tempio di SokarQurnet MuraiXIX dinastia-XX dinastia 

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile; pur esistendo la rappresentazione della moglie, di questa non viene indicato il nome, oppure è andato perso[8].

La tomba

Si accede alla TT272 da un cortile in cui si apre anche l’accesso alla TT273[9]; TT272 si sviluppa planimetricamente in una sala trasversale ed una perpendicolare alla precedente secondo la struttura a “T” rovesciata tipica del periodo. Un breve corridoio (1 blu in planimetria[10]) sulle cui pareti, danneggiate, sono riportati il defunto e la moglie (?), immette nella sala trasversale. Sulle pareti (2 blu) il defunto e la moglie dinanzi a quattro demoni; sul lato corto (3) resti di quattro personaggi dinanzi a due mummie; sullo sfondo una montagna. Poco oltre (4) il defunto e la moglie in offertorio a Osiride (?). Su altra parete (5), su due registri sovrapposti il defunto e la moglie dinanzi a Osiride e Hathor, un prete in offertorio dinanzi al defunto (?); segue (6), su due registri, un uomo, un prete e una donna dinanzi al defunto. Poco oltre (7), molto danneggiato, il defunto (?) adora alcune divinità, forse Osiride, Iside e Nephtys. Un altro breve corridoio, sulle cui pareti (8) sono riportati il defunto e la moglie in adorazione (scene parzialmente distrutta), immette in una sala più interna perpendicolare alla precedente in cui (9-10) sono riportati brani tratti dal Libro delle Porte. In una nicchia di fondo (11) Ra-Horakhti e una dea sulla sinistra, e Osiride a un’altra dea sulla destra; al centro, il defunto adora una divinità (?). Sul soffitto decorazioni rappresentanti una vigna e testi dedicatori[11].

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.
  3. ^ Porter e Moss 1927,  p. 350.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 349

[6]      Incarico non chiaro e non recensito in altre sepolture.

[7]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 350.

[9]      Per differenziare le due tombe in planimetria, le numerazioni relative alle due sepolture sono rioprtate in differente colore: blu per la TT272, rosso per la TT273.

[10]     La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 348.

[11]     Porter e Moss 1927,  p. 350.

Necropoli tebane

TT271 – TOMBA DI NAY

Planimetria schematica della tomba TT271[1] [2]

Epoca:                      XVIII Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Nay[5]Scriba RealeQurnet MuraiXVIII dinastia (Ay) 

 

Biografia

Nessuna notizia ricavabile; pur esistendo la rappresentazione della moglie, di questa non viene indicato il nome, oppure è andato perso[6].

La tomba

TT271 costituisce la cappella della tomba vera e propria che si trova poco più a nord; è costituita da un’unica sala rettangolare. SUlle pareti: (1 in planimetria[7]) portatori di offerte e un prete che innesca il fuoco a offerte di incenso e resine dinanzi al defunto e alla moglie (di cui non è indicato il nome); su altra parete (2) portatori di offerte e un prete dinanzi al defunto e alla moglie, nonché testi contenenti il cartiglio di Ay. Poco oltre (3), scene di offertorio con il defunto, rappresentato come prete a sua volta. Sulla parete di fondo una nicchia (4) con il defunto inginocchiato su entrambi i lati[8]

Fonti

  1. ^ Gardiner e Weigall 1913
  2. ^ Donadoni 1999,  p. 115.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Porter e Moss 1927, p. 349

[6]      Porter e Moss 1927,  p. 350.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 348.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 350.

Necropoli tebane

TT270 – TOMBA DI AMENEMWIA

Planimetria schematica dell’area di Qurnet Murai[1] [2] [3]

Epoca:                XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
AmenemwiaPrete wab[6] e prete lettore[7] di Ptah-SokharQurnet MuraiXIX dinastia 

Biografia

Nessuna notizia[8].

La tomba

TT270 è oggi distrutta[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927, p. 349

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]      I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.

[7]      Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.

[8]      Porter e Moss 1927,  p. 350.

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 350.

Necropoli tebane

TT269 – TOMBA DI SCONOSCIUTO (nome perduto)

Planimetria schematica dell’area di Sheikh Abd el-Qurna (nord) [1] [2] [3]

Epoca:                       Periodo Ramesside

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[4]Dinastia/PeriodoNote[5]
sconosciuto (nome perduto)]Non notoSheikh Ab del-QurnaPeriodo Ramesside 

 


Biografia

Nessuna notizia[6].

La tomba

TT269 è ridotta alla sola presenza di un’architrave e di una camera inaccessibile[7].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927, p. 349

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.

[4]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[5]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[6]              Porter e Moss 1927,  p. 349.

[7]              Porter e Moss 1927,  p. 349.

LE CONCHIGLIE NELL'ANTICO EGITTO

LE CONCHIGLIE DEL NUOVO REGNO ED OLTRE

Le perline a portafoglio

I gioielli con le conchiglie rimasero in auge anche nel Nuovo Regno e per tutta la restante storia della civiltà egizia, anche se, forse per renderli accessibili ad un maggior numero di persone, si realizzarono modelli in oro delle cauri molto più piccoli e semplificati: queste perline particolari venivano definite “a portafogli” e si diffusero soprattutto nel corso della XVIII dinastia.

In questa fotografia ne vedete un esemplare che appartiene al museo di Cleveland (0,9 cm – n. 1914.783) https://www.clevelandart.org/art/collection/search?search=1914.783&filter-include-parts=1

Anche le preziose ed elaborate perline distanziatrici in uso nel Medio Regno furono sostituite da perline in maiolica, più piccole e di forma tondeggiante.

Questa cintura rappresenta l’evoluzione stilistica del modello in voga da secoli.

Essa è lunga 76 cm. ed è composta da perline d’oro a portafogli e da perline distanziatrici in maiolica blu; nulla si sa in merito alla sua provenienza. Essa è esposta a Toronto, al Museo Reale dell’Ontario, con il numero di inventario 987.258.1

https://www.reddit.com/…/Outoft…/comments/v9dvn7/girdle/

La funzione apotropaica di questi oggetti emerge da questa immagine: si tratta della TAC della mummia di Merit, giovane moglie dell’architetto Kha, che fu inumata con indosso proprio una cintura con le cipree. La coppia visse a Deir el Medinah durante il regno di Amenhotep III e la loro tomba fu trovata intatta da Schiaparelli; ora si trova al Museo Egizio di Torino, così come le loro mummie, che sono state lasciate bendate e sono state investigate con metodi non invasivi. Leggete questo articolo, è interessantissimo:

BIANUCCI R. ed altri, Gettare nuova luce sulle mummie dell’architetto reale Kha e della sua sposa Merit della XVIII dinastia, a questo link: https://doi.org/10.1371/journal.pone.0131916

Il frammento di collana qui sopra si trova al Getty Villa museum di Los Angeles e risale al periodo tolemaico; le conchiglie appaiono molto più grossolane nella fattura: sebbene realizzate come quelle più antiche mediante saldatura di due metà realizzate a sbalzo con lamina d’oro, i caratteristici bordi zigrinati sono stati approssimativamente incisi sulla superficie.

https://www.getty.edu/art/collection/object/103Z06

Quest’ultima collana è lunga 37 cm., si trova al Penn museum di Filadelfia (n. 29-70-19), proviene da Mit Rahina e risale al periodo tardo (XXVI dinastia); è composta da trenta perline minuscole in oro a forma di ciprea, da una perlina in oro granulata a forma di melograno, da una grande perlina biconica d’oro, da una identica in calcedonio e da un pendente con la forma della dea Sekhmet in piedi, con le mani lungo i fianchi.

https://www.penn.museum/collections/object/21539

LE CONCHIGLIE NELL'ANTICO EGITTO

I GIOIELLI DEL MEDIO REGNO ISPIRATI A QUELLI REALI CON LE CIPREE

Una cintura analoga a quella di Sit-hathor-iunet, anch’essa risalente alla XII dinastia, fu trovata a Lisht sud, vicino alla piramide di Senwosret I, nella tomba di una ragazza chiamata Hapy, il cui corredo funerario venne rinvenuto intatto nel corso degli scavi condotti nella stagione 1933 – 1934 dal MMA di New York.

Essa si trova attualmente al predetto museo, che la custodisce insieme al bel bracciale coordinato (n. di inv. 545152 – foto qui sotto, vista generale e particolare).

La cintura è lunga 78,5 cm. ed è composta da cauri in oro intervallate da sei file di perline biconiche in lapislazzuli, pietra molto pregiata perchè doveva essere importata dall’Afghanistan in quanto in Egitto non ne esistevano giacimenti; anch’essa presenta l’ingegnoso fermaglio che caratterizza la cintura della principessa.

https://www.metmuseum.org/art/collection/search/545152

https://jenikirbyhistory.getarchive.net/amp/topics/girdles


E’ invece custodita al British Museum di Londra questa collana rinvenuta forse a Tebe, lunga 47 cm. e composta da sei perle e da un fermaglio a forma di conchiglia cauri, due ciondoli a forma di barba con la punta arricciata, due amuleti a forma di pesce, un ciondolo centrale in argento a forma di ninfea intarsiato in pasta di vetro rossa, blu ed azzurra dal quale pende un amuleto Heh, distanziati da corte file di perline di lapislazzuli, feldspato verde, ametista, corniola, elettro e vetro.

I pendenti sono in elettro e sono stati realizzati in due metà a stampo e poi saldate; la coda e le pinne dei pesciolini sono state ritagliate in una lamina di elettro e aggiunte al momento della saldatura; i loro occhi sono forati, forse per contenere un intarsio di pietra.

Il fiore di ninfea ha cinque petali intarsiati di vetro azzurro e corniola e sotto di esso si aprono altri due fiori analoghi su di uno sfondo di corniola; i loro tre petali esterni sono intarsiati con fasce alternate di vetro azzurro e azzurro scuro; i due più piccoli centrali con vetro blu scuro. © The Trustees of the British Museum

https://www.britishmuseum.org/collection/object/Y_EA3077

https://pcma.uw.edu.pl/wp-content/uploads/pam/PAM_2011_XXIII_2/PAM_23_2_Golani_1.pdf

GOLANI A., Cowrie shells and their imitations as ornamental amulets in Egypt and the Near East. Journal: Polish Archaeology in the Mediterranean 23/2, Special Studies: Beyond ornamentation. Jewelry as an Aspect of Material Culture in the Ancient Near East, edited by A. Golani , Z. Wygnańska Year: 2014 Pages: 71-94


Questo gioiello lungo cm. 66 (fotografia in basso a sinistra), meno appariscente degli altri ma sicuramente raro e di gran pregio si trova in Italia, al Museo Civico Archeologico di Bologna (numero di inventario KS 3077); forse anch’esso era una cintura, ma la maggioranza degli studiosi lo considera un girocollo.

Esso è composto da una serie di perline in corniola e in ametista, alternate a cipree in argento lavorate a sbalzo; grazie al confronto con gli esemplari analoghi già visti, è databile con sicurezza alla XII dinastia.

Esso faceva parte della collezione Palagi (già Nizzoli – ricordate l’egittologa quindicenne, moglie di un diplomatico appassionato di reperti egizi, che per incarico del coniuge fu tra i primi intrepidi scavatori a Sakkara?)

http://www.iperbole.bo.it/…/47681/offset/304/id/2816/

Necropoli tebane

TT268 – TOMBA DI FAMIGLIA DI NEBNAKHT

Planimetria schematica della tomba TT268[1] [2]

Epoca:                       XIX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
famiglia di NebnakhtServo nel Luogo della Verità[5] a ovest di TebeDeir el-MedinaXIX dinastia 

 


Biografia

Ipy fu suo padre, Auti sua madre[6]. Thay fu sua moglie[7].

La tomba

TT268 è costituita da due sale adiacenti tra loro che sono forse assegnabili al medesimo titolare; è verosimilmente identificabile la sala di sinistra come cappella e la destra come sala sussidiaria non assegnabile con certezza, tuttavia, ad alcuno: sulle pareti (1 in planimetria[8]) due navi in navigazione, un uomo e una donna dinanzi ad un’altra coppia; personaggi che raccolgono l’uva; sulla parete opposta (2) il defunto e la moglie assisi con una fanciulla che offre a loro libagioni in presenza di un’arpista, una danzatrice e alcuni ospiti. SUl fondo, in una nicchia (3) una stele con il defunto, la moglie e un piccolo fanciulli, nonché alcuni preti officianti.

Nella camera sussidiaria: (4) un uomo e una donna dinanzi ad un’altra coppia e (5) scene di banchetto. Su altre pareti (6-7) scene della processione funeraria con portatori di offerte e dolenti. Sulla parete di fondo (8) una nicchia ai lati il defunto in offertorio a Osiride (a sinistra) e a Ra-Horakhti (a destra)[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927, p. 349
  4. Porter e Moss 1927, p. 349

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Nomi ricavabili da una stele, oggi al Museo Egizio di Torino (cat. Sup.6044).

[7]      Porter e Moss 1927,  p. 349

[8]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 349.

[9]      Porter e Moss 1927,  p. 349

Necropoli tebane

TT267 – TOMBA DI HAY

Planimetria schematica della tomba TT267[1] [2]

Epoca:                      XX Dinastia

Titolare

TitolareTitoloNecropoli[3]Dinastia/PeriodoNote[4]
Hay[3]Responsabile dei lavoratori nel Luogo della Verità[5] a ovest di Tebe; Creatore delle immagini di tutti gli dei nella casa dell’oroDeir el-MedinaXX dinastia 

 

Biografia

Amennakht fu suo padre e Tarekhan sua madre; Henutmet fu sua moglie[6].

La tomba

TT267 si apre in un cortile da cui si accede anche alla TT266. Un corridoio immette in una sala rettangolare al centro della quale si trova una scala che dà accesso alla parte ipogea che costituisce l’appartamento funerario. una piccola sala quasi quadrata vede, sulle pareti: (1 blu in planimetria[7]) Una donna con il defunto, la moglie e la figlia (di cui non è indicato il nome); poco oltre (2 blu) il padre e, danneggiata (3), la dea Hathor come vacca sacra. Segue (4) la Dea dell’Occidente (Mertseger) con i titoli del defunto in alto. Su altra parete (5) un prete sem[8]con una bacchetta che reca una testa di ariete, seguito da uno scriba, dinanzi al defunto e alla moglie.

Un breve corridoio, sulle cui pareti (6) sono rappresentati il defunto inginocchiato dinanzi alla braccia di Nut e il defunto e la moglie dinanzi alla dea Anuqet, immette in una camera più interna. In una nicchia (7) una donna seguita da un uomo e testi. Poco oltre (8) un figlio (di cui non è riportato l’identificativo) e (9) alcuni parenti dinanzi al defunto e alla moglie. Sul soffitto decorazioni a tralci di vite e testi[9].

Fonti

  1. Gardiner e Weigall 1913
  2. Donadoni 1999,  p. 115.
  3. Porter e Moss 1927, p. 346
  4. Porter e Moss 1927, p. 346
  5. Porter e Moss 1927,  p. 315.

[1]      La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.

[2]      Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.

[3]      le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.

[4]      Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.

[5]      Set-Maat = “Luogo della Verità” era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, “il villaggio”.

[6]      Nome ricavabile da un testo oggi in collezione privata.

[7]      La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 346-347.

[8]      Il “sem” era il prete, o l’erede, cui competeva la cerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della Duat.

[9]      Porter e Moss 1927,  pp. 346-347.