versante nord-est della collina; in alto nell’area superiore del margine[6]
Biografia
Tutti i dati biografici sul titolare di TT252 sono ricavabili dalla tomba del fratello Senmut (TT71). Ramosi fu il padre di Senimen, Hatnefer (detta anche Titutyu) la madre[7].
Neferether, e Iahotep furono le sue sorelle, e Senmut (TT71), Minhotep, prete “wab”[8] di Amon, Amenemhat, portatore della barca sacra di Amon e Pairi, guardiano del bestiame nel dominio del dio, i suoi fratelli. Analogamente dalla TT71 di Senmut si ricava il nome della moglie Senemiho[9].
La tomba
Unica vestigia visibile della TT252 è una statua scolpita nella roccia della facciata rappresentante il defunto che accudisce una giovane principessa, forse Neferura figlia di Hatshepsut. Alle sue spalle, in piedi, la moglie (?).
Provengono da questa tomba alcuni frammenti di architrave, nonché di vasi canopi intestati al defunto e frammenti di iscrizione recanti il cartiglio di Hatshepsut.[10]
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 38
Porter e Moss 1927, p. 337.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
Gardiner e Weigall 1913, p. 39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3] La planimetria qui riportata non è in scala ed ha valore esclusivamente di visione d’insieme; l’ubicazione delle singole sepolture non è topograficamente esatta, ma vuole visualizzare la concentrazione delle tombe, nonché il “disordine” con cui le stesse sono state classificate.
[4]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[5]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[6] Con la TT252 termina la catalogazione delle Tombe dei Nobili dovuta a Gardiner e Weigall nel loro “Topographical Catalogue” del 1913.
[8] I preti “wab”, ma anche “uab”, o “uebu”, appartenevano al basso clero ed erano incaricati della manutenzione degli strumenti del culto e degli oggetti comunque ad esso connessi. A loro competeva il lavacro e l’abbigliamento giornaliero della statua del dio presso cui operavano e a loro competeva il trasporto della statua del dio (generalmente su una barca sacra) durante le cerimonie. Erano gerarchicamente sottoposti ad un “grande prete wab” cui competevano le operazioni giornaliere di culto della divinità.
Nota: i casi di omonimia sono stati gestiti aggiungendo ai nominativi dei titolari un progressivo in numeri romani tra parentesi quadre (es.: Amenmose [I]; Amenmose [II]). Tali progressivi NON hanno alcuna valenza temporale o storica, ma servono solo per differenziare due titolari (nessuna indicazione è stata, ovviamente, riportata per i titolari “sconosciuti”).
Scriba reale; Supervisore del bestiame di Amon; Supervisore del magazzino di Amon
Sheikh Abd al-Qurna
XVIII dinastia (inizi del regno di Thutmosi III ?)
alla sommità del versante est della collina; fuori dal muro superiore, sotto le TT65 e TT66
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile, il nome del padre: Nesu, a sua volta Capo del magazzino di Amon[5]
La tomba
TT251 si sviluppa, planimetricamente, con forma a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo; un breve corridoio di accesso, sulle cui pareti (1 in planimetria[6]) sono riportati testi dedicatori e sacri, segue una sala trasversale con soffitto sorretto da quattro pilastri.
Sulle pareti, (2) due gruppi di macellai; su due registri sovrapposti (3), resti di scene di banchetto, un uomo in offertorio, una suonatrice di lira e una danzatrice, nonché due suonatrici di nacchere e un suonatore di arpa. Su altra parete (4) un uomo riempie una giara e, sul alto corto (5), i resti di una stele con scene agricole tra cui uomini che zappano e che potano alberi; poco oltre (6) resti di scene non leggibili.
Analogamente non leggibili alcune scene sui pilastri tra cui una di purificazione. Un breve corridoio immette in una sala perpendicolare alla precedente; sulle pareti (7) una scimmia con una cesta piena di datteri sotto la sedia di una donna e, sulla parete opposta (8), una scena incompiuta di uomo con due tavole di offerte dinanzi al defunto e alla moglie (?)[7].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 38
Porter e Moss 1927, p. 336.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
Gardiner e Weigall 1913, p. 39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
titoli persi[5]; dalla TT7 risulta Scriba del Luogo della Verità
Deir el-Medina
XIX dinastia (Ramses II)[6]; Gardiner e Weigall indicano genericamente Periodo Ramesside[7]
non lontano dalla sommità della collina; poco a nord delle TT1, TT218 e TT220
Biografia
Ramose, titolare della TT250, è identificabile con l’omonimo titolare di tre tombe a lui intestate (oltre la TT250: la TT212 e la TT7). Aldilà della semplice carica di Scriba, così come riportato nei rilievi della TT7, l’importanza di Ramose, quale scriba della necropoli, è attestata da oltre un centinaio di monumenti che a lui fanno riferimento o che a lui siano espressamente dedicati[8].
Di lui esistono tracce e riferimenti in almeno altre quattro tombe dell’area[9] e veniva considerato tra i maggiorenti più ricchi del villaggio di Deir el-Medina[10]. Ramose era figlio di Amenemhab, Segretario e Ufficiale Giudiziario di Corte, e Kakaia; marito di Mutemwia, figlia di Huy e Neferetkau, Kenherkhepeshef fu suo figlio adottivo[11][12]. Il primo incarico noto di Ramose fu di “Scriba nella casa di Men-Kheperu-Ra” ovvero del Tempio di Milioni di Anni di Thutmosi IV; a lui sono inoltre ascrivibili i titoli di:
Tesoriere capo nella casa di Men-Kheperu-Ra;
Direttore d’amministrazione nel dipartimento del direttore della documentazione sigillata;
Scriba contabile del bestiame di Amon-Ra;
Assistente scriba per la corrispondenza del Principe ereditario;
Servo nei domini di Amon-Ra;
Amministratore dei domini funerari nei campi di Amon-Ra.
Per quanto attiene all’incarico indicato sulla tomba TT7 “fu nominato Scriba del Luogo della Verità nell’anno 5º, il 3º mese di akhet, giorno 10, del re dell’Alto e Basso Egitto Usermaatra-Setepenra, vita, prosperità a salute, il figlio di Ra, Ramses, amato da Amon” (da un ostrakon, oggi al Museo Egizio del Cairo, cat. CG25671)[13].
La tomba
TT250 si trova al centro della necropoli di Deir el-Medina; comprende tre cappelle affiancate[14] costruite in mattoni cotti, cui si accede da un cortile[15] ma solo la cappella centrale, una semplice sala rettangolare, è decorata. La decorazione è ritenuta di particolare valore giacché si tratta dell’unica cappella le cui pareti sono state realizzate in stile monocromo[16][17] di cui si abbia notizia.
Immagine comparativa di dipinti policromo e monocromo
Archeologicamente, la tomba venne dapprima assegnata a Neferhotep (presente in una scena parietale con moglie e figlio) e ad un Amenmes, fino alla scoperta e traduzione di una scritta laterale su una stele (6 in planimetria[18]), che reca la frase “l’Osiride, lo Scriba del Luogo della verità, Ramose, giustificato”, e che venissero identificati testi relativi ad Amenhemheb e Kakai, rispettivamente padre e madre di Ramose. che partecipano a scene di processione funeraria (2-3).
Un breve passaggio (1 in planimetria), sulle cui pareti sono rappresentate una donna e un fanciullo, immette nella sala rettangolare.
L’interno della TT250. Foto da osirisnet.net
Sulle pareti (2-3) scene di processione funeraria di uomini e donne, sulla destra della scena le mummie di quattro donne (di qui la denominazione di “tomba delle schiave” con cui TT250 è anche nota)[19].
Su altre pareti, su tre registri sovrapposti (4-5), frammenti di persone dinanzi a Neferhotep (TT216), alla moglie Iyemuau e al figlio Nebnefer (TT6); persone dinanzi ad Hathor rappresentata come vacca sacra e, in due scene, un uomo con giara contenente grano dinanzi a persone sedute dinanzi a sei donne pure assise. Sulla parete di fondo (6) una stele su tre registri: il defunto adora Osiride mentre la moglie adora Amenhotep I; in una doppia scena, uomini adorano Anubi e la regina Ahmose Nefertari. Scene di libagioni e preti con gli strumenti del Cerimoniale di apertura della bocca seguiti da un Prete lettore[20] e da cinque donne che precedono altrettante mummie femminili, accompagnate alla loro tomba dalle sorelle dolenti[21].
Le pareti sud ed ovest della cappella centrale. Foto da osirisnet.net
Nel cortile antistante le tre cappelle si apre il pozzo (profondo circa 4,50 m) che dà accesso all’appartamento funerario sotterraneo costituito da tre camere in successione prive di decorazione[22].
A Ramose sono inoltre intestate altre due tombe della stessa necropoli di Deir el-Medina: TT212 e TT7[23].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 38
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[5] Gardiner e Weigall 1913, p. 38 e Porter e Moss 1927, p. 336.
TT336 dello scultore Neferrenpet: Ramose e sua moglie Mutemwia, talvolta abbreviata in Wia, recano offerte allo scriba reale Huy, fratello di Neferrenpet e padre di Mutemwia;
TT219 di Nebenmaat, Servo nel Luogo della verità, ma il testo, riportato da Bruyere 1952, è oggi perso;
TT4 dello scultore Ken, in cui il Visir Paser (TT106) e lo Scriba reale Ramose offrono libagioni a Maat;
TT10 di Penbui e Kasa, servi del Luogo della Verità, in cui Paser e Ramose, dinanzi a Ramses II, offrono libagioni a Ptah e Hathor
[11] Una tavola di offerte, oggi al Museo del Louvre di Parigi (cat. E.13998), reca i nomi di Ramose e Khenirkhopshef, si ritiene provenga dalla TT7 e testimonia di tale adozione.
[16] Una trentina di Tombe dei Nobili della Necropoli tebana, di cui 22 assegnate al Periodo Ramesside, presentano la particolarità di avere locali, generalmente le camere funerarie e i soffitti, fatta salva l’eccezione costituita dalla TT250, le cui scene parietali sono realizzate monocromaticamente in giallo ocra su fondo bianco, riservando l’uso del rosso e del nero a pochi particolari e dettagli delle figure, e alla delimitazione delle iscrizioni geroglifiche. Un particolare esempio di pittura monocroma si trova nella tomba della regina Nefertari, Grande Sposa reale di Ramses II, in cui in una nicchia contenente i vasi canopici, sono rappresentati in monocromo giallo i quattro figli di Horus e la dea Nut ad imitazione dei papiri del Libro dei morti; si ritiene in tal senso che la scelta del colore giallo sia stata dettata proprio dall’idea di simulare, sulle pareti, il papiro o da quella, più prettamente religiosa, di richiamare il colore dell’oro di cui era fatta, secondo la mitologia, la carne degli dei. L’usanza delle pitture monocrome, concentrata nella XIX dinastia, andò mano a mano diminuendo nella XX e non se ne hanno tracce a partire dal regno di Ramses IV.
[18] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 336.
[19] E’ stato anche ipotizzato che la tomba fosse riferita a parenti di Mutemwia, moglie di Ramose, ma l’assegnazione accademicamente accettata fa riferimento al personale femminile della servitù di casa anche per la presenza, tra le defunte, di Henumehyt identificabile in una donna altre volte rappresentata in atteggiamento servile con Mutemwia. La controparte maschile sarebbe costituita dalla TT212.
[20] Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.
[23] Le tre tombe fatte realizzare da Ramose avevano, molto verosimilmente, differenti destinazioni: la TT7 fu quella a lui riservata, mentre la TT250 era destinata alla sepoltura delle maestranze che servivano nelle sua proprietà di sesso femminile (tanto che la tomba è spesso anche indicata come “tomba delle schiave”); non altrettanto chiara la destinazione della TT212 rimasta in fase iniziale di realizzazione. Per estensione si è ritenuto che potesse essere prevista per la servitù di casa di sesso maschile. Una delle tombe era sormontata da un Pyramidion, oggi al Museo Egizio di Torino, il cui testo è stato tradotto, nell’ambito del Progetto Rosetta, da Jean-Jacques Charlet nel 2009.
nella piana;a poca distanza a nord del muro di cinta del Ramesseum
Biografia
Considerata l’omonimia e la similitudine di incarichi, Neferronpet titolare di TT249 potrebbe essere identificabile nell’omonimo titolare della TT43, Supervisore dei magazzini e capo cuoco del Faraone. Nessuna notizia biografica ricavabile[6].
La tomba
TT249 si sviluppa, planimetricamente, con forma a “T” rovesciata tipica delle sepolture del periodo; ad un corridoio di accesso, sulle cui pareti (1 in planimetria[7]) sono rappresentati, in una scena incompiuta, il defunto e la moglie, segue una sala trasversale con scene parietali danneggiate. Sulle pareti, su due registri sovrapposti (2), il defunto adora Osiride e Hathor; scene della processione funeraria con il trasporto del sarcofago e un uomo adorante nei pressi della tomba; sulla parete più corta, a est, (3) una stele (abrasa) con uomini ai lati in offertorio e alcune prefiche e portatori di offerte con il defunto e la moglie.
Poco oltre (4), su due registri, una figlia (?) e alcuni portatori di offerte dinanzi al defunto e alla moglie; una donna in offertorio e alcune suonatrici di arpa, liuto e flauto.
Un breve corridoio, sulle cui pareti (5) è rappresentato il defunto, dà accesso a una camera interna di forma quasi quadrata. Sulle pareti su due registri (6) uomini recano offerte al defunto e alla moglie; due portatori di offerte dinanzi a un uomo seduto (il defunto?) e una donna e un uomo offrono fiori ad una coppia seduta. In una nicchia sul fondo della sala (7) il defunto e la moglie dinanzi a a Osiride; un uomo in offertorio alla coppia con mazzi di fiori; due file di portatori di offerte in ginocchio preceduti da un uomo (un figlio?) dinanzi al defunto. Alcuni frammenti di architrave, con rappresentazione del defunto, sono oggi al Museo egizio del Cairo (cat. 30.10.26.4)[8].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, p. 38
Porter e Moss 1927, p. 335.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
a est dalla TT173; quattro tombe accessibili dall’unica casa di Hasan Ahmed el-Gurni (TT245, TT246, TT247, TT248) [8]
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile, il nome della moglie: Tamert[9].
La tomba
Della tomba, che si apre nel lato nord di un cortile da cui si accede anche alle tombe TT245, TT246, TT247 e TT258, è nota la planimetria in forma di sala rettangolare decentrata rispetto all’ingresso; unico dipinto parietale leggibile (1 verde in planimetria[10]) il defunto con la moglie e un bambino (di cui non viene indicato il nome) ricevono offerte di fiori da Khaemnuter, Prete lettore[11] di Amenhotep II[12].
La tomba non è stata ancora presa in considerazione da moderni lavori di rilevazione dopo l’abbandono del villaggio che la sovrastava[13].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[8] Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.
[10] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.
[11] Era compito dei preti “lettori” l’organizzazione delle cerimonie e la recitazione ad alta voce, durante le cerimonie sacre, degli inni previsti. Proprio per tale conoscenza delle invocazioni giuste e corrette, i “lettori” venivano considerati detentori di poteri magici.
[12] Porter e Moss 1927, pp. 332-333 e Kampp 1996.
[13] I lavori saranno agevolati dalla demolizione, eseguita nel 2006, del villaggio di Gurna che da centinaia d’anni ricopriva l’area delle Tombe dei Nobili con il trasferimento degli abitanti in Gurna Gedida, ovvero “Nuova Gurna”. Questo ha consentito, inoltre, il rinvenimento di ulteriori tombe fino ad allora sconosciute perché coperte, oppure occupate, dalle case del villaggio.
a est dalla TT173; quattro tombe accessibili dall’unica casa di Hasan Ahmed el-Gurni (TT245, TT246, TT247, TT248) [8]
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile, il nome della moglie: Sitamon[9].
La tomba
Della tomba, che si apre nell’angolo sud-est di un cortile da cui si accede anche alle tombe TT245, TT246, TT248 e TT258, è nota la planimetria in forma di sala rettangolare; sulle pareti resti di pitture parietali: (1 azzurro in planimetria[10]) resti di scene di banchetto funebre con una coppia seduta; su altra parete (2), in alto, resti di portatori di offerte. Poco oltre (3), su quattro registri, il defunto e la moglie adorano Osiride e Hathor, come dea dell’Occidente; scene di processione funeraria con falco e uomini che recano statuette reali e suppellettili funerarie; portatori di offerte e prefiche con uomini che, coadiuvati da un toro, trainano una scatola canopica; portatori di offerte con frutta e fiori dinanzi al defunto e alla moglie. Nella nicchia (4), sul lato di fondo, alcuni preti dinanzi al defunto purificato da altri preti; sul soffitto testi dedicatori.
La tomba non è stata ancora presa in considerazione da moderni lavori di rilevazione dopo l’abbandono del villaggio che la sovrastava[11][12].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[8] Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.
[10] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.
[11] Porter e Moss 1927, pp. 332-333 e Kampp 1996.
[12] I lavori saranno agevolati dalla demolizione, eseguita nel 2006, del villaggio di Gurna che da centinaia d’anni ricopriva l’area delle Tombe dei Nobili con il trasferimento degli abitanti in Gurna Gedida, ovvero “Nuova Gurna”. Questo ha consentito, inoltre, il rinvenimento di ulteriori tombe fino ad allora sconosciute perché coperte, oppure occupate, dalle case del villaggio.
a est dalla TT173; quattro tombe accessibili dall’unica casa di Hasan Ahmed el-Gurni (TT245, TT246, TT247, TT248)[8]
Biografia
Unica notizia biografica ricavabile, il nome della moglie: Sitmenhit[9].
La tomba
Della tomba, che si apre nell’angolo sud-ovest di un cortile da cui si accede anche alle tombe TT245, TT247, TT248 e TT258, non è nota la planimetria; sono note poche scene parietali: (1 in planimetria[10]) un architrave con i titoli del defunto; (2) un uomo e un fregio con quattro alberi; (3) un uomo con pescato.
La tomba non è stata ancora presa in considerazione da moderni lavori di rilevazione dopo l’abbandono del villaggio che la sovrastava[11][12].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[8] Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.
[10] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.
[11] Porter e Moss 1927, pp. 332-333 e Kampp 1996.
[12] I lavori saranno agevolati dalla demolizione, eseguita nel 2006, del villaggio di Gurna che da centinaia d’anni ricopriva l’area delle Tombe dei Nobili con il trasferimento degli abitanti in Gurna Gedida, ovvero “Nuova Gurna”. Questo ha consentito, inoltre, il rinvenimento di ulteriori tombe fino ad allora sconosciute perché coperte, oppure occupate, dalle case del villaggio.
Della tomba, che si apre nell’angolo sud di un cortile, da cui si accede anche alle tombe TT246, TT247, TT248 e TT258[10], non è nota né la planimetria, né la decorazione.
La stessa non è stata ancora presa in considerazione da moderni lavori di rilevazione dopo l’abbandono del villaggio[11]. che la sovrastava[12][13].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[8] Fino a tempi molto recenti, alcune delle tombe vennero adibite ad abitazioni o a pertinenze di abitazioni, come stalle, cantine, depositi e magazzini. Tale impiego, protrattosi per millenni, come è intuibile, ha ulteriormente favorito il danneggiamento di già precarie rappresentazioni parietali o, in taluni casi, ha addirittura causato la perdita o la demolizione di pareti o colonne, o pilastri. I riferimenti di Gardiner e Weigall ad abitazioni private debbono perciò essere intese in tal senso e fanno riferimento, come è ovvio, agli anni in cui le rilevazioni ebbero luogo considerando che la pubblicazione del “Topographical Catalogue” risale al 1913.
[10] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326
[11] I lavori saranno agevolati dalla demolizione, eseguita nel 2006, del villaggio di Gurna che da centinaia d’anni ricopriva l’area delle Tombe dei Nobili con il trasferimento degli abitanti in Gurna Gedida, ovvero “Nuova Gurna”. Questo ha consentito, inoltre, il rinvenimento di ulteriori tombe fino ad allora sconosciute perché coperte, oppure occupate, dalle case del villaggio.
[12] Porter e Moss 1927, pp. 332-333.e Kampp 1996.
[13] Benché non sia nota la planimetria, né la decorazione, si ritiene che nei suoi appunti N. de Garis Davies abbia confuso questa sepoltura con la TT259.
TT244 si sviluppa con più camere in sequenza; pochi i resti di scene parietali: il defunto in adorazione (1 in planimetria[9]); sull’architrave di un passaggio che adduce a “Kampp 268”[10] (2) il defunto e la moglie (di cui non è leggibile il nome), inginocchiati, adorano Anubi. In altro passaggio (3) il defunto e la moglie offrono mazzi di fiori a una divinità e la moglie che offre fiori a un’altra divinità. Una breccia nella seconda sala adduce verso la TT192[11].
Fonti
Gardiner e Weigall 1913
Donadoni 1999, p. 115.
Gardiner e Weigall 1913, pp. 38-39
Kampp 1996.
[1]La prima numerazione delle tombe, dalla n.ro 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del “Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes” di Alan Gardiner e Arthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
[2]Nella sua epoca di utilizzo, l’area era nota come “Quella di fronte al suo Signore” (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, “Occidente di Tebe”.
[3]le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un’unica area, sono di fatto distribuite su più necropoli distinte.
[4]Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal “Topographical Catalogue” di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione del’epoca.
[9] La numerazione dei locali e delle pareti segue quella di Porter e Moss 1927, p. 326.
[10] Friederike Kampp-Seyfried (Mosbach 1960), archeologo tedesco, da agosto 2009 Direttore del Museo Egizio di Berlino (Ägyptisches Museum und Papyrussammlung), che ha catalogato evidenze archeologiche della Necropoli Tebana secondo una numerazione costituita, e riconosciuta, dalla sigla “Kampp” seguita da un numero progressivo.