Donne di potere

TIYE

Di Grazia Musso

I primi anni di vita ed il matrimonio: Tiye diventa regina

Se I primi due terzi della XVIII Dinastia sono caratterizzati da un certo numero di regine dalla forte personalità, l’ultimo terzo, comprendente, tra gli altri, i regni di Amenhotep III e di suo figlio Amenhotep IV, sono letteralmente affollati da figure femminili che affiancano costantemente il faraone in tutte le sue apparizioni e attività: in particolare Amenhotep III fa di Tiye, una donna di sangue non reale e originaria di Akhmin in Medio Egitto, la sua ” Grande sposa reale”.

Tiye era figlia del facoltoso funzionario Yuya, sacerdote del dio Min e sovrintendente ai cavalli del re, e della nobile Tuya, imparentata con gli Ahmosidi, sovrintendente degli harem di Min e Amon, probabilmente crebbe a Menfi nel palazzo reale, dove vivevano anche i suoi genitori in ragione del loro elevato status sociale, e quando aveva undici o dodici anni sposò il coetaneo Amenhotep III al suo secondo anno di regno, riuscendo ad integrarsi perfettamente nel suo ruolo, ed anzi, acquisendo nel tempo la stima e la fiducia del marito sul quale aveva un indubbio ascendente e che le attribuì un ruolo importante nella gestione del potere, prima inserendo i suoi genitori nel consiglio di reggenza e poi associando a sé ed al suo stesso livello in numerose occasioni ufficiali, coinvolgendo negli affari di stato.

Amenhotep III

Oltre ai tradizionali titoli di una regina (Principessa Ereditaria, Nobile signora, Grande favorita, Grande di lodi, Dolcezza d’amore, Signora delle Due Terre, Sposa di Re, Grande Sposa Reale, Beneamata sposa del Re, Colei che riempie il palazzo d’amore, Madre del Re, Madre del Dio), Tiye era anche conosciuta come Padrona dell’Alto e Basso Egitto e Padrona delle Due Terre, e l’altra considerazione di cui godeva emerge anche dai documenti ufficiali, dove spesso ritroviamo una formula che sembra alludere ad una associazione al trono, probabilmente quando la salute del sovrano cominciò a declinare: ” Sotto la maestà del Re dell’Alto e Basso Egitto, Amenhotep III e della Grande Sposa reale, Tiye”.

L’amore è la considerazione di Amenhotep per la sua sposa trova ampia conferma nelle fonti: ella venne ritratta in forma di sfinge, il suo nome fu iscritto in un cartiglio come quello del sovrano e citato in una serie di scarabei commemorativi che periodicamente quest’ultimo emetteva e distribuiva in tutto l’Egitto e all’estero per celebrare gli eventi più significativi del suo regno.

I primi 12 anni del lungo regno di Amenhotep III sono stati caratterizzati dall’emissione di cinque serie di scarabei, ognuna delle quali commemora a un evento particolare. L’emissione del secondo anno, cui appartiene questo scarabeo in scisto smaltato, ricorda il “Matrimonio” del faraone con la regina Tiye.

Museo del Louvre, Parigi

In più di un’occasione gli scarabei furono dedicati ad episodi legati a Tiye, a partire da quello che annunciava il loro matrimonio e riportava anche i nomi dei genitori della sposa nonostante le loro origini non reali, e quello emesso nell’11 anno di regno, che dava notizia di un lago scavato in onore di Tiye nei pressi di Akhmin, sua città natale.

Tiye rappresentata come sfinge

Il giorno dell’inaugurazione i sovrani ne solcarono le acque con una nave dal significativo nome di “Aten splendente. La barca sacra è la stessa regina venivano dunque messi in relazione con una divinità, il disco solare, che sarà centrale nel corso del regno del successore di Amenhotep III.Tiye era nominata anche nello scarabeo che annunciava il matrimonio di Amenhotep con la principessa Gilukhipa, figlia di Shuttarna II di Mitanni e in quello che celebrava una caccia straordinaria, che vide l’uccisione da parte del sovrano di un numero esorbitante di tori selvatici.

Il prestigio di cui godette la sovrana è in ogni caso testimoniato dell’evidenza monumentale: in un gruppo statuario di dimensioni “ciclopiche”, alto circa sette metri, proveniente da Medinet Habu ora al museo del Cairo, che ritrae la regina seduta seduta accanto al faraone, i due sono rappresentanti delle stesse dimensioni, mentre in passato nella diade che rappresentava la coppia reale il sovrano era notevolmente più alto per simboleggiare il suo maggiore potere e prestigio.

Per sottolineare il ruolo regale e divino della coppia, inoltre, il faraone fece costruire a Soleb, in Alta Nubia un tempio dedicato al proprio culto personale e, nella vicina Sedeinga, uno dedicato alla moglie come personificazione della dea Hathor e chiamato “Tempio di Tye” che prefigurano quello di Abu Simbel di Rameses II e Nefertari; il è il più importante monumento egizio che si sia conservato in Alta Nubia e il secondo, purtroppo è crollato.

L’ascesa al trono di Amenhotep IV: Tiye diventa MADRE DEL RE

Amenhotep III garantì pace e prosperità e l’Egitto raggiunse l’apice della sua potenza, edificò grandi monumenti, templi, parchi pubblici ed infrastrutture ( lo stesso lago artificiale costruito per Tiye aveva anche la finalità di convogliare le acque da una serie di canali e permettere una più efficiente irrigazione dell’area circostante), trasferì la corte in un grande palazzo che fece costruire a Malkata, dietro Medinet Habu, sulla riva occidentale del Nilo.

Grazie alla politica matrimoniale consolidò i confini, espanse la propria influenza sulla Siria ed i trattenne rapporti con i Mitanni, che divennero ancora più stretti dopo che ivi ascese al potere di Tushratta, così come testimoniano le note “lettere di Amarna”, documenti che descrivono le relazioni politiche dell’epoca. Anche Tiye trattenne rapporti diplomatici personali con i governanti stranieri come si desume dalle iscrizioni e dalla citata corrispondenza, in particolare la lettera EA 26, in cui Tushratta risponde direttamente a lei che, a quanto pare desiderava accertarsi del mantenimento dei buoni rapporti fra i loro regni a seguito della morte del faraone : “Tu sai che io (Tushratta) ho sempre avuto amicizia per tuo marito e che tuo marito ebbe sempre amicizia per me…. Tu sei quella che conosce meglio tutto ciò che ci siamo detti l’uno all’altro. Nessun altro conosce”.

La Grande Sposa Reale trascorreva gran parte del suo tempo nel suo palazzo, dove disponeva di un complesso chiamato ” la Casa della Regina”, composto da servizi medici, magazzini, botteghe e laboratori di orefici, falegnami, panettieri, birrai e addirittura di un tesoro, gestito da maggiordomo tra i quali Kheruef.Tiye diede ad Amenhotep III cinque femmine ( Sitamon, Henuttaneb, Isis, Nebeta e Beketaten) e due maschi ( Tutmosis, morto giovane e Amenhotep).

Quando Amenhotep III mori, Tiye fece incidere una serie di scarabei commemorativi: “La Grande Sposa Reale Tiye ha modellato questo oggetto che le appartiene, per il suo amato fratello, il Faraone”, assunse il titolo di Madre di Re e divenne coreggente per il figlio Amenhotep IV, continuando a mantenere i contatti diplomatici con Tushratta ; il nuovo faraone inizialmente governò da Malkata e si pose nel solco tracciato dal padre, ma, nel quinto anno del suo regno, introdusse la riforma religiosa basata sull’ adorazione di Aton, modificò il suo nome in Akhenaton e si trasferì con i suoi fedelissimi ad Akhetaton , la città che aveva costruito dal nulla nel deserto.

Anche se non vi è prova che Tiye condividesse le nuove idee religiose del figlio, sembra che lo abbia sostenuto nella sua riforma, probabilmente perché si rendeva conto che arginava pesantemente il potere del clero di Amon, che nel corso del tempo era aumentato a dismisura e Costituiva un pericolo per la monarchia.

La lastra frammentaria in quartzite proviene dal Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep III, a Tebe Ovest e ritrae la sua sposa, la regina Tiye, in bassorilievo nell’incavo.

Il modellato del volto e la forma allungata degli occhi preannunciano l’arte amarniana

Agyptisches Museum, Berlino.

Fonte : Le regine dell’antico Egitto a cura di Rosanna Pirelli.

STATUA DI TIYE COME ISIDE-HATHOR.

Basalto. Altezza 153 cm. C. 694 collezione Donati.

Il botanico Padovano Vitaliano Donati nel corso del suo viaggio in Egitto e vicino Oriente su incarico dei Savoia si procurò, oltre a centinaia di oggetti minori, tre bellissime statue che inviò a Torino, dove furono esposte nel cortile dell’università.

Fu qui che Champollion, nel 1824, ebbe modo di ammirarle prima che venissero infine trasportate, nel 1832, nel palazzo sede del Museo Egizio per essere unite alla collezione Drovetti. Una delle statue di Donati raffigura Tiye, moglie del sovrano Amenhotep III e madre di Amenhotep IV. La regina è effigiata con sembianze di una dea, molto probabilmente Iside, come indica il disco solare che porta sul capo, inserito tra le corna bovine liriformi. La statua, pur nella sua frammentarietà, risulta estremamente elegante: il volto, dai tratti raffinati, è cinto da una parrucca striata su cui svetta l’ureo frontale, mentre il corpo, ben modellato, è avvolto da un abito a bretelle aderente che ne esalta le forme. Tiye tiene nella mano destra lo scettro uas, simbolo di potere, e nella sinistra l’ankh, emblema di vita. Questa statua, proveniente da Coptos, faceva parte di un gruppo di immagini divine fatte innalzare dal sovrano in varie località d’Egitto per celebrare il suo giubileo, festa sed.

Fonte: I grandi musei – Il Museo Egizio di Torino – Electra.

La regina figura sulle pareti della tomba del suo maggiordomo Huya ad Amarna, e almeno fino all’ottavo anno di regno di Amenhotep IV è presente anche sui monumenti della nuova capitale, il che induce a pensare che dopo la morte del suo consorte abbia vissuto spostandosi tra il suo palazzo a Medinet el-Ghourab, nel Fayum, e quello che il figlio le aveva fatto costruire ad Akhetaton.

LA MORTE: TIYE VIENE DIVINIZZATA

Dopo la morte di Akhenaton, i suoi successori abrogarono le sue riforme religiose cancellando il periodo amarniano dalla storia, ed è questo il motivo che la data di morte di Tiye è persino il suo luogo di sepoltura iniziale sono oggetto di dibattito.

Si ritiene che ella sia morta a poco più di sessant’anni nel 1337 a. C., in quanto è citata per l’ultima volta in un’iscrizione datata 13 novembre del 12 anno del regno di Akhenaton, proprio quando una grave epidemia sconvolse l’Egitto cagionando lutti anche nella famiglia reale.

La scomparsa di Tiye ed il disinteresse di Akhenaton nei confronti degli affari di Stato ebbero gravi ripercussioni politiche: l’Egitto perse il suo prestigio internazionale e alcuni territori a lungo detenuti dalla corona, e si assistette parallelamente alla crescita degli Ittiti a nord, non più controllati dagli egizi.

Sulla sepoltura della regina sappiamo ben poco: suoi ushabty furono rinvenuti nella tomba di Amenhotep III, mentre un sarcofago regale a suo nome proviene da una tomba di Tell el-Amarna e un naos dorato furono trovati nella Tomba 55 della Valle dei Re.

Sulla base di alcune iscrizioni incomplete e controverse alcuni egittologi ritengono che ella fu seppellita inizialmente nella tomba di Akhenaton ad Amarna ed in seguito trasferita in quella di Amenhotep III, dove sono stati trovati i suoi ushabti.

La sua mummia fu scoperta nel 1898 da Victor Loret nella tomba di Amenofi II adagiata al suolo accanto ad altri corpi deposti in un secondo momento; la sua rimase a lungo sconosciuta, tanto che per anni venne chiamata The Elder Lady, per distinguerla dalla mummia di una donna più giovane che giaceva insieme a lei, chiamata The Younger Lady.

Nel 1922 nella tomba di Tutankhamon venne ritrovato un piccolo sarcofago recante il nome di Tiye che custodiva una ciocca di capelli color rame quasi perfettamente conservati, costituenti un ricordo della nonna del giovane faraone o una reliquia della regina, divinizzata insieme al suo augusto consorte; solo nel 2010, tuttavia nell’ambito del “Family of King Tutankamun Projet”, è stato possibile identificare formalmente ” The Elder lady” come La regina Tiye (attualmente al Museo Egizio del Cairo), comparando il DNA estratto dalla mummia con quello ricavato dalla ciocca di capelli.

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