Cose meravigliose

LA TOMBA DI NEFERTARI

A cura di Andrea Petta

CHI ERA NEFERTARI

“Nefertari Meritenmut”, la “Bella Compagna, Amata da Mut” (la dea madre raffigurata come un avvoltoio) è stata Grande Sposa Reale di Ramses II, il terzo Faraone della XIX Dinastia. Non si conoscono le sue origini, anche se si suppone discendesse da Ay, il penultimo sovrano della XVIII Dinastia.

Nefertari offre due vasi “nemset” a Hathor, Selkis e Maat; una delle immagini più note della tomba ed il suo cartiglio: nfrt iry mryt n mwt (La Bella Compagna, Amata da Mut)

Nacque intorno al 1295 BCE probabilmente ad Akhmin, l’antica Ipu, capitale del IX Nomo dell’Alto Egitto e città natale anche di Yuia, il papà della regina Tiye. Andò sposa molto giovane a Ramses II a cui diede almeno sei figli, nessuno sopravvissuto al padre.

Morì intorno ai 40 anni nel 25° anno di regno di Ramses, forse ad Abu Simbel. Di lei e della sua importanza vi parlerà diffusamente Grazia Musso nella sua rubrica “Donne di Potere sulle rive del Nilo”.

UBICAZIONE E STRUTTURA

La tomba di Nefertari è ubicata nella cosiddetta “Valle delle Regine” (Queens Valley – QV) nella regione occidentale di Tebe ed identificata con il numero 66. È scavata nel versante settentrionale della valle tra le tombe QV 80 di Tuya, la mamma di Ramses II, e la QV68 di Merytamon, figlia e sposa reale dello stesso Ramses.La tomba ha una struttura su due livelli sotterranei, con due scalinate con un piano inclinato al centro per il trasporto del sarcofago. È disposta su un asse sud-sudest/nord-nordovest ma durante la costruzione lo sviluppo è stato “deviato” verso nord, probabilmente per la vicinanza della tomba QV 80 onde evitare crolli. Rispetto alla QV80 di Tuya, estremamente simile come sviluppo, ha un annesso in meno sempre per problemi di vicinanza alla stessa.

L’ubicazione della tomba nella Valle delle Regine

Lo sviluppo delle decorazioni segue il viaggio dell’anima della Regina secondo il Libro dei Morti, con tutte le prove da superare prima di incontrare Osiride e successivamente la sua “resurrezione” entrando nel ciclo eterno del divenire. Il “viaggio” di Nefertari si svolge in senso orario dall’ingresso alla camera sepolcrale fino all’incontro con Osiride, e poi risalendo nel cammino verso la rinascita.

La planimetria con la nomenclatura “moderna” dei locali:
A: Ingresso
B: Prima scalinata
C: Anticamera con mensola scavata nella roccia lungo le pareti occidentali e settentrionali
D: Passaggio laterale
E: Vestibolo (alcova)
F: Porta
G: Primo Annesso Est
H: Ingresso al corridoio
I: Seconda scalinata
J: Ingresso alla sala del sarcofago
K: Camera funeraria con quattro pilastri (I-IV) e nicchia canopica
L: Ingresso all’Annesso Ovest
M: Annesso Ovest
N: Ingresso al Secondo Annesso Est
O: Secondo Annesso Est
P: ingresso stanza Nord
Q: stanza Nord

Dalla prima scalinata si accede ad una Anticamera, collegata ad est con un vestibolo ad un annesso laterale dedicato ad Osiride ed Atum. Dall’Anticamera una seconda scalinata porta alla Sala del Sarcofago, dotata di 4 pilastri che sorreggono il soffitto e di tre salette laterali, probabilmente con funzioni liturgiche. Una rientranza sulla parete occidentale conteneva probabilmente i vasi canopi. Qui Nefertari raggiunge la meta del suo viaggio, l’incontro con Osiride e la sua eterna rinascita.

L’ingresso della tomba e la prima scalinata nelle tavole originali di Schiaparelli

Il soffitto dell’architrave di ingresso è decorato con una rappresentazione del sole dietro una collina di sabbia, fiancheggiato da Iside (il cui simbolo è ancora visibile) e Neftis in forma di uccelli.

Il decoro rappresenta il sole al tramonto e l’ingresso nel regno dei morti, ma anche il sole nascente e l’eterna rinascita di Nefertari con il disco solare di Ra.

L’ANTICAMERA

L’Anticamera è decorata con i testi del capitolo 17 del Libro dei Morti, l’inizio del cammino nell’Aldilà. Nefertari viene inizialmente rappresentata mentre gioca a senet, liberando il suo “ba” in forma di uccello ed adorando Akeru, il sole sopra l’orizzonte composto da due leoni. I vasi canopici vengono protetti dai figli di Horus prima di scendere nella sala del sarcofago.

Osiride con la corona “atef” con davanti e dietro due simboli imuit a lui collegati.

Davanti a lui: “Ti ho donato l’eternità come tuo padre, Ra”.

Dietro di lui: Protezione, Vita, Stabilità, Potere la accompagnano come Ra per l’eternità

VESTIBOLO ED ANNESSO ORIENTALE

Sulla parete opposta, che si apre sul vestibolo e sul primo annesso orientale, Nefertari viene accolta da Osiride e da Anubi. Selket e Neith conducono al vestibolo, dove Iside ed Horus prendono per mano Nefertari e la conducono in un “luogo sacro”, dove la Regina offre delle stoffe a Ptah mentre Thot le dona uno spazio nella terra sacra. Dopo le offerte rituali a Osiride ed Atum, la fusione con Ra-Osiride completa il percorso di eterna rinascita della Regina.

Osiride ed Anubi accolgono Nefertari seduti in un santuario sulla parete est; Osiride indossa la corona Atef e su un piccolo piedistallo di fronte a lui ci sono i quattro figli di Horus come figure mummiformi. Piccoli urei con dischi solari adornano la sommità del santuario. Anubi porta la croce Ankh simbolo di vita.

Neith e Selket conducono al vestibolo. Ognuna di esse pronuncia una benedizione “Ti accompagno, Grande Sposa Reale, Signora delle Due Terre, Signora dell’Alto e del Basso Egitto, Nefertari Meritenmut, giusta di voce, alla presenza di Osiride, che risiede ad Abydos; ti dono un luogo nella terra sacra, in modo che tu possa apparire gloriosamente in Cielo come Ra”

“Parole pronunciate da Iside: Per mano mia, vieni, Grande Sposa Reale, Nefertari Meritenmut, giusta di voce alla voce, in un luogo nella terra sacra.” Ai lati si intravede Osiride in forma di pilastro “djed”. Iside indossa la corona di Hathor, Nefertari quella a forma di avvoltoio con la doppia piuma ed orecchini a forma di cobra. Sul lato opposto, Nefertari viene condotta da Horus 

LA SECONDA SCALINATA

La seconda scalinata porta dall’Anticamera alla Sala del Sarcofago. È lunga 7.5 metri, con 18 gradini ed uno scivolo centrale per il trasporto del sarcofago. Le pareti sono decorate con alcuni tra i più famosi dipinti della tomba e sono divise in due settori per parte da un ripiano laterale le cui funzioni sono ignote: la parte superiore in qualche modo “appartiene” all’Anticamera, con la raffigurazione di Nefertari con le Dee protettrici, mentre la parte inferiore richiama decisamente la liturgia dell’oltretomba con Anubi. Le immagini sono praticamente speculari, ma con figure diverse.

La figura alata di Ma’at protegge l’ingresso alla sala sepolcrale

Nefertari, con la corona di Mut completa, porge due vasi nemset rotondi sopra un altare colmo di frutta, verdura, tagli di carne e delle pagnotte a Iside, Nefti e Ma’at. Iside ha la corona con il disco solare tra due corna di vacca, Mentre Nefti ha una corona con il geroglifico del suo nome, che significa “padrona della casa”. Dietro di loro c’è Ma’at con il suo simbolo, una piuma di struzzo, infilata sulla fascia che ha sul capo. Ma’at protegge con le sue ali il cartiglio di Nefertari con il simbolo “shen” di potere. A sinistra si intravede Selket che accoglie la Regina. Iside: “ti ho donato eternità come Ra”
Sul lato opposto, Nefertari fa la stessa offerta ad Hathor e Selket, mentre Ma’at è rappresentata nella stessa posa protettiva del cartiglio. A destra si intravede Neith che accoglie la Regina di fronte a Selket nell’immagine precedente. Hathor: ti ho donato l’apparizione di Ra nel cielo, ti ho donato eternità come Ra”
Le tre Dee mentre ricevono l’offerta della Regina
Avvicinandosi alla Sala del Sarcofago il tema delle decorazioni cambia. Questo è ora il regno dei morti. Nella parte inferiore del corridoio, un serpente alato protegge a sua volta il cartiglio della Regina con un simbolo “shen” di potere
Al di sotto del serpente alato è raffigurato Anubi con il flagello tra le zampe. “Parole di Anubi: Sono venuto prima di te, la Grande Sposa Reale, signora delle due terre, signora dell’Alto e del Basso Egitto, Osiride, Nefertari, amata di Mut, giustificata di fronte ad Osiride, il grande Dio, che risiede in Occidente. Sono venuto prima di te e ti ho donato un posto nella terra sacra, in modo che tu possa apparire gloriosamente in cielo come tuo padre Ra. Accetta gli ornamenti sulla tua testa. Iside e Nefti li hanno preparati per te e hanno creato la tua bellezza come quella di tuo padre, affinché tu possa apparire gloriosamente in cielo come Ra”

Sull’architrave di ingresso alla camera del sarcofago Ma’at spiega le sue ali a protezione della defunta: “Proteggo mia figlia, la Grande Sposa Reale, Nefertari Meritenmut, giusta di voce”. Sugli stipiti Nefertari viene indicata come “Osiride”: “L’Osiride, la Grande Sposa Reale, padrona delle due terre, Nefertari, amata di Mut, giustificata davanti a Osiride”. Sugli stipiti si intravede nuovamente Ma’at che accoglie la Regina

LA CAMERA DEL SARCOFAGO

La stanza sepolcrale misura grosso modo 10 x 8 metri, con 4 pilastri che sorreggono il soffitto. Lo spazio tra i pilastri è scavato per circa 60 cm e conteneva originariamente il sarcofago. A partire dalla scalinata, a sinistra (parete ovest) viene raffigurato il capitolo 144 del Libro dei Morti, con 5 dei 7 cancelli tradizionali (ognuno dei quali ha un “Addetto”, un “Guardiano” ed un “Araldo”) che Nefertari deve varcare per il ricongiungimento ad Osiride (raffigurato sulla parete nord).

L’Addetto (o Inserviente o Portiere a seconda delle traduzioni) ha sempre la testa o le corna di ariete, il Guardiano ha testa di animale e può essere maschile o femminile (se maschile con la pelle rosso-ocra scuro, se femminile con la pelle chiara o verde) mentre l’Araldo ha sempre forma umana e porta due simboli “ankh” nelle mani.

Nefertari sulla parete sud e ovest inizia il percorso dei “Sette Cancelli” (anche se ne sono raffigurati solo 5 nella tomba) che la porterà al tradizionale “Occidente”, il luogo dove si ricongiungerà ad Osiride, seguendo il capitolo 144 del Libro dei Morti. Nefertari deve pronunciare il nome di ogni cancello e il nome di ogni divinità che lo protegge per poter passare attraverso. La Regina è vestita con un abito bianco semitrasparente a figura intera, annodato al centro dalla lunga fascia rossa. In cima alla sua parrucca tripartita, indossa la corona Nekhbet d’oro con le due piume d’oro e un piccolo disco solare.

Il primo Cancello sull’angolo sud/ovest ha come Addetto una divinità indicata come “Faccia in basso, dalle molteplici forme”, il Guardiano dalle sembianze di un ippopotamo è “Orecchie che bruciano” e l’Araldo è “Potente di Voce”

Il Secondo Cancello, quello meglio conservato. Il nome dell’Addetto dalla testa di ariete è ‘Colui che apre la fronte’; il nome del Guardiano (femminile, con la testa di leonessa e due serpenti che spuntano dalla sommità della sua testa) è ‘Virtuosa di aspetto’, Il nome dell’Araldo è “Colui che brucia” e tiene un ankh in ciascuna mano

Una rientranza a metà della parete ovest probabilmente conteneva i vasi canopi, andati perdutiSulla parete orientale è invece raffigurato il capitolo 146 del Libro dei Morti, con 10 dei 14 portali illustrati (ciascuno con un solo “Guardiano”). Ciascuno dei portali è rappresentato allo stesso modo, un semplice telaio di porta sormontato da un fregio aureo. Dentro ogni Portale c’è il Guardiano, seduto su una pedana verde con un coltello sulle ginocchia.Molti decori sono andati perduti o completamente rovinati (compresi quelli dei due annessi est e ovest) a causa delle infiltrazioni d’acqua; lo vedremo meglio nel prossimo post.

La nicchia canopica ha un decoro molto diverso e quasi monocromo, chiaramente dipinto da una mano diversa. Si pensa sia stato realizzato in tempi diversi, per motivi ignoti (una sorta di restauro? Un completamento del decoro alla morte di Nefertari? Una trasposizione simil-papiro sulla parete?). Vi è rappresentata Nut in forma alata; ai lati (non visibili qui) nuovamente i quattro figli di Horus protettori degli organi interni del defunto

Particolare del quinto cancello, l’ultimo rappresentato: per mancanza di spazio l’artista ha raffigurato solo l’addetto, che è come al solito con la testa di ariete. Sono comunque riportati i nomi: l’Addetto, “Colui che mangia i serpenti”; il Guardiano, “Colui che brucia” e l’Araldo, “Muso di ippopotamo, furioso di potere”.

Sulla parete nord Nefertari ha raggiunto il rituale “Occidente” e rende omaggio a Osiride, Hathor e Anubi che siedono su troni cuboidi. Osiride è mostrato mummificato, mentre Hathor ha sul capo il simbolo per l’Occidente, sottolineando il suo legame con la necropoli

Il Guardiano del quinto portale è una strana figura di un bambino nudo con la testa deforme. A differenza degli altri custodi, non tiene un coltello sulle sue ginocchia, ma ne tiene due (uno per mano) sul petto

Tra i pochi decori conservati degli Annessi, Nefti, Hapi e Qebehsenuef accolgono Nefertari nell’Annesso Ovest. Sulla parete opposta erano rappresentati Iside, Amseti e Duamutef. Nello stesso Annesso Ovest, il Pilastro Djed di Osiride è rappresentato con due scettri “was”, simboli di potere, e due croci “ankh” (vita) alle braccia

I PILASTRI

Tutti e quattro i pilastri mostrano Osiride all’interno sull’asse est/ovest, ed un simbolo “djed” sull’asse nord/sud, rivolti alla posizione del sarcofago. Osiride è sempre voltato verso la scalinata di discesa, come se accogliesse Nefertari.

La disposizione dei quattro pilastri nella Sala del Sarcofago

Sui lati esterni i pilastri mostrano a sud due figli di Osiride, sugli altri Nefertari con le dee protettrici e con Anubi.

I lati dei pilastri che si affacciano sull’asse est/ovest, perpendicolare alla scala d’ingresso, sono tutti decorati con immagini mummiformi di Osiride. In ogni caso Osiride si affaccia verso l’ingresso della camera, come per dare il benvenuto a Nefertari.
Osiride si trova in un santuario con un alto tetto ad arco, sostenuto da due pali colorati. La superficie interna del santuario è di un colore giallo-ocra, in netto contrasto con il resto della camera. Osiride tiene in mano il pastorale e il flagello, simboli della sua autorità. La sua pelle è, come al solito, dipinta di verde, a significare la resurrezione. Indossa un semplice sudario bianco legato in vita con una lunga fascia rossa. Sulla sua testa è la corona “atef”, formata dalla corona bianca dell’Alto Egitto e due piume di struzzo. Ai suoi lati, ci sono due simboli “imuit”, composti da un vaso con un palo piantato al quale è legata una pelle di animale

Allo stesso modo, i lati dei pilastri che si affacciano sull’asse nord/sud, longitudinale alla scala d’ingresso, sono tutti decorati con simboli “djed” il pilastro della stabilità collegato ad Osiride. Contengono tutti invocazioni al “L’Osiride, la Grande Sposa Reale, padrona delle due terre, Nefertari, amata di Mut, giusta di voce”

Parete sud del pilastro 1. Il dio Horus-Iunmutef, identificato come “Horus, Pilastro di sua Madre” è vestito con un gonnellino bianco e una splendida pelle di leopardo, la cui testa è appoggiata sul petto a forma di pendente. Il testo è indirizzato a Osiride situato sulla faccia est dello stesso pilastro. Dice: “Parole di Horus, il ‘pilastro di sua madre’ (Iunmutef). Sono il tuo amato figlio, mio padre Osiride, sono venuto a salutarti. Quattro volte ho sconfitto i tuoi nemici per te. Che tu possa giustificare la tua amata figlia, la Grande Sposa Reale, signora delle due terre, Nefertari, amata da Mut, affinché possa riposare nell’assemblea dei grandi Dèi che sono nel circolo di Osiride, quelli a cui si uniscono tutti i signori delle terre sacre “

Pilastro 2. Simile al pilastro 1, il dio Iunmutef Harendotes, identificato come “il vendicatore di suo padre” è vestito con un gonnellino bianco sopra il quale è appoggiata splendida pelle di leopardo, questa volta mostrata sul retro.
Il testo è indirizzato a Osiride situato sul lato ovest di questo pilastro. “Parole di Harendotes. Sono il tuo amato figlio, che generato dai tuoi lombi. Sono venuto a guarire le tue membra e ti ho portato il mio cuore, mio padre Osiride, che risiede in Occidente. Che tu permetta alla Grande Sposa Reale, signora delle due terre, Nefertari, amata da Mut, di unirsi alla grande assemblea divina della Necropoli “

A sinistra, primo pilastro: Nefertari indossa la corona Nekhbet dorata di fronte a Hathor che indossa un abito rosso semplice e aderente con due spalline e il grande disco solare all’interno delle corna di vacca con un ureo dorato. A destra, pilastro 3: Nefertari di fronte a Hathor che porta sulla testa gli emblemi geroglifici dell’Occidente

Le immagini di tutti i post sulla tomba QV66 da:

  • Ernesto Schiaparelli (1904), “La Tomba di Nofretari Mirinmut,” Relazione sui lavori della missione archeologica italiana in Egitto, Volume 1 (Torino, G. Chiantore, 1923)
  • kairoinfo4u (Flickr)
  • La Valle dei Re, De Agostini 1996
  • Rose, Bone-Muller, Ferrero Il passato rivelato White Star Edizioni, 2012
  • Egitto, la terra dei faraoni. Konemann ed. 2010
  • T.G.H. James, Ramses II. White Star Edizioni, 2005
  • Bongioanni, Luxor e la valle dei Re. White Star Edizioni, 2005
  • Testi da: osirisnet.net

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